Sorbona e poi stage al Parlamento Ue: «Ora sono pronta per un lavoro nelle istituzioni»

Ilaria Mariotti

Ilaria Mariotti

Scritto il 21 Set 2013 in Storie

Il Parlamento europeo apre le porte agli stagisti di tutta Europa. La nuova tornata di selezioni per i tirocini Schuman è aperta fino al 15 ottobre: 200 posti a disposizione e 1200 euro mensili di rimborso. Viola Nicodano, milanese di 29 anni, ha ottenuto una borsa Schuman nel 2010; qui racconta alla Repubblica degli Stagisti com'è andata.

Sono nata a Milano 29 anni fa e ho una laurea in legge.
Dopo il liceo scientifico, con sperimentazione della doppia lingua (inglese e francese), mi sono accorta che avevo una maggiore propensione per le materie umanistiche e dunque mi sono iscritta a Giurisprudenza a Milano, seguendo le orme paterne.
stage lavoroPoco dopo ho scoperto l’esistenza di un corso di doppia laurea in Giurisprudenza italo-francese, promosso dall’università di Firenze: un percorso di eccellenza, a numero chiuso, che mi sembrava una buona strada per diversificarmi un domani nel mondo del lavoro. Per prepararmi all'ammissione, che prevedeva un esame in lingua, sono stata un mese d'estate a Parigi, lavorando come commessa. Terminato il biennio a Firenze, nel 2003, mi sono trasferita per cinque anni nella Ville Lumière, studiando alla Sorbona, dove mi sono laureata nel 2009, completando poi il percorso con un master e uno stage di sei mesi, tramite l'università, presso uno studio legale francese, a circa 400 euro mensili che lì è il rimborso spese minimo garantito agli stagisti.
In Francia le proposte di lavoro per i neolaureati sono decisamente più valide che in Italia, e inoltre la pratica forense deve essere svolta dopo aver superato l’esame di Stato anziché prima: non esiste una situazione di limbo come nel nostro Paese.
Concluso lo stage, è stato spontaneo pensare a un’esperienza nell'Unione europea,
nonostante lo studio presso cui lavoravo fosse disposto a offrirmi una posizione stabile. Avevo nostalgia di casa e l’occasione di candidarmi per l’ufficio del Parlamento europeo a Milano mi è sembrata ottima. Sono stata presa per tre mesi, senza percepire alcun compenso; successivamente, su invito della direttrice, ho rinnovato la candidatura per una borsa Schuman di cinque mesi, da marzo a luglio 2010, opzione generale, e sono passata.
L’esperienza si discostava dalla mia formazione: l’ufficio di Milano è principalmente dedito alla comunicazione tra l’istituzione europea e i cittadini, per cui ho acquisito dimestichezza soprattutto nel settore ufficio stampa. Allo stesso tempo ho imparato a conoscere i portali telematici delle istituzioni europee, risorsa formidabile sotto svariati profili, tra cui il giuridico: qui è possibile reperire qualunque testo giuridico (direttive, regolamenti, sentenze), ma anche conoscere bandi europei, finanziamenti, diritti dei cittadini comunitari. Ho così acquisito abilità ancora piuttosto rare tra gli studenti e giovani lavoratori italiani, che mi hanno garantito un vantaggio curriculare. Grazie alla formazione giuridica ho anche tenuto lezioni sulla struttura delle istituzioni europee, molto utili per migliorare la capacità di parlare in pubblico.
Terminato lo stage, avrei potuto tentare un concorso Epso per funzionari europei (godendo di un reddito migliore perché tarato sulla tassazione di Bruxelles),ma ho scelto di proseguire la carriera forense. Tramite il portale di Expo, la società di gestione dell’esposizione universale del 2015, all’epoca appena costituita, ho ottenuto un contratto di tirocinio con l’ufficio legale della società. L’esperienza è durata poco, da gennaio a marzo 2010, ma il compenso era buono - un po' più di 800 euro mensili - ed è lì che ho completato la mia pratica forense. 
Attualmente sono in attesa della prossima sessione di esami scritti per l’abilitazione all’esame da avvocato. Sto lavorando come libera professionista, in maniera autonomastage lavoro, tramite un portale di avvocati europei. Finalmente posso dire che la formazione giuridica comincia a dare i primi frutti. Nel frattempo sogno un lavoro nelle istituzioni, alle quali sento di potermi candidare, avendo potenziato le mie competenze di diritto pubblico. Ammetto di essere molto contenta di aver studiato più di una lingua, perché questo ha reso più appetibile la mia figura professionale. Specie in Italia, dove sono ancora pochi i professionisti poliglotti adeguatamente preparati sul diritto europeo. 
Se guardo alla situazione di amici avvocati, riscontro che il loro lavoro non è adeguatamente retribuito: percepiscono mediamente tra 300 e 600 euro durante il praticantato, senza poi vedere migliorata la situazione una volta ottenuto il titolo di avvocato. Soltanto i grandi studi internazionali garantiscono uno stipendio equo per le necessità di un giovane avvocato, anche se si paga lo scotto di lavorare senza orari, dimenticandosi dei weekend, privandosi di una vita sociale. Ma la retribuzione rende indipendenti, e con la crescita professionale si può arrivare a gestire al meglio il proprio tempo. L’esistenza dell’Ordine degli avvocati e delle regole gerontocratiche che lo governano non sono poi di grande aiuto. 
Conosco la Carta dei Diritti degli Stagisti e credo sia molto utile impegnarsi in una battaglia per la giusta retribuzione del lavoro giovanile. Il lavoro è lavoro, e come tale va pagato. Può esistere una  iniziale formazione che giustifichi una retribuzione minima, ma bisogna permettere alle persone di assolvere ai propri impegni senza aumentare le proprie spese. Si rischia di perdere la motivazione, oppure di rinunciare a fare ciò che si ama per mansioni meglio retribuite. In questo senso avrei delle idee da proporre: mi piacerebbe che l’esperienza lavorativa cominciasse già durante gli anni universitari, di modo da presentarsi sul mercato del lavoro con un bagaglio di conoscenze; e inoltre ritengo giusta una riduzione del peso fiscale sul lavoratore dipendente, in un’ottica realmente progressiva della tassazione in base a fasce di reddito.

Testo raccolto da Ilaria Mariotti 


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