Categoria: Approfondimenti

Il ministero degli Esteri a Globalpress: «Nei vostri annunci per i corsi di giornalismo a pagamento formule equivoche e non veritiere, modificatele»

Il ministero degli Esteri non ha apprezzato il fatto di essere stato citato dalla testata giornalistica Globalpress - Kronoplanet editore in un annuncio che pubblicizzava un corso di giornalismo a pagamento.Il caso, sollevato dalla Repubblica degli Stagisti dopo le richieste di help di tre lettori, riguarda un'offerta destinata ad aspiranti giornalisti, veicolata sul web da principio come uno stage a pagamento, poi come un corso (inizialmente intitolato a Indro Montanelli, ora non più dopo la diffida della Fondazione Montanelli Bassi che non aveva dato il suo consenso all'utilizzo del nome) e ora addirittura come un master. In sostanza, la Globalpress vende un corso di giornalismo "a distanza", chiedendo a ogni partecipante di versare una quota di partecipazione di 300 euro, promettendo poi che i migliori potranno essere presi a collaborare.Ma cosa c'entra la Farnesina? C'entra perché, tra i numerosi annunci disseminati in Rete nel corso del 2010 da Globalpress per promuovere questa iniziativa, ve ne sono almeno due - entrambi pubblicati domenica 4 aprile, uno sul Primaonline e l'altro su Immediapress - in cui viene fatto il nome del ministero. Il testo è pressoché identico: «Giovani giornalisti italiani in Nordamerica: l'occasione della vita. Vuoi lavorare per tre mesi in Nordamerica e imparare la vita vera di redazione all'interno di un giornale italiano gestito dal ministero degli Affari Esteri? La Globalpress Italia agenzia stampa per gli italiani nel mondo porta i giovani giornalisti italiani dall'altra parte del mondo…». L'inserzione prosegue facendo riferimento al master in giornalismo, e nel caso della pagina su Primaonline, Globalpress si presenta come «agenzia stampa per gli italiani nel mondo, service editoriale, organo ufficiale inserito tra i media riconosciuti dal ministero degli Affari Esteri». Non è difficile fare confusione, e pensare che il ministero citato collabori con questa testata, o a questa iniziativa, o dia in qualche modo una "certificazione di qualità" all'operato di Globalpress e alla sua "offerta formativa".La Repubblica degli Stagisti ha girato la domanda direttamente alla Farnesina che, dopo aver avviato una procedura di verifica interna, ha fatto sapere: «Globalpress Italia figura nella banca dati “L'Italia dell'Informazione nel Mondo”, accessibile sul sito www.esteri.it, alla pagina Italiani nel Mondo / Informazione» aggiungendo subito dopo: «Tuttavia, come precisato nella stessa pagina web, questo database è semplicemente un repertorio dei media italiani editi o diffusi all'estero, tra cui rientrano anche le varie agenzie di stampa specializzate. Di conseguenza, la formula “organo ufficiale inserito tra i media riconosciuti dal ministero degli Affari Esteri” è senz’altro equivoca perché lascia erroneamente intendere che GlobalPress sia un organo ufficiale del Ministero degli Esteri». «Non risponde inoltre al vero» prosegue la nota «quanto riportato riguardo al periodo di lavoro offerto agli stagisti “presso un giornale italiano gestito dal Ministero degli Affari Esteri”, considerato che non esistono giornali “gestiti” da questo Ministero». Evidentemente la replica del direttore di Globalpress e amministratore di Kronoplanet Vito Bruschini (che qualche giorno fa alla Repubblica degli Stagisti aveva scritto che «“Gestito” vuol semplicemente dire – come ognuno capirebbe - che “il giornale in questione” è sovvenzionato dal Mae (come è) e non che i tre mesi in Canada siano sovvenzionati dal Ministero» e che «nessuno ha millantato un coinvolgimento del ministero nell’iniziativa, come invece assai subdolamente l’articolista vorrebbe far intendere») non ha convinto nemmeno il ministero. Che, in concreto, nei giorni scorsi ha preso contatto con Globalpress avviando i primi passi formali «per evitare la permanenza online di annunci che a nostro giudizio appaiono non veritieri». La risposta di Globalpress, arrivata a stretto giro di posta, è simile a quella che la stessa aveva fornito alla Fondazione Montanelli Bassi: «Abbiamo ricevuto assicurazioni formali sul fatto che l'agenzia provvederà a modificare i propri annunci online, non utilizzando ulteriormente la parola “gestita”, e nemmeno la parola “organo ufficiale”» fanno sapere dalla Farnesina: «Noi continueremo a monitorare. E ringraziamo la Repubblica degli Stagisti per la segnalazione».La Repubblica degli Stagisti gira i ringraziamenti ai suoi lettori che hanno segnalato questo caso alla rubrica help [chiocciola] repubblicadeglistagisti.it, contribuendo ad evitare che, in un'offerta già di per sé fumosa di stage-corso-master a pagamento per aspiranti giornalisti, venissero spesi in maniera impropria e non autorizzata il nome di Indro Montanelli e quello del ministero degli Esteri.Eleonora VoltolinaPer saperne di più su questo argomento, leggi anche:- Aspiranti giornalisti, attenzione agli annunci di stage a pagamento in Rete: la richiesta di help di tre lettori- La Fondazione Montanelli diffida Globalpress: «Non siete autorizzati a usare il nome di Indro Montanelli per il vostro corso di giornalismo»- La replica di Vito Bruschini, direttore di Globalpress e amministratore di Kronoplanet, alla Repubblica degli StagistiE anche:- Globalpress, Kronoplanet, Servicepress: radiografia delle società e cronologia degli annunci in Rete- Vito Bruschini, direttore di Globalpress e amministratore di Kronoplanet: «Nessuna promessa di assunzione. I 300 euro che chiediamo ai ragazzi? Soltanto un rimborso spese» - La richiesta di aiuto di Alessandro: «Da Globalpress vaghe promesse e la certezza di dover pagare per un lavoro»

Pochissimi giovani nei consigli regionali: da nord a sud, degli eletti meno di uno su dieci è under 35. E in Basilicata non c'è nessuno sotto gli "anta"

Il panorama della rappresentanza politica giovane è desolante non solo in Lombardia, ma un po' in tutta Italia. E per giovane già si intende una fascia allargata, di persone nate dal 1975 in poi. Le ultime elezioni, che avevano l'obiettivo di eleggere i consigli regionali, li hanno certamente rinnovati ma lasciando ben poco spazio alle nuove leve. Ecco una ricognizione, ovunque deprimente, con veri e propri picchi di disillusione al sud rappresentati dalla Basilicata (nemmeno un consigliere regionale under 35) e dalla Calabria (solo uno su 47). Da tenere presente che queste non sono (nè potrebbero essere) le composizioni definitive dei consigli regionali: perchè ci saranno le modifiche di chi rinuncerà (prevedibilmente, Mara Carfagna resterà a fare la ministra lasciando quindi vacante il suo posto al consiglio regionale campano), e chi optando per circoscrizione o listino lascerà libera una postazione.Comunque, in linea di massima i risultati non dovrebbero scostarsi troppo da questi.PIEMONTE. In Piemonte (3 milioni 635.069 aventi diritto, 2 milioni 338.487, votanti, quasi il 36% di astenuti) i posti sono 60 tondi tondi (13+47). Qui il neogovernatore Roberto Cota è giovane (a luglio compirà 42 anni). Nel suo listino però un solo under 35: Augusta Montaruli, torinese 26enne (già nota per un battibecco con Marco Travaglio durante una puntata di Annozero, a questo link una sua vecchia intervista alla Stampa). In consiglio regionale sarà l'unica donna under 35 perchè gli altri quattro neoconsiglieri, eletti con le preferenze, sono tutti maschi: due grillini (Fabrizio Biolé, classe 1977, eletto nella circoscrizione di Cuneo con 738 preferenze, e Davide Bono, 29enne torinese, eletto a Torino con oltre 6mila preferenze) e due leghisti (Riccardo Molinari, classe 1983, che ad Alessandria ha raccolto 5mila preferenze, e Claudio Sacchetto [nella foto], 30enne che a Cuneo, dove dall'anno scorso era assessore provinciale all'agricoltura, ne ha ottenute quasi 12mila). Cinque su 60 equivale all'8%.VENETO. Anche in Veneto (3 milioni 962.272  aventi diritto, 2 milioni 631.569 votanti, astensione al 44,6%) il vincitore delle elezioni, Luca Zaia, ha 42 anni, e i posti in consiglio regionale sono 60 (7+53). Nel listino di under 35 non ce n'era neanche uno, ma in consiglio ne arriveranno quattro, tutti della Lega Nord: Cristiano Corazzari (avvocato che in realtà è "under" ancora per poco, dato che a novembre compirà 35 anni), eletto a Rovigo con quasi 3mila preferenze; Arianna Lazzarini [nella foto con il neogovernatore], classe 1976, che a Padova  (dov'era già assessore provinciale alle politiche famigliari) ne ha ottenute oltre 6mila; Andrea Bassi, che a Verona ha fatto il sold-out portandosene a casa 11.468 (anche lui era già assessore provinciale, in questo caso alla viabilità); e infine il più giovane, Nicola Ignazio Finco, 26 anni, eletto nella circoscrizione di Vicenza con 7.720 preferenze. Quattro su 60: il 6,5%.EMILIA ROMAGNA. In Emilia Romagna (3 milioni 463.713 aventi diritto, 2 milioni 357.733 votanti, percentuale di astenuti appena sopra il 30%) ha vinto Vasco Errani, classe 1955. In consiglio ci sono 50 posti (11+39), ma i consiglieri under 35 soltanto due, entrambi eletti nella circoscrizione di Bologna: il grillino Giovanni Favia, 29 anni, che si è portato a casa oltre 9mila preferenze; e il trentaquattrenne Galeazzo Bignami del PDL [nella foto] - figlio di Marcello Bignami, per tre mandati consigliere regionale di Alleanza Nazionale, scomparso nel 2006 - che di preferenze ne ha ottenute più di 13mila. Due su cinquanta: il 4%.UMBRIA. In Umbria (713.679 aventi diritto, 466.670 votanti, astensionismo sotto il 35%) è stata eletta governatrice Catiuscia Marini, 45 anni, già sindaco di Todi per due mandati. Dei 30 posti in consiglio regionale (8+22) solo uno andrà a un under 35, e precisamente al comunista Damiano Stufara , classe 1978, rieletto nella circoscrizione di Terni con oltre 3mila preferenze nelle fila della Federazione della sinistra (ma alle precedenti elezioni regionali, nel 2005, il suo risultato era stato ancora migliore: 4mila). Uno su 30: il 3%.LIGURIA. In Liguria (1 milione 385.791 elettori, 844.249 votanti, quasi il 40% di astenuti) in consiglio regionale ci sono 40 posti (9+31). Il governatore Burlando aveva già messo una under 35 nel suo listino, "C. Burlando - La Liguria di tutti": Maruska Piredda, classe 1976, la hostess pasionaria dell'Alitalia cooptata dall'Italia dei Valori. Insieme a lei siederanno in consiglio altri due giovani, entrambi al loro secondo mandato: Lorenzo Basso del PD [nella foto], 34 anni appena compiuti, rieletto a Genova con quasi 8mila preferenze, e Roberta Gasco del PDL, che i 34 li compierà a settembre. La Gasco, già segretario nazionale del Movimento giovanile Popolari Udeur, nella precedente legislatura aveva la vicepresidenza della Commissione Controlli; quest'anno nella sua circoscrizione, Savona, si è portata a casa oltre 4mila preferenze. Da notare che in Liguria non ci sarà neanche un consigliere nato negli anni Ottanta. Tre consiglieri under 35 su 40 posti: 7,5%. LAZIO. In Lazio (4 milioni 722.155 cittadini con diritto di voto, 2 milioni 875.469 votanti, astensionismo quasi al 40%), dove i posti in consiglio sono 73 (15+58), i consiglieri regionali under 35 saranno sei. Solo uno ci è arrivato però attraverso la scelta dei cittadini: Vincenzo Maruccio, classe 1978, candidato nelle fila dell'Italia dei Valori ed eletto con oltre 8mila preferenze. Maruccio era già assessore regionale e si occupava di consumatori, semplificazione amministrativa e lavori pubblici. Gli altri cinque neoconsiglieri, tutti nati a Roma e di età compresa tra i 23 e i 33 anni, erano stati inseriti da Renata Polverini (lei stessa, a 48 anni, abbastanza "giovane" per i parametri della politica italiana) nel listino regionale "Per il Lazio". C'è Francesco Pasquali, classe 1976; Carlo De Romanis [nella foto], nato nel 1980 (già segretario di Forza Italia Giovani del Lazio dal 2001 al 2007); Veronica Cappellaro, 1981 (ex moglie di Luca Pompei, il nipote di Donna Assunta Almirante, la moglie del defunto leader del Movimento sociale); Giancarlo Miele, 1982; e infine Chiara Colosimo, la più giovane, nata nel 1986, che il 2 giugno festeggerà al consiglio regionale non solo la festa della Repubblica ma anche il suo 24esimo compleanno. Sei su 73 equivale all'8%.CAMPANIA. In Campania (4 milioni 945.381 aventi diritto, 3 milioni 114.075 votanti, percentuale di astenuti 37%) è stato eletto il cinquantenne Stefano Caldoro. Nessun under 35 nel suo listino, ma cinque eletti con le preferenze: due in provincia di Avellino (Antonia Ruggiero del PDL [nella foto], classe 1977, già assessore provinciale, eletta con oltre 11mila preferenze; ed Ettore Zecchino dell'UDC, giornalista, che in realtà a fine maggio compierà 35 anni, ed ha ottenuto oltre 5mila preferenze); due in provincia di Salerno (Anna Petrone del PD, classe 1975, già consigliere dell’Unione italiana lotta alla distrofia muscolare, eletta con oltre 14mila preferenze, e il ministro Mara Carfagna per il PDL, anche lei nata nel 1975, che ha sbancato ottenendone quasi 56mila), e uno in provincia di Napoli (Mafalda Amente, 30 anni a giugno, eletta per il PDL con più di 16mila preferenze e "figlia d'arte" dato che suo padre e suo nonno sono stati leader locali della Democrazia Cristiana). Cinque su 59 seggi: 8,5%. CALABRIA. In Calabria (1.887.078 iscritti, 1.118.429 votanti, astensione sopra il 40%, con un picco negativo del 47% in provincia di Crotone) di consigliere regionale under 35 ne è stato eletto (anzi: riconfermato) soltanto uno, Antonino De Gaetano detto Nino [nella foto], classe 1977, che con Rifondazione - Comunisti Italiani ha ottenuto quasi 9mila preferenze nella circoscrizione di Reggio Calabria. Nel precedente mandato Gaetano era stato assessore al Lavoro e alle politiche sociali. Uno su 47 fa 2%.BASILICATA. E infine, la Basilicata (569.365 elettori, 357.607 votanti, astensionismo al 37%), dove nessuno dei prossimi 30 consiglieri regionali (4+26) avrà meno di trentacinque anni. Nessuno! I più giovani (Michele Napoli del PDL e Luca Braia del PD) sono nati nel 1970. Un'altra nota deprimente, rispetto a queste ultime due regioni, è che oltre ad avere una rappresentanza microscopica se non nulla di giovani, hanno anche il primato negativo di non avere, tra gli eletti (provvisori), nemmeno una donna. Neanche una su 30 nel caso della Basilicata, neanche una su 47 nel caso della Calabria. Si può dire "che tristezza"? Che tristezza.Eleonora VoltolinaNota: il 28 e 29 marzo si è votato in 13 regioni. I risultati di nove di queste (Piemonte, Lombardia, Veneto, Liguria, Emilia Romagna, Umbria, Lazio, Campania e Basilicata) sono disponibili sul sito del ministero dell'Interno. Per reperire i dati relativi alle regioni mancanti la Repubblica degli Stagisti si è attivata: per ora è riuscita a recuperare quelli della Calabria (citata infatti in questo articolo), il prima possibile verrà pubblicato un altro articolo con i risultati delle regioni mancanti (Toscana, Marche e Puglia).Per saperne di più su questo argomento, leggi anche:- Solo otto consiglieri regionali under 35 eletti in Lombardia: giovani senza rappresentanza e senza voce- Elezioni alle porte: se tutti votassimo un candidato giovane, entrerebbe un po' di aria fresca nei consigli regionali- Progetto Lombardia 2010, SPAZIO AGLI UNDER 35: videointerviste ai candidati più giovani delle prossime elezioni regionali

Lombardia 2010 - SPAZIO AGLI UNDER 35, si chiude il sipario (per ora). Tutti i risultati elettorali dei candidati videointervistati

Ci sono stati i giornali, meno i blog. C’è stata l’idea, meno i voti. Quasi 7mila persone hanno visualizzato le videointerviste sul canale Stagisti TV di Youtube e su tutti gli altri siti e blog dove erano state pubblicate. I candidati videointervistati hanno raccolto complessivamente quasi 45mila preferenze (per la precisione 44.893, dalle 12.962 per il piddino trentunenne Maurizio Martina - eletto nella circoscrizione di Bergamo - alle 14 ottenute da Stefano Tevini, candidato a Brescia nelle fila della Federazione della Sinistra). Questo il riassunto dell’iniziativa volta al ricambio generazionale in Lombardia. 45mila sembra un grande numero, ma in effetti è molto piccolo rispetto al totale dei votanti in Lombardia. Noi abbiamo provato a sostenere, al di fuori della logica dei partiti, i candidati giovani, under 35, per favorire un rinnovamento del consiglio regionale. Degli intervistati solo tre ce l’hanno fatta. Una bassa percentuale, come basso era il numero degli under 35 nelle liste, ma l’idea di fondo rimane la stessa: servono volti, idee, persone, programmi nuovi, diversi, innovativi. Ce ne sono stati pochi, e non crediamo nemmeno che under 35 significhi per forza nuovo: è evidente che ci sono tanti giovani che hanno poco da dire, ma è altrettanto chiaro che serve agire, fare, tentare, provare. Ecco perché noi, al di fuori dei partiti, abbiamo messo insieme questa iniziativa, nata nel solco delle esperienze precedenti fatte da ognuno di noi. Ecco perché, in questa forma o con altre idee, torneremo a occuparci di politica anche in vista delle elezioni comunali di Milano, giugno 2011. Eleonora Voltolina Antonio Incorvaia Alessandro Rimassa Alessandro Rosina Risultati elettorali dei 32 candidati videointervistati:1) MAURIZIO MARTINA (Calcinate, 9 settembre 1978), 12.962 preferenze - ELETTO2) GIUSEPPE CIVATI DETTO PIPPO (Monza, 4 agosto 1975), 10.256 preferenze - ELETTO3) GIULIO CAVALLI (Milano, 26 giugno 1977), 3.835 preferenze a Milano + 528 a Varese - ELETTO4) ANDREA TREMAGLIA (Bergamo, 25 settembre 1987), 4.676 preferenze5) PIETRO BUSSOLATI (Milano, 2 maggio 1982), 3.528 preferenze6) CHIARA CAPELLETTI DETTA CHIARA (Cremona, 9 aprile 1978), 2.643 preferenze7) ALESSANDRA GATTI (Segrate, 19 novembre 1988), 895 preferenze8) MAURO BUTI (Ancona, 22 ottobre 1979), 680 preferenze9) LUIGI SIBILIO (Codogno, 30 giugno 1984), 639 preferenze10) FEDERICO VILLA (Trescore Balneario, 15 luglio 1990), 616 preferenze11) DANILO RADAELLI (Milano, 11 maggio 1976), 603 preferenze12) DARIO ANZOLA (Guastalla, 4 marzo 1982), 503 preferenze13) ALESSANDRO MARCUCCI (Lecco 26 ottobre 1988), 408 preferenze14) SARA FLORIO (Milano, 19 aprile 1980), 382 preferenze15) IVAN CATALANO (Legnano, 17 ottobre 1986), 273 preferenze16) ANDREA SCIOTTI (Chiari, 27 ottobre 1987), 269 preferenze17) MATTEO PANDOLFI (Genova, 28 agosto 1978), 223 preferenze18) GABRIELE STRAZIO (Garbagnate Milanese, 13 marzo 1984), 189 preferenze19) DIJANA PAVLOVIC (Krusevac - Serbia, 11 novembre 1976), 161 preferenze20) ANITA GIURIATO (Vimercate, 3 ottobre 1976), 135 preferenze21) MICHELE BAROSSELLI (Voghera, 18 agosto 1988), 123 preferenze22) ALESSANDRO DONZELLI (Giussano, 14 agosto 1979), 115 preferenze23) IVAN PELLEGRINO (Siracusa, 11 marzo 1977), 115 preferenze24) SILVIA CASAROLLI (Sesto San Giovanni, 4 gennaio 1979), 99 preferenze25) GIRGIS SORIAL (Brescia, 12 luglio 1983), 90 preferenze26) ALBERTO ANZALONE (Palermo, 6 settembre 1980), 48 preferenze27) FABIO LOBOSCO (Milano, 4 maggio 1991), 47 preferenze28) MASSIMO IDRA (Brescia, 13 luglio 1975), 43 preferenze29) ANDREA GIULIANI (Brescia, 1 gennaio 1990), 34 preferenze30) SIMONE DONAT CATTIN (Milano, 3 luglio 1978), 31 preferenze31) STEFANO TEVINI (Brescia, 2 aprile 1981), 14 preferenze32) MARUSKA CONSOLATI (Brescia, 3 maggio 1987), nessuna preferenza perchè inserita nel listino regionale della Federazione della sinistra.[dati tratti dal sito del ministero dell'Interno]Per saperne di più su questo argomento, leggi anche:- Solo otto consiglieri regionali under 35 eletti in Lombardia: giovani senza rappresentanza e senza voce

Superstage in Basilicata, la replica a distanza dell'assessore Antonio Autilio e le domande aperte della Repubblica degli Stagisti

Il caso dei “superstage” in Basilicata? Ogni accostamento alla vicenda dei tirocini calabresi sarebbe «del tutto fuorviante» e le accuse di assistenzialismo «del tutto infondate». La replica dell’assessore lucano alla formazione Antonio Autilio è secca, ma giunge soltanto per via indiretta, attraverso un comunicato stampa, e lascia ancora alcune domande aperte. E intanto la scadenza del bando viene rimandata al 30 aprile. L’articolo della Repubblica degli Stagisti e l’interrogazione parlamentare del senatore e giuslavorista Pietro Ichino avevano messo in luce, due settimane fa, alcune anomalie in un programma di tirocini promosso dal consiglio regionale lucano, che prevede l’inserimento di 1.000 disoccupati come stagisti nelle pubbliche amministrazioni locali. Anzitutto la durata: 12 mesi a fronte dei 6 mesi previsti dalla legge. In secondo luogo l’utilità del programma stesso, visto il rischio di creare infondate aspettative di stabilizzazione presso i tirocinanti disoccupati. In un comunicato, l’assessore Autilio fa appello alla riforma del Titolo V della Costituzione, sostenendo il «riconoscimento pieno della competenza esclusiva delle Regioni» e le «piene competenze della Regione la regolamentazione anche della durata dei tirocini». Lo stesso assessore, però, aggiunge che «il programma regionale rispetta anche le disposizioni statali che prevedono la durata di 12 mesi dei tirocini per la categoria degli svantaggiati. Attualmente per effetto della evoluzione normativa comunitaria del concetto di svantaggio, i destinatari dei tirocini, previsti dal programma regionale, rientrano a pieno titolo in detta categoria e pertanto perde ogni consistenza il giudizio di illegittimità espresso sull’azione regionale». Delle due, l'una: se è vero che l’intento del consiglio regionale lucano era di rispettare le disposizioni statali, resta da capire quali siano esattamente le disposizioni comunitarie che consentirebbero di superare la distinzione effettuata dalla legge nazionale e assimilare i lavoratori disoccupati e inoccupati alla categoria degli svantaggiati. Se invece è valida l’affermazione secondo la quale la Regione avrebbe applicato la propria competenza legislativa, viene da chiedersi se un semplice avviso pubblico sia sufficiente a scalzare un atto statale avente forza di legge, e perché nello stesso bando di questo programma di stage il decreto ministeriale 142/98 sia stato citato come una delle fonti legislative di riferimento quando l’intento era proprio di superarne i limiti. La Repubblica degli Stagisti ha rivolto queste domande all’assessore Autilio, che però ad oggi non ha avuto modo di rispondere. La redazione aveva provato a contattare il suo ufficio già dai primi di marzo, prima della scadenza del bando, per poi rinnovare le richieste d’intervista all’indomani dell’uscita del primo articolo  (il 15 marzo) e del comunicato stampa dell'assessore (datato 17 marzo). All’ultima e-mail di domande, inviata il 22 marzo, lo staff dell’assessore aveva promesso alla Repubblica degli Stagisti una risposta; oggi, a distanza di una settimana, ci fa però sapere che in questo periodo Autilio è impossibilitato a rispondere a causa degli impegni elettorali. Qualche giorno ancora di pazienza, assicurano, e l’intervista si farà. In attesa delle risposte, la Repubblica degli Stagisti condivide con i suoi lettori almeno le domande.Andrea CuriatPer saperne di più leggi anche: - Il testo integrale dell'interrogazione parlamentare del senatore Pietro Ichino sul caso dei superstage della Regione Basilicata - Dopo la Calabria, anche in Basilicata piovono «superstage». E Ichino presenta un'altra interrogazione a Sacconi e Brunetta   E anche: - In Calabria il consiglio regionale attiva i «superstage»

Master dei Talenti della Fondazione CRT: quasi mille candidati per i 75 stage all'estero del bando 2010

Quasi mille candidati. Un successo senza precedenti per il bando 2010 del Master dei Talenti, il progetto finanziato dalla Fondazione Cassa di risparmio di Torino e destinato ai migliori neolaureati degli atenei piemontesi e valdostani che desiderano fare un'esperienza di stage all'estero. In 914 hanno risposto all'appello e si contenderanno le 75 posizioni di tirocinio contenute nel bando. Un incremento di oltre il 26% rispetto all'anno scorso, in cui già si era registrato un 40% in più di candidature rispetto alle precedenti edizioni: il che significa che tra il 2008 ed oggi gli aspiranti tirocinanti CRT sono più che raddoppiati.Proprio ieri si è conclusa la fase del vaglio dei cv: una squadra costituita da una ventina di ex partecipanti, coordinati da Luigi Somenzari (il responsabile del progetto) e Chiara Ventura della Fondazione CRT, ha valutato una per una le candidature, verificando quali fossero maggiormente in linea con i profili richiesti. Ora a tutti i soggetti ospitanti (aziende ma non solo: anche enti pubblici, organismi internazionali, istituti di ricerca) verrà fornita una short-list di 5-10 curricula, e ciascuno di loro autonomamente deciderà come quando e a chi fare il colloquio, e chi scegliere come vincitore della posizione di stage.Ma dove vogliono andare di più i ragazzi? A Londra: il fascino della City non accenna a diminuire. Mediobanca è al top, con ben 133 richieste per una sola posizione: il fortunato prescelto andrà per sei mesi, a partire da maggio, nell'Equity solutions team della banca, ricevendo nel contempo dalla Fondazione CRT un super-rimborso spese di 3mila euro lordi al mese (più o meno 2400 netti). Per altre due posizioni di stage a nella capitale inglese, offerte da un altro gruppo che si occupa di finanza (Nomura) le candidature sono state 154.Anche i tirocini all'Onu sono come sempre molto richiesti: 185 autocandidature per le tre posizioni presso l'Ilo - International Labour Organisation (12 mesi tra l'Italia e la Svizzera, 1900 euro di compenso mensile), 95 aspiranti per i due posti all'Unicri - United Nations Interregional Crime and Justice Research Institute (entrambi della durata di un anno, il primo da svolgersi tra Torino e Ginevra, il secondo addirittura tra Torino e Vientiane, in Laos!), 72 richieste per i due posti all'Unicef in Bolivia (4 mesi a La Paz, 2200 euro al mese). Da evidenziare le 125 richieste per i due stage messi a bando da No peace without justice, la ong fondata nel 1993 da Emma Bonino che si occupa di democrazia e diritti: qui l'attrattiva è consistita certamente, oltre che dal settore interessante dei diritti umani, anche dalla costruzione per così dire "logistica" degli stage: 12 mesi di cui sei a Bruxelles e gli altri sei a New York, con un rimborso spese forfettario di 2550 euro al mese.Ottimi risultati anche per le due aziende del Bollino OK Stage che hanno partecipato quest'anno al bando proprio grazie alla sinergia tra la Repubblica degli Stagisti e la Fondazione CRT: Ferrero per lo stage in ambito marketing nel suo quartier generale di Lussemburgo ha ricevuto 91 candidature, ed Everis per le due posizioni di tirocinio in Spagna (una a Valencia e l'altra a Madrid) ne ha totalizzate 43.Infine, da segnalare il grande interesse che come negli anni passati hanno suscitato le posizioni di stage nei grandi parchi naturali americani: in 76 si contendono il posto allo Yellowstone National Park (sei mesi a Mammoth Hot Springs, nello stato del Wyoming, con un rimborso della Fondazione CRT di 2500 euro lordi al mese), pochi di meno (72) quello allo Zion (sei mesi a Springdale, nello Utah), e 39 hanno espresso la loro preferenza per Isle Royale National Park: qui i mesi di stage saranno dodici, di cui uno a Grand Portage, in Minnesota, e i successivi undici a Houghton, in Michigan.A tutti i 914 candidati di nuovo il più grande in bocca al lupo dalla Repubblica degli Stagisti. Alcuni di voi verranno contattati nelle prossime settimane, convocati per i colloqui, messi sotto torchio per capire chi è il più adatto. Solo in 75 partiranno: e a loro la Repubblica degli Stagisti rivolge l'invito di venire qui, alla fine del percorso, a raccontare la propria esperienza di stage.Eleonora VoltolinaPer saperne di più su questo argomento, leggi anche:- Da oggi aperto il nuovo bando del Master dei Talenti: 75 stage a cinque stelle per i migliori neolaureati di Piemonte e Val D'Aosta- Occupati e ben pagati: ecco l'identikit di chi ha partecipato al Master dei Talenti della Fondazione CRT- Due parole con Andrea Martina, ideatore della campagna di comunicazione Master dei Talenti 2009- Marketing al gusto di nutella: c'è anche Ferrero nel bando Master dei Talenti 2010 - «Con due tutor e un mentor, seguiremo i tirocinanti CRT passo per passo nella loro avventura spagnola»: quest'anno anche Everis è nel bando del Master dei Talenti E leggi anche le testimonianze degli ex borsisti:- Chiara Santi, grazie alla CRT ho scoperto la sicurezza sul lavoro e me ne sono innamorata- Antongiuseppe Stissi, un ingegnere piemontese sul treno per Pechino- Nicola Rivella, un anno alla World Bank di Washington per studiare i paesi in via di sviluppo- Michele Bertolini, l'artista della computer graphic sospeso tra Milano e Los Angeles- Francesco Imberti, dalla Cina con amore (per il cibo italiano)- Paola Laiolo, da Torino a Bruxelles inseguendo l'Europa

Il testo integrale dell'interrogazione parlamentare del senatore Pietro Ichino sul caso dei superstage della Regione Basilicata

Qui di seguito il testo integrale dell'interrogazione parlamentare presentata dal senatore Pietro Ichino martedì 16 marzo 2010 sul caso dei superstage della Regione Basilicata scoperto dalla Repubblica degli StagistiINTERROGAZIONEdei Senatori Ichino e Negriai ministri del Lavoro e della Funzione Pubblicapresentata il 16 marzo 2010Premesso che   - il 15 gennaio 2009 abbiamo presentato ai ministri del Lavoro e della Funzione Pubblica una interrogazione riguardante l’attivazione da parte della Regione Calabria di 500 pretesi “stage” della durata di 24 mesi, a 1000 euro al mese, presso enti pubblici della stessa Regione;   - il dibattito seguito a quella interrogazione, in larga parte riportato sui siti repubblicadeglistagisti.it e pietroichino.it,  ha messo in luce il gravissimo difetto di contenuti formativi dei suddetti “stage” e il loro carattere puramente assistenziale;   - ciononostante, la Regione Calabria ha ultimamente disposto, col supporto unanime dell’intero arco delle forze politiche rappresentate in Consiglio regionale, un bando per l’attivazione di altrettanti rapporti di impiego pubblico a termine di tre anni, sostanzialmente riservati agli stessi giovani che hanno già beneficiato dei due anni di stage; ed è fin troppo facile prevedere che al termine di questi tre anni verranno disposte in un modo o nell’altro altrettante stabilizzazioni; in proposito abbiamo presentato una nuova interrogazione ai ministri del Lavoro e della Funzione Pubblica il 9 febbraio 2010;   - né all’interrogazione del 15 gennaio 2009 né a quella del 9 febbraio 2010, a tutt’oggi,  è stata data alcuna risposta;   - il pessimo esempio calabrese è ora seguito, qui pure col supporto unanime dell’intero arco delle forze politiche rappresentate in Consiglio regionale, dalla Regione Basilicata: sta scadendo in questi giorni il termine per la presentazione delle candidature per un bando di 1000 pretesi “tirocini formativi” della durata di un anno, con “indennità” pari a complessivi 10.000 euro per ciascun tirocinante (a carico della Regione e del Fondo Sociale Europeo), da attivarsi anche questi soltanto presso enti pubblici dislocati nella stessa Regione;   - sul contenuto formativo specifico dei suddetti pretesi “tirocini” il bando della Regione Basilicata non dice assolutamente nulla, né esso dispone alcun controllo in proposito, cui sia condizionata l’erogazione dei 10.000 euro al singolo interessato;   - quand’anche potesse prescindersi dall’indeterminatezza totale del contenuto formativo dei pretesi “tirocini”, la violazione della legislazione vigente sarebbe comunque ravvisabile nella loro durata di un anno, a fronte del limite massimo di sei mesi fissato dalla legge n. 196/1997 e dal d.m. attuativo della stessa, n. 142/1998;tutto ciò premessosi chiede di sapere   - se i ministri interrogati intendano anche in questo caso, come già in riferimento a quello calabrese denunciato nel gennaio 2009, coprire con il loro silenzio l’operato illegittimo della regione Basilicata;   - in caso contrario, che cosa i ministri interrogati intendano fare per impedire questo nuovo evidente e grave abuso assistenzialistico dei contributi del Fondo Sociale Europeo e questa altrettanto evidente violazione della disciplina legislativa in materia di tirocini formativi, finalizzata - come l’esperienza calabrese insegna - all’aggiramento del principio costituzionale dell’accesso ai pubblici uffici per concorso.Per saperne di più su questo argomento, leggi anche le notizie più recenti:- Calabria, approvata la legge per stabilizzare i superstagisti. Nuova interrogazione parlamentare di Ichino: «Esito paradossale» - Superstagisti calabresi assunti? Una bella notizia solo in apparenza- I consiglieri Giamborino e Borrello: «Niente proroghe ai superstage, i ragazzi vanno assunti: ci riduciamo lo stipendio per incentivare gli inserimenti»E anche quelle più "datate":- In Calabria il consiglio regionale attiva i «superstage»- Consiglio regionale calabrese, la lettera aperta di una superstagista al presidente Bova: non siamo altro che manovalanza per enti assetati di personale- Superstage calabresi, l'interrogazione parlamentare di Ichino- Superstage calabresi, ancora nessuna risposta all'interrogazione parlamentare. Pietro Ichino: il governo non sa che pesci pigliare- Serena Carbone: una proposta al consiglio regionale per valorizzare davvero noi superstagisti- Francesco Luppino, l'ingegnere stagista- Pietro Canale, il commercialista stagista- Francesco Bonsinetto, dalla cattedra allo stageE anche i commenti degli esperti:- Michele Tiraboschi e Michel Martone sui superstage calabresi: «Per i giovani sono un boomerang»- Maurizio Del Conte, professore di diritto del lavoro della Bocconi: «L'emendamento ai superstage avrà ricadute negative sulla Calabria»

Dopo la Calabria, anche in Basilicata piovono «superstage». E Ichino presenta un'altra interrogazione a Sacconi e Brunetta

Di nuovo un programma di stage nelle pubbliche amministrazioni. Vera e utile formazione o assistenzialismo finanziato  con fondi pubblici? Dopo il caso dei superstage calabresi, scovato dalla Repubblica degli Stagisti e proseguito tra polemiche e interrogazioni parlamentari, questa volta si passa in Basilicata, dove il consiglio regionale ha approvato un "Programma tirocini formativi" per mille cittadini inoccupati o disoccupati.Il bando, in scadenza proprio oggi a mezzogiorno, prevede stage di 12 mesi per un totale di 1.430 ore di attività formative, di cui 1.248 (quasi il 90%) da svolgersi presso i 250 enti locali lucani coinvolti. I partecipanti percepiranno un'indennità di partecipazione pari a 6,95 euro l'ora, circa 770 euro al mese.Un'iniziativa apparentemente lodevole, se non fosse per alcuni dettagli balzati all'occhio attento della Repubblica degli Stagisti: primo fra tutti la durata abnorme e contra legem di questi stage. Dodici mesi, infatti, sono il limite massimo (proroghe incluse) concesso dal decreto ministeriale 142/1998 per i tirocini – che pure è citato come riferimento normativo all'articolo 1 del bando in questione.  Ma questo termine non vale per i disoccupati e gli inoccupati, che formano una categoria a parte per cui la normativa prevede un limite dimezzato: sei mesi. Quindi, dato che proprio per questa categoria il programma è stato pensato, gli stage non dovrebbero durare più di sei mesi. E invece, come il consiglio regionale calabrese aveva incautamente raddoppiato la durata massima dei tirocini per i laureati (da 12 a 24 mesi), così quello lucano adesso prova a raddoppiare quella per i disoccupati, facendola lievitare da 6 a 12. Con il rischio concreto, tra l'altro, che uno stage tanto lungo generi aspettative di stabilizzazione nei partecipanti, aspettative che verranno frustrate per forza – dato che negli enti pubblici si viene assunti solo tramite concorso – salvo provvidenziali (e costosi) interventi ex-post del consiglio regionale: come è accaduto, per l'appunto, nel caso dei superstage calabresi.C'è in più il problema dell'età dei potenziali superstagisti: da un minimo di 18 anni a un massimo di 39. Anziché contribuire alla formazione di giovani privi di esperienze lavorative la Regione Basilicata andrà a spendere oltre 15 milioni di euro (presi dal Fondo per lo sviluppo europeo 2007-2013) per parcheggiare nelle pubbliche amministrazioni persone di trenta o quasi quarant'anni, riducendole a "stagisti" malgrado l'età non più verde, dando loro il contentino dei 770 euro al mese.Aggiungendo a tutte queste considerazioni la concomitanza dell'iniziativa con il periodo elettorale,  la Repubblica degli Stagisti ha deciso di chiedere qualche chiarimento all'assessore regionale alla formazione professionale e al lavoro Antonio Autilio [Italia dei Valori, nella foto], che in occasione del lancio del bando aveva affermato che la finalità centrale del programma fosse «favorire la transizione alla vita attiva e la crescita delle competenze professionali dei tirocinanti» e «ampliare il quadro delle opportunità occupazionali». Purtroppo l'assessore, contattato più volte, non è ancora riuscito a trovare il tempo per rispondere alle domande. La Repubblica degli Stagisti resta in attesa e nel frattempo raccoglie il commento di Pietro Ichino, senatore e giuslavorista che già si era occupato del caso-fotocopia dei superstage calabresi: «Vicende come queste mostrano come nel circolo vizioso dell’arretratezza del Mezzogiorno italiano non entrino soltanto la criminalità organizzata, l’arretratezza delle infrastrutture e il difetto diffuso di senso civico» dice Ichino alla Repubblica degli Stagisti «ma anche una gravissima deformazione assistenzialistica delle politiche del lavoro e più in generale della spesa pubblica: deformazione che in questi ultimi due casi risulta oltretutto sostenuta dall’intero arco delle forze politiche. Gioca poi la sua parte anche l’inerzia del governo centrale, che avrebbe il potere di impedire queste evidenti violazioni delle leggi dello Stato e truffe ai danni del Fondo Sociale Europeo». E annuncia  che domani presenterà, insieme alla collega senatrice Magda Negri, un'interrogazione parlamentare ai ministri Maurizio Sacconi (Lavoro) e Renato Brunetta (Funzione pubblica) per chiedere conto di questa situazione e degli effetti deleteri che potrebbero prodursi se, com'è successo nel caso dei superstage calabresi, alla fine anche i superstagisti lucani dovessero essere assunti negli enti pubblici della Basilicata: «Che cosa i ministri interrogati intendano fare per impedire questo nuovo evidente e grave abuso assistenzialistico dei contributi del Fondo Sociale Europeo e questa altrettanto evidente violazione della disciplina legislativa in materia di tirocini formativi, finalizzata - come l'esperienza calabrese insegna - all'aggiramento del principio costituzionale dell'accesso ai pubblici uffici per concorso».Andrea Curiatcon la collaborazione di Eleonora VoltolinaPer saperne di più su questo argomento, leggi anche:- In Calabria il consiglio regionale attiva i «superstage»- Superstage calabresi, l'interrogazione parlamentare di Ichino- Superstage calabresi, in arrivo un emendamento-traghetto verso l'assunzione - Superstagisti calabresi assunti? Una bella notizia solo in apparenzaE anche:- Progetto "Les 4" di Promuovi Italia: il rovescio della medaglia

Consulenti del lavoro: in arrivo un «patto formativo» tra praticanti e tutor - Pianeta praticanti: inchiesta della Repubblica degli Stagisti / quinta puntata

Prosegue l'approfondimento della Repubblica degli Stagisti sui praticanti dei vari Ordini professionali italiani. Dopo avvocati, commercialisti, notai e giornalisti è giunto il turno dei consulenti del lavoro. L'approfondimento arriva qualche settimana dopo il settimo consiglio nazionale della categoria, durante il quale si è parlato anche di tirocini. Se le proposte avanzate in questa sede dovessero trovare riscontri effettivi, in futuro parte del praticantato potrebbe coincidere con gli studi accademici, mentre il periodo in studio potrebbe essere organizzato secondo quanto sancito in un "patto formativo" tra giovani e professionisti patrocinanti, con l'esplicita menzione di una borsa di studio o di un rimborso spese. Ad oggi, però, il quadro della situazione è ancora quello descritto a seguire.   Quanti sono gli iscritti all’ordine: al 27 luglio del 2009, i consulenti del lavoro abilitati erano 23.732, a fronte dei 19mila circa del 2000. Quanti diventano consulenti del lavoro: In media, nelle sessioni degli ultimi anni, l’esame di abilitazione è stato superato dal 38-40% dei partecipanti. Quanti sono i praticanti: i dati ufficiali sono in via di elaborazione da parte del Consiglio nazionale dell’Ordine. Ad ogni modo, secondo stime della Repubblica degli Stagisti, ogni anno i praticanti che partecipano ai concorsi di ammissione sono circa 1.200 in tutta Italia. Il praticantato: Il decreto legge 10 del 15 febbraio 2007 ha introdotto l'obbligo della laurea per accedere alla professione di consulente del lavoro. La circolare 997 del 6 marzo 2008 indica quali ammissibili le lauree in campo giuridico, economico e delle scienze politiche. Il praticantato dura due anni e deve essere svolto presso lo studio di un professionista abilitato a sua volta da almeno due anni, con una frequenza minima di quattro ore al giorno. Il professionista, anche associato, non può ammettere contemporaneamente e complessivamente più di due praticanti presso il proprio studio, e similmente il praticantato non può essere svolto contemporaneamente per attività professionali diverse. Quanto guadagnano i praticanti: il decreto ministeriale del 2 dicembre 1997 sulle "Nuove modalità sulla disciplina dei due anni di praticantato necessari per l'ammissione all'esame di Stato per   l'abilitazione all'esercizio della professione di consulente del lavoro", definisce il praticantato come «gratuito per sua natura e finalità». Lo stesso articolo non esclude la contemporanea esistenza di un rapporto di subordinazione a tempo parziale. Di fatto, in attesa di un'eventuale riforma, la retribuzione dei praticanti è lasciata all’iniziativa dei singoli studi, che forniscono spesso dei rimborsi spese minimi da 250 a 500 euro. Quanto guadagnano i consulenti del lavoro: Stando a dati pubblicati dal Sole 24 Ore, il volume d’affari medio annuo di un consulente del lavoro si attestava nel 2008 a 88mila euro; il contributo medio alla Cassa dell'ordine era di 4.025 euro e la pensione integrativa media di 8.115 euro l’anno. Secondo uno studio Mefop, società del ministero dell’Economia per lo sviluppo del mercato dei fondi pensione, il reddito pro-capite medio di un consulente del lavoro era di 48.433 euro nel 2004. L’esame: si compone di due prove scritte (un tema di diritto del lavoro e legislazione sociale e un’esercitazione teorico-pratica di diritto tributario) e di un’interrogazione orale (con domande di diritto del lavoro, legislazione sociale, diritto tributario, elementi di diritto privato, pubblico e penale, ragioneria). Cosa fa il consulente del lavoro: assiste le aziende nell’adempimento degli obblighi amministrativi relativi alla gestione del personale. È un libero professionista specializzato in pratiche di assunzione e licenziamento, calcolo e redazione delle buste paga, pratiche di malattia, maternità, infortuni e sicurezza sul lavoro.   Andrea Curiat con la collaborazione di Eleonora Voltolina   Se vuoi saperne di più, leggi anche: - Giorgia Dattilo, praticante consulente del lavoro: «Un lavoro scelto per passione e curiosità» - Valentina Crippa, praticante consulente del lavoro: «Sin dal liceo tra buste paga e lettere di assunzione»E anche: - Da grande voglio fare l'avvocato- Commercialisti, l'esame è una scommessa- L'esame da notaio? Uno su quindici ce la fa. Ma in palio ci sono 400mila euro l'anno- Crisi dell'editoria: per i neogiornalisti il futuro è incerto

Occupati e ben pagati: ecco l'identikit di chi ha partecipato al Master dei Talenti della Fondazione CRT

Per festeggiare il quinto compleanno del progetto Master dei Talenti, che ogni anno spedisce in giro per il mondo decine di brillanti neolaureati attraverso stage seri e ben remunerati, la Fondazione CRT ha deciso di fare un'indagine sugli esiti, contattando tutti gli ex e sottoponendo loro un questionario. In occasione della presentazione del nuovo bando 2010, venerdì 29 gennaio [nell'immagine, un momento dell'evento], i risultati della survey sono stati presentati da Luigi Somenzari e Chiara Ventura, che fin dal primo anno si sono occupati di questa iniziativa.I risultati. 246 sono state le posizioni di tirocinio messe a bando complessivamente tra il 2004 e il 2008: di queste però, sono 191 quelle che si sono concretizzate, perché talvolta le aziende non hanno trovato un candidato adeguato alla posizione, e qualche altra volta di converso nessun candidato ha dato la sua disponibilità per quello stage. Dei 191 ex tirocinanti, solo due non hanno collaborato con la Fondazione CRT per la survey: tutti gli altri hanno risposto.Chi sono i vincitori del Master dei Talenti? Soprattutto donne (rappresentano oltre il 60%), e quattro volte su cinque residenti in Piemonte: questo anche perché nei primi tre bandi si poteva partecipare solo se oltre ad essersi laureati in un ateneo piemontese si aveva anche la residenza in questa regione - requisito che poi è stato eliminato. In maggioranza si tratta di laureati all'università di Torino (71%) o al Politecnico (quasi un quarto). Pur essendo formalmente il Master dei Talenti aperto anche ai neolaureati degli atenei valdostani, in realtà mai nessun vincitore è arrivato da lì (e pochissimi hanno partecipato al bando). Per quanto riguarda le lauree: quasi un vincitore su cinque viene da ingegneria, il 18% da economia, circa uno su dieci da facoltà letterarie e scientifiche. Ma c'è posto per tanti altri gruppi disciplinari: linguistico (8,9%), giuridico (5,4%), architettura (4,2%), psicologico (3,2%), agrario (1,1%) e geo-biologico (1,1%).Le mete. Il Belgio e la Francia sono state le più frequenti, raccogliendo rispettivamente il 16,9% e il 14,8% dei tirocinanti. A seguire Inghilterra (11,1%), Svizzera (8,9%), Stati Uniti (7,9%) e Cina (7,4%). I ragazzi sono andati in un terzo dei casi in grandi imprese; uno su quattro in un ente pubblico, quasi uno su cinque in un organismo internazionale. Meno di uno su dieci è stato inserito in una pmi, e il 5,8% in un centro di ricerca.E oggi? Gli ex tirocinanti CRT se la passano molto meglio dei loro coetanei. Tanti hanno ricevuto, al termine dello stage, una proposta di lavoro: quasi la metà (92 persone su un campione di 189). Otto su dieci hanno oggi un impiego – in particolare quelli dei primi due bandi raggiungono una percentuale di occupazione superiore al 95%: praticamente tutti. E quasi la metà ha già il contratto più ambito, quello a tempo indeterminato: prendendo in considerazione gli ex tirocinanti dei primi due bandi, quelli che hanno fatto il MdT nel 2005, questa percentuale sale addirittura al 70%. Guadagnano anche molto, specialmente in rapporto ai coetanei: lo stipendio medio netto è 1755 euro, una cifra che tanti under 30 si sognano. E se si prendono in considerazione i soliti del 2005, i primi tirocinanti CRT, lo stipendio medio supera i 2mila netti. Ha un suo peso anche dove si è andati: chi ha fatto lo stage nelle grandi imprese e negli organismi internazionali ha avuto più chance rispetto a coloro che lo hanno fatto in enti pubblici. Non solo ben pagati, ma anche veloci a trovare lavoro: oltre sei su dieci hanno dichiarato di aver immediatamente trovato un'occupazione dopo il MdT, segnalando un tempo di “0 mesi” tra la fine dello stage e la prima occupazione. Meno di due su dieci ci hanno messo oltre quattro mesi.Ma questi ragazzi che la Fondazione CRT manda in orbita in tutto il mondo, poi, in Italia ci tornano o no? I dati dicono di sì: sette su dieci, conteggiando solo quelli fino al 2007. Anche se poi, a ben guardare, chi è rimasto all'estero ha un innegabile vantaggio in termini di stipendio (la media rilevata è 2400 euro, con punte oltre i 3mila).Da questi dati emerge che il Master dei Talenti è davvero un'opportunità sontuosa per i giovani. Il rammarico è sempre quello – che sia limitata solo ai neolaureati degli atenei piemontesi e valdostani: e la speranza è che altre Fondazioni seguano l'esempio della CRT su altri territori, copiando questo progetto e regalando un trampolino di lancio ai giovani più meritevoli.A tutti coloro che hanno i requisiti per partecipare, infine, un grande in bocca al lupo per il nuovo bando: 75 posizioni di stage vi aspettano, non fatevi sfuggire l'occasione.Eleonora VoltolinaPer saperne di più su questo argomento, leggi anche:- Da oggi aperto il nuovo bando del Master dei Talenti: 75 stage a cinque stelle per i migliori neolaureati di Piemonte e Val D'Aosta- Due parole con Andrea Martina, ideatore della campagna di comunicazione Master dei Talenti 2009- Master dei Talenti CRT, Angelo Miglietta: «Quest'anno è stato boom di candidature: ecco perché»E le storie degli ex tirocinanti CRT:- Francesco Imberti, dalla Cina con amore (per il cibo italiano)- Paola Laiolo, da Torino a Bruxelles inseguendo l'Europa

Bamboccioni? Nel libro «L'Italia fatta in casa» Alesina e Ichino spiegano di chi è la colpa

Bamboccioni per colpa di mamma e papà? O sono le università troppo costose, lo status di eterno stagista e lavori precari a impedire ai ragazzi italiani di andarsene dalla casa dei genitori? La storia è nota: ci si laurea grazie all’aiuto dei genitori, spesso scegliendo non l’ateneo migliore ma quello più vicino a casa - perché essere dei fuori sede costa molto. Nel mondo del lavoro si entra sempre più spesso attraverso lo stage. Anzi, gli stage: il primo con funzioni formative, e forse anche il secondo o il terzo, poi quando arriva il momento di essere retribuiti ci si mette la crisi finanziaria a bloccare tutto. E voi intanto siete ancora a casa della mamma. Oppure siete fortunati perchè la famiglia ha potuto (e voluto) investire sul vostro futuro e vi ha permesso di laurearvi in una università lontana da casa, avete fatto esperienze all’estero, svolto due o tre stage – questi toccano anche ai privilegiati – ma poi a trent’anni cominciate ad avere uno stipendio che vi permette di pagare da soli l’affitto. La diatriba nata dopo la penultima provocazione del ministro Renato Brunetta (“Fuori a 18 anni, per legge” - l'ultima è di dare 500 euro a tutti quelli che se ne vanno da casa, e già ha fatto venire le palpitazioni a Tremonti) trova molte risposte nel saggio di Alberto Alesina e Andrea Ichino L’Italia fatta in casa, pubblicato il mese scorso da Mondadori [nell'immagine, la copertina]. Alesina insegna Economia ad Harvard; Andrea Ichino, professore a Bologna, è il fratello del giuslavorista e senatore Pd Pietro. I due economisti hanno indagato la realtà sociale ed economica dell’Italia partendo dal suo nucleo portante: la famiglia. Un sistema che vede i giovani più come vittime che come figli viziati e privilegiati. Anche se a qualcuno, magari, lo status di "bamboccione" non dispiace affatto. La solidarietà familiare supplisce alle mancanze del sistema sociale e questo frena lo sviluppo lavorativo delle donne, costrette a rinunciare a brillanti carriere per crescere i figli, prima, e per guardare genitori e suoceri anziani, poi. Gli stessi genitori e suoceri che trent’anni prima hanno sborsato il necessario per mettere alla giovane coppia un tetto sopra la testa: «Quanti giovani in Italia si sono comprati la prima casa senza alcun aiuto dei genitori stessi? Pochissimi…E sono proprio i figli trentenni ad avere i primi figli e a necessitare di una casa. Ecco allora che un sistema pensionistico generoso diventa un modo indiretto per aiutare due generazioni, i percettori della pensione stessa e i loro figli». La famiglia funziona anche da ufficio di collocamento, aiutando i figli a trovare lavoro ma con l'effetto collaterale pericolosissimo dell’immobilità occupazionale: imprese con manager scelti in base alla parentela invece che alle capacità, “raccomandazioni” ad amici e parenti: «Attraverso i canali familiari si trova lavoro molto più rapidamente, ma con una retribuzione inferiore». Ci sono casi in cui il legame padre-figlio non compromette la qualità della scelta, come nell’esempio citato dai due autori dei due Maldini in nazionale, ma il meccanismo è comunque anomalo e diffuso soprattutto in alcuni settori: imprese, studi notarili e di avvocati, di medici, di dentisti; farmacie, atenei universitari, redazioni giornalistiche... Ma anche idraulici e panettieri non scherzano. In un sistema così, addio meritocrazia. Ad uccidere la meritocrazia, secondo gli autori, è anche l’università: «La finzione dell’egualitarismo educativo e dell’immobilismo degli studenti sono due facce della stessa medaglia». Fino a oggi la mancanza di una valutazione degli atenei in base a cui spartire i finanziamenti e lo spreco di risorse hanno portato a un sistema per cui tutti abbiamo le aule sotto casa (non solo chi abita a Milano, Bologna o Firenze, ma anche a Varese, Rimini o Prato!) ma poi dopo la laurea è ben difficile andare lontano sulle proprie gambe. Come risolvere il problema? Alesina e Ichino cominciano con un primo suggerimento: un unico test nazionale per accedere alla facoltà di Medicina e chirurgia. I migliori potranno scegliere in quale ateneo andare, gli altri invece dovranno adeguarsi in base ai posti liberi. Un palermitano è il primo della lista e sceglierà di andare a Roma? Se ai romani non resteranno posti nella propria città vorrà dire che dovranno fare la valigia e trasferirsi altrove - oppure rinunciare. Questo sistema innovativo e virtuoso verrebbe sorretto da molte borse di studio, finanziate grazie a qualche taglio per strutture inutili e destinate ai più bravi. Solo un sogno? Eleonora Della Ratta   Per saperne di più su questo argomento, leggi anche:- Giovani, lavoro e stipendi troppo bassi: quando al mutuo ci pensa papà (indebitandosi). Parola di Luigi Furini- Giovani e lavoro, il manifesto dei ministri Sacconi e Gelmini: «Non c'è bisogno di grandi riforme, basta avvicinare la scuola alle imprese»- «Non è un paese per giovani», fotografia di una generazione (e appello all'audacia)- Trentenni italiani, la sottile linea rossa tra umili e umiliati nel libro «Giovani e belli»