Categoria: Notizie

La Repubblica degli Stagisti al Career Day Cattolica

Mercoledì 6 ottobre la Repubblica degli Stagisti parteciperà al Career Day Cattolica [nell'immagine qui a fianco, l'homepage del sito]. Un evento che mette in contatto in primis gli studenti e neolaureati dell’università Cattolica – ma aperto a tutti i giovani milanesi – con le aziende che cercano nuovi talenti. La Repubblica degli Stagisti innanzitutto avrà un suo stand, presso cui tutti i giovani potranno avvicinarsi nel corso della giornata – dalle 9 alle 18.00 presso la sede di largo Gemelli – per chiedere informazioni e consigli sull’universo stage. In più Eleonora Voltolina [nella foto qui sotto] terrà dalle 14:30 alle 15:30 un seminario, naturalmente aperto al pubblico, di approfondimento sullo stage: un’infarinatura su quel che dice la legge, come si attiva uno stage, come si fa a scegliere bene e ad evitare le fregature. A fianco a lei ci sarà Fulvia Fiaschetti dell’ufficio risorse umane di Tetrapak, in rappresentanza delle aziende che hanno aderito al progetto Bollino OK Stage, sottoscrivendo la Carta dei diritti dello stagista  promossa dalla Repubblica degli Stagisti.Chi aderisce al Bollino si prende infatti l’impegno di comportarsi con i propri stagisti meglio di quanto la normativa vigente non imponga: prendere pochi stagisti, fornire loro un adeguato percorso formativo e un tutor attento, non utilizzarli per sostituire dipendenti in ferie o in maternità, dar loro un rimborso spese dignitoso, assumerne almeno uno su tre, non fare stage troppo lunghi…Al Career Day Cattolica, organizzato da Synesis Forum, saranno presenti altre sei aziende del circuito virtuoso del Bollino: Everis, Gruppo Generali, Gruppo Nestlé Italia, Johnson&Johnson Medical, JT International e PricewaterhouseCoopers. L’elenco completo e sempre aggiornato delle aziende che parteciperanno all’evento – ad oggi oltre cinquanta – è disponibile a questo link

I giovani e la giungla del mercato del lavoro: tante parole, poche certezze. Ad Atreju 2010 Sacconi, Polverini, Ichino e Letta a confronto sul tema occupazione

Normal 0 14 false false false IT X-NONE X-NONE MicrosoftInternetExplorer4 Alla fine l'atteso faccia a faccia tra il ministro del lavoro Maurizio Sacconi e il giuslavorista e senatore Pietro Ichino sul tema delle prospettive occupazionali per i giovani non c'è stato. Sopratutto perché il ministro al dibattito organizzato nell’ambito di Atreju, la festa nazionale della Giovane Italia - il movimento giovanile ufficiale del Popolo della Libertà - a Roma dall’8 al 12 settembre [nella foto a destra, un  momento del dibattiito], si è presentato in ritardo di mezz’ora. E allora il convegno ha preso una piega diversa, coinvolgendo gli altri ospiti, la governatrice della regione Lazio Renata Polverini e il vicesegretario nazionale del Partito democratico Enrico Letta.                 Un incontro che solo in rari momenti ha toccato il cuore della questione: tanti buoni propositi ma poche, per la verità, le soluzioni concrete messe sul tavolo. Quali sono i principali problemi del nostro sistema occupazionale e come si può favorire l’ingresso di tanti diplomati e neolaureati nel mondo del lavoro? Le cause dell’attuale instabilità del mercato del lavoro sono numerose e di diversa natura: per il ministro Sacconi «la situazione di oggi è eredità di un passato, caratterizzato da politiche occupazionali sbagliate, e dalla scarsa efficienza di enti troppo lontani dalla realtà lavorativa, come le università, veri e propri “conventi di clausura”». Il democratico Letta [foto a sinistra] non va molto indietro nel tempo nel trovare una spiegazione: «Regioni e governo nazionale hanno destinato la quasi totalità degli 8 miliardi di euro di ammortizzatori sociali a chi ha un contratto a tempo indeterminato, preferendo così mantenere il lavoro già esistente, piuttosto che investire su nuove assunzioni». Il risultato è un’immobilità generale che di fatto non ha aiutato le nuove generazioni, per la maggior parte escluse da questa tipologia contrattuale. 
Come realizzare, allora, la svolta? Le proposte si giocano su diversi fronti: innanzitutto, sostiene Letta, dando vita a una serie di misure fiscali sulla casa e sulla prima assunzione, con l’obiettivo di facilitare l’allontanamento dalla famiglia.
 Poi potenziando il ruolo di tutte quelle realtà che dovrebbero tutelare un giovane prima e dopo l’ingresso nel mondo del lavoro. 
Le università, in primis: sia Renata Polverini - che ha alle spalle una lunga esperienza sindacale come segretario Ugl - che Maurizio Sacconi sono convinti che bisogna fare degli atenei un ponte tra studio e lavoro, in grado di orientare costantemente i giovani.
 L’unico esempio concreto in tal senso è stata la proposta di potenziamento del placement universitario, cui il ministro ha fatto riferimento nel corso del dibattito. Senza specificare con quali fondi, però. 
Il sistema, tuttavia, va modificato anche sotto altri aspetti: Ichino si è soffermato sull’importanza di riformare alcune strutture, come gli ordini professionali, che devono avere come fine quello della «tutela della collettività»  e di favorire la dinamicità delle nostre imprese, in modo da renderle capaci di assorbire un numero quanto più ampio possibile di lavoratori. 
La conferenza è stata anche un’occasione per parlare del controverso “Patto Italia 2020”, promosso dai ministri Sacconi e Gelmini, dal titolo “I nostri giovani prima di tutto”. Il documento si sofferma sulle problematiche del lavoro, proponendo soluzioni come la valorizzazione del contratto di apprendistato e del ruolo dell’università. Ma soprattutto, ha spiegato Sacconi [foto a destra], «affonda le sue radici nel riconoscimento del valore della vita e nella responsabilizzazione della persona nelle sue scelte di studio e di lavoro, che devono essere basate sulla convinzione e non sulla convenzione».   Un’affermazione che lascia qualche perplessità, se si pensa che il  Patto mette l’accento sulla necessità, da parte delle famiglie, di continuare a sostenere economicamente i giovani, più che favorirne l’autonomia. 
Che siano questi gli antidoti per orientarsi nella giungla del lavoro? I giovani attendono e sperano, ma per ora all’orizzonte ci sono più dubbi che certezze.  Chiara Del PriorePer saperne di più su questo argomento, leggi anche:- Giovani e lavoro, il manifesto dei ministri Sacconi e Gelmini: «Non c'è bisogno di grandi riforme, basta avvicinare la scuola alle imprese»- Luci e ombre del contratto di apprendistato - una buona occasione, ma preclusa (o quasi) ai laureati- Bamboccioni? Nel libro «L'Italia fatta in casa» Alesina e Ichino spiegano di chi è la colpa- Prospettive per i giovani, in Italia si gioca solo in B e C. Per la serie A bisogna andare all'estero- I giovani e il sogno del posto fisso: domenica 5 settembre a Vittorio Veneto Eleonora Voltolina ne parla al festival Comodamente

Al via il nuovo bando per il servizio civile: 20mila posti a disposizione in Italia e all'estero, 433 euro il rimborso spese mensile

È stato pubblicato venerdì 3 settembre il bando per i progetti promossi dall'Ufficio nazionale per il servizio civile (UNSC), insieme alle regioni e alle province autonome  [a destra, il logo; sotto, la pagina del sito a cui fare riferimento per ogni documentazione relativa alla domanda]. In tutto ci sono 19.627 posti: si cercano i volontari da impiegare in enti, ONG e associazioni no profit per onorare «un impegno solidaristico inteso come valore di coesione sociale». Porte aperte a tutti i giovani di nazionalità italiana tra i 18 e i 28 anni non compiuti che per dodici mesi vogliano cimentarsi nei settori dell'assistenza, dell'ambiente, della protezione civile, della promozione artistica e culturale. Unico vincolo: non aver già prestato servizio (o abbandonato senza valida motivazione) e non avere rapporti di lavoro o collaborazione retribuita con l'ente promotore del progetto. Oltre alla copertura assicurativa, ai vincitori spetta un assegno mensile di 433,80 euro netti per tutti i dodici mesi del servizio: è utile sapere che tale rimborso contribuisce a tutti gli effetti a formare il reddito imponibile di ciascun volontario e subisce lo stesso trattamento fiscale dei redditi da lavoro dipendente, mentre il periodo di servizio è riconosciuto ai fini previdenziali. Per i volontari all'estero va aggiunto vitto, alloggio – o, laddove impossibile, un contributo – più una somma giornaliera di 15 euro [450 euro al mese che, sommati ai 433 standard, portano il mensile a circa 900 euro] e due viaggi complessivi di andata e ritorno dall'Italia. Variano invece gli orari lavorativi, per i quali è bene informarsi presso i singoli enti. Il termine ultimo per la presentazione delle domande è fissato per le ore 14:00 del 4 ottobre, ma meglio prendersi del tempo per chiarirsi le idee e decidere: orientarsi tra le centinaia di progetti non è facile ed è possibile, pena l'estromissione in toto, inviare una sola candidatura. Vediamo come. Per decidere per quale progetto concorrere il metodo migliore è interrogare il motore di ricerca nella sezione "Progetti" in Italia e all'estero incrociando dei dati, ad esempio comune e settore d'interesse; altrimenti si può fare riferimento al bando nazionale o ai singoli bandi regionali, che però rimandano a siti web talvolta non aggiornati. Una volta fatta la propria scelta, i documenti da tener presente sono l'allegato 2 e l'allegato 3 del bando che vanno compilati, firmati e spediti per posta tradizionale direttamente all'ente promotore del progetto. Indispensabile allegare copia di un documento di identità valido, curriculum vitae e copia dei titoli in possesso (solo se preselezionati, i candidati dovranno poi presentare anche un certificato medico che attesti il buono stato di salute). L'elenco completo degli enti, e relativi siti da cui reperire l'indirizzo, si trova nell'allegato 1 al bando nazionale, altrimenti si può far riferimento a ciascun bando regionale. Sempre i singoli enti sono responsabili del processo di selezione, che avviene secondo criteri stabiliti autonomamente. In linea di massima, soddisfatti i requisiti minimi, vengono privilegiati i candidati che hanno all'attivo esperienze di volontariato, meglio se nello stesso settore per cui si fa domanda, ma anche un titolo di studio attinente fa salire il punteggio. Per le graduatorie bisognerà attendere l'anno nuovo: la data entro cui quelle definitive dovranno pervenire all'UNSC è il 4 febbraio 2011. Attenzione perché nei primi giorni del bando l'alta affluenza sul sito dell'UNSC ha creato diversi disagi, soprattutto nel download dei bandi regionali: bisogna quindi armarsi di pazienza. Dall'anno di istituzione del servizio civile, il 2001,  al 2009 sono state 254.482 le esperienze di volontariato avviate, in media 28mila all'anno. Il picco è stato raggiunto nel 2005 e 2006: in quegli anni i volontari sono stati più di 45mila. Poi il numero ha ricominciato a scendere, anche a causa dei tagli dei fondi, che ha determinato una riduzione dei posti messi a bando: 27mila nel 2009, poco meno di 20mila nel 2010. Non calano, invece, almeno proporzionalmente, le domande. Se nel 2008 il rapporto tra il numero di candidature pervenute e il numero di volontari avviati era 2,31, nel 2009 è salito a 2,89: in sostanza l'anno scorso è stata accolta solo una domanda su tre e si sono abbassate le possibilità di farcela.  I giovani italiani vengono impiegati quasi esclusivamente in patria (uno schiacciante 98% l'anno scorso, oltre il 99% nel 2006). Chi parte per l'estero – Africa e America centro-meridionale le zone di intervento più coperte – è mediamente più in là negli anni e ha un livello di istruzione sensibilmente più alto: si tratta per il 65% di laureati, percentuale che si abbassa al 20% per quanti rimangono in Italia.  Prevedibilmente, la maggior parte dei volontari viene dal sud e dalle isole (il 54% nel 2009, con il restante 46% equamente diviso tra centro e nord), con Sicilia e Campania in testa, secondo una tendenza rimasta stabile nel corso degli anni. Ugualmente preponderante da sempre la presenza femminile, più dei due terzi, anche perché il settore dell'assistenza rimane quello più gettonato.Annalisa Di Palo Per saperne di più su questo argomento leggi anche: - Leonzio Borea, direttore dell' Ufficio servizio civile nazionale: «Offriamo ai giovani un'esperienza preziosa, ma abbiamo sempre meno fondi»- Giovanni Malservigi: «Il servizio civile in una casa di riposo mi ha aperto un altro mondo»- «Ho scoperto la mia strada a bordo delle ambulanze della Misericordia»: Diego Craparotta racconta il suo servizio civileE anche: - Stage da mille euro al mese alla Fundamental Rights Agency di Vienna: candidature aperte fino al 7 giugno - UNV Internship Programme: trenta tirocini in Paesi in via di sviluppo finanziati dal ministero degli Esteri

I giovani e il sogno del posto fisso: domenica 5 settembre a Vittorio Veneto Eleonora Voltolina ne parla al festival Comodamente

È ancora lecito sognare il posto fisso? Quando i ragazzi di oggi si affacciano al mondo del lavoro, cosa sperano di trovare – e cosa trovano? È giusto adeguarsi allo status quo rivedendo progressivamente al ribasso le proprie aspettative? Ed è giusto che il mercato del lavoro sia oggi tanto duale e squilibrato da permettere che in un’azienda siano ospitati nello stesso ufficio, e magari con le stesse identiche mansioni, un «fortunato» dipendente quarantenne – che ha avuto il solo merito di essere entrato nel mercato del lavoro in un periodo di vacche grasse e di aver ottenuto quindi senza troppe difficoltà il famoso contratto a tempo indeterminato – e uno «sfortunato» giovinastro, appena sotto o appena sopra i trent’anni, che invece va avanti a stage e cocopro perchè nel frattempo la musica è cambiata e «il posto fisso non esiste più»?Il tema è caldo, se anche Benedetto XVI° ha sentito il bisogno di pronunciarsi sull'argomento: ieri infatti il Corriere titolava «Il Papa ai giovani: "Il lavoro è importante ma conta di più la fede"». Ma bisognerebbe innanzitutto capirsi sulle parole. Probabilmente non è il posto «fisso» che i giovani vogliono: è che il posto fisso, cioè il contratto a tempo indeterminato, è oggi pressochè l’unico che dia qualche speranza per il futuro. Cioè una prospettiva a lungo termine, la sicurezza di ricevere uno stipendio a fine mese e con quello potercisi costruire una casa e magari anche una famiglia senza dover sempre bussare alla porta di mamma e papà. Una copertura che preveda anche quei piccoli grandi lussi come le ferie pagate, la malattia, la maternità. I giovani di oggi sono dinamici, difficilmente cercano un lavoro da qui ai prossimi trent’anni. Ma si sono anche stufati di trovare soltanto lavoretti da qui ai prossimi sei mesi, con contratti ben poco tutelanti (e lo stage è il gradino più basso della catena, ma ci sono anche le collaborazioni continuative, le false partite iva, i contratti a progetto senza progetto…) e una prospettiva di stabilità irrimediabilmente limitata alla data di scadenza del contratto… La bomba ad orologeria, come la chiamava Ascanio Celestini in uno spettacolo.Di posto fisso, giovani, precariato e molto altro si discute domenica mattina a Vittorio Veneto, nell’ambito del festival Comodamente.  Festival Comodamente - dibattito «Il sogno del posto fisso»5 settembre, ore 10.30 - Spazio Italcementi (via Da Camino, Vittorio Veneto)con- Luigi Brugnaro, presidente di UMANA e di Confindustria Venezia- Maurizio Castro, senatore della Repubblica- Eleonora Voltolina, giornalista e ideatrice della Repubblica degli Stagistimodera Khaled Fuad Allam, giornalista

Commissione europea, ultimi giorni per candidarsi per uno stage da oltre mille euro al mese: 600 posti a disposizione

Chiude mercoledì 1° settembre a mezzogiorno, tra poco più di una settimana, il bando per gli stage alla Commissione europea. Oltre seicento i posti a disposizione, prevedibilmente migliaia i cv che arriveranno all'ufficio tirocini: per la tornata precedente (candidature aperte da dicembre a febbraio, stage al via a ottobre di quest'anno) il sistema aveva registrato più di 13mila candidature, con un incremento di oltre il 40% rispetto alle edizioni passate e un vero e proprio boom di richieste dall'Italia:  4208, cioè oltre il 31% di tutte quelle pervenute e oltre il doppio rispetto all'anno prima (nella sessione dell'ottobre 2009 infatti erano stati "solo" 1647 i candidati italiani, pari al 18% delle 9223 candidature).La Repubblica degli Stagisti, oltre ad aver raccolto e pubblicato in queste settimane le testimonianze di molti giovani che hanno già fatto questa esperienza, ne approfitta per dare qualche delucidazione rispetto alla compilazione dell'application form, consigliando però a tutti (bando alla pigrizia!) di studiarsi a fondo le pagine «FAQ - Frequently Asked Questions» e «How should I submit my application?», dove la procedura è spiegata fin nei minimi particolari.Prima di tutto, il dilemma che affligge la maggior parte degli aspiranti eurostagisti: la lingua della documentazione. Come aveva confermato già qualche mese fa alla Repubblica degli Stagisti Paolo Girri del Bureau des stages della Commissione, non c'è bisogno di tradurre diplomi e certificati: in italiano vanno bene. Tutti i documenti scritti in una delle 23 lingue ufficiali della Comunità europea - quindi non solo nelle tre, inglese francese e tedesco, utilizzate per i lavori della Commissione - non necessitano infatti di traduzione. Per quanto riguarda la conoscenza di una o più lingue, attenzione perché non basta l'autocertificazione: bisogna esibire un "Explicit certificate" cioè una prova scritta che dimostri il livello di conoscenza. Un piccolo ostacolo per gli autodidatti, ma non certo insuperabile: a questo link i posti dove in Italia per esempio si può sostenere il Toefl Test (che costa 225 dollari, più o meno 173 euro).Compilare con accuratezza l'application è molto importante innanzitutto perchè una volta che il form è stato inviato, non è più possibile modificarlo. In secondo luogo, poi, perché ogni persona ha una e una sola possibilità per ogni sessione: in caso lo stesso candidato invii la sua candidatura per due o più volte, automaticamente tutte vengono annullate e respinte.Al termini della procedure di application, quando si clicca sul fatidico tasto "submit", appare l'indirizzo postale al quale bisogna inviare la documentazione cartacea della propria candidatura: l'indirizzo è differente a seconda del tipo di tirocinio per il quale ci si sta candidando (administrative training o translation training). In ogni caso, se qualcosa va storto si può sempre ritentare alla tornata successiva: resta però inteso che, se non è cambiata - o non può cambiare - la ragione per la quale la candidatura non è stata accettata (per esempio, se si è già effettuato un tirocinio presso un'istituzione europea), la richiesta continuerà ad essere rifiutata.Un grande in-bocca-al-lupo a tutti i lettori della Repubblica degli Stagisti che si giocheranno questa carta, e l'invito è sempre quello di venire a raccontare qui su questo sito, se verrete scelti, la vostra esperienza di eurostagisti.Eleonora VoltolinaPer saperne di più su questo argomento, leggi anche:- Stage alla Commissione europea, è boom di richieste e più di un quarto delle candidature arriva dall'Italia: forse perchè sono ben pagati?Leggi le testimonianze degli ex stagisti della Commissione europea:- Cinque Paesi in cinque anni: la storia di Daniela Amadio e il racconto del suo stage alla Commissione europea- Carlotta Pigella, Torino-Bruxelles andata e ritorno: «Il mio stage alla Direzione generale Affari Marittimi della Commissione UE? Internazionale e professionalizzante»- Pasquale D'Apice: «Rapporti umani e network di conoscenze, ecco il prezioso valore aggiunto degli stage alla Commissione europea»- Dalla metafisica al trattato di Lisbona: la storia di Mauro Pedruzzi, filosofo stagista alla Commissione europea- Mirko Armiento, ex stagista alla Commissione europea: «A Bruxelles i cinque mesi più intensi e belli della mia vita»

Tirocini a Bruxelles e Strasburgo nell'ufficio dell'Ombudsman dell'Unione europea, rimborso spese da 1100 a 1300 euro al mese

Fino a martedì 31 agosto è aperta l'opportunità di candidarsi per uno stage all'ufficio del Mediatore europeo (l'Ombudsman), che si occupa delle denunce di cattiva amministrazione contro le istituzioni e gli organi dell'UE. Proprio per questa sua natura il bando è rivolto sopratutto a chi ha studiato giurisprudenza - ma anche chi ha altri tipi di laurea può provare a candidarsi, non si sa mai.I 4-5 giovani che verranno selezionati cominceranno la loro esperienza europea il 1° gennaio 2011: gli stage presso l'Ombudsman sono infatti suddivisi ogni anno in due tornate, il january training period per gli stage che iniziano a gennaio e il september training period per quelli che iniziano il 1° settembre. Il numero delle candidature cresce ogni anno: per gli stage che si sono svolti nel 2010 sono arrivate all'ufficio Amministrazione e personale quasi 400 candidature (nel 2008 erano state 300, l'anno successivo 350). Da queste sono stati selezionati i cv dei 9 prescelti, tra cui c'era anche un italiano a cui tra l'altro è capitato di essere il 100esimo stagista dell'ufficio - contando tutti quelli che vi sono passati dal 1997 ad oggi. Ogni anno il rimborso spese viene leggermente modificato, in quanto l'ammontare è collegato allo stipendio dei funzionari di grado AD 6 (per la precisione, è il 25% del salario-base di quella fascia di dipendenti). Per il 2011 gli stagisti riceveranno circa 1100 euro se saranno destinati alla sede di Bruxelles, e 1300 se andranno in quella di Strasburgo. Di base gli stage durano quattro mesi, ma nella maggior parte dei casi vengono prorogati.Il formulario di candidatura, scaricabile in formato pdf dal sito dell'Ombudsman [nell'immagine a sinistra, l'homepage], va compilato in inglese (la conoscenza di questa lingua è essenziale, poi più se ne sanno meglio è) e inviato per posta alla sede dell'ufficio a Strasburgo allegando cv, lettera di presentazione, copia dei diplomi e certificati universitari/formativi, copia del documento di identità e una financial declaration in cui si autocertifica che non si percepirà alcun supporto finanziario esterno durante l'eventuale periodo di tirocinio.Chi non viene selezionato può sempre riprovarci per la tornata successiva, compilando di nuovo il modulo di candidatura. Sul sito dell'Ombudsman è riportata anche la Decisione sui tirocini del Mediatore europeo, il 68enne greco Nikiforos Diamandouros, in carica dal 2003.Eleonora VoltolinaPer saperne di più su questo argomento, leggi anche:- Seicento stage da 1070 euro al mese alla Commissione europea: bando aperto fino al 1° settembre- Parlamento europeo, risoluzione contro i tirocini gratis e le aziende che sfruttano gli stagisti

Unione europea, Era e Cedefop offrono stage da oltre mille euro al mese: candidature aperte fino a metà agosto

Due opportunità di stage da oltre mille euro al mese arrivano da due enti dell’Unione Europea: l’Era, Agenzia ferroviaria europea, e il Cedefop, Centro europeo per lo sviluppo della formazione professionale. Per candidarsi c’è tempo fino a metà agosto.La sicurezza delle reti ferroviarie europee e la loro integrazione in tutti i paesi dell’Unione è uno degli obiettivi primari dell’Era, che ha la sede principale [nell'immagine a destra] a Valenciennes, nel nord della Francia, 200 chilometri a sud est di Calais. L’agenzia mette a disposizione ogni anno due periodi di stage: il 15 agosto scade il bando della seconda tornata del 2010, che prenderà il via il 1° ottobre e si concluderà alla fine di febbraio del 2011. I posti a disposizione sono sei: la domanda è rivolta ai cittadini degli stati membri dell’UE, dei paesi che hanno richiesto l’ingresso nell’Unione e di quelli dell’area economica europea. Tuttavia l’accesso può essere esteso anche ad un numero limitato di cittadini provenienti da stati che non fanno parte dell’UE, in base alle priorità stabilite dall’Era. Altri requisiti necessari per la partecipazione sono la conoscenza di almeno due lingue comunitarie (di cui una deve essere l’inglese) e di materie preferibilmente attinenti ai compiti dell’agenzia, quali ingegneria, scienze economiche, ecc. Non è necessaria la laurea: può partecipare alla selezione anche chi stia scrivendo la tesi o chi, distaccato da un ente pubblico o privato, stia studiando attività connesse con l’Era.La candidatura va inoltrata attraverso il sito internet, dove è possibile trovare la domanda di iscrizione da compilare e inoltrare, completa di una copia del documento d’identità o del passaporto, di una copia della laurea e di una lettera motivazionale, all’indirizzo traineeships [chiocciola] era.europa.eu.  I prescelti saranno contattati nel mese di settembre: ad essi sarà offerto un rimborso spese mensile di 1.047 euro, più le spese di viaggio all’inizio e alla fine dello stage. A questa cifra va aggiunta una maggiorazione pari alla metà della cifra destinata agli stagisti con disabilità, che potranno così far fronte alle spese supplementari per i trasporti e per la sistemazione in strutture idonee.C’è qualche giorno in più, fino al 20 agosto, per proporre la propria candidatura al Cedefop, con sede a Salonicco [nell'immagine a sinistra]: l’organismo che si occupa di promuovere lo sviluppo di istruzione e formazione professionale nei paesi dell’UE. Ogni anno mette a disposizione un periodo di stage di nove mesi, dal 1° ottobre al 30 giugno. Chi può candidarsi? La selezione qui è riservata a chi abbia una laurea (di primo o secondo livello) alla data di scadenza del bando. Per inoltrare la domanda non è richiesto un titolo specifico, ma i candidati ideali saranno quelli che provengono da un corso di studi connesso alle attività del Cedefop – come l’information technology, gli affari legali, le relazioni interne ed esterne, la gestione del personale, ecc.Per avanzare la richiesta di stage – i posti disponibili per questa tornata sono 7-8 – bisogna seguire la procedura (esclusivamente online) indicata nel bando: dopo aver compilato la domanda di partecipazione disponibile sul sito, bisogna allegare una copia scannerizzata della propria laurea e un curriculum vitae (redatto preferibilmente secondo il formato europeo). In mancanza del certificato di laurea può essere utilizzata anche un’attestazione rilasciata dall’università. Se la domanda sarà inoltrata correttamente, il candidato riceverà una e-mail con il numero di protocollo: importante conservarlo perché sarà necessario per tutti i successivi contatti con il Cedefop.I candidati ritenuti idonei saranno contattati dall’ufficio delle risorse umane, che comunicherà loro il periodo dello stage, nel corso del quale ogni stagista svolgerà il proprio compito sotto la guida di un supervisore. Il rimborso spese previsto è pari a 1005,05 euro al mese, a cui va aggiunta una travel allowance per il viaggio. La cifra diminuisce se lo stagista è già residente a Salonicco: in quel caso il rimborso mensile è di 753,79 euro. Anche il Cedefop mette a disposizione dei partecipanti con disabilità un supplemento del 50% sulla cifra stabilita. Enza Civale Per saperne di più su questo argomento, leggi anche:-  Seicento stage da 1070 euro al mese alla Commissione europea: bando aperto fino al 1° settembre- Parlamento europeo, risoluzione contro i tirocini gratis e le aziende che sfruttano gli stagisti

Corsa agli stage, la crisi mette un freno. Primi dati del nuovo Rapporto Excelsior: 322mila tirocinanti l'anno scorso nelle imprese private italiane

La corsa forsennata degli stage rallenta il suo ritmo. Il numero dei giovani che fanno esperienze on the job nelle imprese italiane continua ad aumentare, ma con percentuali più moderate rispetto agli anni passati. Lo evidenzia il nuovo Rapporto Excelsior di Unioncamere, presentato oggi, secondo cui sono stati quasi 322mila gli stagisti ospitati nelle imprese private italiane nel corso del 2009. Un aumento di circa il 5,5% rispetto all'anno precedente (quando i tirocinanti "censiti" erano stati poco più di 305mila). Certamente in questo rallentamento ha un grande peso l'effetto della crisi economica globale: quando non c'è lavoro, gli stagisti servono di meno. Ma un raggio di speranza va nella ripresa della percentuale rilevata di assunzione dopo lo stage: 11,6%, oltre due punti in più rispetto all'anno scorso. Un timido segnale? Nello specifico, come al solito, le probabilità di essere assunti sono direttamente proporzionali alla grandezza dell'azienda ospitante: se meno di uno stagista su dieci viene assunto nelle microimprese (da uno a nove dipendenti, Excelsior rileva per la precisione 9,2 possibilità su cento di sentirsi proporre un contratto al termine dell'esperienza formativa) e poco più di uno su dieci nelle piccole imprese (da 10 a 49 dipendenti, percentuale media di assunzione dopo lo stage 10,5%), le probabilità aumentano nelle medie e grandi imprese (rispettivamente 16,1% e 17,9%) per superare poi quota uno su cinque per le imprese molto grandi, con oltre 500 dipendenti: qui la percentuale di assunzione rilevata è 21,5%.Circa uno stagista su tre va nell'industria: Il 19% degli stage viene effettuato nell'industria in senso stretto (specialmente in quella metallurgica), e un altro 10% nel settore delle costruzioni. Ma ben il 70% degli stagisti finisce in imprese di servizi, in particolare quelli di alloggio/ristorazione e turistici (oltre 55mila stage in questo settore, pari al 17% del totale). Seguono a ruota il settore della sanità, assistenza sociale e servizi sanitari privati e quello del commercio al dettaglio (rispettivamente 24.950 e 23.930 stage, poco più del 7% del totale per ciascuno).A livello geografico, il Rapporto conferma ancora una netta preponderanza del Nord: il 60% degli stage viene effettuato nelle regioni settentrionali, il restante 40% è equamente suddiviso tra centro e sud/isole.L'indagine Excelsior viene realizzata annualmente da Unioncamere, su un campione di oltre 100mila imprese con almeno un dipendente, per fotografare i fabbisogni delle aziende. Nel 2006 aveva censito 228mila stagisti; l'anno successivo il numero era lievitato a 256mila, con un aumento di oltre il 12%. Nel 2008 il numero era schizzato a 305mila: un incremento del 19% rispetto all'anno precedente.Con il dato appena uscito, comunque, la crescita non si ferma: rapportando i 322mila stagisti del 2009 ai 228mila del 2006, si evince che negli ultimi quattro anni c'è stato un aumento di oltre il 41% nel numero delle persone che fanno questo tipo di esperienza nelle imprese private italiane.Eleonora VoltolinaPer saperne di più su questo argomento, leggi anche:- In tempo di crisi i tirocini aumentano o diminuiscono? - Rapporto Excelsior 2009: sempre più stagisti nelle imprese italiane, sempre meno assunzioni dopo lo stage- Quanti sono gli stagisti italiani? Tutti i dati regione per regione, tratti dall'indagine Excelsior 2009

Brunetta risponde all'interrogazione parlamentare di Ichino sui superstage lucani: «Comunque sia, i tirocinanti non potranno essere assunti»

La prima risposta ufficiale del governo sulla vicenda dei superstage è arrivata. Un anno e cinque mesi dopo la prima interrogazione parlamentare, presentata dal senatore PD Pietro Ichino dopo l'inchiesta-denuncia della Repubblica degli Stagisti sull'abnorme «Programma stages» avviato e finanziato dal consiglio regionale calabrese alla fine del 2008. Quattro mesi dopo la seconda interrogazione, presentata sempre da Ichino alla luce degli sviluppi della situazione calabrese, e del pericolo che altri milioni di euro venissero spesi dalla Regione Calabria per far assumere i tirocinanti agli enti locali che li avevano ospitati (e tuttora li ospitano, dato che i supestage termineranno a novembre) per la durata record di 21 mesi (+ 3 di formazione in aula). E tre mesi dopo la terza interrogazione, firmata ancora una volta da Ichino, per chiedere di far luce su un programma-fotocopia, sempre fuori standard rispetto alla normativa vigente in materia di tirocini, stavolta ad opera del consiglio regionale lucano. La risposta, datata 12 giugno, arriva dal ministro della Pubblica amministrazione Renato Brunetta. Che innanzitutto mette una mano avanti specificando che il caso è di competenza del collega Maurizio Sacconi: «Le interrogazioni […] alle quali non risulta essere stata data ancora risposta, sono entrambe delegate al Ministro del Lavoro e delle politiche sociali e, al riguardo, nessuna richiesta di elementi di competenza è pervenuta al Ministro per la Pubblica amministrazione e l’innovazione»). E che poi mette anche l'altra avanti, ricordando che la devolution ha assegnato alle Regioni competenze legislative e quindi non tutto può essere controllato e normato dal governo centrale («la materia della formazione professionale è attribuita dall’articolo 117 della Costituzione alla competenza esclusiva delle Regioni [...] pertanto, al fine di inquadrare correttamente la vicenda, è necessario tener conto anche delle eventuali leggi regionali adottate, in materia di tirocini formativi, dalla Regione Basilicata, nell’esercizio della propria autonomia legislativa»). Passaggio che lascia perplessi, perchè sarebbe bastato che il ministro Brunetta avesse incaricato il suo staff di compiere una breve ricerca per scoprire che la Regione Basilicata non ha mai sfruttato la sua «autonomia legislativa» promulgando leggi in materia di stage.Infine, la risposta vera e propria: «Le iniziative volte alla stabilizzazione di personale tirocinante costituiscono, in ogni caso, violazione dell’articolo 97 della Costituzione». Cioè quello che vincola ogni singola assunzione negli enti pubblici a una procedura concorsuale (al comma 3: «Agli impieghi nelle pubbliche amministrazioni si accede mediante concorso»). La risposta di Brunetta si chiude con una velata minaccia che scendano gli ispettori a controllare che sia tutto a posto, mediante «l’attivazione delle procedure ispettive esperite dal competente Ispettorato per la funzione pubblica».Una frase che sembra dire alla Regione Calabria che ha già attivato centinaia di superstage, e alla Regione Basilicata che vorrebbe fare altrettanto: fate pure quello che volete con i tirocini, ma non sognatevi di far assumere poi gli stagisti negli enti pubblici - perché lì ci sono io a vigilare, e certo non accetterò un aumento degli organici. Il senatore Ichino registra con soddisfazione la risposta di Brunetta, ma ancora aspetta quella del principale destinatario dell'interrogazione, Maurizio Sacconi: «Davvero molto sorprendente è l’inerzia del ministro del Lavoro» dice alla Repubblica degli Stagisti «inerzia sul piano parlamentare, poiché a tutt’oggi non si è degnato di rispondere, e inerzia sul piano amministrativo, perché a tutt’oggi non mi risulta che sia stata avviata alcuna ispezione». (leggi qui l'intera intervista).Nel frattempo, alla Repubblica degli Stagisti giunge un'altra lettera aperta di un superstagista calabrese anonimo: «A fine ottobre il nostro rapporto con gli enti avrà termine, e in questo momento tutti noi stagisti siamo alla costante ricerca del politico di turno (a qualsiasi livello) per ottenere se non una stabilizzazione almeno una proroga» scrive il giovane, sotto lo pseudonimo di Tibullo Delianuova per timore di ritorsioni: «Ciò che sta accadendo in questo momento è da un lato comico e grottesco dall'altro patetico... Ma dico? Come è possibile che noi, centinaia di giovani laureati e titolati, in grado anche di cavarcela da soli, non abbiamo almeno un po' a cuore la nostra dignità e facciamo di tutto per elemosinare un posto di lavoro, peraltro 'disonesto' perchè di fatto diventeremo dei parassiti visto l'andazzo della pubblica amministrazione calabrese?». Versione confermata (almeno per quanto riguarda la prima parte - non certo per la seconda) anche da fonti opposte: il sindaco di Cosenza Salvatore Perugini, per esempio, un paio di settimane fa ha scritto al governatore e al presidente del Consiglio regionale della Calabria perorando la causa dell'assunzione dei superstagisti in forza presso il suo comune.Eleonora VoltolinaPer saperne di più su questo argomento, leggi anche:- Ichino commenta la risposta di Brunetta all'interrogazione parlamentare sui superstage: «Ma aspetto sempre quella di Sacconi»- La lettera aperta del superstagista anonimo: «Noi, alla ricerca di un politico per ottenere una stabilizzazione: e se la otterremo, diventeremo dei parassiti»E anche:- In Calabria il consiglio regionale attiva i «superstage»- I superstagisti calabresi a Pietro Ichino: «Ci aiuti a farci assumere». La risposta del senatore: «Non aspettate lo Stato-mamma, datevi da fare per attirare nella vostra terra buoni imprenditori»- Superstagisti calabresi assunti? Una bella notizia solo in apparenza- Superstage calabresi, in arrivo un emendamento-traghetto verso l'assunzione- Consiglio regionale calabrese, la lettera aperta di una superstagista al presidente Bova: non siamo altro che manovalanza per enti assetati di personale- Dopo la Calabria, anche in Basilicata piovono «superstage». E Ichino presenta un'altra interrogazione a Sacconi e Brunetta- La Regione Basilicata sospende il bando per i mille "superstage" negli enti pubblici lucani

L'Agenzia delle Entrate dà ragione ai giovani pugliesi beneficiari delle borse di studio «Ritorno al Futuro»: non dovranno pagare migliaia di euro alla Regione

Tirano un sospiro di sollievo i circa 2mila giovani pugliesi, beneficiari tra il 2008 e il 2009 delle borse di studio della Regione Puglia «Ritorno al Futuro», che negli ultimi mesi si erano visti arrivare cud da migliaia di euro: non dovranno pagare - o perlomeno, non così tanto.Il merito va sopratutto a una combattiva ingegnere 27enne, Mariella D'Incognito [nella foto], che la Repubblica degli Stagisti aveva intervistato nelle scorse settimane. D'Incognito ha ricevuto due anni fa dalla Regione 17mila euro, con cui ha potuto pagarsi un master a Londra. Ma a fine marzo di quest'anno la doccia fredda: nel cud 2010 le viene chiesto di pagare 4mila euro. Motivo, una modifica nell'interpretazione della procedura fiscale sulle borse di studio: fatto 100 l'importo percepito da ciascun borsista, la ritenuta viene effettuata non solo sul 50% di provenienza dello Stato Italiano (come precedentemente stabilito), ma anche sul 50% di provenienza UE.La giovane borsista non ci sta, e mette su un gruppo di protesta su Facebook (intitolato senza mezzi termini «La beffa delle borse di studio "RITORNO AL FUTURO" Regione Puglia») che arriva ai giornali e in Regione. Promuovendo tra gli iscritti, quasi mille, la procedura di istanza di interpello all'Agenzia delle entrate: un documento con cui ciascuno singolarmente chiede un'interpretazione della norma fiscale sulle borse di studio.Ora l'Agenzia delle entrate, dall'ufficio Fiscalità generale del settore Servizi e consulenza della direzione regionale della Puglia, le dà ragione. Scrive infatti in un documento datato 9 luglio il direttore regionale Silvia Guarino: «In relazione alla quota finanziata dall'Unione Europea con il FSE, pari al 50% dell'ammontare stabilito, si rende applicabile quanto previsto dall'articolo 80 del Regolamento (CE) n. 1083/2006 [...] rubricato "Integrità dei pagamenti ai beneficiari", secondo cui "Gli Stati Membri si accertano che gli organismi responsabili dei pagamenti assicurino che i beneficiari ricevano l'importo totale del contributo pubblico entro il più breve termine e nella sua integrità" […] In relazione al principio di integrità dei pagamenti, il più volte citato articolo 80 […] specifica ulteriormente che "Non si applica nessuna detrazione o trattenuta né alcun onere specifico o di altro genere con effetto equivalente che porti alla riduzione di detti importi per i beneficiari"». E, dopo aver ricordato che una sentenza della Corte di Giustizia sancisce che il divieto di ogni detrazione debba «necessariamente estendersi a tutti gli oneri che sono direttamente e intrinsecamente correlati alle somme versate», conclude: «Appare evidente che l'eventuale assoggettamento ad imposizione fiscale del contributo comunitario ricevuto dai soggetti che frequentano i master, corrisponderebbe ad un prelievo specificatamente connesso al contributo stesso e come tale risulterebbe in contrasto con la previsione del principio dell'integrità dei pagamenti».Su Facebook fioccano i ringraziamenti, e Mariella D'Incognito continua a dispensare consigli e indicazioni.  «Io ho pagato le prime due rate e tra pochi giorni dovrei pagare la terza. Come mi devo muovere?» chiede una ragazza, «Chiedi al tuo commercialista di rettificare la tua dichiarazione dei redditi, sospendi i pagamenti e recati nell'Agenzia delle entrate della tua provincia per fare una richiesta di rimborso. La domanda va corredata della risposta data dall'Agenzia delle entrate, eventualmente il cud corretto e fotocopie dei versamenti» risponde D'Incognito. Dal canto suo, la Regione Puglia ha già comunicato via email agli interessati che entro il 27 luglio saranno disponibili attraverso una procedura telematica i nuovi cud con importi dimezzati.Tutto a posto? Non proprio. Innanzitutto c'è chi punta il dito contro l'amministrazione regionale, accusandola non solo di aver provato a fare cassa sulle spalle dei giovani borsisti - riprendendosi parte dei fondi europei - ma anche di aver "giocato sporco". La Regione aveva infatti inviato in data 11 giugno 2010 un'istanza di interpello firmata dalla dirigente Giulia Campaniello, ma nessuno degli interessati era stato informato di questa mossa; inoltre, la risposta dell'Agenzia delle entrate è datata 9 luglio, ma è stata resa pubblica solo una settimana dopo, il 15 luglio. Da qui, le accuse di scarsa trasparenza. In più c'è anche chi solleva dubbi sulla effettiva validità del documento. Per esempio il commercialista Giovanni Puggione interviene sul wall del gruppo scrivendo: «La risposta data dalla Direzione Regionale delle Entrate della Puglia, pur se proveniente da fonte autorevole, è solo un semplice parere e non una norma. Inoltre, per stessa ammissione della DRE Puglia, non ha nessun valore di risposta ad interpello, unico strumento per adottare comportamenti fiscali con una certa tranquillità». E aggiunge: «Ritengo che la DRE, nel formulare il suo parere, non abbia centrato bene il problema a causa anche di una non precisa formulazione del quesito da parte della stessa Regione Puglia. Alcune citazioni sono poi errate perchè relative ad altri contesti e le conclusioni sono diametralmente opposte alle indicazioni date dalla Corte di Giustizia Europea sulla tassabilità dei contributi europei». Per poi concludere: «Gli interpelli, i pareri ed anche le circolari dell'Agenzia delle Entrate spesso possono essere errati e modificati». E un altro commercialista, Domenico Gigante, afferma che solo i 500 ragazzi che hanno presentato personalmente l'interpello sono "coperti": «L'interpello vincola l'Agenzia solo verso chi inoltra l'istanza non per gli altri; come tale ognuno per avere la sicurezza deve inoltrarla direttamente. La risposta non vale per tutti». Secondo D'Incognito, invece, non serve che chi non ha ancora inviato l'istanza lo faccia adesso: «Ormai il precedente si è creato e vale la regola dell'uno per tutti: la risoluzione si applica su tutti i casi analoghi». Eleonora VoltolinaScarica il documento integrale dell'Agenzia delle Entrate sul caso "Ritorno al Futuro Regione Puglia" in formato pdfPer saperne di più su questo argomento, leggi anche:- "Ritorno al futuro", parla Mariella D'Incognito: «Ecco perchè non vogliamo e non possiamo ridare migliaia di euro alla Regione Puglia»- La lettera di una giovane pugliese: «La Regione ha sbagliato a calcolare le tasse sulle nostre borse di studio, e ora rivuole indietro migliaia di euro»