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Stage Randstad?

Ciao Inattesa, purtroppo no, mi hanno già detto che non c'è prospettiva di assunzione. Però il lato positivo è che almeno riusciamo a fare esperienza e ad incrementare un po' il cv! Eopo dovrò ricominciare a cercare.. ma ho anche l'università da continuare in quanto io sto ancora studiando.. Credo che potremmo restare in contatto così da confrontarci, che ne dici? :) guarda ho anch'io pubblica quì sul forum una domanda http://www.repubblicadeglistagisti.it/forum/thread/3357/

Ultimo Post: 7 anni, 2 mesi fa

Di: crist4llon3ro

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Stage in Nike

Giusto perché può servire ad altri vi riporto la "proposta" che mi hanno fatto al colloquio conoscitivo: Stage di 6 mesi, senza alcuna possibilità di inserimento (per loro stessa ammissione), rimborso spese di 300€ mensili, si 300, non è un errore di digitazione. Alla mia precisa domanda sulle mansioni riservate allo stagista, con una lunga perifrasi mi hanno detto che si trattava al 90% di attività di data entry. Chiaramente è richiesta disponibilità immediata, stage attivato nel giro di una settimana. Se vi va, commentate voi. Io ho ancora il sorrisino incredulo stampato in faccia.

Ultimo Post: 7 anni, 2 mesi fa

Di: ilpupetto

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Consiglio stage punto vendita Intimissimi a Catania

Cara Daffodils, vorrei uscire dal clima di insulto e recriminazione per farti riflettere su di un punto. Pensi che iniziare un lavoro nella distribuzione commerciale, investire in un periodo di formazione per poi magari crescere nello stesso settore possa essere in linea con le tue aspettative professionali? Se la risposta è sì allora ti direi di provare, anche per capire se il lavoro ed il settore sono quelli che fanno per te. Anche questo è lo scopo di un tirocinio formativo. Sarebbe carino che in questa discussione intervenisse un responsabile del personale di un'azienda del settore (premetto che non lo sono) per spiegare quanto tempo ed energie ci impieghino per scegliere e formare delle "commesse" esperte, che siano in grado di sistemare i prodotti a regola aziendale, che sia in grado di gestire tutti i tipi di pagamenti, i resi, i cambi, gli ordini, l'uso dei programmi informatici ad hoc, e soprattutto quanto tempo ci voglia per imparare a trattare con i clienti, a vendere, a gestire i reclami, anche a capire che pur nella fretta dei saldi da cliente mi incavolo come una jena se getti i miei acquisti nella busta spiegazzandoli come pezze. Siamo tutti così sicuri che all'univerità, una qualunque, ti insegnino queste cose? O magari in una scuola superiore? Non abbiamo bisogno solo di ingegneri o addetti al marketing, ma anche di parrucchieri, pizzaioli e via producendo. Ed ogni mestiere ha una sua dignità e richiede il suo tempo per essere appreso. Su quanto tempo ci voglia poi si può anche discutere. Se comunque l'idea di iniziare come addetta alle vendite e diventare in futuro responsabile di negozio, area manager e simili non ti attira per niente allora lascia perdere e cerca altre opportunità. In bocca al lupo.

Ultimo Post: 7 anni, 2 mesi fa

Di: RuGi

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stage unilever

PS: sul sito Unilever era possibile candidarsi alla posizione fino a 4 giorni fa. PPS: ringrazio tutti per l'attenzione, in modo particolare chi risponderà ;)

Ultimo Post: 7 anni, 2 mesi fa

Di: Topo88

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Stage Risorse Umane CREDEM

Salve a tutti, mi hanno offerto uno stage (300 euro) presso l'ufficio Amministrazione del Personale della CREDEM a Milano. Non so se accettare per 2 motivi. Il primo è la retribuzione, in quanto con tale somma non posso permettermi nemmeno una camera in affitto. Il secondo, il più importante, è che loro mi hanno specificato che questo è solo uno stage ed è molto difficile, per non dire impossibile, che poi si trasformi in assunzione. Qualcuno ha esperienza con la CREDEM? Sa se esistono casi di assunzione post stage? Grazie mille per le risposte!

Ultimo Post: 7 anni, 2 mesi fa

Di: vittorio1989

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Stage in HR

Ottimo (economia) per un attimo temevo di leggere la solita fuffa umanistica quanto al resto perché dovresti perdere 1 anno? applicati e non avrai problemi i tempi sono duri, ma proprio per questo c'è più gusto nel riuscire a farcela

Ultimo Post: 7 anni, 2 mesi fa

Di: levels

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stagista e licenziamento

ciao a tutti, ho iniziato uno stage da Kiko inizi Giugno. la settimana scorsa ho avuto un incidente e il pronto soccorso mi ha fatto un certificato di 10 gg anche perchè ho dei problemi alla spalla... sicuramente il dottore mi prolungherà il certificato perchè devo tenere 5 gg altro il collare ed iniziare la fisioterapia.. l'azienda, nonostante sono in certificato e il contratto mi scade il 31 agosto, può licenziarmi?? io appena mi danno l'ok per riprendere, ricomincio a lavorare.. fatemi sapere. grazie.. :)

Ultimo Post: 7 anni, 2 mesi fa

Di: giuliaaa90

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Veterinari tirocinanti

Ciao a tutti, mi chiamo A.B, Ci terrei ad apportare la mia testimonianza per dar voce alla categoria professionale a cui appartengo ossia quella dei medici veterinari. Mi sono laureata lo scorso luglio e, subito ho cercato di acquisire un po’ di esperienza nel mio mestiere: il modo migliore mi è sembrato quello di effettuare uno stage in una clinica veterinaria. La necessità di fare uno stage deriva dal fatto che purtroppo, durante il corso di studi, il tirocinio curriculare non costituisce un’esperienza pratica sufficiente per poter affrontare il mondo del lavoro, una volta laureati: il periodo di tempo è limitato, spesso vi è sovraffollamento di studenti, ma, cosa più grave, non vengono assolutamente fornite le conoscenze PRATICHE utili per affrontare il mondo del lavoro. Ne consegue che si esce laureati con scarsissima manualità clinica, insufficiente conoscenza dei farmaci più usati e dei loro dosaggi, incapacità di gestire un caso clinico. Tutto questo è avvilente per un giovane laureato che si sente chiamare “dottore” e tale non si sente perché NON ha una reale competenza pratica in un mestiere dove il SAPER FARE è tutto. In queste condizioni sono entrata nel mondo delle cliniche veterinarie. Inizialmente sono partita con molto entusiasmo: finalmente vedevo davanti a me realizzarsi in pratica tutto quello che avevo studiato, potevo visitare gli animali quando erano ricoverati in degenza, seguirli in tutto il loro iter dall’entrata col ricovero fino alle dimissioni. In generale, dal punto di vista formativo, per me è stata un’esperienza fondamentale; tuttavia ci tengo a far presente anche gli aspetti negativi della gestione dello “strumento del tirocinio offerto ai neolaureati” da parte delle cliniche veterinarie. Di solito si tratta di un tirocinio di sei mesi, quasi MAI retribuito, al massimo con previsto un rimborso spese, anche se rarissimo. Il tirocinante deve effettuare un’assicurazione sugli infortuni e firmare una lettera di manleva in cui, in primo luogo, solleva il proprietario della clinica da qualsiasi responsabilità in caso di infortunio, in secondo luogo dichiara che non avrà mai nulla a pretendere come retribuzione. Da parte sua il proprietario della clinica, dichiara che non avrà mai a pretendere obblighi di orario da parte del tirocinante. Peccato che queste clausole valgano solo per il tirocinante e mai per il proprietario della clinica: spesso i tirocinanti invece di svolgere le canoniche 8 ore “lavorative” giornaliere ne svolgono almeno il doppio, restando in clinica dalla mattina presto fino alla tarda sera, non contando poi i turni di notte che vengono spesso pretesi e rarissimamente retribuiti. In tutte queste ore è vero che si apprende, ma è anche vero che molte attività alle quali si è adibiti esulano da quella che è la pratica medica veterinaria: spesso non si viene considerati come “menti pensanti” ma come individui che hanno “due braccia e due gambe” ed il loro unico valore risiede in questo. In altre parole, la scienza medica veterinaria diventa spesso appannaggio solo dei dottori “titolari” della clinica: il tirocinante non viene considerato come una persona che ha studiato per fare il MEDICO, ma come qualcuno che è in grado solo di eseguire delle operazioni meccaniche come tenere gli animali fermi e mantenerli puliti mentre sono in degenza. Il tirocinante diventa perciò parte del meccanismo di una macchina ben oliata che ha come scopo quello di avere personale utile a costo zero: una volta finiti i sei mesi, il “pezzo di ricambio” verrà sostituito con un altro che durerà altri sei mesi nella rarissima speranza di “entrare nell’organico”. Ho desiderato apportare la mia testimonianza perché desidero sottolineare, come anche tanti altri hanno già fatto, che si tratta di un problema oltre che economico prima di tutto sociale: la retribuzione di uno stage non è solo una questione materiale di “portare a casa dei soldini utili”, ma significa testimoniare ad un giovane che il suo lavoro e il suo impegno sono utili: è un modo per incentivarlo ad imparare e a migliorarsi facendo in modo che la sua professione sia la massima espressione di sé stesso dal punto di vista personale. Se invece i giovani vengono considerati come “pezzi di ricambio” a costo zero, come nel caso di molte cliniche veterinaria, dove tanto un tirocinante vale l’altro, non ci sarà mai nessun progresso per il futuro di questa professione in

Ultimo Post: 7 anni, 2 mesi fa

Di: AllyB

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Stage Compass

Contattami in privato: raiden543@msn.com

Ultimo Post: 7 anni, 2 mesi fa

Di: renmarini

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Giornalista Belgio

Buongiorno, Sono giornalista per Metro, in Belgio. Sto preparando una serie di articoli sul tema de la mobilita degli lavoratori nel UE. Uno degli articoli sara dedicata alla fuga dei talenti, des giovani italiani (verso Belgio, Germania, Inglatera…). Se avete deciso di andare al estereo per fare un stage, o cercare una opportunita che no si poteva trovare in Italia e che volete racontare la vostra esperienza, potete mandarmi un correo su cgoret@metrotime.be Grazie mille, Camille Goret

Ultimo Post: 7 anni, 2 mesi fa

Di: camille

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