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Info master Cattolica

Ciao Simo, fai bene a concentrarti sull'aspetto del placement perché un buon tasso di posti di lavoro garantiti dal master è proprio ciò che deve caratterizzarne uno di buona qualità (come suggerito anche dalla nostra guida scaricabile qui: https://www.repubblicadeglistagisti.it/article/postlaurea-i-consigli-di-asfor-su-come-scegliere-il-master-giusto). In attesa che qualcuno dei nostri lettori ti risponda, ti consigliamo di dare uno sguardo anche ai gruppi di Facebook per verificare se ve ne sia qualcuno formato da allievi attuali o ex di questo corso. Chi l'ha frequentato potrebbe darti informazioni al riguardo. Facci sapere cosa deciderai di fare, e un caro saluto

Ultimo Post: 2 settimane, 1 giorno fa

Di: Redazione_RdS

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Danone diventa Bcorp: “Perseguire obiettivi sociali oltre che economici: così il mondo del business diventa migliore”

C’era una volta un mondo in cui le aziende non pensavano solo al profitto. In cui si sentivano responsabili di quel che producevano, di come lo vendevano, di come lavoravano e vivevano i loro dipendenti, degli effetti che la loro attività aveva sull’ambiente circostante. Aziende che miravano a perseguire obiettivi sociali oltre che economici; che volevano che il loro impatto fosse misurabile non solo con il fatturato, ma anche con l’attenzione all’ambiente, alle persone, al territorio.Non è che una favola, ...

Ultimo Post: 2 settimane, 1 giorno fa

Di: Eleonora Voltolina

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Ospedali a corto di personale, eppure centinaia di tirocini per operatori sanitari vengono bloccati

A Cremona 160 tirocinanti curricolari prossimi all'abilitazione per la professione di operatore sanitario e ausiliario assistenziale (cosiddetti Oss e Asa) si sono visti interrompere i percorsi di formazione a un passo dalla fine. Di mezzo naturalmente c'è il Covid, e la decisione dei soggetti ospitanti – ospedali e case di riposo – di fermare i tirocini per ragioni di sicurezza e nel rispetto delle norme anti contagio. Sono proprio queste strutture a aver imposto lo stop ai tirocini giustificando la ...

Ultimo Post: 2 settimane, 3 giorni fa

Di: Ilaria Mariotti

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Tirocini extracurriculari zona arancione/rossa

Sì, la "colorazione" di una regione in arancione oppure rosso non implica in automatico la sospensione dello stage. Tutto dipende dalla tipologia di mansione che si effettua e dalla decisione presa in merito dell'azienda ospitante. In quale ambito si svolge il tuo stage? Hai avuto qualche chiarimento in merito dall'azienda che ospita il tuo tirocinio? Ti giriamo nel frattempo anche un articolo che spiega quale potrebbe essere la reazione delle aziende in caso di nuovo lockdown: https://www.repubblicadeglistagisti.it/article/che-succede-agli-stagisti-in-caso-di-secondo-lockdown. Torna a scriverci, e un caro saluto

Ultimo Post: 2 settimane, 4 giorni fa

Di: Redazione_RdS

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presa in giro.. che fare?

Ciao user, come si suol dire 'carta canta', e purtroppo la tua è una situazione complessa proprio per questo motivo, perché per cause certo non imputabili a te, hai svolto lo stage senza nessuna documentazione a supporto. Dunque il problema che si crea è quello di riuscire a provare l'esistenza del rapporto lavorativo - o meglio di stage - con l'azienda. Se il pagamento non si verifica, la strada migliore resta quella della vertenza sindacale, quindi ciò che stai tentando di fare. E sarebbe anche l'asso nella manica da utilizzare nei confronti dell'azienda, perché al lavoratore - allo stagista in questo caso - è sempre assicurata la ragione, anche in sede giudiziaria, di fronte a un mancato pagamento. Il problema sta tutto dunque nella possibilità di dimostrare il tuo lavoro: ci sono mail o documenti di altro tipo che possano provare il tuo stage in questa azienda? Se questo sindacato poi non è in grado di guidarti, prova a cercarne un altro magari più specializzato in queste tematiche. Torna a scriverci per farci sapere come procedono le cose, un caro saluto

Ultimo Post: 2 settimane, 5 giorni fa

Di: Redazione_RdS

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Situazione tirocini Liguria

Ciao Luca, i tirocini - almeno in linea teorica - dovrebbero essere in salvo. Qualche settimana fa la nostra direttrice ha scritto questo articolo ipotizzando che, in caso di secondo lockdown, non si sarebbe dovuto ripetere quanto accaduto nella prima ondata di marzo con le sospensioni di migliaia di tirocini: https://www.repubblicadeglistagisti.it/article/che-succede-agli-stagisti-in-caso-di-secondo-lockdown. A livello nazionale non vi sono indicazioni di nessun tipo, anche perché la normativa sugli stage compete alle Regioni. Che nel frattempo stanno aggiornando le proprie linee guida su come gestire gli stage a distanza (e sulla RdS stiamo documentando proprio in questi giorni le novità in tal senso). In sostanza dunque a meno che l'azienda non decida di sospendere il tirocinio o di farlo proseguire in modalità da remoto non vi dovrebbero essere sorprese. In quale ambito è il tuo tirocinio? In azienda stanno applicando tutte le misure di sicurezza? Torna a scriverci, e un caro saluto

Ultimo Post: 2 settimane, 6 giorni fa

Di: Redazione_RdS

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Attivazioni e riattivazioni di tirocini durante il Covid, le nuove indicazioni della Lombardia

L'emergenza Coronavirus impatta in maniera massiccia sul mondo del lavoro, e di conseguenza anche su quello degli stage. Ma quali sono oggi le possibilità alternative previste per la gestione dei tirocini? Quali protocolli di sicurezza si applicano agli stagisti? E’ possibile attivare nuovi tirocini direttamente in modalità “a distanza”? E prorogare invece quelli sospesi e poi magari scaduti durante il periodo di emergenza Covid–19? Come si gestiscono gli stage presso aziende che usufruiscono di ammortizzatori sociali come la cassa integrazione? ...

Ultimo Post: 3 settimane fa

Di: Redazione_RdS

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Formazione e tirocini a distanza durante il Covid, il Piemonte aggiorna le indicazioni

Anche il Piemonte ha aggiornato per l’autunno le sue indicazioni in merito a come procedere con percorsi di formazione durante l’emergenza Covid. Le FAQ relative alla determinazione dirigenziale n° 490 del 06/08/2020 sono state aggiornate, il 30 ottobre, e un documento di quarantaquattro pagine è scaricabile in pdf dal sito della Regione. Esso contiene indicazioni molto specifiche relative a IeFP (il sistema di istruzione e formazione professionale articolato in percorsi di durata triennale e quadriennale finalizzati al conseguimento di qualifiche ...

Ultimo Post: 3 settimane fa

Di: Redazione_RdS

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Fine apprendistato

Ciao Veronica, supponiamo che la tua domanda sia motivata dal fatto che non ti è stato sottoposto nessun documento da firmare, e ti stai ponendo il dubbio che con il tuo contratto sia tutto in ordine e non subentrino sorprese (ma correggici se sbagliamo). Dalla disciplina sull'apprendistato (scaricabile qui https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legislativo:2015-06-15;81!vig=) si evince che l'apprendistato si trasforma in automatico in lavoro a tempo indeterminato se nessuna delle due parti recede prima del termine. Sembrerebbe insomma che non sia necessaria nessuna firma. Per esserne certi occorrerebbe però il parere di un giuslavorista. Hai modo di chiedere lumi all'ufficio delle risorse umane della tua azienda? Loro dovrebbero saperti indicare con esattezza. Facci sapere, e un caro saluto

Ultimo Post: 3 settimane fa

Di: Redazione_RdS

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Obbligata ad andare in ufficio

Lo stage da remoto, che noi abbiamo ribattezzato "smart internshipping", è una possibilità – ma non un obbligo. Ciò significa che è a discrezione del soggetto ospitante decidere di utilizzare questa modalità oppure no. Certo, sembra assurdo che di fronte ad appelli continui alla prudenza, e a indicazioni (anche per iscritto!) delle istituzioni a cercare di preferire ove possibile lo svolgimento delle attività lavorative e/o di formazione da casa, vi siano invece aziende che si intestardiscono nel richiedere la presenza in ufficio. Vi sono però degli elementi che vanno tenuti in considerazione per poter formulare riflessioni ponderate. Non sono elementi necessariamente positivi o negativi, o necessariamente "pro" o "contro" la situazione in questione. Ma vanno considerati e approfonditi. 1) Vi sono mansioni che non è possibile svolgere da casa. Pensiamo alle fabbriche che producono oggetti, per esempio: in questo caso c'è bisogno che vi siano fisicamente le persone che producono questi oggetti. Tu dirai, Iceagecomin, "Ma questo non è il mio caso: io faccio lo stage in un'agenzia per il lavoro". Giusto. Ma effettivamente vi è almeno una attività che viene abitualmente svolta nelle agenzie per il lavoro, e che non è possibile svolgere da casa: l'accoglienza di utenti. Le agenzie per il lavoro hanno infatti le proprie sedi su strada, solitamente con grandi vetrine che espongono i cartelli con le offerte di lavoro, e parte dell'attività è proprio quella di ricevere persone che hanno un appuntamento o che si fermano di fronte alla vetrina, magari perché attratti da un annuncio, e decidono di entrare e lasciare il proprio cv. Se per il primo gruppo la soluzione è facile (anziché di persona, gli appuntamenti possono essere concordati ed effettuati online), non avere nessuno fisicamente in agenzia significa "perdere" il secondo gruppo. 2) Abbiamo visto che in questi mesi le aziende in grado di lavorare totalmente in modalità smart hanno di solito messo il 100% del personale a proseguire le attività da casa – compresi gli stagisti, in caso ne avessero e le indicazioni regionali lo permettessero. Vi sono però attività produttive che hanno scelto una via intermedia, spostando in modalità smart una parte (solitamente la maggior parte) del personale, e lasciando però una piccola parte in sede per le mansioni indispensabili e impossibili da svolgere da remoto. In quest'ottica, non sarebbe insensato che un'agenzia per il lavoro aperta al pubblico riducesse il suo personale in ufficio, ma non lo azzerasse completamente, in modo da poter restare appunto aperta al pubblico. 3) seguendo il ragionamento del punto 2, se venisse scelta una modalità mista, nulla vieterebbe che nel "misto" di persone a cui è richiesta la presenza in ufficio vi fossero anche stagisti. Naturalmente in misura proporzionata ai dipendenti in ufficio. 4) In questi mesi sta emergendo comunque, oggettivamente, una difficoltà nel gestire gli stage da casa, perché la possibilità di seguire passo per passo le attività dello stagista è molto più ardua, per il tutor, da remoto. Certo, c'è la possibilità di sentirsi al telefono, di fare videocall e riunioni via Zoom o Skype o chi più ne ha più ne metta: ma certamente la formazione "on the job" riesce meglio quando c'è un rapporto diretto. Dunque c'è anche la possibilità che le aziende cerchino di usare il meno possibile la modalità "smart internshipping" in un'ottica di fornire ai propri stagisti un percorso formativo migliore. 5) considerando le curve e i dati statistici, i giovani non sono fascia a rischio. Chiedere a un dipendente 60enne o obeso o diabetico o cardiopatico o immunodepresso di recarsi in ufficio in questo periodo anziché permettergli di proseguire le attività da casa sarebbe, francamente, inaccettabile. Diverso è, oggettivamente, chiedere a uno stagista 25enne in salute di farlo. 6) fermo restando quanto espresso al punto 5, è anche vero però che ciascuno ha diritto a fare le sue valutazioni rispetto al rischio. Se una persona ha molta ansia nell'utilizzo dei mezzi pubblici, e i mezzi pubblici sono l'unico modo per raggiungere il luogo di lavoro/stage, anche se non rientra nelle fasce di popolazione a rischio è poco sensibile da parte dell'azienda non tenere conto di questi suoi timori e obbligarla a fare ogni giorno il tragitto casa ufficio. 7) Anche qualora lo/la stagista fosse un/a 25enne in salute, vi sono ovviamente delle condizioni che potrebbero comunque rendere - al di là delle paure intime e "emotive" - in effetti sconsigliabile e potenzialmente pericoloso un obbligo di recarsi quotidianamente in ufficio. Pensiamo a situazioni ove questo/a 25enne viva insieme ai nonni, oppure con genitori/parenti malati, insomma a contatto con fasce a rischio. Oppure, all'estremo opposto, che conviva con personale sanitario (medici, infermieri) a contatto quotidiano con malati. In questo caso è importante informare l'azienda presso cui si lavora (o fa uno stage), in modo che le decisioni su chi deve andare in ufficio e chi no possano essere prese con tutti gli elementi in mano. 8) torniamo poi per un attimo ai punti 2 e 3. La parola chiave è "proporzione". Tutto questo ragionamento ovviamente non vale se l'agenzia in questione (o qualsiasi negozio o azienda che abbia una apertura al pubblico) mette a lavorare da casa tutti i suoi dipendenti... e lascia in sede solo uno stagista! (o più stagisti). In questo caso si profila una situazione inaccettabile: innanzitutto perché lo stagista è, di fatto, "abbandonato" a gestire da solo una intera sede (e dunque non può esserci nemmeno l'ombra di quella qualità formativa di cui al punto 4); e secondo poi perché la sua presenza è chiaramente funzionale alle esigenze dell'azienda, che ottiene di poter tenere aperto il suo ufficio senza dover usare i suoi dipendenti, lasciandoli comodamente a lavorare da casa, e mettendo questa responsabilità sulle spalle dello stagista. In definitiva Iceagecomin la scelta è tua. Non possiamo che suggerirti di fare una riflessione sulla base di questi punti, e magari di contattare il soggetto promotore di questo stage (chi è?) per vedere cosa ne pensa e qual è la sua posizione in merito alla prosecuzione degli stage da casa. Hai sempre la possibilità di chiedere l'interruzione anticipata dello stage, ovviamente.

Ultimo Post: 3 settimane fa

Di: Redazione_RdS

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