Mario Sgarrella: «Ho fatto in sequenza lo stage all'Ecdc di Stoccolma e quello alla Commissione europea: due esperienze super interessanti»

Eleonora Voltolina

Eleonora Voltolina

Scritto il 17 Gen 2011 in Storie

Dal 3 al 31 gennaio è aperto il bando per candidarsi agli stage presso la Commissione europea. La Repubblica degli Stagisti raccoglie le testimonianze di chi ha già fatto questa esperienza: ecco quella di Mario Sgarrella.

Sono nato a Sorrento, in provincia di Napoli, nel 1985. Al terzo anno di liceo ho partecipato al concorso nazionale per frequentare i Collegi del Mondo Unito (UWC): scuole internazionali uniche che raccolgono ragazzi da tutto il mondo per due anni e promuovono la pace e la comprensione tra i popoli. «Come può esserci pace nel mondo se non ci capiamo l’un l’altro. E come possiamo capirci se non ci conosciamo?»: è questo il motto degli UWC. Dal 2002 ho frequentato una di queste scuole, quella di Duino, a pochi chilometri da Trieste. Nel 2004 ho ottenuto l’International Baccalaureate Diploma (IBO). Le spese per tutto il periodo sono state coperte dalla borsa di studio dell’organizzazione UWC Italia e grazie al patrocinio della Presidenza della Repubblica.
Ho voluto continuare gli studi in inglese e sono andato in Olanda, dove nel 2007 ho concluso il BA in International Relations and European Studies, History and Cultures presso il University College Maastricht. La mia famiglia mi ha aiutato, ma ho anche lavorato saltuariamente. Avrei voluto studiare un po più di materie: amo infatti la storia, la storia dell’arte, l’architettura – mia madre ha studiato architettura. Ma ho poi optato per qualcosa che mi desse lavoro – relazioni internazionali e scienze politiche – e per la mia passione per l’Europa. Credo fermamente nell’Europa unita: gli staterelli, le ideologie nazionaliste e campaniliste, sono la cosa che più rovinano l’umanità. Mentre studiavo ho fatto l’Erasmus in Francia, a Nancy. Anche lì ho fatto lavoretti saltuari: il piu umile di tutti era quello in cui contavo le auto che passavo in un determinato incrocio – serviva a pianificare il nuovo percorso del tram!
sito collegio europeo parmaDopo la laurea ho deciso di fare un master, e per pagarmelo ho lavorato come guida turistica per tutta l’estate nelle mie zone, tra Sorrento, Vesuvio, Amalfi, Positano, Ravello, Roma. Con quel che ho guadagnato sono riuscito a pagare la retta del master al Collegio Europeo di Parma, una scuola di alta formazione che prepara – benissimo! – alle istituzioni europee, ottenendo l’Advanced diploma in European studies. Studi essenzialmente di Diritto europeo, con un’infarinatura di tutte le politiche comunitarie. Sempre presso il Collegio ho potuto completare, a distanza, una tesi abbastanza corposa per ottenere un successivo Master in Advanced European Studies in collaborazione con l’università Luiss di Roma.
Nel 2008 ho fatto il mio primo stage, presso l’Ecdc (European Centre for Disease Prevention and Control – Centro europeo prevenzione e controllo delle malattie), un’agenzia della Commissione Europea che ha sede a Stoccolma, in Svezia.
ecdc UEAvevo trovato l’opportunità su internet, direttamente sul loro sito. Bellissima esperienza: ero nell’ufficio legale e aiutavo il Legal Officer, specialmente su contratti di sede, dati personali e privacy, e per l’organizzazione dell’evento con i Premi Nobel della Medicina. Lo stage durava cinque mesi e prevedeva un rimborso spese di circa mille euro al mese... giusto giusto per la Svezia. Alla fine mi avevano proposto anche un contratto, tramite agenzia interinale, ma ho rifiutato per fare un altro stage: quello ambitissimo presso la Commissione europea, per il quale mi ero candidato già due volte senza successo. Proprio mentre ero a Stoccolma  mi è arrivata la buona notizia: finalmente ero stato preso! Il fatto che avessi svolto uno stage all'Ecdc non contrastava con la clausola che impedisce a chi abbia già fatto un'esperienza retribuita presso un organismo UE di fare domanda per gli stage alla Commissione. C'é infatti un piccolo legal loophole che si può sfruttare: lo stage presso le agenzie non é considerato istituzionale. Se si scorre la lista ufficiale, sono menzionate solamente le agenzie executive e non quelle regolamentari. Ma attenzione, il contrario non sarebbe stato possibile: dopo aver fatto uno stage alla Commissione, non se ne possono fare altri nelle istituzioni UE.
Lo stage è durato dal marzo al luglio del 2009. Lavoravo presso la DG Impresa e Industria, ufficio F3 dispositivi medici e cosmetici, più o meno in linea con gli health policy issues di cui avevo cominciato ad occuparmi a Stoccolma. Un mondo super interessante, perché quell’ufficio gestisce il mercato interno per tutti quei prodotti.
stage commissione EU dg industriaAnche qui mille euro al mese di rimborso, anche qui più che sufficienti per vivere. A parte le competenze specifiche del settore, in quello stage ho sicuramente appreso “dal di dentro” il funzionamento dei gruppi di lavoro e dell’attività degli esperti che lavorano per rappresentare gli stati membri, l’industria e in generale tutte le varie parti in causa. Capire le dinamiche interne è il vero valore aggiunto. Ho avuto anche modo di praticare un po’ di analisi legali – controllando le trasposizioni degli stati membri delle direttive europee, analizzando testi giuridici e casi giuridici della corte. Ho addirittura trovato un errore in una direttiva già approvata!
Oggi lavoro per la sede belga di Johnson&Johnson e mi occupo del settore dispositivi medici / ospedalieri. Interagiamo con le istituzioni europee, facciamo lobbying su specifici dossier legislativi, ci interessiamo al più ampio dibattito sulla salute: l’accesso per tutti, la contraffazione, le malattie nosocomiali, il cancro, il diabete, l’obesità. Guadagno circa 2400 euro lordi, che diventano 1500 netti perché in Belgio le tasse sono alte (per pagare questo paese federale con 6 parlamenti...). Uno stipendio che definirei soddisfacente per un 25enne. Certo, se guardo all’Italia... Partendo dallo stage, penso che i problemi principali siano tre. Uno, che gli stagisti sono sottopagati; due, che gli stagisti sono sottopagati; e tre, che gli stagisti sono sottopagati. E anzi aggiunto un quarto problema: che sono sfruttati! Oppure, all’estremo opposto, che vengono messi a non far nulla. L’iniziativa più bella della Repubblica degli Stagisti mi sembra il Bollino OK Stage: bisognerebbe fare un po’ di lobbying per far adottare il bollino a livello governativo! Ottima anche la Carta del diritti dello stagista: ma finché si viene pagati 100-200 euro al mese, altro che diritti...
Qualche consiglio ai giovani? Spostatevi, viaggiate, dentro e fuori l’Italia: il mondo va scoperto non da turisti ma da migranti. Si imparano un sacco di cose, tra cui ovviamente le lingue – che sono una competenza fondamentale! Aggiungo che l’università italiana, così come quella francese e quella spagnola, non va bene perché non insegna quello che serve sul mondo del lavoro. Pagine e pagine di pappardelle imparate a memoria, professoroni che dall’alto della cattedra parlano per ore: questo non esiste nella vita professionale! Nella vita professionale occorre avere capacità critiche e di lavorare in piccoli gruppi, capacità di esprimere le proprie opinioni in maniera vivace, comprensibile, senza prevaricare gli altri e senza chiacchiere da bar, capacità di saper comunicare in pubblico, organizzare lavori complessi, preparare conferenze e gestire dibattiti... Tutti skills che le università dell’Europa meridionale non insegnano. Purtroppo per i loro giovani.

testo raccolto da Eleonora Voltolina

Per saperne di più su questo argomento, leggi anche:
- Nuovo bando per 600 stage da mille euro al mese alla Commissione europea: ci si può candidare fino al 31 gennaio
- Sei opportunità di stage da 1100 euro al mese al Centro per la prevenzione e il controllo delle malattie di Stoccolma: candidature aperte fino al 30 aprile

E anche le storie degli altri ex stagisti della Commissione europea:
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