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mancato stage - delusione dopo un master

Allora, caro Texas, la prima cosa che ti consiglierei di fare è mettere nero su bianco, in una lettera concisa e dettagliata, tutte le tue rimostranze, sottolineando quanto come e perchè l'offerta formativa non sia stata conforme a quanto promesso al momento dell'iscrizione. Chiaramente, il fatto di aver pagato (quanto?) per questo master ti mette nella condizione di poter pretendere che il "prodotto" acquistato, in questo caso una formazione postlaurea, sia valido e sopratutto corrisponda a quel che era stato pubblicizzato. Potrai indirizzare la lettera al responsabile del master, e per conoscenza se lo vorrai anche alla redazione della Repubblica degli Stagisti, anticipando il testo via email e poi inviandola tramite raccomandata con ricevuta di ritorno. Nella lettera il consiglio è di mantenere un tono il più distaccato possibile, elencando semplicemente i fatti con date, nomi, citazioni di documenti (es. lo stralcio del bando che citavi nel tuo primo post qui sul Forum). Utile sarà anche citare gli allievi che hanno avuto la "fortuna" di avere lo stage, e quelli che insieme a te sono invece rimasti a casa. Se hai traccia cartacea dei tuoi contatti con la segreteria del master, per esempio scambi di email, sarà utile allegarli. Anche se non sono un'esperta di diritti dei consumatori, immagino che potresti anche provare a chiedere il rimborso della somma che hai pagato, motivando che l'offerta formativa è stata insufficiente, e dando un termine ultimo (es. 15 giorni) per la loro - eventuale - replica. Infine: per scrivere la lettera nel migliore dei modi, sarebbe utile magari farsi correggere la bozza da un amico o parente avvocato!

Ultimo Post: 9 anni, 2 mesi fa

Di: Eleonora Voltolina

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Storia di uno stage nel turismo

Grazie Elisap per la forza che hai trasmesso nel tuo sms, anch'io la penso come te, nel futuro la ruota gira e chissà se al nuovo stagista andrà molto meglio di me (come sarebbe andata a me se quello precedente avesse preso provvedimenti). E ringrazio nondimeno ad Eleonora e tutto il team della repubblica degli stagisti per il supporto non solo morale ma pratico che mi stanno dando tramite posta. E' inutile citare adesso tutte le lunghe "chiacchierate" svolte per posta elettronica, ma cito il paragrafo più bello: "...questo "terrorismo psicologico" viene utilizzato troppo spesso per mettere le cose a tacere, ed evitare che i giovani (e non solo loro, ma anche altre categorie deboli) escano allo scoperto e denuncino chi li ha sfruttati, o sottopagati, o maltrattati... Però noi della Repubblica degli Stagisti la pensiamo in maniera diametralmente opposta, e incentiviamo e supportiamo tutti gli stagisti sfruttati a non stare zitti, perchè solo facendo emergere le magagne si può contribuire a che in futuro certe cose non accadano più. Come giustamente hai scritto tu, se la gente denunciasse di più queste situazioni vivremmo in un mondo migliore." Grazie di nuovo! vi terrò aggiornati dei risvolti ;)

Ultimo Post: 9 anni, 2 mesi fa

Di: laflautista

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LE NORME SBAGLIATE si POSSONO CAMBIARE

I PARTITI non ci rappresentano, i SINDACATI non ci rappresentano, siamo SFRUTTATI scarsamente considerati sottovalutati e economicamente emarginati come generazione. Io mi sono rotta.. facciamo sentire la nostra voce direttamente con i rappresentanti della commissione LAVORO alla Camera e la Senato inondiamoli di mail. Propongo di organizzare un campagna di grassroots lobbying e cercare visibilità nei media e nei social network approfittando di questo punto di ritrovo, per CAMBIARE LA NORMATIVA sugli STAGE. Sono disponibile a perderci tempo e a lavorare gratis per una cosa da cambiare se qualcuno ha voglia di fare qualcosa di concreto propongo di farlo ora. Vorrei chiedere agli amministratori del sito se è possibile magari fare una raccolta di mail di gente interessata..e usare il sito come cassa di risonanza.

Ultimo Post: 9 anni, 2 mesi fa

Di: ElisabettaBordoni

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Giovani e prospettive per il futuro: oggi e domani a Milano due eventi con Eleonora Voltolina e Alessandro Rosina

Oggi e domani due eventi a Milano per parlare di giovani, futuro, lavoro, stage. Il primo appuntamento è per questo pomeriggio all'università Cattolica: il dipartimento di Scienze statistiche promuove l'incontro "Generazione in crisi - Essere giovani nell’Italia degli anni Dieci". La tavola rotonda si aprirà con le relazioni di Alessandro Rosina, docente di demografia della Cattolica e autore del libro Non è un paese per giovani, [scritto a quattro mani con la giornalista Elisabetta Ambrosi - nell'immagine, la copertina], e ...

Ultimo Post: 9 anni, 2 mesi fa

Di: redazione

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Disposti a tutto pur di diventare giornalisti pubblicisti: anche a fingere di essere pagati. Ma gli Ordini non vigilano?

Sono un pubblcista, per fortuna il mio processo di praticantato è stato regolare, ma non nego che colleghi sono diventati pubblicisti con questa manovra che descrivete nell'articolo. Dubito però che l'annuncio di presidenti di ordini o professionisti sul denunciare i casi truffaldini possa trovare successo. Nel caso in cui succedesse una cosa del genere: o lavori gratis per il patentino o non lavori. Facile capire da che parte penderanno i giovani aspiranti giornalisti. Un altro problema annoso riguarda il praticantato per diventare professionista. C'è chi afferma, come Travaglio, che gli ordini andrebbero cancellati. Non sono così estremista, ma ci vuole una regolamentazione e una trasparenza che ad oggi manca del tutto! Io non lo sono ancora diventato perchè la mia famiglia non ha i soldi per pagare la scuola di giornalismo (cosa ti insegnano poi è ancora un mistero, dato che il giornalismo si fa per strada - cit. Montanelli) e le aziende cavalcano l'onda delle numerose scuole di giornalismo nate in questi anni (addirittura a Salerno e Potenza!! non certamente note come poli giornalistici). Per di più gli editori piangono miseria e chiedono aiuti statali, quando poi i soldi ci sono e vengono tirati fuori per strapagare opinionisti e commentatori sportivi (ex allenatori e giocatori già miliardari). La soluzione sarebbe quella di avere un massimo di 2 o 3 scuole sparse in Italia e si dovrebbe prendere l'esempio dagli avvocati (o dal percorso dei pubblicisti): dopo la laurea un praticantato sul campo all'interno di aziende editoriali, giornali, tv, redazioni che naturalmente abbiano una determinata struttura e composizione. In questo modo si responsabilizzerebbero gli editori, i quali risparmierebbero sugli opinionisti per attivare una scuola di formazione all'interno dell'azienda. Così si otterrebbe trasparenza e si permetterebbe a tutti di inseguire lealmente, mettendosi in competizione, il proprio sogno. Per quale motivo un editore o direttore deve esser ostacolato nell'assumere un giovane brillante semplicemente perchè non è ancora professionista (i contratti da praticante sono molto onerosi e le aziende hanno poi obblighi ad assumere un numero minimo di professionisti)? Esser professionisti non è sinonimo di bravura! Io intanto per non rimanere disoccupato a vita, ho deciso di reinventarmi ed ora dopo un master, pagato dalla mia Regione, comincierò a inoltrarmi in altro lavoro in attesa che qualcosa cambi. continuo ad inseguire un sogno...forse inutilmente

Ultimo Post: 9 anni, 2 mesi fa

Di: paololonati

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L'avvocato Gianfranco Garancini: «Chi falsifica la documentazione pur di entrare nell'albo dei giornalisti pubblicisti commette reati penali»

Quali sono le conseguenze per chi falsifica i documenti fiscali necessari all'iscrizione nell'albo dei pubblicisti dell'Ordine dei giornalisti? Gianfranco Garancini, avvocato con lunga esperienza in materia di diritto giornalistico, lo spiega così ai lettori della Repubblica degli Stagisti: «Un atto del genere costituisce truffa e falso ideologico a un ente pubblico, ai sensi degli articoli 640 e seguenti e 479 e seguenti del codice penale». Avvocato, come devono procedere gli Ordini che riscontrino i casi di "falsi pubblicisti"? Oggi il ...

Ultimo Post: 9 anni, 3 mesi fa

Di: Andrea Curiat

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Da 250 a 600 euro: quanto costa diventare giornalisti pubblicisti e quali sono le altre differenze tra le varie regioni

Sessanta euro in Piemonte, 200 euro nel Lazio, 400 euro in Sicilia. No, non sono le ultime vincite sulle ruote del Lotto, ma le spese di segreteria previste dai vari ordini regionali dei giornalisti per presentare le domande di iscrizione all’albo dei pubblicisti. Cifre cui vanno sommati i costi per marche da bollo, i 168 euro di tasse per concessione governativa e altri pagamenti ancora, per arrivare a totali che variano dal minimo di 262 euro dell’Umbria al massimo di ...

Ultimo Post: 9 anni, 3 mesi fa

Di: Andrea Curiat

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La testimonianza di Franca: «Dopo una serie di stage logoranti, la scelta di pagarmi da sola i contributi da pubblicista»

Ho 26 anni e il giornalismo è la mia grande passione: compro cinque-sei quotidiani ogni giorno, leggo di tutto e mi informo su qualsiasi argomento. Se potessi lavorare per Report vedrei avverarsi un sogno. Per diventare pubblicista, ho accettato di pagarmi da sola i contributi scrivendo per un blog online con incarichi da freelance ufficialmente retribuiti. In realtà, il mio direttore mi rilascia le ritenute d’acconto e io gli restituisco i soldi in contanti. Ovviamente non ho nessuna retribuzione: di ...

Ultimo Post: 9 anni, 3 mesi fa

Di: Andrea Curiat

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La testimonianza di Carlo: «Sono diventato pubblicista scrivendo gratis: ma almeno le ritenute d’acconto me le hanno pagate»

Mi chiamo Carlo, ho 23 anni e frequento la facoltà di Scienze della comunicazione all’università “La Sapienza”. Concilio lo studio con il lavoro in una copisteria, dove mi occupo dell’impaginazione di un giornale, di cui scrivo anche alcuni articoli. Per entrambe le mansioni sono regolarmente retribuito. Ho un contratto a tempo determinato di 300 euro mensili, che mi permette di pagarmi gli studi. Alla fine del 2008, dopo il classico iter di due anni e circa 90 articoli pubblicati, sono ...

Ultimo Post: 9 anni, 3 mesi fa

Di: Chiara Del Priore

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Sei opportunità di stage da 1100 euro al mese al Centro per la prevenzione e il controllo delle malattie di Stoccolma: candidature aperte fino al 30 aprile

Scade il 30 aprile il termine per candidarsi agli stage dell’ECDC, il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie [nell'immagine, l'edificio "Tomteboda" che lo ospita, all'interno del campus del Karolinska Institutet], agenzia dell’Unione europea che ha sede a Stoccolma, in Svezia, e che si occupa di individuare, valutare e rendere pubbliche eventuali minacce per la salute derivanti da malattie infettive. Un’opportunità per svolgere un periodo di stage retribuito, della durata variabile dai tre ai sei mesi (a ...

Ultimo Post: 9 anni, 3 mesi fa

Di: Enza Civale

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