Categoria: Stagisti TV

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Teatro Valle occupato, in scena la mobilitazione dei lavoratori della conoscenza: tra i sostenitori anche Stefano Rodotà

Quanto vale la cultura italiana? E che ruolo avrà nel futuro del Paese? Sono alcune delle domande che hanno animato l'assemblea dei lavoratori della conoscenza indetta venerdì 30 settemebre a Roma al Teatro Valle occupato.  Un invito al confronto e al dibattito partito dai lavoratori dello spettacolo che dallo scorso giugno occupano il prestigioso teatro romano. All'appello hanno risposto in tanti: professionalità provenienti dal mondo della cultura, dell'arte, dei media, ma anche studenti e liberi professionisti. Arrivati da tutta Italia per condividere esperienze e iniziare ad immaginare strategie nuove in grado di restituire dignità e diritti al lavoro intellettuale italiano. Troppo spesso derubricato a semplice passatempo creativo.   La Repubblica degli Stagisti ha incontrato i protagonisti della mobilitazione, raccolto le loro testimonianze e quelle di chi, come Stefano Rodotà, ha compreso e condiviso le ragioni della battaglia culturale intrapresa dai lavoratori del Valle. Ilaria Costantini Per saperne di più su questo argomento guarda anche:- «Meglio fottere (che farsi comandare da questi)» Dal romazo alla realtà politica italiana. Intervista a Giulia Innocenzi- Eleonora Voltolina lancia l'iniziativa «Il nostro tempo è adesso»- «Precari. Storie di un’Italia che lavora» Il libro di Marianna Madia accende il dibattito tra Tremonti e Camusso sul welfare per gli atipici

"Meglio fottere (che farsi comandare da questi)": dal romanzo alla realtà politica italiana. Intervista a Giulia Innocenzi

Normal 0 14 false false false IT X-NONE X-NONE Quattro ragazzi in cerca di appartenenza politica; quattro partiti disposti ad accoglierli, ma solo in cambio di grandi e gravi compressi. È una storia immaginaria, ma anche di strettissima attualità, quella che Giulia Innocenzi, noto volto di Annozero, ha recentemente pubblicato per Editori Riuniti.Se si dovesse inserirlo in un qualche genere letterario, Meglio fottere (che farsi comandare da questi) potrebbe appartenere al "romanzo di formazione": perché attraverso l’esperienza politica, i giovani protagonisti arrivano effettivamente a maturare la consapevolezza dell’inganno che si nasconde dietro ai partiti politici che hanno scelto di scalare. I nomi sono ovviamente di fantasia, ma il Partito dei forti, dei buoni, dei puri e quello di tutti rimandano direttamente alle principali forze politiche italiane. E attraverso le disavventure di  Matteo, Giulia, Lisa e Andrea, l’autrice propone una serissima disamina dei vizi che attanagliano quelli che la Costituzione descrive come libere associazioni di cittadini che concorrono «con metodo democratico a determinare la politica nazionale» (art. 49). Per raccontare il fallimento di questo modello, Giulia Innocenzi sceglie l’arma dell’ironia, forse la più efficace per descrivere il corto circuito che si crea tra le aspettative, gli ideali e le ambizioni di chi si avvicina per la prima volta alla politica italiana e le logiche della cooptazione, del signorsì, del tutto deciso prima ancora di decidere che caratterizzano invece la vita di partito. A tratti la narrazione degli eventi diventa così precisa da lasciare quasi intravedere le esperienze fatte in prima persona dall’autrice: come la corsa per diventare segretario dei giovani del Partito Democratico nel 2008.  Anche di queste personali vicende, e senza troppi peli sulla lingua, Giulia Innocenzi parla in questa intervista alla Repubblica degli Stagisti.Guarda il video dell'intervista a Giulia Innocenzi:             Normal 0 14 false false false IT X-NONE X-NONE Il titolo del romanzo merita una nota a parte: il detto mafioso «meglio comandare che fottere» viene infatti qui rovesciato per adattarsi all’attuale scenario politico, per il quale l’autrice non intravede peraltro nessuna possibilità di riforma interna. Ma attenzione: la spinta al cambiamento esiste (anche in Italia) e in parte si sta già concretizzando, al di fuori dei modelli politici tradizionali. C’è chi la chiama antipolitica e chi nuove forme di rappresentanza dei cittadini.  Ilaria Costantini Su questo argomento guarda anche: Al via Controesodo, lo scudo fiscale per il rientro dei talenti in Italia. la legge spiegata da uno degli ideatori«Precari. Storie di un’Italia che lavora» Il libro di Marianna Madia accende il dibattito tra Tremonti e Camusso sul welfare per gli atipiciStage, un'altra regolamentazione è possibile: il Pd scende in campo con il disegno di legge Damiano

Al via Controesodo, lo scudo fiscale per il rientro dei talenti in Italia. La legge spiegata da uno degli ideatori

Normal 0 14 false false false IT X-NONE X-NONE Incentivare il rientro dei lavoratori più qualificati che in questi anni hanno lasciato l’Italia. È l’ambizioso obiettivo di Controesodo: una legge bipartisan già approvata dal Parlamento lo scorso dicembre, di cui si attendeva soltanto il decreto attuativo, presentato oggi alla sala stampa della Camera.   La Repubblica degli Stagisti ha intervistato Guglielmo Vaccaro, deputato PD, uno degli ideatori della legge che nei prossimi due anni e mezzo promette di riportare a casa almeno una piccola parte di quel “capitale umano” disperso oltreconfine. Come? Attraverso la leva fiscale, ovvero abbassando notevolmente la percentuale di reddito imponibile: tanto per i lavoratori dipendenti che per gli autonomi, ma anche per quanti decideranno di avviere in Italia una nuova impresa. Purché cittadini europei, nati dopo il 1 gennaio ’69, laureati e che abbiano maturato all’estero un’esperienza di studio o di lavoro di almeno due anni. Normal 0 14 false false false IT X-NONE X-NONE Considerati i requisiti, alla fine la platea dei beneficiari dovrebbe inizialmente imitarsi a circa un migliaio di under quaranta disposti al rientro. Lavoratori qualificati per i quali il primo problema resterà pur sempre quello di trovare un posto di lavoro all’altezza delle proprie aspettative. Il progetto Controesodo è interessante anche per quanti, cittadini italiani e non, decideranno anche in futuro di allargare i propri orizzonti con un’esperienza all’estero. L’incentivo fiscale rappresenta infatti solo  la prima di cinque proposte avanzate dal Partito democratico per promuovere la mobilità dei talenti:  non più soltanto "da”, ma anche verso l’Italia. Ilaria CostantiniPer saperne di più su questo argomento guarda anche: «Precari. Storie di un’Italia che lavora» Il libro di Marianna Madia accende il dibattito tra Tremonti e Camusso sul welfare per gli atipici Stage, un'altra regolamentazione è possibile: il Pd scende in campo con il disegno di legge Damiano

«Precari. Storie di un’Italia che lavora» Il libro di Marianna Madia accende il dibattito tra Tremonti e Camusso sul welfare per gli atipici

Normal 0 14 false false false IT X-NONE X-NONE MicrosoftInternetExplorer4 Gli ammortizzatori sociali dei precari? Le famiglie, ovvio. Ma fa un certo effetto se ad ammetterlo è lo stesso ministro Giulio Tremonti: «La combinazione storica del nostro Paese è che dà molti soldi alla famiglia, non necessariamente ai giovani, ma alla famiglia congegnata come se fosse una micro Inps». Così il responsabile del governo per l’economia liquida il problema dell’assenza di forme di sostegno al reddito per i lavoratori atipici. Uno dei grandi temi sollevati dal libro di Marianna Madia “Precari. Storie di un’Italia che lavora” presentato giovedì scorso a Roma, a Palazzo San Macuto. Immediata la replica del segretario della Cgil Susanna Camusso, che intervistata dalla Repubblica degli Stagisti ammette: «Così esplicitamente non l’avevo ancora sentito. Normalmente eravamo noi che accusavamo di fare delle famiglie il luogo degli ammortizzatori sociali».Nel video l'intervento di Tremonti e le interviste a Susanna Camusso e Marianna Madia     Per saperne di più su questo argomento guarda anche: - Intervista al ministro Giorgia Meloni- Disoccupazione giovanile, la vera emergenza nazionale. L'SOS di Italia Futura e le interviste a Irene Tinagli e Marco Simoni

Rita101+, l'omaggio della Rete a Rita Levi Montalcini e alle ricercatrici italiane: la Repubblica degli Stagisti trasmette in diretta streaming l'evento

Per il secondo anno torna online “a rete unificata” l'omaggio della rete al premio Nobel Rita Levi Montalcini. Il secondo anno di festeggiamenti si concentra sempre sui temi della ricerca e della rete, ma stavolta declinandoli al femminile e proponendo occasioni concrete da poter finanziare. Oltre 300 siti web trasmettono in diretta streaming l'evento.  

Stage, un'altra regolamentazione è possibile: il Pd scende in campo con il disegno di legge Damiano

Anche la politica inizia finalmente ad occuparsi delle precarie condizioni in cui si trovano gli stagisti e i praticanti italiani. Il Partito democratico ha messo  a punto un disegno di legge che mira a superare l'attuale normativa sugli stage, ovvero il decreto ministeriale 142/1998 che in questi anni ha consentito un uso improprio quando non un vero e propro abuso dei tirocini formativi.   Il testo è stato presentato alla stampa il 29 marzo scorso dall'ex ministro del Lavoro Cesare Damiano, oggi capogruppo del Partito democratico in Commissione Lavoro, dal responsabile Pd per la materia Stefano Fassina e dal segretario dei Giovani democratici Fausto Raciti. Presente anche la Repubblica degli Stagisti con il direttore Eleonora Voltolina che, come altre realtà sindacali, associazioni universitarie e di giovani professionisti ha dato il suo contributo alla messa a punto del testo. Ilaria CostantiniPer saperne di più su questo argomento guarda anche: - Intervista al ministro Giorgia Meloni- Disoccupazione giovanile, la vera emergenza nazionale. L'SOS di Italia Futura e le interviste a Irene Tinagli e Marco Simoni- Eleonora Voltolina lancia l'iniziativa «Il nostro tempo è adesso»  

La sedia la portiamo da casa... per protesta! Flash mob a Roma contro gli annunci «indecenti» di stage

Flash mob questa mattina sotto le finestre della Ecoluxury Management consulting, azienda di consulenza e pianificazione aziendale che ai suoi stagisti offre come «facilitazioni» collegamento ad Internet, scrivania e... «sedia». Questo si poteva leggere fino a qualche giorno fa sull'annuncio di stage pubblicato da Jobsoul,  il portale di orientamento al lavoro dei principali atenei di Roma e del Lazio. Così il comitato «Il nostro tempo è adesso» ha deciso che la sedia, anzi le sedie, le avrebbe portate da casa. Per protesta.   Quando alla casella Help della Repubblica degli Stagisti è arrivata la segnalazione di un’attenta lettrice rispetto a un annuncio che tra le «facilitazioni» messe a disposizione del tirocinante elencava addirittura la «sedia», la redazione ha girato la segnalazione ai giovani della Cgil che stanno portando avanti la campagna «Non + stage truffa»  e al comitato promotore della mobilitazione del prossimo 9 aprile. Tutti insieme, muniti di sedie, si sono presentati davanti al portone di un elegante edificio di via Condotti, sotto le finestre della Ecoluxury Management consulting, start-up ospitata negli uffici dell'agenzia Viaggi dell'Elefante. Sul sito Jobsoul la Ecoluxury si presenta come società che pone «particolare attenzione all’ambiente, alla comunità locale, al patrimonio culturale e all’inquinamento». Meno attenzione, a quanto pare, è invece riservata a chi al suo interno dovrebbe svolgere un'esperienza formativa. Perché se non fosse per la «facilitazione» gentilmente concessa, si dovrebbe supporre  che lo sfortunato stagista avrebbe dovuto trascorrere i  tre mesi di tirocinio addirittura in piedi. «Se ora tra le facilitazioni si inizierà anche ad inserire la possibilità di usufruire dei servizi igienici siamo veramente al punto di non ritorno» osservava nella sua denuncia la lettrice.Obiettivo dell'iniziativa era anche ottenere dall'azienda spiegazioni sull'annuncio di stage. Ma i responsabili di Ecoluxury non erano in quel momento disponibili. Così a Ilaria Lani, responsabile della campagna «Giovani non + disposti a tutto», non è rimasto che lasciare una sedia marchiata con il logo «Non + stage truffa» nella sala d'aspetto dell'ufficio: per ricordare che per uno stagista, come per un lavoratore, la sedia non è un optional.  Qualche ora dopo il flash mob, Daniela Di Berardino di Viaggi dell'Elefante ha contattato la Repubblica degli Stagisti disconoscendo l'annuncio: «Vogliamo capire chi l'ha pubblicato a nostro nome» ha detto «perchè chiaramente indicare la sedia come una "facilitazione" è un'idiozia. Altro che sedia: agli stagisti diamo molto di più, tanto che alcuni giovani dallo stage sono arrivati a ruoli di responsabilità. Questo annuncio lede la nostra reputazione, e non capiamo chi abbia potuto inserirlo». E l'annuncio dello stage con la sedia si tinge di giallo.Ilaria CostantiniPer saperne di più su questo argomento leggi anche gli articoli: - Eleonora Voltolina lancia l'iniziativa «Il nostro tempo è adesso»- «Il nostro tempo è adesso». Claudia Cucchiarato e Teresa Di Martino spiegano perché sono promotrici dell'appello.- «Stagisti sfruttati ribellatevi: anche il sindacato sarà al vostro fianco». La promessa di Ilaria Lani responsabile Politiche giovanili della Cgil

Disoccupazione giovanile, la vera emergenza nazionale: l'SOS di Italia Futura e le interviste a Irene Tinagli e Marco Simoni

«I giovani stanno pagando dieci anni di riforme mancate e la crescita zero della nostra economia». È la diagnosi che Marco Simoni, membro del comitato promotore di "Italia Futura", consegna alla Repubblica degli Stagisti che lo ha intervistato insieme a Irene Tinagli a margine del convegno “Giovani al Lavoro”, organizzato lo scorso 24 novembre a Roma dall’associazione di Luca Cordero di Montezemolo.  Insegnante di economia politica alla London School of Economics lui; docente di economia delle imprese all’università Carlos III di Madrid lei. Due esempi di eccellenze giovanili che l’Italia ha esportato all’estero: Simoni e Tinagli hanno sviluppato uno sguardo ancora più lucido sui problemi del Paese, primo fra tutti le difficoltà occupazionali delle nuove generazioni. Normal 0 14 false false false IT X-NONE X-NONE Normal 0 14 false false false IT X-NONE X-NONE Normal 0 14 false false false IT X-NONE X-NONE «Non bisogna limitare lo stage» dice alla Repubblica degli stagisti Marco Simoni. «Quello che bisogna fare è evitare che si perpetri all’infinito. E per questo è necessaria anzitutto una maggiore crescita economica». «Lo stage ha perso la sua funzione di inserimento» ammette infatti Irene Tinagli.  «Una situazione abbastanza un po’ in tutta l’Europa». Per garantire una formazione iniziale a chi si affaccia per la prima volta sul mercato del lavoro esiste in effetti un contratto ad hoc, l’apprendistato, largamente sottoutilizzato soprattutto per quanto riguarda i laureati. Perché? «In Italia sono cambiate  troppe normative sull’apprendistato» risponde Simoni «e ciò ha creato incertezza nelle aziende, che di conseguenza non adoperano questo strumento».  Nel rapporto “Giovani, al lavoro!”, curato proprio da Tinagli e Simoni insieme a Stefano Micelli, si propongono anche soluzioni concrete per riaprire ai giovani le porte del mercato del lavoro. Tre le proposte chiave messe in campo da "Italia Futura": alleggerire la tassazione sul lavoro e sulle aziende degli under 35; facilitare l’accesso al credito per le imprese; finanziare gli studi di chi intraprende percorsi universitari in quelle aree disciplinari a cui il mercato del lavoro guarda con maggiore interesse.Ilaria CostantiniPer saperne di più su questo argomento leggi anche: - Istat, pubblicato il nuovo rapporto sull'ingresso dei giovani nel mondo del lavoro: situazione preoccupante soprattutto al Sud- «Le mie pensioni»: quanto prenderanno domani i precari di oggi? - «Vivendo altrove il confronto tra l'Italia e altri paesi diventa impietoso. E illuminante». In un libro le storie degli italiani che fuggono all'estero.

Aspiranti stagisti Cotral: «Perché la Regione Lazio impedisce a 172 disoccupati di svolgere uno stage con ottime possibilità di assunzione?»

Tirocini sospesi per «ragioni di opportunità, in considerazione della proclamazione della nuova presidente della Regione Lazio Renata Polverini». Con questa motivazione, lo scorso aprile, 172 disoccupati romani si sono visti bloccare l’avvio di uno stage all’interno di Cotral, l’azienda del trasporto pubblico controllata proprio dalla Regione Lazio, che prometteva loro concrete possibilità di assunzione. Da allora sono passati sette mesi senza che né l’ente promotore dello stage, Italia Lavoro, né la Regione abbiano mai fornito risposte o prospettato soluzioni. La Repubblica degli Stagisti ha incontrato alcuni degli interessati che in questa videointervista raccontano una vicenda che vede su fronti opposti un ente pubblico e  un gruppo cittadini. Alcuni dei quali non più giovanissimi e in seria difficoltà economica.    Tutto inizia, anzi finisce, il 13 aprile scorso, alla vigilia dell’insediamento della neogovernatrice regionale di centrodestra Renata Polverini. Italia Lavoro - la società del ministero del Lavoro promotrice degli stage e incaricata delle selezioni - interrompe la procedura di firma dei contratti formativi con i tirocinanti, in corso proprio in quei giorni presso gli uffici Cotral. Il motivo della «temporanea sospensione» viene spiegato solo qualche giorno più tardi, il 17 aprile, in un fax [che la Repubblica degli Stagisti ha potuto visionare] partito dalla direzione “Lavoro, pari opportunità e politiche giovanili”  del dipartimento sociale della Regione Lazio e indirizzato a Italia Lavoro e a Cotral spa. È qui che compaiono le non meglio precisate «ragioni di opportunità» che da sette mesi impediscono a 172 disoccupati di iniziare i quattro mesi di tirocinio, rimborsati con 500 euro mensili, presso Cotral. Ma perché i nuovi rappresentanti regionali dovrebbero impedire ad alcuni cittadini, per di più disoccupati, di giocarsi una chance di assunzione all’interno dell’azienda del trasporto regionale? La Repubblica degli Stagisti ha ripetutamente rivolto questa domanda all'assessore ai Trasporti Francesco Lollobrigida. In attesa di risposte che finora non sono arrivate dalla Regione, una plausibile chiave di lettura della vicenda la fornisce nel corso di questa intervista Marco Marieni, uno degli avvocati dei tirocinanti. «La Regione assume questa posizione perché ritiene che le persone selezionate siano state indirettamente indicate dallo schieramento politico precedentemente al governo» ipotizza l'avvocato. Una tesi difficile da sostenere per la nuova giunta, dato che le selezioni degli stagisti Cotral sono state effettuate nell'ambito di un più vasto progetto, denominato Lazio on the job, contestualmente ad altre 1128 mai messe in discussione.  Ad individuare gli idonei è stata poi la società Italia Lavoro, un ente ministeriale,  sulla base di criteri oggettivi quali l’età, la durata della disoccupazione, eventuali disabilità dei soggetti. Solo alla fine di questo iter Cotral ha scelto 172 persone tra le 350 già selezionate, somministrando loro una prova attitudinale  anche per poterle destinare verso una delle tre destinazioni possibili. Tutti aspetti già vagliati lo scorso ottobre dal giudice del lavoro che ha però rimandato il caso Cotral al tribunale ordinario. A questo punto però i tempi sono strettissimi: la prossima udienza è fissata per il 7 dicembre, poco prima della scadenza del progetto "Lazio on the job" (31 dicembre) che consente di finanziare sia i tirocinanti sia le aziende che trasformeranno gli stage in assunzioni. «Italia Lavoro sta spendendo i fondi europei e regionali avviando contratti formativi con altre imprese» è l'allarme lanciato dall'avvocato Marieni «Se non interviene un ordine giudiziale che imponga di congelare i fondi per i tirocini Cotral, questi si esauriranno e quindi l’azienda non avrà più alcun interesse alle assunzioni». In questo caso la Regione Lazio verrebbe meno a un preciso impegno assunto con gli stagisti al momento della firma della convenzione con Italia Lavoro e, tramite quest'ultima, con Cotral. Perchè a sottoscrivere questi impegni è stato un ente pubblico, non la maggioranza che in quel momento ne era alla guida.Ilaria Costantini Per saperne di più su questo argomento, leggi anche: - Stagisti a quarant'anni: «Speravamo che il tirocinio fosse l'anticamera dell'assunzione. Invece poi l'Atac ha assunto altri. Meno qualificati»- Intervista al ministro Giorgia Meloni: «Più controlli per punire chi fa un uso distorto dello stage. Ma i giovani devono fare la loro parte e denunciare le irregolarità»- La Repubblica degli Stagisti ha una nuova rubrica: «L'avvocato degli stagisti» curata da Evangelista Basile e Sergio Passerini dello studio Ichino Brugnatelli