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I giovani e il sogno del posto fisso: domenica 5 settembre a Vittorio Veneto Eleonora Voltolina ne parla al festival Comodamente

È ancora lecito sognare il posto fisso? Quando i ragazzi di oggi si affacciano al mondo del lavoro, cosa sperano di trovare – e cosa trovano? È giusto adeguarsi allo status quo rivedendo progressivamente al ribasso le proprie aspettative? Ed è giusto che il mercato del lavoro sia oggi tanto duale e squilibrato da permettere che in un’azienda siano ospitati nello stesso ufficio, e magari con le stesse identiche mansioni, un «fortunato» dipendente quarantenne – che ha avuto il solo merito di essere entrato nel mercato del lavoro in un periodo di vacche grasse e di aver ottenuto quindi senza troppe difficoltà il famoso contratto a tempo indeterminato – e uno «sfortunato» giovinastro, appena sotto o appena sopra i trent’anni, che invece va avanti a stage e cocopro perchè nel frattempo la musica è cambiata e «il posto fisso non esiste più»?Il tema è caldo, se anche Benedetto XVI° ha sentito il bisogno di pronunciarsi sull'argomento: ieri infatti il Corriere titolava «Il Papa ai giovani: "Il lavoro è importante ma conta di più la fede"». Ma bisognerebbe innanzitutto capirsi sulle parole. Probabilmente non è il posto «fisso» che i giovani vogliono: è che il posto fisso, cioè il contratto a tempo indeterminato, è oggi pressochè l’unico che dia qualche speranza per il futuro. Cioè una prospettiva a lungo termine, la sicurezza di ricevere uno stipendio a fine mese e con quello potercisi costruire una casa e magari anche una famiglia senza dover sempre bussare alla porta di mamma e papà. Una copertura che preveda anche quei piccoli grandi lussi come le ferie pagate, la malattia, la maternità. I giovani di oggi sono dinamici, difficilmente cercano un lavoro da qui ai prossimi trent’anni. Ma si sono anche stufati di trovare soltanto lavoretti da qui ai prossimi sei mesi, con contratti ben poco tutelanti (e lo stage è il gradino più basso della catena, ma ci sono anche le collaborazioni continuative, le false partite iva, i contratti a progetto senza progetto…) e una prospettiva di stabilità irrimediabilmente limitata alla data di scadenza del contratto… La bomba ad orologeria, come la chiamava Ascanio Celestini in uno spettacolo.Di posto fisso, giovani, precariato e molto altro si discute domenica mattina a Vittorio Veneto, nell’ambito del festival Comodamente.  Festival Comodamente - dibattito «Il sogno del posto fisso»5 settembre, ore 10.30 - Spazio Italcementi (via Da Camino, Vittorio Veneto)con- Luigi Brugnaro, presidente di UMANA e di Confindustria Venezia- Maurizio Castro, senatore della Repubblica- Eleonora Voltolina, giornalista e ideatrice della Repubblica degli Stagistimodera Khaled Fuad Allam, giornalista

Commissione europea, ultimi giorni per candidarsi per uno stage da oltre mille euro al mese: 600 posti a disposizione

Chiude mercoledì 1° settembre a mezzogiorno, tra poco più di una settimana, il bando per gli stage alla Commissione europea. Oltre seicento i posti a disposizione, prevedibilmente migliaia i cv che arriveranno all'ufficio tirocini: per la tornata precedente (candidature aperte da dicembre a febbraio, stage al via a ottobre di quest'anno) il sistema aveva registrato più di 13mila candidature, con un incremento di oltre il 40% rispetto alle edizioni passate e un vero e proprio boom di richieste dall'Italia:  4208, cioè oltre il 31% di tutte quelle pervenute e oltre il doppio rispetto all'anno prima (nella sessione dell'ottobre 2009 infatti erano stati "solo" 1647 i candidati italiani, pari al 18% delle 9223 candidature).La Repubblica degli Stagisti, oltre ad aver raccolto e pubblicato in queste settimane le testimonianze di molti giovani che hanno già fatto questa esperienza, ne approfitta per dare qualche delucidazione rispetto alla compilazione dell'application form, consigliando però a tutti (bando alla pigrizia!) di studiarsi a fondo le pagine «FAQ - Frequently Asked Questions» e «How should I submit my application?», dove la procedura è spiegata fin nei minimi particolari.Prima di tutto, il dilemma che affligge la maggior parte degli aspiranti eurostagisti: la lingua della documentazione. Come aveva confermato già qualche mese fa alla Repubblica degli Stagisti Paolo Girri del Bureau des stages della Commissione, non c'è bisogno di tradurre diplomi e certificati: in italiano vanno bene. Tutti i documenti scritti in una delle 23 lingue ufficiali della Comunità europea - quindi non solo nelle tre, inglese francese e tedesco, utilizzate per i lavori della Commissione - non necessitano infatti di traduzione. Per quanto riguarda la conoscenza di una o più lingue, attenzione perché non basta l'autocertificazione: bisogna esibire un "Explicit certificate" cioè una prova scritta che dimostri il livello di conoscenza. Un piccolo ostacolo per gli autodidatti, ma non certo insuperabile: a questo link i posti dove in Italia per esempio si può sostenere il Toefl Test (che costa 225 dollari, più o meno 173 euro).Compilare con accuratezza l'application è molto importante innanzitutto perchè una volta che il form è stato inviato, non è più possibile modificarlo. In secondo luogo, poi, perché ogni persona ha una e una sola possibilità per ogni sessione: in caso lo stesso candidato invii la sua candidatura per due o più volte, automaticamente tutte vengono annullate e respinte.Al termini della procedure di application, quando si clicca sul fatidico tasto "submit", appare l'indirizzo postale al quale bisogna inviare la documentazione cartacea della propria candidatura: l'indirizzo è differente a seconda del tipo di tirocinio per il quale ci si sta candidando (administrative training o translation training). In ogni caso, se qualcosa va storto si può sempre ritentare alla tornata successiva: resta però inteso che, se non è cambiata - o non può cambiare - la ragione per la quale la candidatura non è stata accettata (per esempio, se si è già effettuato un tirocinio presso un'istituzione europea), la richiesta continuerà ad essere rifiutata.Un grande in-bocca-al-lupo a tutti i lettori della Repubblica degli Stagisti che si giocheranno questa carta, e l'invito è sempre quello di venire a raccontare qui su questo sito, se verrete scelti, la vostra esperienza di eurostagisti.Eleonora VoltolinaPer saperne di più su questo argomento, leggi anche:- Stage alla Commissione europea, è boom di richieste e più di un quarto delle candidature arriva dall'Italia: forse perchè sono ben pagati?Leggi le testimonianze degli ex stagisti della Commissione europea:- Cinque Paesi in cinque anni: la storia di Daniela Amadio e il racconto del suo stage alla Commissione europea- Carlotta Pigella, Torino-Bruxelles andata e ritorno: «Il mio stage alla Direzione generale Affari Marittimi della Commissione UE? Internazionale e professionalizzante»- Pasquale D'Apice: «Rapporti umani e network di conoscenze, ecco il prezioso valore aggiunto degli stage alla Commissione europea»- Dalla metafisica al trattato di Lisbona: la storia di Mauro Pedruzzi, filosofo stagista alla Commissione europea- Mirko Armiento, ex stagista alla Commissione europea: «A Bruxelles i cinque mesi più intensi e belli della mia vita»

Tirocini a Bruxelles e Strasburgo nell'ufficio dell'Ombudsman dell'Unione europea, rimborso spese da 1100 a 1300 euro al mese

Fino a martedì 31 agosto è aperta l'opportunità di candidarsi per uno stage all'ufficio del Mediatore europeo (l'Ombudsman), che si occupa delle denunce di cattiva amministrazione contro le istituzioni e gli organi dell'UE. Proprio per questa sua natura il bando è rivolto sopratutto a chi ha studiato giurisprudenza - ma anche chi ha altri tipi di laurea può provare a candidarsi, non si sa mai.I 4-5 giovani che verranno selezionati cominceranno la loro esperienza europea il 1° gennaio 2011: gli stage presso l'Ombudsman sono infatti suddivisi ogni anno in due tornate, il january training period per gli stage che iniziano a gennaio e il september training period per quelli che iniziano il 1° settembre. Il numero delle candidature cresce ogni anno: per gli stage che si sono svolti nel 2010 sono arrivate all'ufficio Amministrazione e personale quasi 400 candidature (nel 2008 erano state 300, l'anno successivo 350). Da queste sono stati selezionati i cv dei 9 prescelti, tra cui c'era anche un italiano a cui tra l'altro è capitato di essere il 100esimo stagista dell'ufficio - contando tutti quelli che vi sono passati dal 1997 ad oggi. Ogni anno il rimborso spese viene leggermente modificato, in quanto l'ammontare è collegato allo stipendio dei funzionari di grado AD 6 (per la precisione, è il 25% del salario-base di quella fascia di dipendenti). Per il 2011 gli stagisti riceveranno circa 1100 euro se saranno destinati alla sede di Bruxelles, e 1300 se andranno in quella di Strasburgo. Di base gli stage durano quattro mesi, ma nella maggior parte dei casi vengono prorogati.Il formulario di candidatura, scaricabile in formato pdf dal sito dell'Ombudsman [nell'immagine a sinistra, l'homepage], va compilato in inglese (la conoscenza di questa lingua è essenziale, poi più se ne sanno meglio è) e inviato per posta alla sede dell'ufficio a Strasburgo allegando cv, lettera di presentazione, copia dei diplomi e certificati universitari/formativi, copia del documento di identità e una financial declaration in cui si autocertifica che non si percepirà alcun supporto finanziario esterno durante l'eventuale periodo di tirocinio.Chi non viene selezionato può sempre riprovarci per la tornata successiva, compilando di nuovo il modulo di candidatura. Sul sito dell'Ombudsman è riportata anche la Decisione sui tirocini del Mediatore europeo, il 68enne greco Nikiforos Diamandouros, in carica dal 2003.Eleonora VoltolinaPer saperne di più su questo argomento, leggi anche:- Seicento stage da 1070 euro al mese alla Commissione europea: bando aperto fino al 1° settembre- Parlamento europeo, risoluzione contro i tirocini gratis e le aziende che sfruttano gli stagisti

Unione europea, Era e Cedefop offrono stage da oltre mille euro al mese: candidature aperte fino a metà agosto

Due opportunità di stage da oltre mille euro al mese arrivano da due enti dell’Unione Europea: l’Era, Agenzia ferroviaria europea, e il Cedefop, Centro europeo per lo sviluppo della formazione professionale. Per candidarsi c’è tempo fino a metà agosto.La sicurezza delle reti ferroviarie europee e la loro integrazione in tutti i paesi dell’Unione è uno degli obiettivi primari dell’Era, che ha la sede principale [nell'immagine a destra] a Valenciennes, nel nord della Francia, 200 chilometri a sud est di Calais. L’agenzia mette a disposizione ogni anno due periodi di stage: il 15 agosto scade il bando della seconda tornata del 2010, che prenderà il via il 1° ottobre e si concluderà alla fine di febbraio del 2011. I posti a disposizione sono sei: la domanda è rivolta ai cittadini degli stati membri dell’UE, dei paesi che hanno richiesto l’ingresso nell’Unione e di quelli dell’area economica europea. Tuttavia l’accesso può essere esteso anche ad un numero limitato di cittadini provenienti da stati che non fanno parte dell’UE, in base alle priorità stabilite dall’Era. Altri requisiti necessari per la partecipazione sono la conoscenza di almeno due lingue comunitarie (di cui una deve essere l’inglese) e di materie preferibilmente attinenti ai compiti dell’agenzia, quali ingegneria, scienze economiche, ecc. Non è necessaria la laurea: può partecipare alla selezione anche chi stia scrivendo la tesi o chi, distaccato da un ente pubblico o privato, stia studiando attività connesse con l’Era.La candidatura va inoltrata attraverso il sito internet, dove è possibile trovare la domanda di iscrizione da compilare e inoltrare, completa di una copia del documento d’identità o del passaporto, di una copia della laurea e di una lettera motivazionale, all’indirizzo traineeships [chiocciola] era.europa.eu.  I prescelti saranno contattati nel mese di settembre: ad essi sarà offerto un rimborso spese mensile di 1.047 euro, più le spese di viaggio all’inizio e alla fine dello stage. A questa cifra va aggiunta una maggiorazione pari alla metà della cifra destinata agli stagisti con disabilità, che potranno così far fronte alle spese supplementari per i trasporti e per la sistemazione in strutture idonee.C’è qualche giorno in più, fino al 20 agosto, per proporre la propria candidatura al Cedefop, con sede a Salonicco [nell'immagine a sinistra]: l’organismo che si occupa di promuovere lo sviluppo di istruzione e formazione professionale nei paesi dell’UE. Ogni anno mette a disposizione un periodo di stage di nove mesi, dal 1° ottobre al 30 giugno. Chi può candidarsi? La selezione qui è riservata a chi abbia una laurea (di primo o secondo livello) alla data di scadenza del bando. Per inoltrare la domanda non è richiesto un titolo specifico, ma i candidati ideali saranno quelli che provengono da un corso di studi connesso alle attività del Cedefop – come l’information technology, gli affari legali, le relazioni interne ed esterne, la gestione del personale, ecc.Per avanzare la richiesta di stage – i posti disponibili per questa tornata sono 7-8 – bisogna seguire la procedura (esclusivamente online) indicata nel bando: dopo aver compilato la domanda di partecipazione disponibile sul sito, bisogna allegare una copia scannerizzata della propria laurea e un curriculum vitae (redatto preferibilmente secondo il formato europeo). In mancanza del certificato di laurea può essere utilizzata anche un’attestazione rilasciata dall’università. Se la domanda sarà inoltrata correttamente, il candidato riceverà una e-mail con il numero di protocollo: importante conservarlo perché sarà necessario per tutti i successivi contatti con il Cedefop.I candidati ritenuti idonei saranno contattati dall’ufficio delle risorse umane, che comunicherà loro il periodo dello stage, nel corso del quale ogni stagista svolgerà il proprio compito sotto la guida di un supervisore. Il rimborso spese previsto è pari a 1005,05 euro al mese, a cui va aggiunta una travel allowance per il viaggio. La cifra diminuisce se lo stagista è già residente a Salonicco: in quel caso il rimborso mensile è di 753,79 euro. Anche il Cedefop mette a disposizione dei partecipanti con disabilità un supplemento del 50% sulla cifra stabilita. Enza Civale Per saperne di più su questo argomento, leggi anche:-  Seicento stage da 1070 euro al mese alla Commissione europea: bando aperto fino al 1° settembre- Parlamento europeo, risoluzione contro i tirocini gratis e le aziende che sfruttano gli stagisti

Corsa agli stage, la crisi mette un freno. Primi dati del nuovo Rapporto Excelsior: 322mila tirocinanti l'anno scorso nelle imprese private italiane

La corsa forsennata degli stage rallenta il suo ritmo. Il numero dei giovani che fanno esperienze on the job nelle imprese italiane continua ad aumentare, ma con percentuali più moderate rispetto agli anni passati. Lo evidenzia il nuovo Rapporto Excelsior di Unioncamere, presentato oggi, secondo cui sono stati quasi 322mila gli stagisti ospitati nelle imprese private italiane nel corso del 2009. Un aumento di circa il 5,5% rispetto all'anno precedente (quando i tirocinanti "censiti" erano stati poco più di 305mila). Certamente in questo rallentamento ha un grande peso l'effetto della crisi economica globale: quando non c'è lavoro, gli stagisti servono di meno. Ma un raggio di speranza va nella ripresa della percentuale rilevata di assunzione dopo lo stage: 11,6%, oltre due punti in più rispetto all'anno scorso. Un timido segnale? Nello specifico, come al solito, le probabilità di essere assunti sono direttamente proporzionali alla grandezza dell'azienda ospitante: se meno di uno stagista su dieci viene assunto nelle microimprese (da uno a nove dipendenti, Excelsior rileva per la precisione 9,2 possibilità su cento di sentirsi proporre un contratto al termine dell'esperienza formativa) e poco più di uno su dieci nelle piccole imprese (da 10 a 49 dipendenti, percentuale media di assunzione dopo lo stage 10,5%), le probabilità aumentano nelle medie e grandi imprese (rispettivamente 16,1% e 17,9%) per superare poi quota uno su cinque per le imprese molto grandi, con oltre 500 dipendenti: qui la percentuale di assunzione rilevata è 21,5%.Circa uno stagista su tre va nell'industria: Il 19% degli stage viene effettuato nell'industria in senso stretto (specialmente in quella metallurgica), e un altro 10% nel settore delle costruzioni. Ma ben il 70% degli stagisti finisce in imprese di servizi, in particolare quelli di alloggio/ristorazione e turistici (oltre 55mila stage in questo settore, pari al 17% del totale). Seguono a ruota il settore della sanità, assistenza sociale e servizi sanitari privati e quello del commercio al dettaglio (rispettivamente 24.950 e 23.930 stage, poco più del 7% del totale per ciascuno).A livello geografico, il Rapporto conferma ancora una netta preponderanza del Nord: il 60% degli stage viene effettuato nelle regioni settentrionali, il restante 40% è equamente suddiviso tra centro e sud/isole.L'indagine Excelsior viene realizzata annualmente da Unioncamere, su un campione di oltre 100mila imprese con almeno un dipendente, per fotografare i fabbisogni delle aziende. Nel 2006 aveva censito 228mila stagisti; l'anno successivo il numero era lievitato a 256mila, con un aumento di oltre il 12%. Nel 2008 il numero era schizzato a 305mila: un incremento del 19% rispetto all'anno precedente.Con il dato appena uscito, comunque, la crescita non si ferma: rapportando i 322mila stagisti del 2009 ai 228mila del 2006, si evince che negli ultimi quattro anni c'è stato un aumento di oltre il 41% nel numero delle persone che fanno questo tipo di esperienza nelle imprese private italiane.Eleonora VoltolinaPer saperne di più su questo argomento, leggi anche:- In tempo di crisi i tirocini aumentano o diminuiscono? - Rapporto Excelsior 2009: sempre più stagisti nelle imprese italiane, sempre meno assunzioni dopo lo stage- Quanti sono gli stagisti italiani? Tutti i dati regione per regione, tratti dall'indagine Excelsior 2009

Brunetta risponde all'interrogazione parlamentare di Ichino sui superstage lucani: «Comunque sia, i tirocinanti non potranno essere assunti»

La prima risposta ufficiale del governo sulla vicenda dei superstage è arrivata. Un anno e cinque mesi dopo la prima interrogazione parlamentare, presentata dal senatore PD Pietro Ichino dopo l'inchiesta-denuncia della Repubblica degli Stagisti sull'abnorme «Programma stages» avviato e finanziato dal consiglio regionale calabrese alla fine del 2008. Quattro mesi dopo la seconda interrogazione, presentata sempre da Ichino alla luce degli sviluppi della situazione calabrese, e del pericolo che altri milioni di euro venissero spesi dalla Regione Calabria per far assumere i tirocinanti agli enti locali che li avevano ospitati (e tuttora li ospitano, dato che i supestage termineranno a novembre) per la durata record di 21 mesi (+ 3 di formazione in aula). E tre mesi dopo la terza interrogazione, firmata ancora una volta da Ichino, per chiedere di far luce su un programma-fotocopia, sempre fuori standard rispetto alla normativa vigente in materia di tirocini, stavolta ad opera del consiglio regionale lucano. La risposta, datata 12 giugno, arriva dal ministro della Pubblica amministrazione Renato Brunetta. Che innanzitutto mette una mano avanti specificando che il caso è di competenza del collega Maurizio Sacconi: «Le interrogazioni […] alle quali non risulta essere stata data ancora risposta, sono entrambe delegate al Ministro del Lavoro e delle politiche sociali e, al riguardo, nessuna richiesta di elementi di competenza è pervenuta al Ministro per la Pubblica amministrazione e l’innovazione»). E che poi mette anche l'altra avanti, ricordando che la devolution ha assegnato alle Regioni competenze legislative e quindi non tutto può essere controllato e normato dal governo centrale («la materia della formazione professionale è attribuita dall’articolo 117 della Costituzione alla competenza esclusiva delle Regioni [...] pertanto, al fine di inquadrare correttamente la vicenda, è necessario tener conto anche delle eventuali leggi regionali adottate, in materia di tirocini formativi, dalla Regione Basilicata, nell’esercizio della propria autonomia legislativa»). Passaggio che lascia perplessi, perchè sarebbe bastato che il ministro Brunetta avesse incaricato il suo staff di compiere una breve ricerca per scoprire che la Regione Basilicata non ha mai sfruttato la sua «autonomia legislativa» promulgando leggi in materia di stage.Infine, la risposta vera e propria: «Le iniziative volte alla stabilizzazione di personale tirocinante costituiscono, in ogni caso, violazione dell’articolo 97 della Costituzione». Cioè quello che vincola ogni singola assunzione negli enti pubblici a una procedura concorsuale (al comma 3: «Agli impieghi nelle pubbliche amministrazioni si accede mediante concorso»). La risposta di Brunetta si chiude con una velata minaccia che scendano gli ispettori a controllare che sia tutto a posto, mediante «l’attivazione delle procedure ispettive esperite dal competente Ispettorato per la funzione pubblica».Una frase che sembra dire alla Regione Calabria che ha già attivato centinaia di superstage, e alla Regione Basilicata che vorrebbe fare altrettanto: fate pure quello che volete con i tirocini, ma non sognatevi di far assumere poi gli stagisti negli enti pubblici - perché lì ci sono io a vigilare, e certo non accetterò un aumento degli organici. Il senatore Ichino registra con soddisfazione la risposta di Brunetta, ma ancora aspetta quella del principale destinatario dell'interrogazione, Maurizio Sacconi: «Davvero molto sorprendente è l’inerzia del ministro del Lavoro» dice alla Repubblica degli Stagisti «inerzia sul piano parlamentare, poiché a tutt’oggi non si è degnato di rispondere, e inerzia sul piano amministrativo, perché a tutt’oggi non mi risulta che sia stata avviata alcuna ispezione». (leggi qui l'intera intervista).Nel frattempo, alla Repubblica degli Stagisti giunge un'altra lettera aperta di un superstagista calabrese anonimo: «A fine ottobre il nostro rapporto con gli enti avrà termine, e in questo momento tutti noi stagisti siamo alla costante ricerca del politico di turno (a qualsiasi livello) per ottenere se non una stabilizzazione almeno una proroga» scrive il giovane, sotto lo pseudonimo di Tibullo Delianuova per timore di ritorsioni: «Ciò che sta accadendo in questo momento è da un lato comico e grottesco dall'altro patetico... Ma dico? Come è possibile che noi, centinaia di giovani laureati e titolati, in grado anche di cavarcela da soli, non abbiamo almeno un po' a cuore la nostra dignità e facciamo di tutto per elemosinare un posto di lavoro, peraltro 'disonesto' perchè di fatto diventeremo dei parassiti visto l'andazzo della pubblica amministrazione calabrese?». Versione confermata (almeno per quanto riguarda la prima parte - non certo per la seconda) anche da fonti opposte: il sindaco di Cosenza Salvatore Perugini, per esempio, un paio di settimane fa ha scritto al governatore e al presidente del Consiglio regionale della Calabria perorando la causa dell'assunzione dei superstagisti in forza presso il suo comune.Eleonora VoltolinaPer saperne di più su questo argomento, leggi anche:- Ichino commenta la risposta di Brunetta all'interrogazione parlamentare sui superstage: «Ma aspetto sempre quella di Sacconi»- La lettera aperta del superstagista anonimo: «Noi, alla ricerca di un politico per ottenere una stabilizzazione: e se la otterremo, diventeremo dei parassiti»E anche:- In Calabria il consiglio regionale attiva i «superstage»- I superstagisti calabresi a Pietro Ichino: «Ci aiuti a farci assumere». La risposta del senatore: «Non aspettate lo Stato-mamma, datevi da fare per attirare nella vostra terra buoni imprenditori»- Superstagisti calabresi assunti? Una bella notizia solo in apparenza- Superstage calabresi, in arrivo un emendamento-traghetto verso l'assunzione- Consiglio regionale calabrese, la lettera aperta di una superstagista al presidente Bova: non siamo altro che manovalanza per enti assetati di personale- Dopo la Calabria, anche in Basilicata piovono «superstage». E Ichino presenta un'altra interrogazione a Sacconi e Brunetta- La Regione Basilicata sospende il bando per i mille "superstage" negli enti pubblici lucani

L'Agenzia delle Entrate dà ragione ai giovani pugliesi beneficiari delle borse di studio «Ritorno al Futuro»: non dovranno pagare migliaia di euro alla Regione

Tirano un sospiro di sollievo i circa 2mila giovani pugliesi, beneficiari tra il 2008 e il 2009 delle borse di studio della Regione Puglia «Ritorno al Futuro», che negli ultimi mesi si erano visti arrivare cud da migliaia di euro: non dovranno pagare - o perlomeno, non così tanto.Il merito va sopratutto a una combattiva ingegnere 27enne, Mariella D'Incognito [nella foto], che la Repubblica degli Stagisti aveva intervistato nelle scorse settimane. D'Incognito ha ricevuto due anni fa dalla Regione 17mila euro, con cui ha potuto pagarsi un master a Londra. Ma a fine marzo di quest'anno la doccia fredda: nel cud 2010 le viene chiesto di pagare 4mila euro. Motivo, una modifica nell'interpretazione della procedura fiscale sulle borse di studio: fatto 100 l'importo percepito da ciascun borsista, la ritenuta viene effettuata non solo sul 50% di provenienza dello Stato Italiano (come precedentemente stabilito), ma anche sul 50% di provenienza UE.La giovane borsista non ci sta, e mette su un gruppo di protesta su Facebook (intitolato senza mezzi termini «La beffa delle borse di studio "RITORNO AL FUTURO" Regione Puglia») che arriva ai giornali e in Regione. Promuovendo tra gli iscritti, quasi mille, la procedura di istanza di interpello all'Agenzia delle entrate: un documento con cui ciascuno singolarmente chiede un'interpretazione della norma fiscale sulle borse di studio.Ora l'Agenzia delle entrate, dall'ufficio Fiscalità generale del settore Servizi e consulenza della direzione regionale della Puglia, le dà ragione. Scrive infatti in un documento datato 9 luglio il direttore regionale Silvia Guarino: «In relazione alla quota finanziata dall'Unione Europea con il FSE, pari al 50% dell'ammontare stabilito, si rende applicabile quanto previsto dall'articolo 80 del Regolamento (CE) n. 1083/2006 [...] rubricato "Integrità dei pagamenti ai beneficiari", secondo cui "Gli Stati Membri si accertano che gli organismi responsabili dei pagamenti assicurino che i beneficiari ricevano l'importo totale del contributo pubblico entro il più breve termine e nella sua integrità" […] In relazione al principio di integrità dei pagamenti, il più volte citato articolo 80 […] specifica ulteriormente che "Non si applica nessuna detrazione o trattenuta né alcun onere specifico o di altro genere con effetto equivalente che porti alla riduzione di detti importi per i beneficiari"». E, dopo aver ricordato che una sentenza della Corte di Giustizia sancisce che il divieto di ogni detrazione debba «necessariamente estendersi a tutti gli oneri che sono direttamente e intrinsecamente correlati alle somme versate», conclude: «Appare evidente che l'eventuale assoggettamento ad imposizione fiscale del contributo comunitario ricevuto dai soggetti che frequentano i master, corrisponderebbe ad un prelievo specificatamente connesso al contributo stesso e come tale risulterebbe in contrasto con la previsione del principio dell'integrità dei pagamenti».Su Facebook fioccano i ringraziamenti, e Mariella D'Incognito continua a dispensare consigli e indicazioni.  «Io ho pagato le prime due rate e tra pochi giorni dovrei pagare la terza. Come mi devo muovere?» chiede una ragazza, «Chiedi al tuo commercialista di rettificare la tua dichiarazione dei redditi, sospendi i pagamenti e recati nell'Agenzia delle entrate della tua provincia per fare una richiesta di rimborso. La domanda va corredata della risposta data dall'Agenzia delle entrate, eventualmente il cud corretto e fotocopie dei versamenti» risponde D'Incognito. Dal canto suo, la Regione Puglia ha già comunicato via email agli interessati che entro il 27 luglio saranno disponibili attraverso una procedura telematica i nuovi cud con importi dimezzati.Tutto a posto? Non proprio. Innanzitutto c'è chi punta il dito contro l'amministrazione regionale, accusandola non solo di aver provato a fare cassa sulle spalle dei giovani borsisti - riprendendosi parte dei fondi europei - ma anche di aver "giocato sporco". La Regione aveva infatti inviato in data 11 giugno 2010 un'istanza di interpello firmata dalla dirigente Giulia Campaniello, ma nessuno degli interessati era stato informato di questa mossa; inoltre, la risposta dell'Agenzia delle entrate è datata 9 luglio, ma è stata resa pubblica solo una settimana dopo, il 15 luglio. Da qui, le accuse di scarsa trasparenza. In più c'è anche chi solleva dubbi sulla effettiva validità del documento. Per esempio il commercialista Giovanni Puggione interviene sul wall del gruppo scrivendo: «La risposta data dalla Direzione Regionale delle Entrate della Puglia, pur se proveniente da fonte autorevole, è solo un semplice parere e non una norma. Inoltre, per stessa ammissione della DRE Puglia, non ha nessun valore di risposta ad interpello, unico strumento per adottare comportamenti fiscali con una certa tranquillità». E aggiunge: «Ritengo che la DRE, nel formulare il suo parere, non abbia centrato bene il problema a causa anche di una non precisa formulazione del quesito da parte della stessa Regione Puglia. Alcune citazioni sono poi errate perchè relative ad altri contesti e le conclusioni sono diametralmente opposte alle indicazioni date dalla Corte di Giustizia Europea sulla tassabilità dei contributi europei». Per poi concludere: «Gli interpelli, i pareri ed anche le circolari dell'Agenzia delle Entrate spesso possono essere errati e modificati». E un altro commercialista, Domenico Gigante, afferma che solo i 500 ragazzi che hanno presentato personalmente l'interpello sono "coperti": «L'interpello vincola l'Agenzia solo verso chi inoltra l'istanza non per gli altri; come tale ognuno per avere la sicurezza deve inoltrarla direttamente. La risposta non vale per tutti». Secondo D'Incognito, invece, non serve che chi non ha ancora inviato l'istanza lo faccia adesso: «Ormai il precedente si è creato e vale la regola dell'uno per tutti: la risoluzione si applica su tutti i casi analoghi». Eleonora VoltolinaScarica il documento integrale dell'Agenzia delle Entrate sul caso "Ritorno al Futuro Regione Puglia" in formato pdfPer saperne di più su questo argomento, leggi anche:- "Ritorno al futuro", parla Mariella D'Incognito: «Ecco perchè non vogliamo e non possiamo ridare migliaia di euro alla Regione Puglia»- La lettera di una giovane pugliese: «La Regione ha sbagliato a calcolare le tasse sulle nostre borse di studio, e ora rivuole indietro migliaia di euro»

Seicento stage da 1070 euro al mese alla Commissione europea: bando aperto fino al 1° settembre

Dalla settimana scorsa è aperta la corsa alle candidature per uno dei 600 stage presso la Commissione europea che prenderanno avvio a marzo 2011 – march training period: sul sito del Traineeships Office sono disponibili (in inglese, francese e tedesco) tutte le informazioni e l'application form da compilare online. I prescelti, di cui una settantina saranno italiani, verranno dislocati a Bruxelles o Strasburgo e per i cinque mesi di stage riceveranno un congruo rimborso spese, circa 1070 euro al mese (un quarto del salario base di un dipendente di fascia AD 5/1), più la mensa a prezzo agevolato e una travel allowance per il viaggio di andata e ritorno. Del resto Annemarie Bruggink, responsabile del Traineeships Office, già l'anno scorso aveva criticato gli stage gratuiti: «Far lavorare la gente senza pagarla? E come dovrebbero mantenersi? Questa non è l'immagine che l'Europa dovrebbe dare» aveva dichiarato alla Repubblica degli Stagisti.Nella scorsa tornata del bando, che assegnava altri 600 posti [in totale la Commissione ospita quindi 1200  tirocinanti all'anno] per gli stage che cominceranno tra tre mesi – october training period – sono arrivate 13.368 candidature online: il dato significativo è che quasi un terzo di queste proveniva dall'Italia. Che sia l'effetto Repubblica degli Stagisti, che a dicembre aveva dedicato all'apertura del bando un cliccatissimo articolo, rimbalzato poi su Facebook e ripreso nella newletter di Jobmeeting? «E' probabile che sia così» confermano dalla Commissione: «In generale, su tutta Europa abbiamo registrato un + 20% nel numero delle candidature. Ma per gli italiani è stato un vero e proprio boom». Dei 4.208 candidati italiani, 267 sono stati preselezionati per entrare nel «blue book», che è il database consultato dalle direzioni generali e dai servizi della Commissione per pescare i profili di loro interesse. In questi giorni stanno terminando le selezioni e circa 70 di loro a ottobre cominceranno la loro esperienza di eurostagisti.Il 2010 è un anno speciale per il Traineeships Office: si festeggia il 50esimo anniversario del programma di stage della Commissione (c'è anche una pagina su Facebook dedicata all'evento: 50 Years of Traineeships at the European Commission) e già fervono i preparativi per il grande evento, in programma per mercoledì 20 ottobre, che coinvolgerà ex stagisti di tutte le età e nazionalità.Ecco un riassunto dei requisiti per partecipare alle selezioni. Bisogna essere cittadini di uno dei Paesi membri dell'Unione europea (o candidati a diventarlo, che attualmente sono tre: Croazia, Ex Repubblica jugoslava di Macedonia e Turchia), avere almeno una laurea triennale e parlare fluentemente almeno una delle tre lingue utilizzate per i lavori della Commissione (inglese, francese e tedesco).Per candidarsi c'è tempo fino a mercoledì 1 settembre.Eleonora VoltolinaPer saperne di più su questo argomento, leggi anche:- UNV Internship Programme: trenta tirocini in Paesi in via di sviluppo finanziati dal ministero degli Esteri- Stage in Europa finanziati dall'UE: ecco i bandi Leonardo in scadenza tra giugno e luglio

Da oggi la Repubblica degli Stagisti è anche un libro: in tutte le librerie!

Ci sono quattrocentomila stagisti ogni anno in Italia. Forse addirittura mezzo milione - il numero cresce anno dopo anno con percentuali a due cifre. Vanno in stage in multinazionali e microimprese, ditte private ed enti pubblici. Spesso a titolo gratuito, senza percepire nemmeno un rimborso spese, sperando che lo stage sia una porta d'ingresso per entrare mondo del lavoro. Speranza troppo spesso frustrata, considerando che oggi come oggi meno di un tirocinio su dieci si trasforma in un contratto.L'Italia non è più una Repubblica fondata sul lavoro, come dice la Costituzione. Ormai è fondata sullo stage, diventato un passaggio obbligato per giovani e meno giovani in cerca di occupazione. E un modo in cui aziende senza scrupoli riescono a risparmiare sul costo del personale, arruolando tirocinanti anziché dipendenti, levandosi la seccatura di dover pagare stipendi e contributi. Per accendere una luce su questa situazione la giornalista Eleonora Voltolina, direttore della Repubblica degli Stagisti,  ha scritto un libro: «La Repubblica degli Stagisti», appunto, sottotitolo: «Come non farsi sfruttare», pubblicato dalla casa editrice Laterza e nelle librerie da oggi. Un viaggio nell'universo stage alla ricerca dei riferimenti normativi, delle storie di stage vissuto, dei trucchi per scegliere bene stando alla larga dalle truffe e dalle fregature. Crossover tra saggio, inchiesta giornalistica e guida, il libro offre una panoramica su tutto quel che c'è da sapere sullo stage, raccogliendo anche le voci di tanti stagisti ed ex stagisti che raccontano la loro storia.Si incontrano così Olimpia, emigrata in Olanda per sfuggire all'ennesimo stage; la psicologa Martina, arruolata in un'agenzia di selezione del personale e trasformata in tutor della stagista successiva; Giulio, laureando in Biotecnologie mediche che dopo un anno di stage si sente proporre (e rifiuta) una proroga di altri cinque mesi… I protagonisti di questo libro sono sparsi per l'Italia, perché lo stage si fa dappertutto e dappertutto si annidano gli abusi. E non sono solo stagisti, ma anche praticanti: perché il praticantato, al pari dello stage, è un guado che migliaia di giovani ogni anno devono attraversare per poter cominciare a svolgere alcune professioni (avvocato, commercialista, giornalista…), e spesso ne escono con le ossa ammaccate e il morale a terra.Ma ci sono anche le storie felici, i casi positivi ed esemplari, i programmi di stage seri e utili, che aumentano davvero le competenze e traghettano nel mondo del lavoro. A questa parte positiva è dedicata un'ampia parte del libro, affinché i giovani non perdano la speranza e abbiano in mano gli strumenti necessari a poter agire in prima persona per determinare il proprio futuro.Il libro è destinato in primis agli stagisti presenti e futuri ma anche dalle loro mamme, papà e zii che vogliano regalare una bussola con cui orientarsi nel mare magnum del mercato del lavoro italiano. Per saperne di più su questo argomento, leggi anche:- Rapporto Excelsior 2009: sempre più stagisti nelle imprese italiane, sempre meno assunzioni dopo lo stage- La carica dei centomila studenti stagisti: i nuovi dati di Almalaurea sui tirocini svolti durante l'università- Quanti sono gli stagisti negli enti pubblici italiani? Nessuno lo sa. L'appello della Repubblica degli Stagisti a Brunetta: ministro, ce lo può dire?

100 giovani per 100 anni, Confindustria apre un bando per cento stage da mille euro al mese nelle sue sedi

Confindustria, organizzazione che raggruppa e rappresenta 140mila imprese italiane, sta per investire oltre un milione e mezzo di euro sui giovani attraverso un programma di tirocini formativi pensato in occasione del centenario dell'associazione che ricorre proprio nel 2010. Il progetto «100 giovani per 100 anni» [a destra un particolare della locandina] prevede l'attivazione di cento stage di un anno nelle varie sedi di Confindustria sparse per l'Italia: l'iniziativa costerà un milione e 200mila euro per i rimborsi spese – mille euro lordi onnicomprensivi al mese a ciascun tirocinante, che moltiplicati per dodici mesi fanno 12mila euro a testa – più 400mila euro per coprire la quota di partecipazione di ciascuno stagista alle attività di formazione.Il regolamento non pone limiti rispetto all'età dei futuri tirocinanti – anche se, a parità di punteggio, passeranno i più giovani – e nemmeno rispetto alla nazionalità. L'unico requisito è essersi laureati entro il 1° ottobre 2010. Ora è in corso la fase preliminare, quella delle candidature: il bando è aperto fino a sabato 24 luglio. Tra settembre e ottobre avverranno lo screening dei curricula e la fase di selezione, e al più tardi a novembre gli stage prenderanno il via. Il bando, scaricabile dal sito di Confindustria, è aperto ai laureati di tutte le facoltà, anche se come prevedibile già nel regolamento si esplicita che la preferenza verrà data a chi ha studiato materie tecnico-scientifiche ed economico-giuridiche.A gestire materialmente le domande di partecipazione – prevedibilmente migliaia – sarà Unimpiego, la società di intermediazione tra domanda ed offerta di lavoro del sistema confindustriale che si occupa di ricerca e selezione del personale. Dopo aver compilato la domanda online ogni aspirante stagista dovrà inviarla per raccomandata all'indirizzo della sede torinese di Unimpiego (in corso Stati Uniti 38), insieme a un certificato o autocertificazione di laurea (indicando anche il nome del relatore e il titolo della tesi, gli esami sostenuti e voti e crediti conseguiti), il proprio cv ed eventuali ulteriori attestati, come per esempio la partecipazione a qualche corso di perfezionamento. Per vagliare i cv è stata messa in piedi una commissione ad hoc composta da esperti della Luiss business school, dell'università Liuc di Castellanza e di SFC – Sistemi Formativi Confindustria, società  consortile per azioni che promuove e coordina iniziative nel campo della formazione e dei servizi alle imprese.I cento prescelti dovranno abbandonare eventuali altri lavori? Dipende. Gli stage non sono compatibili con rapporti di lavoro dipendente; se qualche stagista invece svolgesse un lavoro autonomo potrebbe avere il permesso di continuare a farlo, sempre la segreteria del corso lo valuti compatibile con l'esercizio delle attività di formazione e dia il suo ok.Ultima nota: attenzione a candidarvi se non siete davvero convinti di voler fare questa esperienza fino in fondo – dodici mesi sono un impegno che non va sottovalutato. L'articolo 5 del bando prevede che «Nel caso di rinuncia successiva all’iscrizione al percorso, Confindustria si riserva la possibilità di rivalersi sul partecipante, valutando l’eventuale restituzione della somma pari a 4.000 euro riconosciuta da Confindustria a copertura della quota di partecipazione». Ergo: astenersi volubili e perditempo.Eleonora VoltolinaPer saperne di più su questo argomento, leggi anche:-  Rapporto Excelsior 2009: sempre più stagisti nelle imprese italiane, sempre meno assunzioni dopo lo stage-  Crisi e mercato del lavoro, Tito Boeri: è il momento che i giovani si facciano sentire e lancino delle proposte