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master post laurea

dimenticavo di raccontarvi dell'esperienza post master. Mi chiama una azienda dicendomi che mi proponeva un lavoro, un posto di lavoro. Mi faccio più di 100 KM di auto e mi sento dire che trattasi di stage e mi chiedono di dare una risposta prima delle vacanze estive, erano disperati praticamente era come dire 'ti prendiamo aspetta a te decidere'. Altra fregatura mi sono sentita dire 'le diamo un piccolo rimborso spese l'azienda non può permettersi altro'. Addirittura mi sono sentita dare in un'altra occasione un colloquio di lavoro per telefono e dire 'come si permette di chiedere la retribuzione?' e buttare giù il telefono. Ragazzi il mio consiglio, non fate un master è uno spreco di tempo, denaro e si offre la possibilità alle aziende di sfruttarci.

Ultimo Post: 10 anni fa

Di: mefisto

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AIUTO!!!! SONO IN UNA SITUAZIONE DEL TIPO STAGE FALSO IN SEGUITO A MASTER ASFOR!

Caro Francesco, ti va di raccontarci un po' meglio la tua storia? Come hai scelto il master e com'è stato gestito il passaggio dalla parte di formazione in aula a quella di formazione sul campo? Come mai hai l'impressione di non imparare nulla? Il titolare dell'azienda ti ha detto chiaramente che non ha intenzione di assumerti alla fine dello stage, nemmeno se ti sarai dimostrato bravo e capace? Per quanto riguarda i consigli sul da farsi, qui nell'ultimo articolo ne trovi qualcuno: http://www.repubblicadeglistagisti.it/article/problemi-con-lo-stage-vanno-segnalati-subito-allente-promotore Facci sapere poi com'è andata! Eleonora

Ultimo Post: 10 anni fa

Di: Eleonora Voltolina

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lo stage? un'occasione per l'azienda di avere manodopera a costo zero!!!!!!

Ciao Xeni, la questione del rimborso spese è assai delicata, ma lo è anche di più quella della "formazione". Le esperienze che ho vissuto, e quelle che hanno vissuto i miei amici, mi hanno insegnato che raramente da parte dell'azienda c'è la volontà di dare allo stagista l'opportunità di imparare, poiché nella maggior parte dei casi, alla fine del contratto il rapporto viene interrotto, e spesso cercano solo qualcuno che possa svolgere decentemente il proprio lavoro, pagandolo una miseria. Prendere trecento euro al mese, se ti vengono dati gli strumenti per crescere professionalmente, non è la fine del mondo. Il problema è che non ti formano, non ti assumono, e anche se impari qualcosa, lì fuori continui a trovare quasi esclusivamente proposte di stage, o contratti a progetto miseri. La mia impressione è che ogni volta si cominci da capo, e che non si vada mai avanti.

Ultimo Post: 10 anni, 2 mesi fa

Di: Amber_Rain

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Vita da stagista

Vivo a Roma, mi sono diplomata in grafica allo IED l'anno scorso, e mi ritengo (lo sottolineo solo perché questo piccolo particolare avrà un peso nella storia) piuttosto preparata. A fine settembre vengo contattata da un'azienda che aveva avuto il mio cv dalla scuola. Sostengo il colloquio, e mi propongono la solita settimana di prova. Settimana che va benissimo, e che mi fa guadagnare un contratto di stage che avrei dovuto firmare dopo una ventina di giorni (per questioni burocratiche con le quali non vi tedierò). Il posto, se devo essere onesta, non era granché, e non c'era alcuna possibilità che imparassi qualcosa: insomma, si trattava di un part-time retribuito male. Però, non essendoci di meglio all'orizzonte, mi ero detta che valeva la pena accettare, nonostante avrei dovuto realizzare un portale, facendoli risparmiare persino sul programmatore, che a loro avrebbe fruttato parecchio! Piccolo particolare: ogni volta che chiedevo a quanto ammontasse il rimborso spese, mi veniva detto: "eh, qualcosina, lo quantificheremo più in là". E lì, stupida io. C'è da dire che, nonostante fossi totalmente autonoma, per il timore che potessero cambiare idea, visto che non c'era ancora nessun contratto, spesso facevo anche più delle quattro ore che mi spettavano. Una volta, però, mi sono fermata per quasi due orette, e all'uscita chi incontro? Una ragazza dello IED che si era diplomata lo stesso anno. In sostanza, i furbi, stavano sviluppando due progetti in parallelo, sfruttando sia me che l'altra. Schifata, rinuncio allo stage. Dopo aver fatto altri colloqui, e aver scoperto solo dopo aver perso intere giornate che si trattava di uno stage gratuito, o che era previsto un rimborso spese ridicolo, arriva un'altra buona occasione: la Stanhome. Il primo incontro va benissimo. Vengo ricontattata dopo qualche giorno per sostenere la prova pratica, che va benissimo. Mi viene detto: "la chiameremo al massimo tra una settimana, in ogni caso". Dopo dieci giorni, nessuna telefonata. Sfinita da tre mesi di incontri fallimentari li chiamo io, e mi rispondono "ci stiamo ancora pensando, ecco perché non ci siamo fatti vivi. Potrebbe essere una cosa lunga, però. Se dovesse trovare lavoro, potrebbe avvertirci?". Rassegnata, dopo qualche settimana sostengo un colloquio alla LoJack. Mi viene dato un brief di tredici pagine, e mi viene chiesto di realizzare un concept per la prossima campagna. Lo faccio, torno lì dopo tre giorni, e mi viene chiesto di realizzarne altri. Insomma, l'ennesimo lavoro retribuito male con la scusa dello stage. Anche in quel caso, sarei stata l'unica grafica presente in ufficio. Cosa avrei potuto imparare, non è chiaro. A gennaio vengo contattata per un altro incontro, durante il quale metto subito in chiaro che avrei voluto un rimborso spese decente. Faccio il primo mese di prova, alla fine del quale mi accorgo che il mio tutor ne sapeva meno di me, e che nessuno sembrava intenzionato a ufficializzare la mia presenza in quel posto. Dopo un po' vado a parlare con il responsabile, il quale mi dice che vogliono assolutamente che rimanga, e che avrebbe parlato con il capo non appena possibile, per stabilire a quanto sarebbe ammontato il rimborso. Per farla breve: alla fine mi hanno dato 400 euro al mese, non mi hanno pagato i primi quindici giorni, e per i primi tre mesi non ho visto un soldo. Dopo pochi giorni, mi sono dovuta occupare di interi progetti, di mandare in stampa file in tremila copie senza che nessuno mi avesse spiegato cosa fare esattamente. Il mio tutor, assieme all'altro grafico, mi ha sempre riempito di lavori che ha puntualmente presentato ai clienti senza permettermi di partecipare alle riunioni. Non ho mai avuto orari, e a volte sono uscita dall'ufficio alle 21. Visto che loro avevano altre società, spesso sono andata in veste di fotografa a delle serate, benché non mi competesse e onestamente non ne capissi molto, lavorando dalle nove del mattino fino alle due di notte. Dulcis in fundo, ho scoperto solo alla fine che, a causa delle loro "dimenticanze", il contratto di stage partiva da maggio, mentre io ero lì da febbraio! Insomma, a luglio avrei dovuto finire tutti e sei i mesi, e invece ne terminerò a malapena tre ad agosto. Adesso ho deciso di lasciare Roma e di trasferirmi, sperando che altrove le condizioni lavorative siano decenti. La cosa incredibile è che ho sempre pagato il fatto di essere autonoma e in grado di gestire ogni cosa per conto mio, perché ho solo faticato il triplo senza imparare niente di nuovo, nel vano tentativo di farmi assumere dopo lo stage. Ora sono parecchio scoraggiata, e onestamente non so cosa aspettarmi dal futuro.

Ultimo Post: 10 anni, 2 mesi fa

Di: Amber_Rain

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tirocinii post laurea

Il problema è che ormai si sta abusando dello stage come strumento di inserimento lavorativo. nel negozio di calzature ho fatto effettivamente la commessa. Nulla di più. Lo usano come escamotage per prendere una persona giusto quei mesi che servono in ditta. Lavorando lì ho scoperto che io e altre ragazze prima di me hanno coperto una dipendente in maternità e che quindi le prospettive di assunzioni non esistevano (nè esistono tuttora). Abbastanza desolante. Ma l'azienda per cui ho lavorato non è la sola che usa stagiste al posto di commesse, lo fanno anche catene ben più grandi e non italiane...vorrei fare nomi, si può?)Ancora ora, alcuni mi contattano per propormi colloqui per fare stage su stage. Ma non si va oltre quello. Almeno una volta c'era il contratto di apprendistato, ora è un miraggio anche quello. Adesso, guardiamo al futuro: vediamo se dal 5 agosto ci sarà un nuovo tirocinio ad aspettarmi.

Ultimo Post: 10 anni, 3 mesi fa

Di: angryeli

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Mi dite se è regolare?

Aggiungo: trattasi di stage post-laurea remunerato. Mi sono laureato a ottobre 2007 ed avevo già svolto uno stage pre-laurea obbligatorio (non remunerato), rinnovato, per un totale di 9 mesi.

Ultimo Post: 10 anni, 3 mesi fa

Di: Freerider

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a che età si comincia a "vivere da grandi"?

Cara Ladybb, le tue riflessioni sono molto importanti. E' ormai urgente che la società dia una risposta alla domanda che hai scelto come titolo del tuo post: a che età una persona smette di essere "giovane" e diventa "adulta"? Oggi c'è uno scollamento tra l'età adulta "effettiva" (che inizia, o quantomeno dovrebbe iniziare, dopo la fine del percorso formativo, cioè indicativamente intorno ai 25 anni) e l'età adulta "completa", cioè quella in cui la persona raggiunge una sicurezza professionale e un'indipendenza anche economica, riuscendo quindi a costruirsi il suo futuro senza poggiare sul nucleo familiare di provenienza. Recentemente ho intervistato Gigi Furini, l'autore di "Volevo solo vendere la pizza" (se ti va di dare un'occhiata all'articolo, il link è questo: http://www.repubblicadeglistagisti.it/article/giovani-lavoro-e-stipendi-troppo-bassi-quando-al-mutuo-ci-pensa-papa-indebitandosi-parola-di-luigi-furini). E anche lui ha messo il dito nella piaga: «I ragazzi purtroppo molto spesso hanno redditi troppo bassi per mantenersi da soli. E allora capita che siano i genitori ad accollarsi il mutuo per la casa, o il finanziamento per la macchina. Dopo i venti, venticinque anni dovrebbero diventare adulti a tutti gli effetti, poter disporre di un reddito proprio e vivere una vita autonoma. Ma non ce la fanno, perché raramente hanno una busta paga decente: e allora per loro garantiscono i genitori». Più o meno gli stessi concetti espressi da Massimo Livi Bacci (http://www.repubblicadeglistagisti.it/article/massimo-livi-bacci-stage-alleta-giusta-e-20mila-euro-a-ogni-18enne-perche-diventi-autonomo), professore di Demografia e oggi anche senatore, nel suo libro "Avanti giovani alla riscossa"... Insomma, il problema è sul tavolo anche se classe dirigenziale sembra ignorarlo. Sta a noi spingere affinchè sia messo nell'"agenda". Perchè una cosa è certa: così non si può andare avanti ancora per molto...

Ultimo Post: 10 anni, 3 mesi fa

Di: Eleonora Voltolina

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Attenti ai "virtuosi"

Cara ElisaGro, ti va di raccontarmi un po' meglio la tua storia? Specialmente mi interesserebbe sapere a quale azienda ti riferisci, per fare le opportune verifiche. Puoi anche scrivermi direttamente una mail, l'indirizzo è direzione [chiocciola] repubblicadeglistagisti.it.

Ultimo Post: 10 anni, 4 mesi fa

Di: Eleonora Voltolina

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Io schiava di chi e per cosa????

Ciao a tutti sono una ragazza di 23 anni, laureanda in editoria e giornalismo. Quasi un anno fa ho fatto la mia prima esperienza da stagista presso un Ufficio Stampa. Il mio stage è durato solo tre mesi,per due motivi:1)questo era il tempo stabilito per prendere i 10 cfu necessari per il mio percorso di studi(le mie ore lavorative superavano le 350); 2)non vi era possibilità di inserimento in quell'azienda. A distanza di un anno vengo ricontattata dallo stesso ufficio per un nuovo stage alle medesime condizioni.Ho rifiuto. Perchè? Cercherò di essere chiara e breve nel descrivervi le mie modalità di lavoratrice sfruttata. Il mio orario lavorativo si svolegeva dalle )9.00/9.30 alle 19.00/20.00 (mi sposto con i mezzi pubblici), non sono mancati momenti di lavoro duro (10 giorni in particolare)in cui lavoravo anche fino alle 24.00, qualche volta anche il sabato e la domenica. Non sono stata retribuita nè tantomeno ho avuto un rimborso spese. Anzi ho speso io!!(pranzi, cene e taxi). Insomma la mia esperienza da stgista è stata traumatica e deludente. Mi domando a cosa serva studiare così tanto, fare corsi su corsi, se poi nessuno ti prende in considerazione o ti offre la possibilità di crescere e migliorare. A saperlo prima avrei fatto fare meno sacrifici ai miei genitori: come sappiamo studiare costa e se poi hai anche l'aggravante di essere studentessa fuori sede e essere costretta a pagare affitto e spese varie annesse, allora la sconfitta, l'amarezza di lavorare per la gloria e non vedere un futuro, una gratificazione personale pesa ancora di più!!!! Mi auguro che le cose cambino e che ci sia un po'più di meritocrazia,giustizia e correttezza...chiedo troppo secondo voi???? Lele

Ultimo Post: 10 anni, 4 mesi fa

Di: alessiasita

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Un anno e mezzo... forse due.

Una storia divertente... L'anno scorso, dopo qualche mese a fare il freelance (si prendono delle belle fregature!) come tecnico luci (diploma FSE fatto perchè con l'altro che ho non si sbarca il lunario) Me ne vado alla mia vecchia scuola e gli chiedo, viste le condizioni del mercato se non hanno qualche proposta di lavoro che mi potrebbe garantire un minimo di stabilità... gli porto il mio curriculum e vengo indirizzato ad un'importante studio pubblicitario della mia città in cerca, a quanto affermano nella richiesta, di un ex allievo da avviare alla professione di aiuto regia pubblicitario. Mi presento all'incontro organizzato in un ufficio davvero carino con l'aiuto regia "ufficiale" che comincia il suo discorso con: "Vedo che hai de buoni contatti in teatro e hai fatto per un lungo periodo il DJ... interessante..." e va avanti inserendo frasi come "Questo è un lavoro che, se fatto bene, può arrivare a fruttare anche 500 € al giorno durante il set..." eccetera eccetera... "Sto cercando una persona che mi faccia affiancamento e nel frattempo impari il mestiere..." eccetera eccetera... "Devi capire che in questo lavoro non esistono orari... si va sul set alle 7 del mattino e si va avanti fino a quando si finisce... anche dopo mezzanotte... non ci sono sabati nè domeniche" eccetera eccetera... "Comunque veniamo al sodo", mi dice, "Quello che ti offriamo è la possibilità di venire con me sul set, occuparti di quelle parti del lavoro magari un po' più faticose, ma importanti... farti un po' di smazzi e intanto imparare il mestiere e iniziare a trovarti i tuoi clienti"... "In che senso i miei clienti?" Gli chiedo io. "Appunto per questo dicevo che è interessante che tu abbia i tuoi contatti nel teatro e abbia fatto il dj... Non prevediamo rimborsi e il lavoro sarebbe a tempo pieno quindi per mantenerti puoi sempre lavorare la sera... Noi ti inseriamo sul set e questo costituisce un risparmio anche per il cliente..." "E... quanto tempo prevedete che ci voglia per trovarsi i propri clienti?" "Mah... un anno e mezzo... forse due" Ora... a parte che i clienti di un aiuto regia sono i registi e che quindi lavorare in affiancamento a un aiuto regia che lavora in una produzione con un regista fisso è totalmente inutile da questo punto di vista... gli chiedo "Scusa, ma tu non sei uno di quelli che fanno circa 500 al giorno?" "Intorno a quella cifra" "E ti fa tanto schifo passarmene 500 al mese?" "Guarda... purtroppo non è previsto..." "Allora facciamo che ci penso su e ti chiamo entro un paio di giorni..." Avevo pensato di mandargli la mia risposta attraverso una finestra su un post-it attaccato a un foratino di cemento... ma poi ho lasciato perdere.

Ultimo Post: 10 anni, 4 mesi fa

Di: Moloch

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