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4 giorni di assenza in 3 mesi è grave?

Ma perché dovrebbe essere "grave"? Può capitare di fare dei giorni di assenza durante uno stage, così come se si ha un contratto di lavoro: a volte capita di essere malati o di avere dei contrattempi che impediscono di andare in ufficio. L'importante è che tu lo abbia sempre comunicato tempestivamente al tuo tutor e/o all'ufficio HR. Lo hai fatto, Gianlorenzo? In particolare, non essendo lo stage un contratto di lavoro, le ore di attività indicate nel progetto formativo individuale sono in un certo senso "indicative", non tassative; insomma non si può far timbrare il cartellino agli stagisti, né metaforicamente né tantomeno fisicamente, oppure chiedere loro di recuperare le ore di assenza. Ovviamente è importante che lo stagista frequenti assiduamente e rispetti gli orari concordati... ma non è una tragedia se per un giorno non può essere presente perchè ha una visita medica o un esame all'università, insomma! A meno che, ovviamente, l'assenza dello stagista sia molto prolungata, e quindi l'accorciamento del periodo di stage metta in pericolo l'acquisizione delle competenze prevista all'interno del progetto formativo. In quel caso (ma stiamo parlando appunto di assenze prolungate, 2 settimane o più), lo stagista può cercare la collaborazione del soggetto promotore e del soggetto ospitante per prolungare lo stage al fine di recuperare il tempo di assenza e poter portare a termine il proprio percorso formativo. Quattro giorni di assenza su 78 non sono pochissimi, è vero, ma nemmeno tanti!

Ultimo Post: 1 mese, 2 settimane fa

Di: Redazione_RdS

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Non rispetto in ufficio

Con una situazione simile, è certamente una buona idea quella di mettersi a cercare un'altra occasione, anche senza aspettare il termine della durata prevista per lo stage. L'esperienza resterà comunque nel tuo curriculum; ci sono motivi specifici per cui fai riferimento alla percentuale minima del 70% delle presenze? Stai per caso facendo un tirocinio particolare, all'interno di qualche programma che prevede l'obbligo di effettuare almeno il 70% delle ore per avere un qualche attestato? Perché se si tratta di un tirocinio "normale", è comune che possa capitare di interromperlo anticipatamente (non molto tempo fa abbiamo approfondito questo argomento, ecco il link all'articolo: https://www.repubblicadeglistagisti.it/article/interruzione-anticipata-tirocinio-garanzia-giovani-in-toscana-insoddisfacente) e ciò non ha conseguenze; se non quella, abbastanza improbabile, che ti venga chiesto durante un colloquio di spiegare la durata un po' ridotta di quel tirocinio. Rispetto a quel che ti sta accadendo, durante uno stage come in qualsiasi esperienza professionale può capitare di non entrare in sintonia con i colleghi, con il capo, o con il tutor come nel tuo caso. Non bisogna mai dimenticare che i rapporti di lavoro sono sempre e comunque rapporti tra persone; e le persone hanno ciascuna il proprio carattere, i propri punti di forza e di debolezza, si portano dietro il proprio bagaglio di esperienze pregresse, talvolta di insicurezze, aggressività. Essere professionali vuol dire ovviamente imparare a interagire professionalmente, cioè a non lasciarsi guidare dal proprio umore o dalle proprie simpatie nei rapporti con colleghi, superiori, clienti e così via, instaurando invece relazioni basate sull'efficienza, la collaborazione, il lavoro di squadra per lavorare il meglio possibile. Essendo una grande azienda, forse sei ancora in tempo per trovare, all'interno del tuo ufficio, qualcun altro a cui fare riferimento e che possa diventare il tuo tutor di fatto. Un'altra strada che potresti intraprendere è quella di richiedere un colloquio con l'ufficio HR, ed esporre il tuo caso, chiedendo magari se non sia possibile simulare una sorta di "rotazione" e farti proprio cambiare ufficio, permettendoti di svolgere gli ultimi 2 mesi di stage con un tutor differente, per vedere se magari in un ambiente nuovo riesci ad ambientarti meglio e a imparare quel che finora hai avuto difficoltà a imparare proprio a causa della non facile relazione con il tutor che ti è stato assegnato.In questo caso potresti anche usare l'accadimento della positività Covid; il modo in cui è stato gestito, senza avvisarti preventivamente, è francamente molto scorretto ed è giusto che l'ufficio HR ne sia al corrente e che qualcuno si prenda le responsabilità per questa mancata comunicazione che ti ha impedito di proteggere la tua famiglia dal contagio. Ultimo appunto: dalle righe che scrivi emerge anche un po' di insicurezza, come se tu partissi già con il freno a mano tirato, in qualche modo timorosa di non avere le carte in regola; magari c'è un po' di senso di inadeguatezza per il fatto di esserti laureata troppo tardi? Questa insicurezza probabilmente sta alla base di una sensibilità molto accentuata, che potrebbe (è un'ipotesi) portarti magari a sopravvalutare la portata degli eventi in ufficio, magari a percepire in maniera ingigantita una ostilità; oppure a reagire in maniera molto emotiva (scoppiare a piangere) di fronte a una critica. Intendiamoci, siamo tutti esseri umani, il pianto è un modo umano di esprimere dolore, gioia, frustrazione e tanti altri sentimenti. Non è a priori sbagliato restare umani anche sul posto di lavoro, gli ambienti di lavoro dove tutti sono dei robottini senza sentimenti, senza vita privata, senza emozioni non sono certamente i migliori dove stare. Dunque può capitare di emozionarsi o arrabbiarsi fino alle lacrime, anche in ufficio. Ma forse puoi fare un po' di introspezione, magari cercando anche (se puoi e vuoi permettertelo) un supporto esterno, un parere professionale che possa aiutarti ad acquisire più fiducia in te stessa, a non sentirti così "esposta", così "nuda" sul luogo di lavoro, a non percepire ogni critica come una "coltellata". Bisognerebbe tendere a trovare un equilibrio, in modo da avere le spalle larghe e non lasciare che i giudizi altrui - nella vita privata come in quella professionale - siano in grado di ferirci così tanto. In bocca al lupo e torna a raccontarci come va!

Ultimo Post: 1 mese, 2 settimane fa

Di: Redazione_RdS

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Stage, non mi piace

Partiamo dalla fine: non si può rimanere in un'azienda anche se ci si trova malissimo per senso di colpa, cioè per paura di deludere le aspettative di qualcuno. Il senso di colpa non è un sentimento sano, né nelle relazioni personali né in quelle professionali. Si rimane in un'azienda se ci si sente a proprio agio, se ci si sente rispettati e possibilmente anche valorizzati; a maggior ragione quando si tratta di uno stage, e non c'è dunque nell'equazione nemmeno la questione dello stipendio per mantenersi (tutt'al più una indennità mensile). La situazione che descrivi è quasi comica nella sua sgangheratezza: un solo dipendente regolarmente assunto, tutti gli altri (quanti?) a Partita IVA (probabilmente l'ispettorato del lavoro avrebbe a che ridire), leggi bellamente ignorate (non fumare sul luogo di lavoro non è un suggerimento alle aziende, è una imposizione normativa). Dulcis in fundo, una gestione delle risorse in stage completamente fuori dal mondo: da una parte non si rispetta il progetto formativo, cioè non si investono tempo ed energie per insegnare allo stagista cosa fare, trasferirgli delle competenze; dall'altra parte però si pretende che lo stagista "dia risultati", che sia magicamente in grado di fare cose anche complesse per conto suo e metterle a disposizione dell'azienda. (Ci manca anche solo che facciano un investimento sulla base di un tuo studio... e se poi l'investimento andasse male cosa farebbero? Se la prenderebbero con te? Ti addosserebbero la responsabilità? Non ci sono proprio i presupposti, stando al tuo racconto, perché questa cosa possa essere accettabile nel quadro di una relazione sana tra uno stagista e il suo soggetto ospitante...) Cara D, in definitiva, quello che descrivi non ci sembra un posto sano dove svolgere uno stage. Se ci tieni a dar loro "l'ultima possibilità", puoi provare a parlare in maniera franca con il tuo tutor del soggetto promotore (di chi si tratta? Dell'ufficio tirocini dell'università dove ti sei laureata) e capire se insieme potete elaborare una strategia per rimettere sui giusti binari questo stage. Nella fattispecie, il soggetto promotore potrebbe richiamare all'ordine il soggetto ospitante, "rinfrescandogli la memoria" rispetto a come è corretto trattare uno stagista. A cominciare dal fatto che ti devono seguire nel quotidiano, ti devono insegnare a fare le cose, non ti possono lasciare tutto il tempo a svolgere attività da sola... e non devono fumare! Non solo nella tua stanzetta: non devono proprio fumare in tutto l'edificioooo! ;-) La cosa importante non è che tu non deluda le loro aspettative, bensì che tu non perda il tuo tempo. Fare uno stage è un vero e proprio investimento per lo stagista: dev'essere ben ponderato, e non ha molto senso portarlo a termine se si impara poco e niente. Facci avere tue notizie!

Ultimo Post: 1 mese, 2 settimane fa

Di: Redazione_RdS

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Mobbing e tutor molestarore. Aiuto

La situazione è piuttosto complessa e critica, sopratutto considerando che dici di vivere in un territorio economicamente depresso ("nella mia zona non c'è lavoro") e perché la persona che ti sta creando problemi al lavoro è il figlio del capo. Anche se ci fosse un ufficio Risorse umane a cui rivolgersi (non sempre esiste, dipende dalla grandezza e dalla organizzazione aziendale), è molto probabile che raccontare l'accaduto e chiedere un loro intervento non servirebbe a molto: essendo la persona che ti sta creando problemi il figlio del capo (che è anche il proprietario? O solo un top manager?), è difficile pensare che potrebbe essere davvero censurato; e anche se questo accadesse, non bisogna nascondersi che probabilmente il suo atteggiamento di mobbing continuerebbe, in forme magari più attenuate e magari anche più insidiose. Ovviamente ha un peso il fatto che lui sia gerarchicamente sopra di te (essendo il tuo tutor e tu una stagista), quindi è a monte inappropriato che lui ci abbia provato; ma il fatto che tu abbia ceduto a questo corteggiamento a un certo punto, e sia capitata l'occasione di un bacio, non ha di per sé una valenza negativa; siete due adulti, lo avete fatto in maniera consenziente, sono cose che in ufficio capitano, anche quando non dovrebbero. Certamente però le "conseguenze" di questo bacio stanno avendo un effetto deleterio sul tuo percorso formativo. Non c'è, in ufficio, qualche altra persona a cui potresti cominciare a fare riferimento? Spesso gli stagisti non imparano solo dai propri tutor, quelli formalmente indicati nel progetto formativo; capita che vengano affiancati anche ad altre persone. In questo caso per te staccarti da questo tutor ingombrante, con il quale il rapporto è cominciato male e proseguito peggio, sarebbe probabilmente salvifico. E' chiaro che quest'uomo non è equilibrato, non riesce a separare la sfera lavorativa da quella personale e sopratutto a calibrare i suoi comportamenti in maniera appropriata: per quanto vi siate scambiati un bacio, tu resti una stagista accolta dalla sua azienda, e sei lì per imparare un lavoro, acquisire delle competenze. Dunque se con lui non riesci più ad acquisirle, prova a vedere se puoi trovare un "tutor surrogato". Non serve nemmeno che cambi ufficialmente sui documenti, l'importante è che tu possa procedere nel tuo percorso formativo, abbia attività da svolgere e qualcuno che ti "insegni il mestiere", e che quindi la relazione andata a male con questo tutor non rovini completamente la tua esperienza di stage. L'alternativa è quella di descrivere l'accaduto al tuo tutor del soggetto promotore (chi è che ha attivato questo tuo tirocinio? Il centro per l'impiego della tua città?), e vedere se loro hanno un suggerimento su come agire, se considerano la possibilità di affrontare loro la questione con il tutor e/o con l'ufficio HR dell'azienda (sempre se esiste, come dicevamo prima). Ma trattandosi di una situazione un po' opaca, in cui sarebbe un po' "la tua parola contro la sua", e non trattandosi di un vero e proprio caso di molestie (a meno che il bacio non ti sia stato forzato, nel qual caso sarebbe una vera e propria violenza), è francamente difficile riuscire ad agire efficacemente, censurare il tutor inappropriato e permetterti di proseguire il tuo stage "perfettamente". Dunque hai varie scelte. Tra cui quella di abbandonare questo luogo di lavoro che sembra, da come lo descrivi, piuttosto tossico. E' certamente difficile lasciare un'opportunità lavorativa quando non se ne vedono altre all'orizzonte; ma se ci devi rimettere la tua salute mentale, se andare tutti i giorni in ufficio ti fa venire ansia e depressione, forse allora non ne vale davvero la pena.

Ultimo Post: 1 mese, 2 settimane fa

Di: Redazione_RdS

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Nuove regole per i tirocini, anche Puglia e Sicilia non le vogliono troppo rigide

Sono passati già 120 dei 180 giorni a disposizione per formulare nuove linee guida sui tirocini extracurriculari, eppure nonostante manchino scarsi due mesi, al momento la discussione tra le Regioni è ancora in alto mare. La legge di Bilancio 2022 ha, infatti, dettato i tempi per la revisione di questo tipo di stage nel comma 721, stabilendo in particolare che «l’attivazione dei tirocini extracurriculari andrà circoscritto alle persone con difficoltà di inclusione sociale». Che cosa questo significhi spetta alle Regioni ...

Ultimo Post: 1 mese, 3 settimane fa

Di: Marianna Lepore

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Generation4Universities, cento posti per imparare a entrare nel mondo del lavoro

Si chiama Generation4Universities ed è un’iniziativa, nata lo scorso anno, destinata a studentesse e studenti universitari di talento, finalizzata all’inserimento in un programma della durata di sei mesi finalizzato a favorire l’ingresso nel mondo del lavoro. È promossa da Fondazione Generation Italy e McKinsey & Company, con il sostegno di Intesa Sanpaolo, la partnership tecnica di Mentors4U, organizzazione no-profit di mentoring gratuito, e SHL, società specializzata nella misurazione del talento, e il patrocinio della Conferenza dei Rettori delle Università Italiane.Il ...

Ultimo Post: 1 mese, 4 settimane fa

Di: Chiara Del Priore

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2mila posti a concorso per tirocinanti della giustizia, cultura e istruzione

Una mega-operazione di regolarizzazione, anche se solo a tempo determinato, sta per mettere fine ai “super stage” che da anni sono una vergogna in molti ministeri ed enti pubblici, specialmente al sud Italia. È stato pubblicato a inizio mese il bando per il reclutamento di quasi 2mila impiegati – per la precisione, 1.956 unità di personale non dirigenziale – che andranno per 18 mesi alle dipendenze dei ministeri di Cultura, Giustizia e Istruzione. L'opportunità è destinata esclusivamente ai tirocinanti presenti ...

Ultimo Post: 2 mesi fa

Di: Marianna Lepore

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Colloquio in Banca PSA, istruzioni per l'uso

Una delle aziende che più di recente hanno aderito al network della Repubblica degli Stagisti è Banca PSA, che opera nel settore del finanziamento e leasing sulle automobili dei marchi Peugeot, Citroën e DS. Banca PSA offre a tutti gli stagisti – anche a quelli curricolari – una indennità mensile di 800 euro cui si aggiungono mensa gratuita e laptop aziendale, e che diventano 1000 in caso lo stage venga prororogato. E la probabilità di assunzione è di due su ...

Ultimo Post: 2 mesi fa

Di: Redazione_RdS

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Nestlè lancia il Baby Leave: ai neopapà tre mesi di congedo retribuito

Da poche settimane a tre mesi interi di congedo di paternità: si chiama Baby Leave ed è la svolta nelle politiche per la famiglia messa in atto da Nestlé, multinazionale dell'alimentare e da oltre un decennio tra le aziende virtuose dell'Rds network. Il gruppo ha deciso così di «favorire la genitorialità condivisa e il gender balance» si legge nel comunicato dell'azienda. Che non è nuova all'introduzione di policies finalizzate a migliorare la conciliazione vita lavoro dei dipendenti e, è scritto ...

Ultimo Post: 2 mesi fa

Di: Ilaria Mariotti

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Tirocini solo per persone in difficoltà? Le prime Regioni dicono no

La disciplina dei tirocini extracurriculari è in fase di revisione. Il Governo è determinato nel fare applicare il comma 721 dell’ultima legge di Bilancio che stabilisce vengano «definiti nuovi criteri di redazione per le linee guida» e in particolare che «l’attivazione dei tirocini extracurriculari andrà circoscritto alle persone con difficoltà di inclusione sociale». Secondo il ministro Orlando vanno intese con questa dicitura le persone «con maggior necessità di formazione professionale». Le Regioni, rimaste finora fuori dal dibattito, hanno però l’ultima ...

Ultimo Post: 2 mesi, 1 settimana fa

Di: Marianna Lepore

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