Categoria: Stagisti TV

Dibattito "Non è un paese per giovani!!!" con Alessandro Rosina ed Eleonora Voltolina - la diretta

Streaming .TV shows by Ustream

Seminario sugli stage della Repubblica degli Stagisti al Jobmeeting di Milano: il video

Nel corso del Jobmeeting di Milano, giovedì 3 dicembre al Palazzo delle Stelline, il direttore della Repubblica degli Stagisti Eleonora Voltolina ha tenuto il seminario «Stage, come scegliere quello giusto e davvero utile», facendo il punto sugli aspetti più importanti da tenere in considerazione per decidere se accettare o rifiutare una proposta di stage. Accanto a Voltolina, Marianna Fabiani dell'ufficio Risorse umane di JT International Italia, una delle aziende che hanno aderito all'iniziativa del Bollino OK Stage, prendendosi l'impegno di garantire un trattamento "speciale" ai giovani sulla base dei principi espressi nella Carta dei diritti dello stagista. La giornata è stato trasmessa in diretta sul portale Blogosfere: ecco il video del seminario sugli stage. «Il primissimo consiglio è sapere cosa si cerca in uno stage» dice Eleonora Voltolina: «Se si cerca espressamente un lavoro attraverso lo stage, allora è bene rifiutare tutti quelli che sono dichiaratamente "non a scopo di assunzione". Infatti ci sono delle aziende e la maggior parte degli enti pubblici che dicono chiaramente "dopo questo stage ci sarà solo una stretta di mano"»: possono andar bene per chi è interessato a uno stage puramente formativo, ma non per chi nello stage cerca un canale di ingresso nel mondo del lavoro. Poi Voltolina affronta un aspetto problematico: la possibilità rifiutare le offerte di stage non pienamente convincenti. «C'è un proverbio che dice "Piuttosto che niente, meglio piuttosto": ma non è così» ammonisce «Non è obbligatorio accettare una proposta di stage, magari solo per allungare il proprio curriculum. Anzi, è preferibile rifiutare un'offerta che non convince pienamente, e prendersi qualche settimana o qualche mese in più per trovarne una davvero utile per il proprio futuro professionale, magari nel settore che in cui interesserebbe lavorare». Saper scegliere è fondamentale anche per evitare di restare delusi: «Alcuni lettori scrivono alla Repubblica degli Stagisti perché sono frustrati da uno stage: però poi approfondendo si scopre che fin dal principio non erano convinti, e che hanno accettato sperando che si rivelasse migliore del previsto. Questo non accade praticamente mai, inutile farsi illusioni: quindi mai accettare uno stage al ribasso pensando "Beh, forse andrà meglio di quello che dicono": perché non sarà così». Il secondo aspetto importante secondo Eleonora Voltolina è l'informazione: sapere cosa è uno stage e conoscere la normativa che lo regolamenta. «Il nostro obiettivo è far sì che lo stage sia sempre meno un'incognita per i giovani: pensiamo che se le aziende chiedono il cv ai ragazzi, allora è anche giusto che i ragazzi chiedano il cv alle aziende». Diffidando di quelle che non sono disponibili a darlo: «La diffidenza dev'essere direttamente proporzionale al grado di opacità dell'offerta che vi trovate di fronte: più le aziende nascondono il loro nome, la posizione per la quale vi chiamano a colloquio, le mansioni che vi affideranno, e rimandano tutto al "Ma venga e poi ne parliamo", più la guardia deve alzarsi. Se invece un'azienda si rende trasparente e, come fanno quelle sul nostro sito, dice chiaramente quanti dipendenti ha, quanti stagisti ospita, quando dà agli stagisti, qual è la percentuale di assunzione dopo lo stage, quindi dà ai ragazzi elementi concreti per valutare se mandare il proprio cv o no, questo è un buon modo di dialogare». Per concludere il suo intervento, il direttore della Repubblica degli Stagisti presenta l'iniziativa principale del sito, il Bollino OK Stage: «Incentiviamo le aziende a fare un utilizzo virtuoso dello strumento dello stage. La normativa prevede davvero pochi paletti, sostanzialmente soltanto una durata massima per gli stage - praticamente mai superiore a 12 mesi - e un limite al numero degli stagisti per ciascuna azienda. Noi chiediamo alle imprese che vogliono entrare a far parte del Bollino un "surplus" di impegno rispetto agli stagisti, assicurando di dare un rimborso spese non inferiore a 250 euro al mese per studenti e diplomati e a 500 euro al mese per laureati, di non far durare gli stage più di 6 mesi se non in casi eccezionali, di non utilizzare lo strumento della proroga, di assumere almeno uno stagista su tre al termine dello stage». Marianna Fabiani, 29 anni, dal giugno del 2007 lavora nel dipartimento Risorse umane di JT International Italia, una delle aziende che fanno parte del Bollino OK Stage: «Noi vediamo lo stage come una valutazione reciproca, quindi non solo noi valutiamo le persone in stage ma vogliamo anche che gli stagisti capiscano se gli piace lavorare da noi. Prendiamo sia studenti universitari sia neolaureati, e non adottiamo la politica dello "stagista con esperienza": inquadriamo in stage solo persone che non hanno mai lavorato, o che hanno davvero esperienze lavorative molto molto limitate». JT ospita pochi stagisti, in media 3 ogni anno: «Non ci serve qualcuno che venga a fare le fotocopie: vogliamo offrire un preciso percorso formativo con precise attività da svolgere. Non che la persona in stage abbia delle responsabilità: però può dare un supporto operativo notevole. Il periodo di stage va dai 3 ai 6 mesi, e tendiamo a non fare proroghe: per noi il progetto di stage ha un tempo e il tempo dev'essere quello». JT ha elaborato una policy aziendale ad hoc per gli stage, che prevede un rimborso spese differenziato a seconda del titolo di studio: «A chi ha un master diamo 750 euro al mese; a chi ha una laurea di secondo livello 650 euro, e a chi ha una laurea di primo livello 500 euro. In più per tutti ci sono i ticket restaurant da 8 euro al giorno. La persona in stage accede a tutto il materiale aziendale, a meno che non sia riservato; ha il suo computer, la sua email e tutto quello che gli può servire per il periodo di stage. L'anno scorso abbiamo registrato il 90% di stage trasformati in contratto a tempo indeterminato».

Qualche consiglio ai giovani della Repubblica degli Stagisti: come si fa a scegliere bene uno stage

Scegliere lo stage giusto è il primo, importantissimo passo per iniziare la transizione dal mondo della formazione al mondo del lavoro. Le insidie però sono dietro l'angolo: tante occasioni che sulla carta sembrano appetibili si rivelano poi delle perdite di tempo o addirittura, nei casi peggiori, dei lavori mascherati da stage. Su invito del Blog Lavoro di Leiweb, spazio per informarsi, confrontarsi e esprimersi sui temi inerenti il lavoro –  al femminile e non –  coordinato dalla giornalista Luisa Adani, la Repubblica degli Stagisti ha riassunto in un breve video alcuni consigli agli stagisti (o aspiranti tali), partendo naturalmente dai principi della Carta dei diritti dello stagista e dall'iniziativa del Bollino OK Stage.

Michel Martone, la freccetta della settimana: «Etica o economia, da che parte stiamo?»

Prosegue la collaborazione della Repubblica degli Stagisti con il social magazine Dillinger. Ecco la nuova puntata di «Freccette», la videorubrica di Michel Martone, docente di Diritto del lavoro all'università di Teramo e alla Luiss di Roma. Questa settimana il professore parla del connubio tra etica ed economia, e si chiede: «Come abbiamo potuto accettare che il mondo finisse sull'orlo del baratro dopo dieci anni in cui le retribuzioni dei top manager erano mille volte superiori a quelle dei singoli lavoratori, e il lavoro di chi stava seduto alla scrivania a fare speculazioni finanziarie veniva retribuito fino a 500 volte quello che valeva quello delle persone che lavorano col sudore della fronte?». E invita queste persone ad essere meno avide e a tornare a lavorare davvero. Per saperne di più, vedi anche:- Aiutati che il web t'aiuta: Dillinger, un sito per i giovani che hanno voglia di cambiamento- Michel Martone, la freccetta della settimana: «Oltre l’emergenza, vogliamo un paese normale»- Michel Martone: ecco cosa penso degli stage- Videointervista a Michel Martone: welfare dei privati, cos'è e a cosa serve

Michel Martone, la freccetta della settimana: «Oltre l’emergenza, vogliamo un paese normale»

Da oggi la Repubblica degli Stagisti comincia la sua collaborazione con il social magazine Dillinger ospitando la videorubrica di Michel Martone, docente di Diritto del lavoro all'università di Teramo e alla Luiss di Roma. Questa settimana il professore parte dalla tragedia di Viareggio per parlare della necessità di uscire dalla logica dell'emergenza, e cita come esempi il caso dei rifiuti a Napoli - già descritto molto prima dell'«emergenza» anche da Roberto Saviano nel suo libro Gomorra - e il problema degli ammortizzatori sociali, sempre dimenticati e invece oggi necessari più che mai affinchè la flessibilità non si traduca per i giovani in precarietà. Martone auspica insomma che si possa tornare a progettare  riforme di ampio respiro, chiare e condivise. Per saperne di più, vedi anche: - «Aiutati che il web t'aiuta: Dillinger, un sito per i giovani che hanno voglia di cambiamento»- «Michel Martone: ecco cosa penso degli stage»- «Videointervista a Michel Martone: welfare dei privati, cos'è e a cosa serve»

Pianeta praticanti, videointervista a Duchesne: il libro «Studio illegale» vola sulle ali del blog, e presto diventerà un film

Federico Baccomo, alias Duchesne, con il suo «Studio illegale» è diventato una punto di riferimento per i praticanti e i giovani avvocati in Italia. Prima un blog commentato ogni giorno da centinaia di persone, poi un libro (Studio illegale, pubblicato dalla casa editrice Marsilio) che ha già raggiunto le 15mila copie vendute e da cui presto potrebbe essere tratto un film. Intanto il trentenne Baccomo lavora alla sua opera seconda, che uscirà - ma il quando è ancora un segreto - sempre per Marsilio. La Repubblica degli Stagisti gli ha fatto una videointervista sulla condizione dei praticanti nelle law firm internazionali, sulla riforma dell’avvocatura e sugli stage negli studi legali.   Rispetto a uno dei temi che stanno più a cuore ai praticanti, e cioè il rimborso spese, Duchesne ricorda che «l'obbligo di retribuzione esisteva già nel Codice deontologico», e ritiene che la nuova proposta di legge non sia poi così incisiva: «Non dice quasi nulla, anzi peggiora la situazione». E affonda: «Io questa cosa non la capisco: è vero che un praticante comincia da zero e non sa niente, che all'inizio bisogna insegnargli il lavoro, ma poi ci sarà un motivo se l'avvocato si tiene un praticante, e non credo che sia bontà o solidarietà! E credo che questo motivo vada retribuito». E gli stagisti negli studi legali? «Non fanno niente: pinzano fogli uno con l'altro, e spesso neanche benissimo» scherza l'avvocato-blogger-scrittore, aggiungendo però che lo stage è utile ai ragazzi per capire se vogliono passare la loro futura vita lavorativa tra le quattro mura di uno studio legale o no: «Lo stagista vede un ambiente, e riesce a farsi un'idea in tre mesi di che tipo di lavoro è». Ebbene sì, anche gratis: «Spesso non sono pagati: ma trattandosi di un periodo universitario, ci sta anche che possa essere soltanto un vantaggio in termini di conoscenza professionale».Fabrizio PattiPer saperne di più su questo argomento, vedi anche gli articoli- «Da grande voglio fare l'avvocato - Pianeta praticanti: inchiesta della Repubblica degli Stagisti / prima puntata»- «Praticanti, ora la retribuzione è obbligatoria: ma è giusto non fissare un minimo - Intervista al presidente dei giovani avvocati»

Videointervista a Michel Martone: welfare dei privati, cos'è e a cosa serve

Welfare dei privati: cos'è? Come funziona? A cosa serve? Niente paura, è meno complicato di quello che sembra: si tratta di quelle iniziative promosse dai privati per migliorare le condizioni di vita o di lavoro di una fascia di persone, senza richiedere l'intervento dello Stato, ma organizzandosi in proprio. Un esempio di questo tipo di welfare sono gli asili nido aziendali; un altro esempio è il progetto del Bollino OK Stage promosso proprio dalla Repubblica degli Stagisti.Ecco come Michel Martone, giuslavorista e animatore del sito web Dillinger.it, spiega il concetto in un'intervista a Stagisti TV:   «Per welfare dei privati» chiarisce Martone nel video «si intendono tutte quelle forme di solidarietà in cui i privati si rendono conto dell'incapacità dello Stato di ovviare alle condizioni di debolezza e quindi loro per primi si impegnano: asili nido, aiuto alla ricerca di occupazione, creazione di sistemi di ammortizzatori sociali o di fondi che aiutino le famiglie che non riescono più a pagare i mutui a seguito di questa crisi economica...». Alla base di queste iniziative c'è «quel senso di solidarietà, di fraternité che dalla Rivoluzione Francese in poi ha segnato l'evoluzione dei nostri sistemi di welfare».E il Bollino OK Stage? «Oltre ad aiutare l'incontro tra domanda e offerta di lavoro, questa iniziativa garantisce anche che le aziende effettivamente rispettino quegli standard che si sono date e garantiscano occupazione di qualità», perchè capita che i giovani si trovino spersi «in un universo in cui alcune aziende offrono degli stage pagati molto bene, a 6-700 euro al mese, e altre aziende invece condannano i ragazzi a fare fotocopie, senza alcun tipo di rimborso spese». Il Bollino viene loro in aiuto: «In questo mare magnum, nel quale gli ispettorati del lavoro e gli uffici del ministero spesso non riescono a stare dietro alla realtà italiana, nella quale ancora il 20% delle aziende lavora in nero, iniziative come quella del Bollino OK Stage forniscono ai giovani una bussola per orientarsi in un mercato del lavoro che si sta facendo sempre più difficile per le nuove generazioni». Eleonora Voltolina

Eleonora Voltolina, prima parte dell'intervento alla tavola rotonda «Generazione Stage»

Nel video, la prima parte dell'intervento di Eleonora Voltolina, giornalista e direttore responsabile della testata online Repubblica degli Stagisti, alla tavola rotonda «Generazione Stage - in testa un sogno, in mano un cv», nell'ambito del Jobmeeting del 26 maggio 2009 alla facoltà di Ingegneria dell'università La Sapienza di Roma. Voltolina racconta la storia della Repubblica degli Stagisti da blog a sito e traccia un quadro dell'"universo stage" italiano: almeno 300mila stage all'anno stando ai dati di Almalaurea e Unioncamere Excelsior.  

Stagisti TV, nasce il canale video della Repubblica degli Stagisti

Sbarca sulla Repubblica degli Stagisti un canale YouTube dedicato ai video: Stagisti TV. Da oggi sarà tra le categorie [nella directory qui a sinistra] e ospiterà i contributi multimediali più interessanti sul tema dello stage, dei giovani e dell'accesso al mondo del lavoro.A inaugurare il nuovo spazio nove pillole, tratte dalla tavola rotonda «Generazione Stage - in testa un sogno, in mano un cv», che ha avuto luogo lo scorso 26 maggio nella sala del consiglio della facoltà di Ingegneria dell'università La Sapienza,  nel corso della diciannovesima edizione del JobMeeting - Trovolavoro.it. I protagonisti dei video, oltre alla Repubblica degli Stagisti, sono Savio Zagaria, presidente di Cesop, che parla del disallineamento tra aspettative dei giovani nei confronti del mondo del lavoro e aspettative delle aziende nei confronti dei neolaureati, e suggerisce alcuni strumenti per potenziare il proprio curriculum e arrivare più forti alle porte del mondo del lavoro; Luca Quaratino, ricercatore dell'Istud e docente di Strategia e politica aziendale allo Iulm di Milano, che approfondisce la tematica del disallineamento illustrando i risultati di una ricerca su giovani e lavoro compiuta dall'Istud nel 2008; e infine Fabio Dioguardi, direttore Risorse umane di Ferrero (aderente, tra l'altro, al progetto Bollino OK Stage), che non solo spiega come vengono organizzati gli stage nella sua azienda, ma - avendo lavorato per quasi due decenni fuori dall'Italia - fa anche un interessante confronto con l'estero, dove gli stage vengono svolti molto prima rispetto a qui.... E questo non è che l'inizio!Eleonora Voltolina