Categoria: Storie

Pendolare per scelta, da Garlasco alla Nestlè

Per raccontare «dal di dentro» l'iniziativa Bollino OK Stage, attraverso cui la Repubblica degli Stagisti incentiva le imprese a garantire ai giovani percorsi "protetti" e di qualità secondo i principi della Carta dei diritti dello stagista, la redazione raccoglie le testimonianze degli ex stagisti delle aziende che hanno aderito al Bollino. Di seguito quella di Daniele Saino, con un contratto di formazione in Nestlè.  C’è una cosa che ha sempre caratterizzato il mio percorso formativo e professionale: il pendolarismo. Sono nato a Garlasco, in provincia di Pavia, 23 anni fa e già dalle scuole superiori viaggiavo a Vigevano dove studiavo da perito elettronico. In seguito mi sono iscritto alla facoltà di Comunicazione interculturale e multimediale all’università di Pavia e ho continuato a fare il pendolare.Durante l’estate e nel corso degli studi univesitari mi sono sempre dedicato anche a qualche lavoretto. Da adolescente ho fatto l'elettricista e guadagnavo pochi spiccioli, mentre durante l’università facevo il giardiniere e percepivo 50 euro al giorno.Il mio primo periodo di stage è arrivato l’ultimo anno delle superiori: tre mesi in un'azienda di elettronica a Vigevano, la Tecnologic srl, dove seguivo la creazione di componenti e schede per termoregolatori. Lo stage non garantiva alcun rimborso.Anche il mio percoso accademico prevedeva un tirocinio curriculare, 240 ore durante le quali ho seguito un progetto legato a Radio Ticino Pavia e all'università, anche in questo caso senza alcun rimborso spese.Lo stage svolto in Nestlé è stato per me la prima vera esperienza lavorativa. Dopo essermi laureato nel dicembre 2010 l’ho iniziato nel marzo successivo.Tramite la sessione «Carriere» del sito internet aziendale, avevo notato che c’erano diverse posizioni aperte per intraprendere un periodo semestrale di formazione in Nestlé. Mi sono candidato e, dopo una serie di colloqui di gruppo e personali, sono stato selezioneto. Ho svolto lo stage nel team di Facility&Security dove ho appreso molto. Per i miei primi sei mesi da stagista ho lavorato a stretto contatto con i colleghi, svolgendo mansioni legate alla gestione e manutenzione degli spazi, degli impianti, facendo da supporter agli eventi interni, seguendo la sicurezza all’interno del campus per tutto il gruppo e molto altro. Dopo qualche mese dal mio arrivo, c’è stato un cambiamento all’interno del team, che mi ha permesso di acquisire sempre più autonomia nella gestione delle mie mansioni.Lo stage era pagato 600 euro, e valutando le altre offerte di stage devo ammettere che il compenso Nestlé è di tutto rispetto. Anche in questo caso ho deciso di continuare a viaggiare da Garlasco, arrivando al nono anno di pendolarismo.Dopo i sei mesi di tirocinio mi è stato offerto un contratto di formazione professionalizzante con tante ore in aula utili per approfondire gli aspetti aziendali. Più proseguo il mio percorso e più trovo sinergie con altri team con cui potermi confrontare e crescere. Niente male! Inoltre percepisco un ral annuale di circa 25mila euro, che alla mia età e in questo periodo storico sono decisamente soddisfacenti.Sono felice di questa possibilità in quanto considero le attività svolte molto interessanti e stimolanti, e sento che il mio contributo ha valore e le mie idee e proposte vengono accettate. È bello vedere che il proprio entusiasmo, spirito di iniziativa e le varie proposte vengano valutate e sviluppate in quanto in grado di creare valore aggiunto al team e all’azienda. In futuro mi piacerebbe poter intraprendere un’esperienza all’estero per vedere come lavora il team del general services nelle altre nazioni dove il gruppo opera. Mi considero davvero fortunato perchè in Italia troppo spesso lo stage non viene visto dalle aziende come un’opportunità formativa per giovani che vogliano iniziare un proprio percorso di crescita e realizzazione, ma come una mera e gratuita fornitura di «bassa manovalanza» da utilizzare e cambiare continuamente. Nestlè rispecchia invece perfettamente l’iniziativa «Ok Stage» e non può che essere considerata un’azienda «col bollino».Per ora continuo col mio solito pendolarismo: sono così abituato che non mi pesa affatto e non ho per niente in programma un trasferimento a Milano, preferisco un po’ più di calma alla frenesia della città. Questo è il mio pensiero in questo momento, poi chi può dirlo? Per il futuro sono tante le cose che mi piacerebbe fare, ma al momento mi concentro sul presente e sul mio lavoro, cercando di svolgere al meglio e con entusiasmo le mie attività.Testo raccolto da Giulia Cimpanelli Leggi qui tutte le altre testimonianze degli Stagisti col BollinoScopri a questo link quali sono le aziende che hanno aderito al Bollino OK Stage, sottoscrivendo la Carta dei diritti dello StagistaVai alla sezione Annunci per vedere se qualcuna di queste aziende sta cercando uno stagista!

Giulia, passi da gigante nel marketing Neomobile: destinazione Londra

Per raccontare «dal di dentro» l'iniziativa Bollino OK Stage, attraverso cui la Repubblica degli Stagisti incentiva le imprese a garantire ai giovani percorsi "protetti" e di qualità secondo i principi della Carta dei diritti dello stagista, la redazione raccoglie le testimonianze degli ex stagisti delle aziende che hanno aderito al Bollino. Di seguito quella della 27enne romana Giulia Campa, da cinque mesi a Londra come dipendente Neomobile.La mia storia ha inizio dalla passione per una parola molto breve, moda: non solo un modo di vestire o un oggetto da avere, ma anche uno stile di vita che porta ad essere curiosi e innovativi, a trovare qualcosa che si addica perfettamente a sè. La mia formazione però è di tutt'altro tipo: ho frequentato il liceo classico-linguistico a Roma. Poi nel 2003 mi sono iscritta ad Economia a Tor Vergata, conseguendo la triennale nel 2007, con una tesi in Statistica economica sul Sistema moda Italia. E con un Erasmus all'attivo: mio padre è spagnolo e io, nata e vissuta a Roma, capivo la lingua ma non la parlavo benissimo. Quindi ho scelto Madrid. Sono partita per sei mesi, con una borsa di 200 euro al mese, integrata dai miei, e sono tornata praticamente madrelingua. Una bella esperienza, che ha scolpito i contorni del mio carattere. Altrettanto posso dire di...Toronto! Dopo la triennale mi sono iscritta alla magistrale di Economia, sempre a Tor Vergata, e nel 2008, dopo tanto studio, ho deciso che era il momento di fare una nuova esperienza all'estero, lavorativa questa volta. Ho trovato uno studio di marketing canadese e per quattro mesi ho frequentato i suoi uffici di Toronto, senza che il mio piano di studi lo richiedesse. È stato un internship completamente autofinanziato, un po' con i miei risparmi, un po' con l'aiuto dei miei genitori. Ho sempre cercato di essere il più indipendente possibile e fatto molti lavoretti: hostess, baby sitter, cameriera, commessa; ripetizioni di matematica. Ma anche molte partite a calcetto femminile!Lingue, estero, economia... ma la passione per la moda era sempre lì. Nel luglio 2010, la tesi specialistica - uno studio delle esportazioni Italiane del settore delle calzature - è stata una nuova occasione per conciliare tutto. Dopo un rigenerante road trip estivo in California ho iniziato a mandare i primi curriculum, prediligendo le aziende della moda. Nel frattempo, da settembre, avevo iniziato a lavorare in una società di revisione contabile, con un contratto di collaborazione occasionale. Un mio curriculum è arrivato anche a Neomobile, tramite auto candidatura sul web. Dopo un mesetto sono stata chiamata per il colloquio a Roma, e nello stesso periodo è arrivata anche la chiamata di nota azienda di moda. Ho sostenuto entrambi i colloqui, e da entrambe le aziende ho ricevuto l'offerta di uno stage semestrale pagato. È stata una decisione difficile: da una parte il settore che mi ha sempre affascinata, la moda, ma una realtà aziendale che non sentivo mia; dall'altra Neomobile, che mi aveva subito colpito per dinamicità, flessibilità, bassa età media dei suoi dipendenti, internazionalità. Ho seguito l'intuito e ho accettato lo stage Neomobile - quello che ritenevo appunto più "ritagliato su di me", come dicevo all'inizio - che mi assicurava 600 euro al mese, più ticket restaurant, computer e telefono aziendale. Non me ne sono pentita. Sono stata molto seguita ma anche responsabilizzata, mai in seconda linea, e mi sono appassionata alle attività. Da novembre 2010  ho dato man forte al team mobile marketing Italia, seguendo le campagne pubblicitarie dalla ideazione all'analisi dei risultati. E dopo soli quattro mesi, ecco la bella notizia: mi hanno comunicato che a fine stage sarei stata assunta con un contratto di apprendistato di nove mesi, e uno stipendio di 23 mila euro l'anno. Puntuale poi, a febbraio 2012, è arrivata l'assunzione a tempo indeterminato, con un piccolo aumento di stipendio, e non solo: mi è stato proposto un trasferimento per sei mesi a Londra, per occuparmi di campagne pubblicitarie e acquisti adv cross-country, cioè per tutti i Paesi in cui opera Neomobile, cosa che mi piace moltissimo [a fianco, la sede di Cavendish Square]. Da cinque mesi quindi sono a Londra, dove ho trovato un piccolo studio a West Kensington, una zona molto bella e abbastanza centrale. Anche rispetto alla carissima Roma, gli affitti a Londra sono molto più alti, e la qualità delle case inferiore.  Neomobile mi paga l'appartamento e mi fornisce un rimborso spese mensile, quindi con il mio stipendio riesco a mantenermi completamente da sola. Il primo periodo però è stato molto duro, frenetico, pieno di lavoro, ma soddisfacente, e ho imparato moltissimo. E adesso... adesso un'altra proposta gratificante, quella di rimanere fino al prossimo gennaio. Che dire? Lo "stile Neomobile" mi si addice perfettamente. Testo raccolto da Annalisa Di PaloLeggi qui tutte le altre testimonianze degli Stagisti col BollinoScopri a questo link quali sono le aziende che hanno aderito al Bollino OK Stage, sottoscrivendo la Carta dei diritti dello StagistaVai alla sezione Annunci per vedere se qualcuna di queste aziende sta cercando uno stagista!

«Non voglio fuggire all'estero, ma realizzarmi professionalmente qui in Italia»

Per raccontare «dal di dentro» l'iniziativa Bollino OK Stage, attraverso cui la Repubblica degli Stagisti incentiva le imprese a garantire ai giovani percorsi "protetti" e di qualità secondo i principi della Carta dei diritti dello stagista, la redazione raccoglie le testimonianze degli ex stagisti delle aziende che hanno aderito al Bollino. Di seguito quella di Lidia Pomponi, con un contratto a progetto in Bip.  Mi chiamo Lidia Pomponi e sono nata 24 anni fa in un paesino sperduto della provincia di Teramo (sì lo so, Teramo non la conosce nessuno). A 14 anni mi sono iscritta al liceo classico, scelta fortemente voluta e in antitesi con quella del resto della famiglia che ha la maturità scientifica, visto che la scuola mi ha decisamente appassionata e nel 2006 mi sono diplomata. Sono sempre stata molto portata per lo studio e sin da piccola ho adorato stare sui libri, per cui i miei genitori non mi hanno mai spinta a lavorare, nè io ne ho mai sentito il bisogno; oggi me ne rammarico perchè, con qualche lavoretto durante gli studi, avrei imparato molto! Dopo la maturità ero un po’ stanca delle materie umanistiche e senza esitazioni ho scelto di iscrivermi alla facoltà di economia. I miei, consci dei disservizi delle università pubbliche, che loro stessi hanno frequentato, mi hanno spinto all’università privata e io mi sono trovata d’accordo: ho superato i test alla Bocconi di Milano e alla Luiss di Roma, ma Milano mi spaventava - era troppo lontana da casa. Così ho scelto Roma: lì ho vissuto i tre anni più belli della mia vita.Dopo la triennale però ho sentito il bisogno di nuove sfide e nuovi stimoli: ho ripetuto il test di ammissione in Bocconi, l’ho passato di nuovo e questa volta mi sono trasferita sotto la Madunina. Dopo il primo anno ho deciso di partire per un’esperienza all’estero, cinque mesi in California alla university of San Diego a frequentare corsi Mba ed ultimare i tre esami mancanti per la laurea. È stata un’esperienza che mi ha cambiata, mi ha aperto la mente. La mia famiglia con grandi sacrifici mi ha sostenuto economicamente per tutto il soggiorno, e di questo e altro sarò loro grata per sempre: dall’università infatti ho avuto solo una piccola borsa di studio di 700 euro, neanche un decimo delle spese complessive. Appena rientrata dall’America mi sono anche messa alla ricerca di uno stage curriculare per accumulare i crediti formativi necessari per completare il percorso di studi. Ho conosciuto Bip tramite una persona che aveva avuto modo di lavorarci e che me l’ha consigliata fortemente. Ho inviato il cv e fatto tre step di selezione, e alla fine mi è stato offerto esattamente ciò che cercavo: uno stage curriculare della durata di tre mesi, al termine dei quali avrei avuto bisogno di una pausa per ultimare la tesi. Mi veniva fornito un rimborso spese di 700 euro. Nei primi mesi di stage ero stata inserita a supporto di un team di lavoro attivo su un progetto di razionalizzazione in una grande banca italiana. Io non neanche un foglio bianco, ma ancora cellulosa da trasformare per cui hanno dovuto insegnarmi tutto partendo dalle basi: come scrivere una mail formale, come utilizzare Powerpoint per fare presentazioni ai clienti, come lavorare su tabelle excel e utilizzare le principali funzioni del pacchetto Office.Ho consegnato la tesi a settembre 2011 e mi sono laureata ad ottobre dello stesso anno. A quel punto Bip mi ha dato la possibilità di terminare l’iter di  stage classico che dura sei mesi, facendo altri tre mesi di stage. Sono tornata a seguire lo stesso cliente, ma su un progetto e con un team diversi. Si trattava di un progetto abbastanza amplio e complesso e io avevo il compito di coordinare le varie attività garantendo allineamento informativo ed organizzativo. In questo modo ho appreso le basi di un’altra attività fondamentale nella consulenza, il cosiddetto Pmo, project management office. Al termine di questo secondo periodo sono stata assunta. Come da policy aziendale, mi hanno fatto un contratto a progetto di un anno con retribuzione mensile netta di 1.300 euro circa più buoni pasto. Mi occupo della gestione delle attività progettuali in maniera quasi autonoma: in consulenza infatti non si lavora mai da soli, ma sempre in un team all’interno del quale ciascuno è responsabile di una serie di attività. Il mio lavoro ruota tutto attorno a un obiettivo: portare a termine il progetto conseguendo i risultati attesi dal cliente entro le tempistiche stabilite.Oggi mi sento ovviamente ancora all’inizio della mia vita professionale e sento il peso del dover dare un indirizzo decisivo alla mia carriera lavorativa in questi primi anni che sono i più importanti e i più carichi di indecisione. Nella consulenza finora ho trovato un’oasi di stabilità: mi ha offerto la possibilità di «sperimentare» e «sperimentarmi» in campi estrememente diversi e sicuramente mi ha aiutato a crescere professionalmente. All’orizzonte non vedo un cambiamento di rotta perchè sento che questo settore può darmi ancora molto e non ho intenzione di cambiare a breve.Ho vissuto all’estero per un breve periodo ed è stato sufficiente per riconoscerne le potenzialità, l’estrema apertura al «giovane» e la forte dinamicità economica. Molti Paesi oltreoceano sono sicuramente «l’eldorado», il sogno di molti neolaureati italiani. Anche molti miei amici vorrebbero partire. Io però mi sento italiana, una di quelle dal nazionalismo romantico che vuole vivere e veder crescere i propri figli nel suo paese. Pur criticando duramente l’eccessiva burocrazia, il clientelismo e la rigidità economica, sociale e di pensiero, non sono ancora stanca nè rassegnata e non credo ancora che l'Italia non abbia più speranze e non offra futuro. Il mio sogno è realizzarmi nella terra dove sono nata, senza scendere a compromessi e senza dovermi accontentare. Comunque sia farei molto volentieri un’altra esperienza lavorativa all’estero ma la considerei solo una breve parentesi professionale ed un’ulteriore occasione di crescita culturale, non certo come una decisione di lungo periodo.Per crescere ed avere successo in Italia - ma anche nel resto del mondo - bisogna dare il massimo, per imparare il massimo e ricevere indietro il massimo. Risparmiarsi nel lavoro, come nella vita, nella speranza di fare il meno possibile ed ottenere il massimo con il minimo sforzo non è una strategia vincente: bisogna sacrificarsi e dare il meglio di se per essere apprezzati e non farlo solo ed esclusivamente per interesse ma sempre e sopratutto per passione. Per il resto, come diceva la mia fantastica professoressa di latino del liceo: «ad majora semper».Testo raccolto da Giulia Cimpanelli Leggi qui tutte le altre testimonianze degli Stagisti col BollinoScopri a questo link quali sono le aziende che hanno aderito al Bollino OK Stage, sottoscrivendo la Carta dei diritti dello StagistaVai alla sezione Annunci per vedere se qualcuna di queste aziende sta cercando uno stagista!

«Nell'azienda delle caramelle della mia infanzia sono diventata grande»

Per raccontare «dal di dentro» l'iniziativa Bollino OK Stage, attraverso cui la Repubblica degli Stagisti incentiva le imprese a garantire ai giovani percorsi "protetti" e di qualità secondo i principi della Carta dei diritti dello stagista, la redazione raccoglie le testimonianze degli ex stagisti delle aziende che hanno aderito al Bollino. Di seguito quella di Valery Razzetti, che ha appena firmato una proposta di assunzione in Leaf, a Cremona.        Sono Valery, ho 25 anni e vengo da Maleo, un piccolo paese immerso nei campi di mais vicino a Cremona. Ho frequentato l'istituto tecnico per periti chimici: mi piace capire cosa c'è dietro i fenomeni quotidiani e la chimica è una vera passione. Il mio primo stage risale proprio al quarto anno delle superiori, nel giugno 2005: per tre settimane ho affiancato Giuseppe, un dottorando del laboratorio di chimica organica dell'università di Pavia, che si occupava di estrarre aromi naturali da matrici vegetali. È stata un'esperienza importantissima, che ha determinato le mie scelte future. Ho capito che il puro lavoro di laboratorio non faceva per me e ho scartato l'idea di iscrivermi a Chimica, scegliendo invece Scienze e tecnologie alimentari alla Cattolica di Piacenza, a 20 km da casa. Mi sono immatricolata subito, a fine luglio 2006, dopo due settimane dal diploma. La decisione può sembrare strana ma si spiega benissimo: questa laurea coniugava le mie due passioni, la chimica e... il cibo! Il percorso prevedeva anche un tirocinio di tre mesi, che ho svolto nell'estate 2008 presso una casa di residenza per anziani, senza rimborso. I miei compiti? Ottimizzare la composizione dei menù, verificare l'assenza di sprechi e riorganizzare l'attività del personale della cucina. Mi sono laureata a luglio del 2009, l'unica del mio corso a fare questa "pazzia": è stata davvero dura completare esami e tesi per quella data. Credo si possa parlare di competitività, ma nel senso di forza di propulsione, di grinta per fare le cose - e farle bene.Dopo la triennale avrei voluto iniziare a lavorare e costruirmi un futuro con il mio fidanzato storico, però il periodo non era dei migliori. I Tg tartassavano con notizie poco rassicuranti; i docenti invitavano a proseguire... Con la speranza di avere qualche chance di impiego in più, io e le mie colleghe abbiamo proseguito e, sempre con loro, a settembre 2011 ho conseguito la specialistica. Con il sostegno costante dei miei genitori, che mi ha permesso di concentrarmi sugli studi. Poi però dopo la laurea sono stata a casa per sei mesi. Mesi duri e sconfortanti, non ero preparata a incontrare così tante difficoltà nella ricerca di lavoro. Unica nota positiva, il premio di laurea Gatti, che ho vinto lo scorso gennaio: un riconoscimento di 2250 euro a testa per le due migliori tesi e carriere accademiche di Agraria. La mia tesi si intitolava: «Sviluppo del processo di produzione di sciroppi di glucosio dalla cassava» e su questo insieme ai miei relatori abbiamo anche pubblicato un articolo.A fine gennaio poi ho ricevuto una mail dell'ateneo: un annuncio di stage Leaf per il settore Ricerca e sviluppo, a Cremona; sei mesi con 500 euro di rimborso mensile più buoni pasto, e l'opportunità di lavorare sulle linee produttive in fabbrica, non solo in laboratorio o dietro un pc: non mi sembrava vero...Qui la Sperlari - parte del gruppo Leaf - è un'istituzione. Da piccola ci passavo davanti in macchina e mia mamma mi diceva: «Guarda Valery, questa è la casa delle caramelle!». I più bei ricordi d'infanzia sono legati ai prodotti Sperlari. Ho fatto il primo assessment in febbraio, con altri sette, in un bel clima informale e rilassato. Nonostante un po' di timidezza, dopo due settimane sono stata richiamata: ero tra i pochissimi in lizza per il colloquio finale, che ho fatto a marzo. È andato benissimo, e dopo qualche giorno ecco l'annuncio tanto atteso: ero stata scelta! Ho iniziato lo stage ad aprile e tra meno di una settimana, il 28 settembre, lo concluderò. In questi mesi sono letteralmente diventata un'altra persona: io, che non mi sono mai allontanata da casa, che non sono partita per l'Erasmus per paura del nuovo, che non ho mai guidato per più di 30 km... mi sono ritrovata a dormire in una stanza di albergo da sola, a macinare centinaia di km in autostrada e ad interagire con decine di colleghi nuovi. Sono una Valery diversa, più forte e decisa. Finora ho seguito la nascita di cinque caramelle nuove, dalla ricetta alla produzione, ho collaborato a trasferimenti di linee produttive dall'estero, interagito con fornitori… Non riesco ad esprimere appieno la gratificazione che ho ricevuto in questi mesi. Qui le persone vengono prima di qualsiasi computer o impianto, pur essendo una fabbrica [a fianco, Valery con i suoi colleghi del Value Engineering team: Marco, Emanuele e Davide]. E questa azienda doveva ancora stupirmi: a fine luglio ho ricevuto la proposta di un contratto a tempo determinato di un anno! L'assunzione scatterà il primo ottobre. Non conosco ancora i dettagli, per ora ho firmato solo la proposta di assunzione, ma la retribuzione dovrebbe aggirarsi intorno ai 25mila euro lordi annui. Sono felicissima, non me l'aspettavo... La mia contentezza si è tramutata subito in voglia di fare, ma anche di prendere: non voglio sprecare nemmeno un attimo del mio tempo qui, voglio imparare, fare, vedere tutto il possibile, perché so che è una grande occasione. Non so cosa capiterà tra un anno. Intanto posso dire che ce la metterò tutta per dare il massimo: a 25 anni, è il mio primo lavoro, e ne vado fierissima.Testo raccolto da Annalisa Di PaloLeggi qui tutte le altre testimonianze degli Stagisti col BollinoScopri a questo link quali sono le aziende che hanno aderito al Bollino OK Stage, sottoscrivendo la Carta dei diritti dello StagistaVai alla sezione Annunci per vedere se qualcuna di queste aziende sta cercando uno stagista!

Isabella e il lavoro in Medtronic: «Ma che fatica mantenersi a Milano»

Per raccontare «dal di dentro» l'iniziativa Bollino OK Stage, attraverso cui la Repubblica degli Stagisti incentiva le imprese a garantire ai giovani percorsi "protetti" e di qualità secondo i principi della Carta dei diritti dello stagista, la redazione raccoglie le testimonianze degli ex stagisti delle aziende che hanno aderito al Bollino. Di seguito quella di Isabella Delfino, con un contratto a tempo indeterminato in Medtronic.     Fin dai tempi delle superiori ero convinta di proseguire con gli studi ed iniziare una nuova avventura nel mondo dell’università. Ho atteso però il giorno del diploma per prendere una decisione concreta. Nella mia mente  già era in progetto di allontanarmi da casa per iniziare questo nuovo percorso e così è stato: ho intrapreso l’università a Milano anzichè Torino che sicuramente mi avrebbe agenvolata con la vicinanza a casa visto che sono originaria di Cuneo.Le prime esperienze nel mondo del lavoro sono arrivate già durante il periodo delle scuole superiori: ho sempre svolto lavoro stagionale, da maggio a settembre, in un bar-gelateria. Lavoravo sei giorni su sette, otto ore al giorno, un vero impegno ma un’esperienza decisamente positiva e formativa fatta a quell’età. Inoltre ero fortunata perché mi hanno messa in regola prima con contratto con contratto a chiamata e successivamente uno a tempo determinato. Il compenso si aggirava intorno agli 8 euro lordi all’ora. Ma torniamo all’università: nel 2005 mi sono iscritta al corso di Economia e gestione dei servizi turistici alla Bicocca di Milano. Durante il terzo anno  ho deciso di vivere una nuova avventura: il progetto Erasmus: in poco tempo mi sono ritrovata a Madrid a trascorre un anno della mia vita, il più bello, il più emozionante e avventuroso! Rientrata ho concluso la laurea triennale e mi sono iscritta alla magistrale proseguendo con lo stesso indirizzo.Durante gli studi non ho mai smesso le piccole esperienze nel mondo del lavoro: ho alternato tra baby-sitter - pagata 6 euro all'ora - e promoter presso Media World e centri commerciali. In questo caso l’impegno richiesto era sabato e domenica con un compenso di 50 euro al giorno per otto ore. Ma il lavoro che sono riuscita a portare avanti per più tempo è stato servizio ai tavoli presso la galleria Sozzani, 10 corso Como di Milano. L'impegno era particolarmente flessibile in funzione degli impegni di studio. Durante il periodo di lezioni lavoravo la sera e il fine settimana, mentre durante il periodo estivo l'impegno era notevole e arrivava anche a sei giorni a settimana. Ero coperta da un contratto di collaborazione, anche qui come alla gelateria con un compenso di 8 euro lordi all’ora. Durante tutto il periodo universitario ho condiviso un appartamento con altri tre o quattro studenti perché i prezzi a Milano sono altissimi e l'unico modo per poter risparmiare il più possibile è quello di condividere addirittura la camera. Ho sempre contato sull'aiuto dei miei genitori, ma allo stesso tempo per non pesare troppo sulle loro spalle ho contribuito a pagare affitto e le spese quotidiane. L'aiuto più grande che ho ricevuto dai miei è stata la spesa delle tasse universitarie.L'unico periodo in cui non ho svolto alcun tipo di lavoro è stato l'Erasmus perché avevo necessità di parecchio tempo per dedicarmi all'università in quanto gli orari delle lezioni erano estesi durante l'arco di tutta la giornata, anche fino alle 21. Inoltre l'impegno richiesto era tanto, dovuto soprattutto ai compiti e lavori di gruppo che ci venivano richiesti. L'università ha poi contribuito fornendo un assegno Erasmus di 300 euro al mese.Durante il quarto anno accademico mi sono appoggiata al servizio Sportello stage per cercare un’offerta. Dopo diverse candidature e colloqui sono stata selezionata presso la sede amministrativa della catena Baglioni Hotels a Milano: un’esperienza molto interessante durata tre mesi in cui ho svolto diverse mansioni e attività con rimborso spese di 250 euro al mese più ticket restaurant da 5,29. Ricoprivo un ruolo di supporto all'interno dell'ufficio tesoreria e mi occupavo di riconciliazioni mensili, report mensili dei clienti debitori nei confronti dei diversi servizi usufruiti, contatto con le banche per il continuo aggiornamento dello status dei conti correnti, primo contatto con il software Opera utilizzato presso tutte le strutture e sede amministrativa della catena Baglioni. Poco prima della conclusione dei tre mesi mi è stata data la possibilità di proseguire per ulteriori tre mesi. Dopo una lunga riflessione ho scelto di dedicarmi interamente agli esami per due motivi. Il primo è che il lavoro a tempo pieno non sempre consente di dedicare il giusto tempo alla preparazione degli esami; il secondo è che essere frequentanti alle lezioni consente di avere un programma ben definito, un contatto diretto con il professore e un coinvolgimento maggiore alla materia.Già durante l’ultimo anno ho iniziato ad attivarmi per valutare annunci e offerte, e ho inoltrato una moltitudine di curriculum vitae. Mi sono laureata nel settembre del 2010 e a dicembre ho fatto il mio primo giorno in Medtronic Italia. In questo caso grazie al servizio reso disponibile dall’università: Vulcano (Vetrina universitaria laureati con curricula per le aziende navigabile on-line), una sorta di banca dati dove possono accedere studenti e aziende.Tra i diversi annunci pubblicati ho trovato un’offerta di stage inserita da Medtronic: la candidatura era riferita ad una posizione aperta per la ricerca di una figura di supporto presso l’ufficio congressi dell’azienda. Ho iniziato quindi il percorso di colloqui che si è finalizzato con una risposta più che positiva. Trascorsi i sei mesi di stage, con rimborso spese di 720 euro al mese più ticket da 9 euro, si è aperta un’ottima opportunità. Sono stata contattata dalle risorse umane perchè stavano sondando tra gli stagisti in azienda chi poteva essere interessato alla nuova posizione di administrative & marketing assistance all’interno della divisione cardiovascolare. Dopo una serie di colloqui con i manager dell’area ho ricevuto un feedback decisamente positivo: mi hanno offerto un contratto a progetto di un anno con ral - retribuzione annua lorda - pari a 24mila euro lordi e la possibilità di finalizzare al scadenza con un contratto a tempo indeterminato. Ho iniziato a giugno del 2011 e a maggio 2012 ecco la fantastica notizia: «Dal 1 di giugno sei ufficialmente assunta con un contratto a tempo indeterminato». L’inquadramento è al terzo livello del commercio (più o meno con lo stesso compenso lordo del contratto a progetto) più ticket restaurant da 10 euro e assicurazione integrativa UniSalute.Oggi vivo con il mio compagno in un monolocale di 40 metri quadri. E assicuro che nonostante sia così piccolo i prezzi attuali in vigore sul mercato sono davvero impossibili. Con tanti sacrifici riesco sì a mantenermi, ma i risparmi sono davvero nulli! In ogni caso sono pienamente soddisfatta del risultato raggiunto e spero che questo rappresenti uno stimolo ancora più forte per andare avanti e crescere nel mondo del lavoro.Testo raccolto da Giulia CimpanelliLeggi qui tutte le altre testimonianze degli Stagisti col BollinoScopri a questo link quali sono le aziende che hanno aderito al Bollino OK Stage, sottoscrivendo la Carta dei diritti dello StagistaVai alla sezione Annunci per vedere se qualcuna di queste aziende sta cercando uno stagista!

Stage con rimborso top e poi un contratto: in Ferrero col vento in poppa

Per raccontare «dal di dentro» l'iniziativa Bollino OK Stage, attraverso cui la Repubblica degli Stagisti incentiva le imprese a garantire ai giovani percorsi "protetti" e di qualità secondo i principi della Carta dei diritti dello stagista, la redazione raccoglie le testimonianze degli ex stagisti delle aziende che hanno aderito al Bollino. Di seguito quella di Francesco Varvaro, assunto con contratto di apprendistato in Ferrero, a Torino. A diciotto anni non si è pronti a fare delle scelte di vita. Io ho seguito il mio istinto, guidato dalla mie passioni, e per ora non ho alcun rimpianto. Mi chiamo Francesco, 26 anni a settembre, e sono nato e cresciuto a Palermo. Sono il maggiore di quattro fratelli - nella foto a fianco sono con mia sorella - e pur amando in modo smisurato la mia terra, pur avendo la possibilità di lavorare nell'azienda di famiglia, ho preferito costruirmi un mio percorso indipendente. Che è iniziato a 18 anni alla Bocconi di Milano, dove mi sono trasferito per studiare  Economia dei mercati finanziari, una delle mie passioni appunto, sin da piccolo. Poi mi sono specializzato in General management, preferendo questo percorso a Finanza - naturale prosecuzione della triennale - perché più completo, con maggiori sbocchi lavorativi e meno concentrato sul concetto di denaro. I miei mi hanno appoggiato, coprendo tutte le spese. Nei cinque anni di università non c'è stato niente di più formativo, stimolante e divertente delle due esperienze di studio all'estero che ho fortemente voluto. Viaggiare  è un'altra delle mie passioni, forse perché da quando avevo otto anni ho avuto la fortuna di girare il mondo grazie allo sport, la vela. Ho fatto parte della nazionale italiana e gareggiato nel campionato sudamericano, in Argentina; europeo, in Grecia; e poi Croazia, Inghilterra, Isola di Madeira. Però con il trasferimento a Milano ho dovuto abbandonare, e ora mi devo accontentare di qualche regata d'altura durante l'estate.Durante il triennio quindi, da settembre a dicembre 2008, ho studiato all'università di Maastricht, mentre altri quattro mesi della specialistica li ho passati li ho passati all'Itesm di Monterrey, in Messico, a partire dal gennaio del 2010. Nel primo caso ci ho messo molto di mio: volevo assolutamente partire, ma non sono rientrato in nessuno dei programmi di scambio promossi dalla Bocconi; quindi ho contattato autonomamente l'ateneo olandese. È stato tutto abbastanza complicato: burocrazia infinita, difficoltà nel trovare l'alloggio, nessun supporto economico - o di altro tipo - dalla Bocconi. Ma alla fine ce l'ho fatta, e sono partito come "free mover". In quattro mesi ho sostenuto tre esami.  Per il Messico invece sono rientrato in un exchange program e ho ricevuto un contributo dal mio ateneo, che si è anche occupato dell'iter burocratico. La partenza per l'America l'altro è avvenuta proprio a ridosso dello stage curriculare previsto nel biennio, che ho svolto da ottobre a dicembre 2009 in Ferrero. Sono entrato nel team marketing di Kinder Bueno, per cui mi sono occupato soprattutto di reportistica - sell-in, sell-out, ricerche consumer - sviluppo della marca, con un rimborso di 250 euro mensili. L'esperienza è stata sorprendentemente positiva: ho lavorato con passione, curiosità e grande soddisfazione, mia e dei miei superiori. Questi tre mesi per me sono stati la chiave di ingresso nel mondo del lavoro: il giorno dopo la mia laurea, ad aprile 2011, ho scritto un sms ad uno dei capi, esprimendo il mio desiderio di tornare in Ferrero. Dopo qualche giorno mi ha chiamato: c'era una posizione nel marketing per il quale mi offrivano di nuovo uno stage - di sei mesi, a Torino - che però stavolta con tutta probabilità si sarebbe trasformato in un contratto. Dopo 15 giorni e un colloquio con le risorse umane, ero stagista Ferrero per la seconda volta, sempre su Kinder Bueno, ma con mansioni e responsabilità molto più grandi, e con un rimborso quadruplo: mille euro netti al mese. E a novembre, finito lo stage, il contratto è arrivato: un apprendistato di quattro anni, con uno stipendio da 1400 euro mensili e molti servizi aggiuntivi: palestra gratuita, varie convenzioni, possibilità di usufruire di navette e lavanderia... L'appartamento in cui vivo da solo a Torino mi porta via metà stipendio ma sono indipendente dai miei e non mi manca nulla, tranne forse un po' più di tempo per la mia vita privata. Però alla fine va bene così: adesso quello che conta di più è investire su me stesso, imparare: cerco di essere una spugna, prendendo il meglio da tutto e da tutti. Con ambizione, ma senza fretta. Testo raccolto da Annalisa Di PaloLeggi qui tutte le altre testimonianze degli Stagisti col BollinoScopri a questo link quali sono le aziende che hanno aderito al Bollino OK Stage, sottoscrivendo la Carta dei diritti dello StagistaVai alla sezione Annunci per vedere se qualcuna di queste aziende sta cercando uno stagista!

Esperienza e determinazione: così Valentina è arrivata all'inserimento

Per raccontare «dal di dentro» l'iniziativa Bollino OK Stage, attraverso cui la Repubblica degli Stagisti incentiva le imprese a garantire ai giovani percorsi "protetti" e di qualità secondo i principi della Carta dei diritti dello stagista, la redazione raccoglie le testimonianze degli ex stagisti delle aziende che hanno aderito al Bollino. Di seguito quella di Valentina Carmignano, con un contratto di inserimento in Ceva Logistics.  Dopo il diploma scientifico tecnologico conseguito nel 2005 nella mia Tortona, una piccola città in provincia di Alessandria, è iniziata l’avventura di studentessa universitaria pendolare a Pavia, dove ho intrapreso il corso di laurea in Comunicazione interculturale e multimediale. In questi anni ho inoltre iniziato a lavorare nei weekend in una pizzeria della mia città, per poter essere un po’ più indipendente a livello economico. In pizzeria lavoravo il sabato e la domenica sera e venivo pagata all'inizio 5 euro all'ora, poi 6 euro e infine 7 euro all'ora.In questo periodo, l’esperienza più significativa è stato l’Erasmus in Inghilterra grazie al quale ho potuto studiare cinque mesi a Leicester, presso la facoltà di Mass communications: una grandiosa opportunità di crescita non solo a livello formativo - per la possibilità di confrontarsi con un diverso sistema educativo e metodi di studio nuovi e migliorare la competenza linguistica - ma anche e soprattutto a livello personale. Il contatto con culture differenti, le amicizie, i viaggi,  il clima stimolante ed effervescente che si respira non possono che arricchire e influenzare la propria visione del mondo in modo permanente. Durante l'Erasmus non ho lavorato, mi mantenevo grazie al rimborso previsto dal programma di circa 300 euro al mese e al supporto dei miei genitori. Tornata in Italia mi sono data da fare per completare gli esami e scrivere la mia tesi sull’etnomarketing, grazie alla quale otto mesi dopo  mi sono laureata con 110 e lode. Nel frattempo avevo deciso di abbandonare la tranquilla Pavia per seguire il corso di laurea specialistica in Comunicazione pubblica e d’impresa nella frenetica Milano, presso l’università Statale. Nonostante ciò volesse dire fare più ore di viaggio in treno e lasciare una facoltà che mi rimarrà sempre nel cuore per l’atmosfera famigliare che si respirava, sono stata contenta di questa scelta. Infatti, mentre dopo la triennale ancora non avevo le idee chiare su cosa avrei voluto fare dopo gli studi, seguendo i corsi della specialistica ho cominciato davvero a capire quale figura professionale potesse formarsi da un percorso di laurea in comunicazione. Dando tutti gli esami in tempo, a dicembre 2010 ho finalmente conseguito il traguardo finale con un 110 e lode e una tesi sul diversity management.Durante il secondo anno di specialistica ho svolto uno stage di tre mesi presso un piccolo ufficio stampa di Milano, trovato perché conoscevo direttamente la titolare. La supportavo nelle mansioni più basilari, come l’attività di mailing, la stesura di comunicati stampa, i “recall” ai giornalisti, le traduzioni. Seguivo un orario part-time, e in cambio percepivo un rimborso spese mensile pari al valore dell’abbonamento del treno. Nonostante questa esperienza non sia stata granché formativa, essa mi ha finalmente permesso di capire quali fossero le attività principali che una persona impiegata in uno studio di media relation deve svolgere. Alla fine dello stage mi era stata prospettata la possibilità di continuare la collaborazione, ma ho preferito dedicarmi appieno allo studio in modo da concludere l’università in tempo.Nello stesso anno ho collaborato occasionalmente con la Weber Shandwick, per la quale una settimana al mese svolgevo attività di monitoraggio online e recall ai giornalisti, sempre a Milano. È stato un mio compagno di università che, lavorando occasionalmente in questa agenzia, mi aveva proposto la collaborazione, in cui venivo pagata a ore. Questa esperienza mi ha permesso di avere un’idea di cosa significasse lavorare in un’agenzia di comunicazione multinazionale, passando dal contesto «intimo» e flessibile del piccolo studio a un clima molto più competitivo. Anche in questo caso, ho interrotto la collaborazione (che peraltro non dava prospettive di crescita professionale o possibilità di formazione) per dedicarmi interamente alla tesi. Ritengo comunque che, soprattutto durante il percorso di studio, sia fondamentale fare esperienza lavorativa anche se non corrisponde esattamente alle nostre aspettative: tutto è utile per aiutarci a capire cosa ci piace o non ci piace fare, in cosa siamo più o meno portati, quali siano le nostre qualità e in cosa dobbiamo migliorare.Dopo la laurea ho cominciato a mandare curricula online e partecipando a career days. Ho svolto alcuni colloqui per stage presso grandi imprese e agenzie di comunicazione. Da queste ultime sono rimasta colpita in negativo: stage di otto ore al giorno rimborsati al massimo 300 euro al mese o addirittura senza rimborso. Una, la MyPR, offriva 300 euro al mese e richiedeva orari dalle 8,30 del mattino alle 19,30; le altre, soprattutto quelle che non offrivano alcun rimborso, erano uffici stampa o agenzie di relazioni pubbliche più piccoli.Quando ho letto la job description sulla posizione offerta da Ceva Logistics sulla bacheca dell’università di Pavia non mi sembrava vero: uno stage in ufficio marketing&communications a 600 euro  al mese più buoni pasto. Non ho esitato a mandare il curriculum e sono stata chiamata per il colloquio nella sede centrale di Assago. Già da questo primo incontro ho percepito la serietà dell’azienda, che mi ha dato l’idea di voler davvero utilizzare lo stage come un mezzo per formare una nuova risorsa e investire su di essa. Il colloquio ha avuto esito positivo e, il 1 febbraio 2011, ho iniziato il mio stage in Ceva. Il rapporto con la mia tutor è stato molto positivo fin da subito: si è sempre dimostrata disponibile nei miei confronti, cercando di chiarire al meglio i miei dubbi e supportandomi nei momenti di difficoltà. Essere proiettati dal mondo «ovattato» dell’università a quello del lavoro reale, infatti, non è semplice, soprattutto se ci si trova immersi in una realtà, quella della logistica a livello globale, che fino a poco prima era sconosciuta.Alla fine dei sei mesi, il mio contratto di stage è stato prolungato fino a fine dicembre 2011, alle stesse condizioni e il 1 gennaio 2012 si è trasformato in un contratto di inserimento di un anno con retribuzione lorda annua di 22 mila euro. Il risultato ottenuto è per me significativo, visto il contesto lavorativo attuale di assoluta incertezza ed è anche un traguardo positivo perchè significa che, oltre a rispondere alle mie aspettative, le attività svolte hanno anche soddisfatto quelle dei miei superiori.Ora il contratto a tempo indeterminato è il mio prossimo obiettivo. Mi piacerebbe continuare a lavorare in ufficio marketing e comunicazione, accrescendo le mie competenze, acquisendo più autonomia e responsabilità.Da quando sono tornata dall’Erasmus, lavorare all’estero è sempre stata una delle mie più grandi ambizioni e molte volte ho mandato cv in Spagna, Australia o Inghilterra. In Italia la situazione per i neolaureati è critica e spesso spostarsi all’estero sembra essere l’unica soluzione per trovare un impiego in cui si è davvero riconosciuti per il proprio valore. Purtroppo però non è così semplice, soprattutto per quanto riguarda il settore della comunicazione: anche oltreconfine, infatti, le offerte di lavoro in questo ambito consistono soprattutto internship che prevedono un rimborso spese bassissimo. Sono comunque contenta di aver trovato una buona occupazione in Italia: è segno che qualcuno ancora crede in noi giovani ed è pronto ad investire in questo Paese, che senza queste preziose risorse non potrà mai fare passi avanti! Inoltre ho avuto la fortuna di trovare impiego in un’azienda multinazionale dunque chissà, magari in futuro mi offrirà l’opportunità di fare un’esperienza all’estero.Testo raccolto da Giulia Cimpanelli Leggi qui tutte le altre testimonianze degli Stagisti col BollinoScopri a questo link quali sono le aziende che hanno aderito al Bollino OK Stage, sottoscrivendo la Carta dei diritti dello StagistaVai alla sezione Annunci per vedere se qualcuna di queste aziende sta cercando uno stagista!

Dal sogno della diplomazia alla realtà HR di Neomobile: grazie a «OK Stage»

Per raccontare «dal di dentro» l'iniziativa Bollino OK Stage, attraverso cui la Repubblica degli Stagisti incentiva le imprese a garantire ai giovani percorsi "protetti" e di qualità secondo i principi della Carta dei diritti dello stagista, la redazione raccoglie le testimonianze degli ex stagisti delle aziende che hanno aderito al Bollino. Di seguito quella di Giulia Partenope, assunta a tempo indeterminato nel team HR di Neomobile, a Roma. Diritti umani, economia, giurisprudenza: sono queste le discipline che mi hanno sempre attratto. Ma quale laurea - mi sono chiesta dopo il liceo - poteva racchiuderle tutte e tre, con un occhio di riguardo per l'attualità? È con questa domanda che sono arrivata al corso di Relazioni internazionali di Roma Tre, facoltà di Scienze politiche, ma allora non avrei mai immaginato che la mia strada sarebbe diventata un'altra. Anche grazie alla Repubblica degli Stagisti.Sono Giulia, 29 anni, romana. Ho finito la specialistica a pieni voti nel novembre 2010, ma il mondo della carriera diplomatica non mi ha esattamente spalancato le porte.  Dopo molte riflessioni, ho deciso quindi di ampliare il mio background di studi e mi sono iscritta ad un master in Risorse umane organizzato dall'agenzia di formazione professionale HR Value; la quota di iscrizione si aggirava sui 600 euro, ma sono riuscita a vincere una borsa di studio. È cominciato così un percorso per me nuovo e molto affascinante, che ha determinato il corso della mia carriera. Dopo dieci settimane, finito il master, ho iniziato a cercare uno stage che mi consentisse di mettere in pratica la teoria: un'impresa! Inutile dire quanto sia complicato trovare un'azienda pronta a investire in risorse nuove. Lo scontro con il mondo del lavoro è stato duro, ho dovuto dire no a molte richieste per lavori sottopagati e senza alcuna prospettiva. Caratterialmente sono una persona molto indipendente e durante gli studi ho comunque svolto sempre dei lavori part time che mi consentissero di mettere da parte un po' di soldi: guida museale a Palazzo Chigi, animazione per bambini... Ma trovare un lavoro e una carriera è un'altra cosa. È qui che mi è venuta in aiuto la Repubblica degli Stagisti e sono felice di testimoniare che quelle aderenti al «Bollino OK Stage» sono effettivamente delle aziende virtuose. I principi della Carta dei diritti dello stagista, che in quel periodo di ricerca ho letto più volte e che condivido appieno, non rimangono solo parole. Sul sito RdS sono entrata in contatto con Neomobile: nella speranza che realmente l'azienda investisse sulle figure junior come la mia, ho inviato un'autocandidatura e... sono stata scelta! Dopo due colloqui, ad aprile 2011 ho iniziato i miei sei mesi nel team HR, unica stagista dell'ufficio, con mansioni di supporto ai processi di selezione, amministrazione e formazione. Ho notato subito una realtà giovane e multiculturale, un grande spirito di innovazione: insomma, mi sono trovata subito bene. Percepivo 600 euro al mese, più ticket restaurant, pc e telefono aziendale. Cosa più importante, però, era la possibilità di essere assunta in un'azienda innovativa e profondamente multinazionale: Neomobile ha sempre usato lo stage come potenziale via di ingresso in azienda. Al quarto mese di stage ho ricevuto il mio primo feedback formale dalla mia responsabile e con grande soddisfazione ho finito il semestre sapendo che per me ci sarebbe stato anche un dopo. A fine stage infatti sono stata assunta con un contratto di inserimento di nove mesi - terzo livello base del Ccnl Commercio - con uno stipendio lordo di circa 23mila euro annui. E poi? Poi sono rimasta ancora in Neomobile, continuando a percepire più o meno la stessa cifra, però questa volta con un contratto a tempo indeterminato! Adesso lavoro ancora con la mia responsabile - la Europe manager - supportando tutti i processi HR - selezione nella Europe region, training formativo, comunicazione, sviluppo, employer branding - e da inizio anno mi sono stati affidati anche dei progetti speciali, come la sicurezza in azienda, il progetto Social Media - con la creazione e gestione di un profilo Twitter - ed infine il progetto Tutor con cui assegniamo ad ogni nuovo assunto una guida interna, con il compito di supportare l'integrazione sociale e professionale del nuovo arrivato. Sono felice e soddisfatta del mio lavoro. La scelta di Neomobile si è rivelata vincente, non soltanto in termini professionali, ma anche culturali e relazionali. Ogni sera torno a casa soddisfatta e consapevole di stare crescendo. E sogno un giorno, chissà, di dirigere un mio team.Testo raccolto da Annalisa Di PaloLeggi qui tutte le altre testimonianze degli Stagisti col BollinoScopri a questo link quali sono le aziende che hanno aderito al Bollino OK Stage, sottoscrivendo la Carta dei diritti dello StagistaVai alla sezione Annunci per vedere se qualcuna di queste aziende sta cercando uno stagista!

Dal master di Tor Vergata a un contratto a progetto in Novamont

Per raccontare «dal di dentro» l'iniziativa Bollino OK Stage, attraverso cui la Repubblica degli Stagisti incentiva le imprese a garantire ai giovani percorsi "protetti" e di qualità secondo i principi della Carta dei diritti dello stagista, la redazione raccoglie le testimonianze degli ex stagisti delle aziende che hanno aderito al Bollino. Di seguito quella di Maria Teresa Riolo, con un contratto a progetto in Novamont. Sono nata 28 anni fa a Herford in Germania, e lì ho trascorso parte della mia infanzia. Non saprò mai se per il mio futuro sarebbe stato meglio rimanere in Renania, perché all’età di soli nove anni mi sono trasferita con i miei genitori e mia sorella a Crotone, in Calabria. Nel 2003, dopo il diploma all’istituto professionale Sandro Pertini per i servizi commerciali e turistici di Crotone, mi sono iscritta alla facoltà di economia dell’università di Tor Vergata di Roma. Avevo sempre pensato che fosse una delle migliori d’Italia e non mi sbagliavo: il corso di studi mi ha pienamente soddisfatta, nell’aprile del 2006 ho conseguito la laurea triennale in economia e management e nel luglio del 2009 quella specialistica in economia, metodi quantitativi e management con 110 e lode. Durante tutti i cinque anni ho ottenuto la borsa di studio Adisu che mi ha consentito di pagare l’affitto di casa senza dover lavorare. Abitavo in una casa in zona Tor Vergata con altre tre ragazze e il mio posto letto in camera doppia costava 230 euro al mese e ogni due mesi pagavo circa 35 euro di spese condominiali.Dopo l’università volevo completare il mio percorso di studi con un master o un corso di specializzazione, cosi ho deciso di partecipare alla selezione per una borsa di studio messa in palio da dieci imprese per il master in Procurement management di Tor Vergata. Sono arrivata all’ultima fase della selezione che prevedeva il colloquio con le dieci aziende che avevano messo in palio la borsa di studio, insieme ad altri venti partecipanti. Io ho vinto la borsa di studio con Novamont: una vera soddisfazione! Il master sarebbe durato un anno, con borsa di studio a copertura totale del valore di 6mila euro. Siccome mi sarei dovuta trasferire a Novara, il mio stage è iniziato alla fine del master, nel gennaio del 2011 per una durata di tre mesi. All’inizio passare da Roma a Novara non è stato per niente un bell’impatto. Ma poi con il tempo mi sono resa conto dei vantaggi che una città a grandezza d’uomo come Novara può offrire rispetto a una grande metropoli. Un esempio? Non trascorrere parte della tua giornata (e della tua vita) bloccata nel traffico. Durante lo stage ho lavorato sia per la funzione acquisti, collaborando sulla gestione del ciclo passivo degli acquisti, sia per il marketing sul green public procurement. Percepivo un rimborso spese di 500 euro con l’uso gratuito della mensa: vivevo a Novara con altre tre ragazze, spendendo 220 euro d’affitto più 75 euro di spese condominiali al mese, e grazie a borsa di studio e rimborso spese non avevo difficoltà a mantenermi. Alla fine dello stage mi è stato offerto un contratto a progetto nel marketing strategico e finalmente  percepisco uno stipendio di 1200 euro lordi. Ho deciso però di continuare a condividere la casa con le altre ragazze perché sarebbe difficile pagare un affitto più le spese, che a Novara sono molto alte, autonomamente.Il mio attuale lavoro in Novamont prevede principalmente lo sviluppo del green public procurement con le pubbliche amministrazioni italiane. Con questa dicitura apparentemente ostica si intende il processo in base al quale le amministrazioni pubbliche integrano i criteri ambientali in tutte le fasi del processo di acquisto. Quindi nel caso di Novamont significa per esempio incentivare la pubblica amministrazione ad utilizzare per le sagre o fiere di un dato comune piatti e posate compostabili o riutilizzali in quanto rispetto ai piatti e bicchieri in plastica garantiscono una drastica riduzione dei rifiuti indifferenziati. Una delle caratteristiche che preferisco di questa azienda è che mi permette spesso di sfruttare le conoscenze acquisite durante l’università e  il master.  Mi piacerebbe continuare a lavorare nel settore delle bioplastiche, perché è in forte fermento attualmente e con un alto potenziale di crescita. Dallo stage è passato più di un anno e in questo periodo ho potuto capire quali sono i miei punti deboli da migliorare ma soprattutto ho scoperto quali sono le mie potenzialità. A livello personale certo mi manca un po’ Crotone, che considero il mio paese d’origine, ma non credo ci tornerò mai più a vivere perché purtroppo la zona non offre opportunità professionali. A Roma non tornerei perché ho imparato ad amare i vantaggi delle piccole realtà. E poi sono un po’ stanca di spostarmi. Non mi pento delle scelte e del percorso che ho fatto ma ora mi piacerebbe avere un po’ di stabilità, perché no, anche a Novara.Testo raccolto da Giulia CimpanelliLeggi qui tutte le altre testimonianze degli Stagisti col BollinoScopri a questo link quali sono le aziende che hanno aderito al Bollino OK Stage, sottoscrivendo la Carta dei diritti dello StagistaVai alla sezione Annunci per vedere se qualcuna di queste aziende sta cercando uno stagista!

A 26 anni il lusso di scegliere tra due offerte di contratto a tempo indeterminato

Per raccontare «dal di dentro» l'iniziativa Bollino OK Stage, attraverso cui la Repubblica degli Stagisti incentiva le imprese a garantire ai giovani percorsi "protetti" e di qualità secondo i principi della Carta dei diritti dello stagista, la redazione raccoglie le testimonianze degli ex stagisti delle aziende che hanno aderito al Bollino. Di seguito quella di Massimiliano Vigoni, assunta con contratto a tempo indeterminato in Bip.   Ho conosciuto Bip durante un Career Day al Sole 24 ore nel maggio 2011 e subito è scattato dentro di me il desiderio di far parte della loro grande famiglia. Il motivo è semplice: sono una realtà italiana, di grandi dimensioni e soprattutto aspirazioni, proprio come me. Quel giorno, nonostante ci fossero molte aziende a cui lasciare il curriculum, io lo lasciai solo a Bip. Fa parte del mio carattere: non ho mai voluto sparare nel mucchio e cercare qualcuno che mi assumesse, ho sempre voluto essere io a scegliere mettendocela tutta a raggiungere il mio obiettivo.Ma partiamo dal principio. Ho 27 anni e sono nato e cresciuto a Domodossola. Dopo aver frequentato il liceo scientifico ho deciso di iscrivermi a economia alla  Cattolica di Milano andando ad abitare in affitto per tutto il mio percorso universitario. Pagavo 350 euro per una stanza doppia in centro a Milano: durante gli studi ho svolto lavori saltuari come il cameriere (guadagnavo 7 euro all’ora) per potermi mantenere e togliermi qualche sfizio, ma anche per imparare a gestire le relazioni interpersonali. Fino a qualche anno fa ritornavo al mio paese il fine settimana perché giocavo in una squadra di pallavolo di serie D. Ora non torno spesso visto che il posto di lavoro «fisso» mi ha dato la possibilità di andare a vivere con la mia ragazza in zona Rogoredo: abbiamo affittato un appartamento, che ci costa 700 euro al mese. Durante l‘università non ho fatto esperienze di studio all’estero; però tutte le estati durante le superiori soggiornavo per due mesi in una famiglia in Galles insieme a ragazzi di diverse nazionalità. Quest’esperienza mi ha permesso di imparare una lingua divertendomi. La scelta di studiare Economia dei mercati e strategie internazionali era stata dettata da un profondo interesse per il mondo della managerialità e della consulenza in generale. Per un certo periodo ho anche collaborato con il mio professore di tesi e la sua piccola società di consulenza nello spin-off di una funzione della sua società afferente al campo delle energie rinnovabili. La mia tesi sperimentale sulle energie alternative con applicazione pratica su una grossa azienda siderurgica delle mie parti, la Duferdofin, mi ha permesso di laurerarmi con 108/110.L’anno precedente con un progetto chiamato «The university best practice designed challenge ll» condotto dall‘università Cattolica con la collaborazione di Accenture, Ubi Banca e Tns, io e il mio team di tre persone avevamo sviluppato un modello di analisi per il supporto delle piccole e medie imprese nell'identificazione delle conseguenze sociali delle attività aziendali sulla competitività delle imprese, con il focus sul tema energetico vincendo il primo premio. Il primo posto nel concorso, oltre ad una vincita di 2500 euro complessive, ci ha permesso di veder pubblicato il nostro articolo su numerose riviste tra cui Il Sole 24 Ore, Finanza e Mercati e Bloomberg. Questo progetto mi ha permesso di acquisire molte nozioni nel campo dell’energia rinnovabile e, una volta laureato, ho deciso di collaborare con il mio professore per continuare su questa strada. Il mio compito era sia di tipologia commerciale che tecnico. Non avevo un contratto e non ero retribuito. Il nostro accordo era che dopo un periodo di mia formazione personale avrei potuto proseguire per la mia strada oppure entrare nella sua società.Nel giugno 2011, interessato a un’esperienza in una realtà più grande, ho però deciso di cercare una via alternativa. Ed è a questo punto che mi sono candidato in Bip. Qualche giorno dopo l’incontro al career day mi hanno chiamato per il colloquio di gruppo e successivamente per quello individuale. Lo stesso giorno sono stato contattato da un’azienda farmaceutica che aveva reperito il mio cv sul sito dell’università per un colloquio e per curiosità ci sono andato e mi hanno subito preso. Non ho nemmeno chiesto a che condizioni: la mia volontà era di entrare in Bip!Ho subito telefonato in azienda chiedendo se era possibile anticipare il colloquio finale con il manager alla giornata stessa, perché la società farmaceutica premeva per una risposta in giornata.Hanno accettato, il colloquio è stato fantastico, addirittura divertente, con mille ragionamenti logici e simulazioni di business plan.Una volta uscito dalla sede in piazza San Babila ho fatto in tempo a fare cento metri a piedi e mi è arrivata la telefonata che attendevo (anche se non così presto): ero stato scelto! La cosa divertente è stata il mio Sì repentino alla segretaria che mi diceva di prendermi fino al giorno dopo per riflettere. Non mi interessava il pagamento iniziale, io avevo raggiunto il mio obiettivo.Il mio rimborso spese era di 700 euro. Dico era perché dal novembre 2011, dopo soli cinque mesi di stage, sono passato al contratto a tempo indeterminato. A fine ottobre sono stato avvicinato da una società di consulenza finanziaria e per non chiudere la porta alle cieca ho deciso di presentarmi al colloquio, dato che era in orario serale. Dopo un paio di incontri, nonostante cercassero una persona senior, mi hanno presentato un’offerta difficile da rifiutare, sia in termini economici (un mio ufficio, un cellulare aziendale e 28mila euro lordi l'anno) che di contratto (a tempo indeterminato).Ammetto di essere stato un po’ confuso quella sera ma sempre forte delle mie convinzioni di voler continuare il mio percorso in Bip. Il giorno dopo dunque ho chiamato il senior manager, spiegando la mia situazione e sottolineando il mio desiderio di rimanere comunque lì.Detto, fatto: hanno subito dimostrato stima nei miei confronti e in neanche una settimana il mio contratto di stagista è diventato a tempo indeterminato, con retribuzione di 25mila euro lordi all’anno.Mi capita spesso di raccontare la mia storia alle persone che conosco che stanno per portare a termine il mio stesso percorso universitario e rimangono incredule soprattutto quando dico che mi hanno dato l’indeterminato senza il periodo di prova. Non ritengono possibile che esistano società che al giorno d’oggi investano ancora tanto sulle persone senza sfruttarle.Il mio sogno è vivere alla giornata e continuare a raggiungere i miei obiettivi che oggi sono allineati con quelli di Bip e visto la filosofia comune penso proprio che i nostri destini seguano la stessa strada. Voglio crescere con loro professionalmente. Ok, la crisi c’è, ma se si hanno una buona preparazione e una volontà ferrea il lavoro si trova. Bip è un esempio in questo. Sa fare delle persone il suo tesoro, perché è consapevole che sono le persone a dare valore alla società!Testo raccolto da Giulia Cimpanelli Leggi qui tutte le altre testimonianze degli Stagisti col BollinoScopri a questo link quali sono le aziende che hanno aderito al Bollino OK Stage, sottoscrivendo la Carta dei diritti dello StagistaVai alla sezione Annunci per vedere se qualcuna di queste aziende sta cercando uno stagista!