Categoria: Storie

Da stagista a dipendente, in Ferrero facile come bere un bicchiere di thè

Per raccontare «dal di dentro» l'iniziativa Bollino OK Stage, attraverso cui la Repubblica degli Stagisti incentiva le imprese a garantire ai giovani percorsi "protetti" e di qualità secondo i principi della Carta dei diritti dello stagista, la redazione raccoglie le testimonianze degli ex stagisti delle aziende che hanno aderito al Bollino. Di seguito quella di Luigi Lamendola, 26 anni, assunto nel marketing Ferrero a Pino Torinese con contratto di apprendistato. Sono nato e cresciuto nel verde della Brianza, a Sovico, un piccolo paese vicino Monza. Dopo il liceo sono stato molto combattuto nella scelta della facoltà: le due opzioni erano Medicina ed Economia, due strade non propriamente simili. Alla fine ho scelto Economia e commercio all'università di Milano-Bicocca, indirizzo Economia dei mercati globali. Il terzo anno di studi, nel 2008, mi sono tuffato nel mondo dell'Erasmus, una scelta che poi avrebbe cambiato la mia vita. Mi ero candidato per il Regno Unito ma a tre mesi dalla partenza l'accordo tra le università è saltato e sono stato dirottato verso la Danimarca, alla Copenhagen North Business Academy. Lì ho vissuto e studiato per dieci mesi, ed è stata senza dubbio l’esperienza più importante e divertente della mia vita. Ho conosciuto persone fantastiche, in una città splendida come Copenhagen; e lì, grazie allo stimolo di professori brillanti, ho preso la decisione di intraprendere per la prima volta un percorso di marketing. L'unico problema è stato l'esiguità della borsa, 350 euro al mese, che non copriva nemmeno l'affitto: la vita in Danimarca è piuttosto cara!Al ritorno in Italia - dopo i consueti mesi di depressione post-Erasmus - ho finito gli esami della triennale e mi sono laureato con una tesi in diritto economico sul sistema di welfare danese. La tentazione di tornare all'estero per la magistrale era forte, ma alla fine sono rimasto alla Bicocca, iscrivendomi a Marketing management. Questi due anni sono volati, anche grazie all'impegno nell'associazione Erasmus Student Network - nella quale ho ricoperto la carica di tesoriere e vice presidente - che aiuta gli studenti stranieri a Milano a sopravvivere alla vita e alla burocrazia italiana. Ottobre 2010 è arrivato presto: ho discusso la tesi magistrale in Economia industriale, con voto 110 e lode, e mi sono concentrato sul mondo del lavoro.Qualche mese prima infatti ero stato selezionato per uno stage curriculare in Citroen Italia a Milano, un'opportunità trovata su internet. Per otto mesi - sei più due di proroga - ho ricoperto il ruolo di Product manager assistant, occupandomi di marketing e promo BtoB, con un rimborso di 700 euro mensili e mensa. È stata un'esperienza fondamentale per l'inizio della mia carriera, ho imparato molto sia nella professione che nella gestione dei rapporti interpersonali. In Citroen mi trovavo bene e mi erano stati già affidati progetti personali di responsabilità, come il lancio di un nuovo sito per l'e-commerce di accessori e merchandising. Ma quando a fine marzo 2011 ho trovato sul web un annuncio Ferrero, non ho esitato a candidarmi. Per chi vuole fare marketing nella vita, Ferrero è il massimo. Dopo un paio di settimane sono stato contattato per un primo incontro a Pino Torinese, dove ho svolto test matematici, logici e linguistici al pc; poi sono tornato per un secondo colloquio con HR e responsabili del brand. Entrato nella stanza, ho visto subito sul tavolo delle confezioni di Estathè e ho subito capito che la posizione ricercata aveva a che fare con quel prodotto. Mi sono trovato subito a mio agio. Poi c'è stato un ultimo incontro - l'intero iter di selezione si è svolto in una decina di giorni - questa volta con il Marketing Manager e il responsabile HR, in cui è stata testata la mia capacità di analizzare una campagna tv e ragionare velocemente sui numeri. E a maggio eccomi nel team Ferrero come Assistant Brand Manager Estathè. Ho comunicato la scelta di trasferirmi a Torino ai miei responsabili in Citroen, che hanno compreso. E ci siamo lasciati con affetto. Lo stage è durato sei mesi, con un rimborso di mille euro netti al mese, e da subito ho ricevuto grande fiducia, gestendo progetti in  totale autonomia. Una delle cose più belle è stata occuparmi della sponsorizzazione della Maglia rosa al Giro d'Italia 2012. Ho curato lo sviluppo dell'idea, la gestione delle relazioni, il monitoraggio delle tappe, il reperimento di materiali creativi: un'esperienza fantastica. Ferrero è tra quelle aziende che interpreta lo stage come porta d'ingresso al mondo del lavoro, che consente di valutare attentamente il potenziale di una persona e decidere se trattenerla o meno. Non a caso dopo i sei mesi di stage sono stato assunto con un contratto quadriennale di apprendistato e uno stipendio di 1400 euro netti al mese. Ne sono felicissimo: il mio futuro lo vedo nel marketing, credo di avere una disposizione naturale per questo, e mi piacerebbe intraprendere un percorso internazionale in Ferrero. Cambiare stagisti ogni pochi mesi invece lede sia le persone in stage, che non hanno nessuna possibilità di convincere l'azienda e cercano sempre un piano B, che i dipendenti, che ogni tot devono ricominciare da capo con persone diverse, talvolta con nessuno in ufficio in attesa del rimpiazzo. Testo raccolto da Annalisa Di PaloLeggi qui tutte le altre testimonianze degli Stagisti col BollinoScopri a questo link quali sono le aziende che hanno aderito al Bollino OK Stage, sottoscrivendo la Carta dei diritti dello StagistaVai alla sezione Annunci per vedere se qualcuna di queste aziende sta cercando uno stagista!

«Stage? In PwC un investimento che premia i migliori»: la storia di Orazio

Per raccontare «dal di dentro» l'iniziativa Bollino OK Stage, attraverso cui la Repubblica degli Stagisti incentiva le imprese a garantire ai giovani percorsi "protetti" e di qualità secondo i principi della Carta dei diritti dello stagista, la redazione raccoglie le testimonianze degli ex stagisti delle aziende che hanno aderito al Bollino. Di seguito quella di Orazio Bocchieri, assunto in PwC a Milano con contratto di apprendistato.   «Cosa vorresti fare da grande?»: a 18 anni è difficile dare una risposta precisa alla fatidica domanda. La scelta della facoltà per me non è stata immediata, ma alla fine dopo il liceo scientifico, nel 2006, ho deciso di trasferirmi da Ragusa a Milano per studiare Economia aziendale e management alla Bocconi. I pochi studi economici fatti alle superiori mi avevano affascinato, anche per la possibilità di diventare eventualmente libero professionista - come mi suggeriva mio padre. All'università poi l'economia mi ha appassionato e ho conseguito nei tempi previsti sia la triennale che la specialistica in Amministrazione, finanza aziendale e controllo, sempre alla Bocconi, laureandomi a fine 2011. In questi anni ho anche fatto due esperienze di studio all'estero, grazie al programma Exchange promosso dall'ateneo: ho trascorso un semestre della triennale a Londra presso la Queen Mary University e uno della biennale alla Business School di Manchester, usufruendo di un contributo di 200 euro al mese solo nel primo caso, come previsto dal regolamento. In entrambi i casi ho dato quattro esami. Tramite la Bocconi ho anche avuto anche i miei primi contatti con il mondo del lavoro. Per tre anni, dal 2007 al 2010, ho svolto prestazioni occasionali come tutor didattico per il corso di Informatica e per i moduli dell'Ecdl Core e Advanced. Il piano di studi della specialistica prevedeva poi un tirocinio obbligatorio: avendo apprezzato molto i corsi di contabilità nazionale ed internazionale, ho deciso di puntare su una delle Big Four - le quattro società leader nella revisione aziendale - ovvero su PwC. Mi sono candidato per un tirocinio in revisione legale dei conti, consegnando direttamente il mio cv cartaceo in una delle giornate di orientamento lavorativo organizzate dalla Bocconi. Le selezioni in PwC avvengono in genere in tre fasi La prima consiste in test di inglese, presentazione individuale e business case di gruppo; la seconda in un colloquio individuale tecnico con un manager o un senior manager; e il terzo in un colloquio individuale con un partner della società. Talvolta per gli stage ci si ferma allo step due. Dopo la consegna del cv ho avuto diversi contatti telefonici con l'azienda, che mi è venuta incontro nel fissare la data dei colloqui, perché ero ancora in exchange a Manchester. Ho fatto tutto in tre giorni, a metà gennaio, ed è andata bene: da febbraio ad aprile 2011 sono entrato a far parte della squadra come tirocinante,  ricevendo un rimborso mensile di 800 euro lordi e buoni pasto. Contrariamente all'idea di stagista alle prese con lavori poveri di contenuto, in PwC l'inserimento nel team è immediato e completo. In affiancamento ai revisori più esperti, ho svolto soprattutto attività di audit e di verifica specifica su aree di bilancio che mi erano state assegnate, acquisendo domestichezza con i metodi e gli strumenti professionali di usuale applicazione.  Sono stati tre mesi molto formativi, in cui ho avuto un'idea molto chiara del lavoro svolto da un neoassunto, di cosa vuol dire lavorare in team, o curare le relazioni con i vari clienti. In PwC lo stage termina con una o più valutazioni da parte dei senior e con un colloquio con l'ufficio Risorse umane. Proprio in questa occasione il responsabile HR mi ha proposto di rimanere con un contratto biennale di apprendistato da 23mila euro lordi all'anno più buoni pasto, straordinari retribuiti e rimborsi trasferte. Un trattamento economico che mi permette di essere del tutto indipendente, nonostante l'affitto a Milano che "prosciuga" un terzo dello stipendio. Vale il principio che lo stage rappresenta un'opportunità anche per l'azienda, che può valutare se trattenere la risorsa su cui ha investito. Lo dimostra anche il fatto che, al termine dell'apprendistato, la società garantisce l'assunzione a tempo indeterminato per quanti hanno ricevuto una buona valutazione nel corso dei due anni.Ho firmato il contratto ad ottobre 2011, ancor prima di essermi laureato alla specialistica, e ad oggi ho da poco iniziato il mio secondo anno. Ogni giorno è un'occasione per imparare: dal momento in cui si comincia a lavorare in PwC si viene "bombardati" di informazioni e di nozioni, tanto da diventare non solo degli esperti di revisione e di contabilità, ma dei veri e propri esperti d'impresa. E poi mi piace spostarmi da un cliente ad un altro, non vivere la noia dello stesso posto ogni giorno; adoro conoscere quante più persone possibili perché c'è sempre da imparare attraverso le esperienze degli altri. Testo raccolto da Annalisa Di PaloLeggi qui tutte le altre testimonianze degli Stagisti col BollinoScopri a questo link quali sono le aziende che hanno aderito al Bollino OK Stage, sottoscrivendo la Carta dei diritti dello StagistaVai alla sezione Annunci per vedere se qualcuna di queste aziende sta cercando uno stagista!

Stage, progetto e infine assunzione: il percorso di Luigi in Bip

Per raccontare «dal di dentro» l'iniziativa Bollino OK Stage, attraverso cui la Repubblica degli Stagisti incentiva le imprese a garantire ai giovani percorsi "protetti" e di qualità secondo i principi della Carta dei diritti dello stagista, la redazione raccoglie le testimonianze degli ex stagisti delle aziende che hanno aderito al Bollino. Di seguito quella di Luigi Cipollaro, assunto a tempo indeterminato in Bip.Ho 29 anni, sono della provincia di Napoli ed il mio percorso formativo inizia già nel lontano 1996, con la scelta di studiare materie a vocazione scientifica. Ho frequentato il liceo scientifico, durante il quale, nel tempo libero, davo una mano a mio padre a gestire le complessità burocratiche insite nel suo lavoro di costruttore edile. Questo mi ha permesso di capire molte cose e fare esperienze non così usuali tra i miei coetanei dell’epoca. Dopo la maturità ho deciso di scegliere tra ingegneria gestionale ed economia aziendale. Non appena ricevuta la notizia di aver superato i test di ingresso alla Luiss senza esitazioni ho organizzato la mia trasferta romana. L’esigenza di indipendenza economica dai miei genitori mi ha mosso nella ricerca di un lavoro saltuario che non fosse di intralcio allo studio. Fino al 2008 ho lavorato in un ristorante iniziando come lava bicchieri e finendo come capo sala. Lavoravo almeno due sere a settimana e percepivo 45 euro a sera. In quel periodo condividevo con un amico un appartamento a Roma e i miei mi pagavano l’affitto; con ciò che guadagnavo mi pagavo spese e sfizi. Concluso il ciclo universitario sentivo di avere una carenza: la mancata esperienza dell’Erasmus e dunque qualche lacuna linguistica. Ho unito le diverse esigenze e ho organizzato una vacanza studio di tre mesi a Miami, dove ho avuto la possibilità di studiare in un’accademia di lingua inglese. Concluso il periodo americano, è iniziata la ricerca del lavoro. Inviare curriculum e contattare le risorse umane delle aziende era diventata la mia nuova occupazione. In quel periodo ho fatto circa cinquanta colloqui. La prima opportunità di lavoro è arrivata dalla città che mi aveva ospitato durante gli studi universitari. Ina Assitalia, azienda finanziaria operativa nel mondo assicurativo mi ha offerto un contratto a tempo indeterminato per il lavoro di consulente direzionale. Il contratto prevedeva una parte fissa pari a circa 400 euro ed una parte variabile legata alla quantità e qualità di polizze che riuscivo a collocare presso il pubblico così da raggiungere i 700 euro circa. Dopo sette mesi e una buona quantità di polizze collocate, tramite un amico che già ci lavorava ho avuto la possibilità di farmi conoscere dall’azienda dove attualmente lavoro: Bip. Gli ho dato il curriculum e dopo pochissimo mi hanno chiamato per un colloquio. Ho scelto di cambiare perché questa azienda mi dava la possibilità di toccare con mano ciò che avevo studiato per anni e che suscitava maggiormente interesse: il mondo della banca. Ho fatto uno stage di tre mesi a 700 euro netti, durante il quale mi occupavo già, come ora, di consulenza organizzativa e ICT e mi sono state subito assegnati incarichi di responsabilità e accordata molta fiducia. Tutto è andato per il meglio infatti lo stage si è subito trasformato in un contratto a progetto per un anno con retribuzione di circa 1250 euro. Infine ho avuto con grande soddisfazione un contratto a tempo indeterminato con lo stesso stipendio mensile. Ho deciso di rischiare ed ho fatto bene. Il mio livello salariale è cresciuto costantemente e di pari passo con le responsabilità legate ai progetti in cui sono stato coinvolto. Ora guadagno 1600 euro netti al mese e mi mantengo a Roma da solo senza nessun problema.Ho infuso il mio massimo impegno nell’attività lavorativa perché ho percepito che l’azienda aveva scelto di investire su di me ed io non volevo deludere nessuno. Le responsabilità e le attività sono aumentate gradualmente nel corso del mio percorso lavorativo ed il costante impegno è stato ripagato nel migliore dei modi, con l’assunzione.Sento di essere un professionista fortunato perché lavoro nel mondo che ho sempre desiderato conoscere. La figura di consulente mi permette, a seconda del progetto, di interfacciarmi con le diverse divisioni di una banca. Ad oggi sono al mio terzo progetto in Bip e in due anni ho avuto la possibilità di conoscere tre diverse direzioni del nostro cliente. Credo di aver posto, in questi due anni, solide basi su cui poter progettare una carriera fatta di sacrifici e soddisfazioni e sento che Bip ha fiducia e stima delle mie capacità.Testo raccolto da Giulia Cimpanelli Leggi qui tutte le altre testimonianze degli Stagisti col BollinoScopri a questo link quali sono le aziende che hanno aderito al Bollino OK Stage, sottoscrivendo la Carta dei diritti dello StagistaVai alla sezione Annunci per vedere se qualcuna di queste aziende sta cercando uno stagista!

Federica: in Medtronic tante certezze per il futuro

Per raccontare «dal di dentro» l'iniziativa Bollino OK Stage, attraverso cui la Repubblica degli Stagisti incentiva le imprese a garantire ai giovani percorsi "protetti" e di qualità secondo i principi della Carta dei diritti dello stagista, la redazione raccoglie le testimonianze degli ex stagisti delle aziende che hanno aderito al Bollino. Di seguito quella di Federica Fornari, assunta a tempo indeterminato in Medtronic. Ho 25 anni e sono nata e cresciuta nella periferia est di Milano. Nell’ottobre 2006, dopo la maturità linguistica mi sono iscritta alla facoltà di Scienze politiche della Statale. Dopo tre lunghi anni di fatiche mi sono laureata in Scienze internazionali ed istituzioni europee. Durante la mia carriera scolastica ed universitaria ho fatto qualche lavoretto per togliermi qualche sfizio, per non pesare troppo sui miei genitori e anche per cominciare a fare i primi passi nel mondo del lavoro. Tra questi ho fatto uno stage di 76 ore, senza alcun rimborso spese, presso l’Azienda EPO srl mi occupavo dell’archivio ed ero aiuto centralinista. Nonostante io abbia cercato di lavorare mentre studiavo, ho sempre trovato ben poco, un po’ per motivi universitari, visto che avevo molte lezioni da seguire che spesso occupavano l’intera giornata, un po’ perché l’offerta era scarsa. Nel  gennaio 2009 ho fatto un ulteriore stage di sei mesi di nuovo presso la EPO srl tramite la Provincia di Milano. Il mio ruolo però è cambiato e mi occupavo di gestire le pratiche dei prodotti da registrare presso l’Agenzia delle entrate.Subito dopo la laurea ho cominciato a inviare il mio curriculum speranzosa di trovare presto lavoro. Mi sono recata in tutte le agenzie interinali della zona, senza però trovare qualcosa che mi interessasse. Che sensazione frustrante: dopo anni di studio e sacrificio neanche un’offerta professionale alle porte!Nel settembre 2010 ho partecipato al Career Day gestito dalla Statale di Milano dove ho avuto modo di ricevere dépliants informativi da molte multinazionali fra cui Medtronic. Ho quindi inviato il mio curriculum in azienda, certa di ricevere almeno un riscontro. E infatti dopo qualche giorno mi hanno telefonato dall’ufficio risorse umane e mi hanno chiesto di presentarmi per un colloquio: stavano cercando una stagista da inserire nell’ufficio assistenza tecnica.Dopo qualche giorno sono stata ricontattata per un secondo colloquio, questa volta con il supervisor del sat; un paio di giorni dopo sono stata chiamata dall’ufficio del personale: mi avevano scelta!Al servizio di assistenza tecnica ho imparato a gestire tutto ciò che sta dietro al lavoro dei tecnici, dall’apertura della chiamata alla fatturazione. Prima ho seguito una certa linea di business per poi continuare con un’altra che è quella che seguo tutt’oggi.Il primo stage è durato sei mesi e il rimborso spese ammontava a circa 775 euro. Al termine me ne hanno proposto un altro il cui rimborso era di circa 850 euro. Le mansioni da svolgere erano le stesse ma ogni giorno le mie competenze e la mia sicurezza si rafforzavano. Una volta finito lo stage, dopo essere rimasta disoccupata per un mese, sono stata richiamata dall’azienda che, tramite agenzia interinale, mi ha assunta con contratto a tempo determinato per sei mesi. Finalmente ho iniziato a percepire un vero stipendio infatti venivo pagata circa 9 euro e 50 lordi all’ora, vale a dire circa 1500 euro lordi al mese.Da quando sono stata chiamata in Medtronic ho sempre lavorato in assistenza tecnica, seguendo le riparazioni di apparecchiature di differenti business, per esempio neuro navigatori e trapani della linea Surgical Technologies, ablatori cardiaci di Cardiochirurgia, Pacemaker esterni. In pratica gestisco tutta la fase di riparazione, dal preventivo all’uscita del tecnico e la conseguente fatturazione.Da maggio 2012 sono finalmente stata assunta a tempo indeterminato direttamente da Medtronic e percepisco 1200 euro netti al mese. Spero che Medtronic possa offrirmi l’opportunità di crescere professionalmente perché mi piace lavorare in questa azienda. Ora convivo a Milano con il mio ragazzo e riesco a mantenermi senza problemi con il mio stipendio.Non ho mai pensato di mandare il mio curriculum all’estero perché ho sempre sperato che, anche se la situazione del lavoro in Italia non è delle migliori, esistano delle aziende serie disposte ad assumere. Fortunatamente io faccio parte di quei giovani fortunati che hanno trovato lavoro e che possono avere delle certezze per il futuro.Testo raccolto da Giulia Cimpanelli Leggi qui tutte le altre testimonianze degli Stagisti col BollinoScopri a questo link quali sono le aziende che hanno aderito al Bollino OK Stage, sottoscrivendo la Carta dei diritti dello StagistaVai alla sezione Annunci per vedere se qualcuna di queste aziende sta cercando uno stagista!

Un palermitano a Torino: carriera al sapore di Nutella per Guido

Per raccontare «dal di dentro» l'iniziativa Bollino OK Stage, attraverso cui la Repubblica degli Stagisti incentiva le imprese a garantire ai giovani percorsi "protetti" e di qualità secondo i principi della Carta dei diritti dello stagista, la redazione raccoglie le testimonianze degli ex stagisti delle aziende che hanno aderito al Bollino. Di seguito quella di Guido Girardi, assunto nel marketing Ferrero a Pino Torinese. Sono Guido, ho 26 anni e sono nato a Palermo. Qui dopo il liceo scientifico mi sono iscritto a Ingegneria gestionale, completando la triennale a fine 2009 con il massimo dei voti e la menzione alla carriera: il punteggio di partenza per la laurea, senza punti di tesi, era di 115... Nel frattempo mi ero iscritto con riserva alla specialistica, sempre a Palermo, e a novembre 2010 mi sono laureato con 110, lode e menzione alla tesi. Insomma, mi sono concentrato molto sullo studio: volevo ottenere i migliori risultati in tempi brevi, e per questo ho rinunciato a lavoretti e iniziative come l'Erasmus, cosa di cui mi sono pentito in seguito. I tirocini però non sono mancati. Il primo, curriculare, l'ho svolto durante la triennale nel marketing del Banco di Sicilia, dopo aver vinto un bando dell'università per una trentina di posti in diverse aziende del territorio. Nessuna traccia di rimborso però, nemmeno i buoni pasto! Avevo 21 anni, una certa fretta di laurearmi e l'idea di lavorare gratis non mi piaceva; perciò, dovendo fare solo 150 ore, ho accelerato i tempi e in un mese ho finito tutto. Stessa cosa durante la magistrale. Stavolta si trattava di una piccola società di consulenza manageriale e sviluppo software, dove mi occupavo di redigere documentazioni tecniche: un'attività piuttosto noiosa, e di scarsa utilità secondo me.  Dopo due mesi e mezzo - e zero soldi -  si è concluso anche questo secondo "stage grigio". Subito dopo, con la laurea alle porte, c'è stata una breve esperienza in uno studio di consulenza manageriale: un periodo di prova, con il solo rimborso delle spese di viaggio, dopo il quale sarei stato assunto con un cocopro molto poco vantaggioso. Non ero nemmeno contento del lavoro, quindi ho lasciato perdere. Ed eccomi quindi nei primi mesi del 2011, mentre mi preparavo per gli esami di abilitazione, a inviare cv in tutta Italia, qualcuno anche all'estero. È in questo periodo che ho conosciuto la Repubblica degli Stagisti. Ho trovato molto utile la sezione annunci stage: proprio qui, e in contemporanea su  un altro sito, ho letto un annuncio Ferrero, e mi sono candidato. Ho sostenuto un test logico al computer e due colloqui a Pino Torinese, a cinque chilometri da Torino, e alla fine mi è stato proposto uno stage semestrale nel Demand Planning con un rimborso mensile di mille euro netti, mensa e palestra. Risultato: dalla Sicilia ho fatto un balzo in Piemonte. La Ferrero ha persino sostenuto le spese di alloggio per una settimana in un albergo di Torino centro, dandomi aria per trovare casa con più calma. Il sostegno dei miei è stato importante all'inizio ma, una volta decollato lo stage, per la prima volta nella mia vita sono diventato economicamente indipendente: il rimborso spese stage si può paragonare ad uno stipendio! A Torino pago 500 euro d'affitto, per un appartamento che adesso condivido con la mia compagna.A fine 2011 poi, concluso lo stage, mi è stato offerto un contratto quadriennale di apprendistato con una retribuzione di 1.400 euro mensili. Il Demand Planning - con cui si gestisce il piano vendite dei prodotti - è un ambito molto stimolante e formativo, in cui si incontrano diverse funzioni aziendali: logistica, marketing, vendite. Fin dallo stage mi erano state affidate responsabilità importanti, ma adesso gestisco il piano delle vendite di Nutella! Lo scopo è prevedere i volumi di prodotto che verranno venduti settimanalmente, incrociando dati storici, di marketing, informazioni sulle condizioni del mercato e su quelle ambientali - adesso che inizia il freddo ad esempio le vendite aumentano... È importante saper gestire l'incertezza e la variabilità della domanda di mercato, coglierne tempestivamente i mutamenti. Sul nostro lavoro si basa poi quello del piano produttivo. Mi ritengo molto fortunato ad avere iniziato una carriera in Ferrero: per l'azienda, i rapporti con i colleghi, la retribuzione, le possibilità di carriera, anche la città. Gli unici aspetti negativi sono la lontananza dalla famiglia e il poco tempo libero, ma sono problemi comuni. È anche la storia di molti miei colleghi di università: tutti trasferiti dalla Sicilia al nord, o all'estero. Fare ingegneria gestionale è stato comunque un tassello importante di questo successo: la maggior parte dei miei amici si trova in una condizione diversa dalla mia, non avendo ancora terminato il proprio percorso di studi. Per quel che mi riguarda, a 26 anni sono all'inizio del mio percorso, e fiducioso nel futuro. Testo raccolto da Annalisa Di PaloLeggi qui tutte le altre testimonianze degli Stagisti col BollinoScopri a questo link quali sono le aziende che hanno aderito al Bollino OK Stage, sottoscrivendo la Carta dei diritti dello StagistaVai alla sezione Annunci per vedere se qualcuna di queste aziende sta cercando uno stagista!

In meno di un anno dallo stage al tempo indeterminato: la storia di Alberto in Bip

Per raccontare «dal di dentro» l'iniziativa Bollino OK Stage, attraverso cui la Repubblica degli Stagisti incentiva le imprese a garantire ai giovani percorsi "protetti" e di qualità secondo i principi della Carta dei diritti dello stagista, la redazione raccoglie le testimonianze degli ex stagisti delle aziende che hanno aderito al Bollino. Di seguito quella di Alberto Ferrigno, assunta a tempo indeterminato in Bip. Ci ho impiegato un po’ più del previsto a laurearmi ma non me ne pento. Nonostante ciò, infatti, ora ho un lavoro che mi soddisfa, pur non avendo mai rinunciato a vivere tutte le belle esperienze che un ragazzo di vent’anni si trova ad affrontare. In più nel corso degli anni universitari ho provato a crearmi una certa indipendenza economica dai miei genitori per pagarmi tutti gli extra visto che loro mi mantenevano in casa. Quindi ho sempre fatto qualche lavoretto saltuario, principalmente come steward in diversi eventi e fiere, pagato a giornata (di solito 50 euro). Sono nato a Napoli nel 1982, ultimo di tre figli maschi. I miei genitori sono entrambi ex insegnanti ormai in pensione: mia madre ha insegnato analisi matematiche all’università Federico II di Napoli e mio padre, architetto, ha insegnato educazione tecnica alle scuole medie. Cresciuto a Napoli, mi sono diplomato nel 2000 al liceo scientifico e poi mi sono iscritto alla facoltà di ingegneria delle telecomunicazione alla Federico II. La scelta dell’università è stata abbastanza facile e senza alcun tipo di condizionamento da parte dei miei genitori: avevo una predisposizione per le materie scientifiche e, rispetto a una facoltà più settoriale come matematica o fisica, ho preferito intraprendere un percorso che mi aprisse più sbocchi lavorativi.Da subito mi sono reso conto che la scelta fatta era quella giusta, mi piaceva quello che studiavo e i risultati erano buoni. Nel 2005 ho conseguito la laurea triennale e nel 2009 la specialistica.Dopo un’estate trascorsa con la massima spensieratezza possibile, un amico di mio cugino mi ha proposto di fare un colloquio per iniziare uno stage a Roma presso una società di consulenza direzionale, la Business Integration Partners.Avevo già preso in considerazione l’ipotesi di lavorare in quest’ambito, quindi ho mandato il curriculum attraverso il sito aziendale e sono stato contattato per un colloquio. A ottobre ho iniziato uno stage in Bip. Per me si trattava anche un’importante esperienza di vita, perché per la prima volta andavo a vivere da solo. Conoscevo già Roma e non ho avuto problemi ad ambientarmi.A parte qualche aiuto economico iniziale dai miei genitori, ho cercato subito di essere indipendente e con il rimborso spese mensile di 700 euro più 200 per la trasferta riuscivo a pagarmi l’affitto (530 euro per una stanza in un appartamento con un ragazzo siciliano) e le spese ordinarie.Lo stage è durato sei mesi durante i quali il mio responsabile di progetto mi ha offerto diverse opportunità per mettere in mostra le mie capacità, che per fortuna sono riuscito a sfruttare nel migliore dei modi facendomi apprezzare per la qualità del lavoro svolto.Nel corso dello stage ho principalmente collaborato come analista funzionale e di processi in un importante progetto che viveva il suo periodo più critico, dimostrando da subito una buona autonomia nello svolgere il lavoro e integrandomi rapidamente con i miei colleghi più senior. Certo le mie mansioni non erano, e non sono, molto attinenti agli studi svolti, ma le attività che mi venivano affidate mi piacevano e lavorare come consulente presso un importante cliente mi ha dato da subito molte gratificazioni.Al termine del periodo di stage mi è stato proposto un contratto a tempo determinato di un anno con un retribuzione netta di 1300 euro al mese più buoni pasto, che mi ha permesso di sostenere con più tranquillità le spese ordinarie. Mi sono trasferito in un appartamento con la mia ragazza, dove dividiamo l’affitto di 850 euro al mese.Con il trascorrere dei mesi mi sono state affidate maggiori responsabilità, seguite quasi sempre da altrettante soddisfazioni e gratificazioni per il lavoro svolto e mi è stato permesso di lavorare su diverse tipologie di progetti e instaurando un ottimo rapporto con i miei colleghi e con il responsabile di progetto.Ad aprile 2011 sono stato assunto da Bip a tempo indeterminato (mantenendo lo stesso stipendio) e quest’anno sono stato promosso a Consultant, con la un aumento di stipendio a 1500 euro.Oggi mi guardo indietro e pensando a quando mi sono trasferito a Roma per intraprendere lo stage, sono felice di notare la mia crescita nel lavoro, ma soprattutto nella vita; in questi anni a Roma sono successe tante belle cose anche fuori dall’ambito professionale che mi hanno insegnato a prendere le mie responsabilità e a crearmi l’indipendenza che cercavo. Testo raccolto da Giulia Cimpanelli Leggi qui tutte le altre testimonianze degli Stagisti col BollinoScopri a questo link quali sono le aziende che hanno aderito al Bollino OK Stage, sottoscrivendo la Carta dei diritti dello StagistaVai alla sezione Annunci per vedere se qualcuna di queste aziende sta cercando uno stagista!

Stage ergo assunzione: con il Bollino un sogno possibile

Per raccontare «dal di dentro» l'iniziativa Bollino OK Stage, attraverso cui la Repubblica degli Stagisti incentiva le imprese a garantire ai giovani percorsi "protetti" e di qualità secondo i principi della Carta dei diritti dello stagista, la redazione raccoglie le testimonianze degli ex stagisti delle aziende che hanno aderito al Bollino. Di seguito quella di Gianluca Rossini, ora sistemista junior per il gruppo Reti a Busto Arsizio, in provincia di Varese. Ho 25 anni e abito ad Olgiate Olona, un piccolo paese della provincia di Varese. Nel 2005, dopo il liceo scientifico, mi sono subito iscritto ad Informatica alla Statale di Milano. Fin da piccolo le nuove tecnologie mi avevano sempre affascinato, quindi la scelta di questa facoltà è stata un naturale proseguimento del mio cammino scolastico.  Verso la fine della triennale- mi sono laureato a giugno 2010 - stanco di assimilare solo regole e nozioni, ho pensato di cercare uno stage che mi permettesse di mettere in pratica la teoria. E ad inizio 2010 ne ho trovato uno semestrale in una piccola azienda locale specializzata in servizi informatici alla pubblica amministrazione, con cui la mia università aveva una convenzione aperta. Finalmente i miei primi passi nel mondo IT! Tutti i concetti studiati all'università affioravano e si incastravano perfettamente con l'esperienza di ogni giorno in ufficio. L'azienda non offriva rimborso spese, né buoni pasto, ma la voglia di imparare e mettermi in gioco per la prima volta era troppa, tanto da far passare in secondo piano questa mancanza. Quei sei mesi sono passati molto in fretta. Alla fine l'azienda voleva concludere il progetto su cui io avevo lavorato, così mi è stato offerto un contratto di collaborazione a progetto di altri sei mesi, con uno stipendio di 700 euro lordi. A fine 2010 però, a causa della grave crisi economica, il contratto non mi è stato rinnovato. Peccato.Non mi sono fatto scoraggiare, ho aggiornato il mio curriculum e mi sono rimboccato le maniche: anno nuovo, nuovo posto di lavoro! Il portale della mia facoltà pubblica spesso buone offerte di stage, ed è lì che ne ho trovata una molto interessante, del Gruppo Reti, a Busto Arsizio: sei mesi come sistemista junior con un rimborso di 500 euro mensili. Molto buono per me. Purtroppo non tutte le aziende che propongono stage con rimborso, e in quel caso per lo meno bisogna puntare ad apprendere un bagaglio di conoscenze da sfruttare nel futuro.  È bastata una mail con cv allegato e dopo una settimana sono stato contattato, prima per un colloquio telefonico e poi per uno in azienda. Tempo dieci giorni ed è arrivata la risposta finale, positiva: marzo 2011, si parte con lo stage!Dopo un primo periodo di formazione su diversi sistemi di collaborazione in linea, ho affiancato un sistemista senior per un lavoro in una grossa multinazionale di Milano - e in questo frangente il rimborso spese è risultato molto utile a coprire i costi della trasferta giornaliera. Quell'esperienza, sotto l'occhio vigile del mio superiore, è stata fondamentale e mi ha permesso di prendere confidenza con le applicazioni Enterprise. A settembre 2011, con lo stage ormai in dirittura d'arrivo, è arrivata la proposta di rimanere: il buon lavoro svolto nei mesi precedenti mi è valso l'ingresso in azienda. Sono stato assunto come sistemista junior con un contratto da 1500 euro lordi al mese. Sono molto contento, sia dello stipendio che del rapporto con i colleghi, sempre disponibili ad aiutarmi. Per il momento il mio Paese mi ha permesso di lavorare in modo più o meno continuativo, per cui non ho mai pensato seriamente di lasciarlo, anche se ho ammiro molto il coraggio delle persone che emigrano all'estero per lavoro.Testo raccolto da Annalisa Di PaloLeggi qui tutte le altre testimonianze degli Stagisti col BollinoScopri a questo link quali sono le aziende che hanno aderito al Bollino OK Stage, sottoscrivendo la Carta dei diritti dello StagistaVai alla sezione Annunci per vedere se qualcuna di queste aziende sta cercando uno stagista!

Giulia, passi da gigante nel marketing Neomobile: destinazione Londra

Per raccontare «dal di dentro» l'iniziativa Bollino OK Stage, attraverso cui la Repubblica degli Stagisti incentiva le imprese a garantire ai giovani percorsi "protetti" e di qualità secondo i principi della Carta dei diritti dello stagista, la redazione raccoglie le testimonianze degli ex stagisti delle aziende che hanno aderito al Bollino. Di seguito quella della 27enne romana Giulia Campa, da cinque mesi a Londra come dipendente Neomobile.La mia storia ha inizio dalla passione per una parola molto breve, moda: non solo un modo di vestire o un oggetto da avere, ma anche uno stile di vita che porta ad essere curiosi e innovativi, a trovare qualcosa che si addica perfettamente a sè. La mia formazione però è di tutt'altro tipo: ho frequentato il liceo classico-linguistico a Roma. Poi nel 2003 mi sono iscritta ad Economia a Tor Vergata, conseguendo la triennale nel 2007, con una tesi in Statistica economica sul Sistema moda Italia. E con un Erasmus all'attivo: mio padre è spagnolo e io, nata e vissuta a Roma, capivo la lingua ma non la parlavo benissimo. Quindi ho scelto Madrid. Sono partita per sei mesi, con una borsa di 200 euro al mese, integrata dai miei, e sono tornata praticamente madrelingua. Una bella esperienza, che ha scolpito i contorni del mio carattere. Altrettanto posso dire di...Toronto! Dopo la triennale mi sono iscritta alla magistrale di Economia, sempre a Tor Vergata, e nel 2008, dopo tanto studio, ho deciso che era il momento di fare una nuova esperienza all'estero, lavorativa questa volta. Ho trovato uno studio di marketing canadese e per quattro mesi ho frequentato i suoi uffici di Toronto, senza che il mio piano di studi lo richiedesse. È stato un internship completamente autofinanziato, un po' con i miei risparmi, un po' con l'aiuto dei miei genitori. Ho sempre cercato di essere il più indipendente possibile e fatto molti lavoretti: hostess, baby sitter, cameriera, commessa; ripetizioni di matematica. Ma anche molte partite a calcetto femminile!Lingue, estero, economia... ma la passione per la moda era sempre lì. Nel luglio 2010, la tesi specialistica - uno studio delle esportazioni Italiane del settore delle calzature - è stata una nuova occasione per conciliare tutto. Dopo un rigenerante road trip estivo in California ho iniziato a mandare i primi curriculum, prediligendo le aziende della moda. Nel frattempo, da settembre, avevo iniziato a lavorare in una società di revisione contabile, con un contratto di collaborazione occasionale. Un mio curriculum è arrivato anche a Neomobile, tramite auto candidatura sul web. Dopo un mesetto sono stata chiamata per il colloquio a Roma, e nello stesso periodo è arrivata anche la chiamata di nota azienda di moda. Ho sostenuto entrambi i colloqui, e da entrambe le aziende ho ricevuto l'offerta di uno stage semestrale pagato. È stata una decisione difficile: da una parte il settore che mi ha sempre affascinata, la moda, ma una realtà aziendale che non sentivo mia; dall'altra Neomobile, che mi aveva subito colpito per dinamicità, flessibilità, bassa età media dei suoi dipendenti, internazionalità. Ho seguito l'intuito e ho accettato lo stage Neomobile - quello che ritenevo appunto più "ritagliato su di me", come dicevo all'inizio - che mi assicurava 600 euro al mese, più ticket restaurant, computer e telefono aziendale. Non me ne sono pentita. Sono stata molto seguita ma anche responsabilizzata, mai in seconda linea, e mi sono appassionata alle attività. Da novembre 2010  ho dato man forte al team mobile marketing Italia, seguendo le campagne pubblicitarie dalla ideazione all'analisi dei risultati. E dopo soli quattro mesi, ecco la bella notizia: mi hanno comunicato che a fine stage sarei stata assunta con un contratto di apprendistato di nove mesi, e uno stipendio di 23 mila euro l'anno. Puntuale poi, a febbraio 2012, è arrivata l'assunzione a tempo indeterminato, con un piccolo aumento di stipendio, e non solo: mi è stato proposto un trasferimento per sei mesi a Londra, per occuparmi di campagne pubblicitarie e acquisti adv cross-country, cioè per tutti i Paesi in cui opera Neomobile, cosa che mi piace moltissimo [a fianco, la sede di Cavendish Square]. Da cinque mesi quindi sono a Londra, dove ho trovato un piccolo studio a West Kensington, una zona molto bella e abbastanza centrale. Anche rispetto alla carissima Roma, gli affitti a Londra sono molto più alti, e la qualità delle case inferiore.  Neomobile mi paga l'appartamento e mi fornisce un rimborso spese mensile, quindi con il mio stipendio riesco a mantenermi completamente da sola. Il primo periodo però è stato molto duro, frenetico, pieno di lavoro, ma soddisfacente, e ho imparato moltissimo. E adesso... adesso un'altra proposta gratificante, quella di rimanere fino al prossimo gennaio. Che dire? Lo "stile Neomobile" mi si addice perfettamente. Testo raccolto da Annalisa Di PaloLeggi qui tutte le altre testimonianze degli Stagisti col BollinoScopri a questo link quali sono le aziende che hanno aderito al Bollino OK Stage, sottoscrivendo la Carta dei diritti dello StagistaVai alla sezione Annunci per vedere se qualcuna di queste aziende sta cercando uno stagista!

«Non voglio fuggire all'estero, ma realizzarmi professionalmente qui in Italia»

Per raccontare «dal di dentro» l'iniziativa Bollino OK Stage, attraverso cui la Repubblica degli Stagisti incentiva le imprese a garantire ai giovani percorsi "protetti" e di qualità secondo i principi della Carta dei diritti dello stagista, la redazione raccoglie le testimonianze degli ex stagisti delle aziende che hanno aderito al Bollino. Di seguito quella di Lidia Pomponi, con un contratto a progetto in Bip.  Mi chiamo Lidia Pomponi e sono nata 24 anni fa in un paesino sperduto della provincia di Teramo (sì lo so, Teramo non la conosce nessuno). A 14 anni mi sono iscritta al liceo classico, scelta fortemente voluta e in antitesi con quella del resto della famiglia che ha la maturità scientifica, visto che la scuola mi ha decisamente appassionata e nel 2006 mi sono diplomata. Sono sempre stata molto portata per lo studio e sin da piccola ho adorato stare sui libri, per cui i miei genitori non mi hanno mai spinta a lavorare, nè io ne ho mai sentito il bisogno; oggi me ne rammarico perchè, con qualche lavoretto durante gli studi, avrei imparato molto! Dopo la maturità ero un po’ stanca delle materie umanistiche e senza esitazioni ho scelto di iscrivermi alla facoltà di economia. I miei, consci dei disservizi delle università pubbliche, che loro stessi hanno frequentato, mi hanno spinto all’università privata e io mi sono trovata d’accordo: ho superato i test alla Bocconi di Milano e alla Luiss di Roma, ma Milano mi spaventava - era troppo lontana da casa. Così ho scelto Roma: lì ho vissuto i tre anni più belli della mia vita.Dopo la triennale però ho sentito il bisogno di nuove sfide e nuovi stimoli: ho ripetuto il test di ammissione in Bocconi, l’ho passato di nuovo e questa volta mi sono trasferita sotto la Madunina. Dopo il primo anno ho deciso di partire per un’esperienza all’estero, cinque mesi in California alla university of San Diego a frequentare corsi Mba ed ultimare i tre esami mancanti per la laurea. È stata un’esperienza che mi ha cambiata, mi ha aperto la mente. La mia famiglia con grandi sacrifici mi ha sostenuto economicamente per tutto il soggiorno, e di questo e altro sarò loro grata per sempre: dall’università infatti ho avuto solo una piccola borsa di studio di 700 euro, neanche un decimo delle spese complessive. Appena rientrata dall’America mi sono anche messa alla ricerca di uno stage curriculare per accumulare i crediti formativi necessari per completare il percorso di studi. Ho conosciuto Bip tramite una persona che aveva avuto modo di lavorarci e che me l’ha consigliata fortemente. Ho inviato il cv e fatto tre step di selezione, e alla fine mi è stato offerto esattamente ciò che cercavo: uno stage curriculare della durata di tre mesi, al termine dei quali avrei avuto bisogno di una pausa per ultimare la tesi. Mi veniva fornito un rimborso spese di 700 euro. Nei primi mesi di stage ero stata inserita a supporto di un team di lavoro attivo su un progetto di razionalizzazione in una grande banca italiana. Io non neanche un foglio bianco, ma ancora cellulosa da trasformare per cui hanno dovuto insegnarmi tutto partendo dalle basi: come scrivere una mail formale, come utilizzare Powerpoint per fare presentazioni ai clienti, come lavorare su tabelle excel e utilizzare le principali funzioni del pacchetto Office.Ho consegnato la tesi a settembre 2011 e mi sono laureata ad ottobre dello stesso anno. A quel punto Bip mi ha dato la possibilità di terminare l’iter di  stage classico che dura sei mesi, facendo altri tre mesi di stage. Sono tornata a seguire lo stesso cliente, ma su un progetto e con un team diversi. Si trattava di un progetto abbastanza amplio e complesso e io avevo il compito di coordinare le varie attività garantendo allineamento informativo ed organizzativo. In questo modo ho appreso le basi di un’altra attività fondamentale nella consulenza, il cosiddetto Pmo, project management office. Al termine di questo secondo periodo sono stata assunta. Come da policy aziendale, mi hanno fatto un contratto a progetto di un anno con retribuzione mensile netta di 1.300 euro circa più buoni pasto. Mi occupo della gestione delle attività progettuali in maniera quasi autonoma: in consulenza infatti non si lavora mai da soli, ma sempre in un team all’interno del quale ciascuno è responsabile di una serie di attività. Il mio lavoro ruota tutto attorno a un obiettivo: portare a termine il progetto conseguendo i risultati attesi dal cliente entro le tempistiche stabilite.Oggi mi sento ovviamente ancora all’inizio della mia vita professionale e sento il peso del dover dare un indirizzo decisivo alla mia carriera lavorativa in questi primi anni che sono i più importanti e i più carichi di indecisione. Nella consulenza finora ho trovato un’oasi di stabilità: mi ha offerto la possibilità di «sperimentare» e «sperimentarmi» in campi estrememente diversi e sicuramente mi ha aiutato a crescere professionalmente. All’orizzonte non vedo un cambiamento di rotta perchè sento che questo settore può darmi ancora molto e non ho intenzione di cambiare a breve.Ho vissuto all’estero per un breve periodo ed è stato sufficiente per riconoscerne le potenzialità, l’estrema apertura al «giovane» e la forte dinamicità economica. Molti Paesi oltreoceano sono sicuramente «l’eldorado», il sogno di molti neolaureati italiani. Anche molti miei amici vorrebbero partire. Io però mi sento italiana, una di quelle dal nazionalismo romantico che vuole vivere e veder crescere i propri figli nel suo paese. Pur criticando duramente l’eccessiva burocrazia, il clientelismo e la rigidità economica, sociale e di pensiero, non sono ancora stanca nè rassegnata e non credo ancora che l'Italia non abbia più speranze e non offra futuro. Il mio sogno è realizzarmi nella terra dove sono nata, senza scendere a compromessi e senza dovermi accontentare. Comunque sia farei molto volentieri un’altra esperienza lavorativa all’estero ma la considerei solo una breve parentesi professionale ed un’ulteriore occasione di crescita culturale, non certo come una decisione di lungo periodo.Per crescere ed avere successo in Italia - ma anche nel resto del mondo - bisogna dare il massimo, per imparare il massimo e ricevere indietro il massimo. Risparmiarsi nel lavoro, come nella vita, nella speranza di fare il meno possibile ed ottenere il massimo con il minimo sforzo non è una strategia vincente: bisogna sacrificarsi e dare il meglio di se per essere apprezzati e non farlo solo ed esclusivamente per interesse ma sempre e sopratutto per passione. Per il resto, come diceva la mia fantastica professoressa di latino del liceo: «ad majora semper».Testo raccolto da Giulia Cimpanelli Leggi qui tutte le altre testimonianze degli Stagisti col BollinoScopri a questo link quali sono le aziende che hanno aderito al Bollino OK Stage, sottoscrivendo la Carta dei diritti dello StagistaVai alla sezione Annunci per vedere se qualcuna di queste aziende sta cercando uno stagista!

«Nell'azienda delle caramelle della mia infanzia sono diventata grande»

Per raccontare «dal di dentro» l'iniziativa Bollino OK Stage, attraverso cui la Repubblica degli Stagisti incentiva le imprese a garantire ai giovani percorsi "protetti" e di qualità secondo i principi della Carta dei diritti dello stagista, la redazione raccoglie le testimonianze degli ex stagisti delle aziende che hanno aderito al Bollino. Di seguito quella di Valery Razzetti, che ha appena firmato una proposta di assunzione in Leaf, a Cremona.        Sono Valery, ho 25 anni e vengo da Maleo, un piccolo paese immerso nei campi di mais vicino a Cremona. Ho frequentato l'istituto tecnico per periti chimici: mi piace capire cosa c'è dietro i fenomeni quotidiani e la chimica è una vera passione. Il mio primo stage risale proprio al quarto anno delle superiori, nel giugno 2005: per tre settimane ho affiancato Giuseppe, un dottorando del laboratorio di chimica organica dell'università di Pavia, che si occupava di estrarre aromi naturali da matrici vegetali. È stata un'esperienza importantissima, che ha determinato le mie scelte future. Ho capito che il puro lavoro di laboratorio non faceva per me e ho scartato l'idea di iscrivermi a Chimica, scegliendo invece Scienze e tecnologie alimentari alla Cattolica di Piacenza, a 20 km da casa. Mi sono immatricolata subito, a fine luglio 2006, dopo due settimane dal diploma. La decisione può sembrare strana ma si spiega benissimo: questa laurea coniugava le mie due passioni, la chimica e... il cibo! Il percorso prevedeva anche un tirocinio di tre mesi, che ho svolto nell'estate 2008 presso una casa di residenza per anziani, senza rimborso. I miei compiti? Ottimizzare la composizione dei menù, verificare l'assenza di sprechi e riorganizzare l'attività del personale della cucina. Mi sono laureata a luglio del 2009, l'unica del mio corso a fare questa "pazzia": è stata davvero dura completare esami e tesi per quella data. Credo si possa parlare di competitività, ma nel senso di forza di propulsione, di grinta per fare le cose - e farle bene.Dopo la triennale avrei voluto iniziare a lavorare e costruirmi un futuro con il mio fidanzato storico, però il periodo non era dei migliori. I Tg tartassavano con notizie poco rassicuranti; i docenti invitavano a proseguire... Con la speranza di avere qualche chance di impiego in più, io e le mie colleghe abbiamo proseguito e, sempre con loro, a settembre 2011 ho conseguito la specialistica. Con il sostegno costante dei miei genitori, che mi ha permesso di concentrarmi sugli studi. Poi però dopo la laurea sono stata a casa per sei mesi. Mesi duri e sconfortanti, non ero preparata a incontrare così tante difficoltà nella ricerca di lavoro. Unica nota positiva, il premio di laurea Gatti, che ho vinto lo scorso gennaio: un riconoscimento di 2250 euro a testa per le due migliori tesi e carriere accademiche di Agraria. La mia tesi si intitolava: «Sviluppo del processo di produzione di sciroppi di glucosio dalla cassava» e su questo insieme ai miei relatori abbiamo anche pubblicato un articolo.A fine gennaio poi ho ricevuto una mail dell'ateneo: un annuncio di stage Leaf per il settore Ricerca e sviluppo, a Cremona; sei mesi con 500 euro di rimborso mensile più buoni pasto, e l'opportunità di lavorare sulle linee produttive in fabbrica, non solo in laboratorio o dietro un pc: non mi sembrava vero...Qui la Sperlari - parte del gruppo Leaf - è un'istituzione. Da piccola ci passavo davanti in macchina e mia mamma mi diceva: «Guarda Valery, questa è la casa delle caramelle!». I più bei ricordi d'infanzia sono legati ai prodotti Sperlari. Ho fatto il primo assessment in febbraio, con altri sette, in un bel clima informale e rilassato. Nonostante un po' di timidezza, dopo due settimane sono stata richiamata: ero tra i pochissimi in lizza per il colloquio finale, che ho fatto a marzo. È andato benissimo, e dopo qualche giorno ecco l'annuncio tanto atteso: ero stata scelta! Ho iniziato lo stage ad aprile e tra meno di una settimana, il 28 settembre, lo concluderò. In questi mesi sono letteralmente diventata un'altra persona: io, che non mi sono mai allontanata da casa, che non sono partita per l'Erasmus per paura del nuovo, che non ho mai guidato per più di 30 km... mi sono ritrovata a dormire in una stanza di albergo da sola, a macinare centinaia di km in autostrada e ad interagire con decine di colleghi nuovi. Sono una Valery diversa, più forte e decisa. Finora ho seguito la nascita di cinque caramelle nuove, dalla ricetta alla produzione, ho collaborato a trasferimenti di linee produttive dall'estero, interagito con fornitori… Non riesco ad esprimere appieno la gratificazione che ho ricevuto in questi mesi. Qui le persone vengono prima di qualsiasi computer o impianto, pur essendo una fabbrica [a fianco, Valery con i suoi colleghi del Value Engineering team: Marco, Emanuele e Davide]. E questa azienda doveva ancora stupirmi: a fine luglio ho ricevuto la proposta di un contratto a tempo determinato di un anno! L'assunzione scatterà il primo ottobre. Non conosco ancora i dettagli, per ora ho firmato solo la proposta di assunzione, ma la retribuzione dovrebbe aggirarsi intorno ai 25mila euro lordi annui. Sono felicissima, non me l'aspettavo... La mia contentezza si è tramutata subito in voglia di fare, ma anche di prendere: non voglio sprecare nemmeno un attimo del mio tempo qui, voglio imparare, fare, vedere tutto il possibile, perché so che è una grande occasione. Non so cosa capiterà tra un anno. Intanto posso dire che ce la metterò tutta per dare il massimo: a 25 anni, è il mio primo lavoro, e ne vado fierissima.Testo raccolto da Annalisa Di PaloLeggi qui tutte le altre testimonianze degli Stagisti col BollinoScopri a questo link quali sono le aziende che hanno aderito al Bollino OK Stage, sottoscrivendo la Carta dei diritti dello StagistaVai alla sezione Annunci per vedere se qualcuna di queste aziende sta cercando uno stagista!