Categoria: Stagisti TV

Laura Puppato: «Ecco cosa farei per i giovani se fossi premier»

Laura Puppato, 55 anni, unica donna candidata alle primarie del centrosinistra. Sindaco per due mandati a Montebelluna, storico fortino di centrodestra in provincia di Treviso, dal 2010 è capogruppo del Partito Democratico nel consiglio regionale del Veneto. La Repubblica degli Stagisti le ha chiesto quali interventi promuoverebbe per stimolare l’occupazione giovanile, l’apprendistato e la regolamentazione degli stage nell'ambito del progetto di interviste multiple ai cinque candidati premier focalizzate sui temi dei giovani e del lavoro. «Credo che si debba puntare sul contratto unico con una progressione di tutele a sei anni» ha dichiarato «con una riduzione del costo del lavoro per i primi tre anni a carico dello stato». Per accrescere il tasso di natalità in Italia, il più basso d’Europa, propone di investire più risorse in servizi. «È necessario cambiare l’idea di paese applicando politiche familiari adeguate. Mi auguro» ha concluso «che il prossimo governo applichi sgravi fiscali per promuovere l’ingresso delle donne e degli under 35 nelle aziende».  

Nichi Vendola: «Ecco cosa farei per i giovani se fossi premier»

«L’Italia non è un paese per giovani. È un handicap a cui bisogna rispondere concretamente». Nichi Vendola, presidente della regione Puglia e candidato alle primarie del centrosinistra, risponde all'invito della Repubblica degli Stagisti e nel corso dell'intervista focalizzata sui temi dei giovani e del lavoro spiega le sue proposte per favorire l’ingresso dei giovani nel mercato del lavoro. «Dobbiamo abbandonare le forme di contrattuali che hanno lasciato inevasa la domanda occupazionale delle giovani generazioni e iniziare da un punto inedito in Italia: il reddito minimo garantito». Il leader di Sinistra Ecologia e Libertà definisce gli stage gratuiti «una vergogna tutta italiana che produce ricchezza inappropriata» e promette che porterebbe con sè in parlamento e a Montecitorio anche giovani under 35 e dottorandi di ricerca, «che hanno sperimentato sulla loro pelle la precarietà».      

Assemblea nazionale «Liberiamoci della precarietà» a Roma - la diretta streaming

Trasmettiamo in diretta l'assemblea «Liberiamoci della precarietà» indetta dal comitato Il nostro tempo è adesso: Free live streaming by UstreamDopo essere scesi in piazza il 9 aprile, ci incontriamo a Roma il 19 e il 20 novembre all'assemblea nazionale «Liberiamoci della precarietà» per parlare della precarietà del nostro lavoro e delle nostre vite, ma soprattutto per discutere di come liberarcene.PROGRAMMA Sabato 19 Novembre ore 13:00 Sincronizziamo gli orologi ore 13:30 Le reti si presentano: chi siamo ore 14:00 Assemblea plenaria: inizia il countdown ore 14:30 A proposito di numeri. La crisi spiegata da Carlo de Gregorio, ricercatore ISTAT ore 14:45 Il decalogo ore 16:00 La bufala del secolo - Francesca Fornario intervista i "Garantiti" ore 16:30 Workshop paralleli: il futuro non è ancora stato scritto - Lavoro stabile contratto stabile - Continuità di reddito - Diritti al futuro (Pensione, maternità/paternità,malattia) - Formazione continua..e garantita! - Questa è la mia casa, la casa dov'è! ore 19:00 Aperitivo c/o Rising Love - Via delle Conce, 14 Domenica 20 novembre ore 10:00 Assemblea plenaria: report dei workshop ore 11:00 Assemblea plenaria: fuori dalla precarietà alla velocità della luce ore 12:00 Ci colleghiamo con il laboratorio politico la Fonderia-Oxford ore 15:00 Conclusioni

Report racconta la storia della neolaureata assunta dopo 4 mesi di stage nell'azienda (concessionaria pubblica) controllata dal papà. Tutto merito suo naturalmente

La trasmissione Report riserva sempre sorprese. Ieri sera verso la fine della puntata è andato in onda un servizio dedicato alla storia dei fratelli Doria, allevatori di vongole di Chioggia che hanno perso il loro allevamento e si battono perché ne sia accertato il motivo - loro sospettano che sia stata un'ondata di fango dovuta ai lavori per il Mose a intossicare le loro vongole. Che c'entra questo con l'occupazione giovanile e il tema degli stage? C'entra. Perché la «controparte» dei fratelli Doria è un ente pubblico che si chiama Magistrato alle Acque, presieduto da un ingegnere romano 67enne, Patrizio Cuccioletta. Si tratta di un istituto periferico del Ministero delle Infrastrutture e dei trasporti, istituito nel 1907, che come si legge sul sito attualmente si occupa «della gestione, sicurezza e tutela idraulica nelle lagune di Venezia, Marano e Grado».Per un breve momento, che qui sopra riportiamo, il giornalista Luca Chianca chiede conto a Cuccioletta di un aspetto forse marginale per la vicenda, ma molto significativo per i giovani che ogni giorno si barcamenano in cerca di lavoro. La storia è che il Magistrato alle Acque controlla tra le altre una società chiamata Thetis spa (dal sito: «società di ingegneria e di servizi ambientali costituita nel 1993 che opera nello sviluppo e nel management di progetti e applicazioni tecnologiche innovative. Ha un capitale di 11 milioni di euro e annovera tra i propri soci soggetti sia privati sia pubblici. Con un fatturato di circa 27 milioni di euro, impiega 150 persone altamente qualificate»). E guarda un po', tra le persone altamente qualificate c'è Flavia Cuccioletta, classe 1980. La figlia del presidente del Magistrato alle Acque. Che nel 2005, laureanda a Tor Vergata in Ingegneria gestionale, viene presa in stage nel Consorzio Venezia Nuova (che, come spiega Luca Chianca, è «un gruppo di imprese private» e «l’unico concessionario dello Stato per tutti i lavori in Laguna») grazie a una buona parola del papà. E dopo soli quattro mesi, con il suo 110 e lode ma senz'alcuna altra esperienza lavorativa, Flavia viene a sorpresa assunta a tempo indeterminato. «Ha iniziato lo stage, dopo quattro mesi, molto probabilmente, per la validità di mia figlia, che io sottoscrivo, è stato chiesto di farle un contratto a tempo indeterminato». Chianca sottolinea «Diciamo una facilitazione c’è stata ecco, per i suoi rapporti che aveva e che ha tuttora», ma Cuccioletta senior minimizza: «No, per fare lo stage, per fare lo stage che le serviva per la laurea. Per fare lo stage, ma non mi sembra un reato».Non è un reato. Però che fortuna questa Flavia. Non solo è rientrata nella piccolissima percentuale - uno su dieci - di giovani a cui al termine dello stage viene offerto un contratto di lavoro. Ma ci è arrivata al primo colpo, immediatamente dopo la laurea. E sopratutto ha ottenuto subito il contratto più ambito, quello che ormai non viene fatto praticamente mai: il tempo indeterminato.È una colpa avere un padre influente? Non lo è. Siamo di fronte a un caso di parentopoli o di raccomandazione? Non è detto, magari la ragazza (oggi 31enne) è davvero bravissima, e ai dirigenti del Consorzio Venezia Nuova è subito parso impossibile rinunciare a lei. Ma quanti brillanti laureati in Ingegneria devono sudare quattro camicie e a mandare centinaia di cv per trovare uno straccio di opportunità? E quanti sono costretti a scappare dall'Italia alla proposta del terzo o quarto stage o dell'ennesimo contratto a progetto di sei mesi? Sarebbe interessante sapere dal Consorzio Venezia Nuova, e in particolare da Thetis spa, quanti tirocinanti sono stati accolti in questi anni, e a quanti è stato fatto un contratto a tempo indeterminato subito dopo.Tutti sono uguali nel mondo del lavoro, ma forse qualcuno - direbbe Orwell - è più uguale degli altri?Eleonora VoltolinaPer saperne di più su questo argomento, leggi anche:- Dati Unioncamere 2010, per la prima volta in dieci anni diminuiscono (di pochissimo) gli stage. Ma è una buona notizia solo a metà- Tutti geni i neolaureati italiani? Nuovi dati Almalaurea: alla specialistica il voto medio è 108, con punte di 111 per le facoltà letterarie

Bellini, l'happy hour della Repubblica degli Stagisti

Puntata zeroBellini - l'happy hour della Repubblica degli Stagisti è una breve trasmissione di tipo radiofonico che ripercorre attorno ad un tavolo, all'ora dell'happy hour, l'attualità del web e della Repubblica degli Stagisti. I protagonisti sono Eleonora Bianchini, giornalista e autrice de Il libro che la Lega Nord non ti farebbe mai leggere e Antonio Incorvaia, autore già insieme ad Alessandro Rimassa del bestseller Generazione Mille Euro e ora di nuovo in libreria con School Rocks, scritto insieme a Stefano Moriggi e con una "prefazione rap" del musicista Frankie hi-nrg. non riesci a visualizzare? ascolta direttamente su vimeo In questa puntata zero Bianchini e Incorvaia parlano a ruota libera del caso FlashArt, con l'acceso scambio di email tra il direttore della rivista e una giovane milanese emigrata a Londra; passando per la statua di cera di  Stefano D'Orazio, storico batterista dei Pooh, e poi il nuovo panino di MacDonalds firmato Gualtiero Marchesi, e infine i tumulti della manifestazione del 15 ottobre a Roma con un'ironica critica al contestatissimo editoriale di Valentino Parlato uscito domenica 16 ottobre sul Manifesto.Inviate i vostri commenti o suggerimenti ai conduttori: bellini [chiocciola] repubblicadeglistagisti.it o commentate sul nostro Forum! Registrato presso

Happy Hour welcome talent! - la diretta streaming dell'evento

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Teatro Valle occupato, in scena la mobilitazione dei lavoratori della conoscenza: tra i sostenitori anche Stefano Rodotà

Quanto vale la cultura italiana? E che ruolo avrà nel futuro del Paese? Sono alcune delle domande che hanno animato l'assemblea dei lavoratori della conoscenza indetta venerdì 30 settemebre a Roma al Teatro Valle occupato.  Un invito al confronto e al dibattito partito dai lavoratori dello spettacolo che dallo scorso giugno occupano il prestigioso teatro romano. All'appello hanno risposto in tanti: professionalità provenienti dal mondo della cultura, dell'arte, dei media, ma anche studenti e liberi professionisti. Arrivati da tutta Italia per condividere esperienze e iniziare ad immaginare strategie nuove in grado di restituire dignità e diritti al lavoro intellettuale italiano. Troppo spesso derubricato a semplice passatempo creativo.   La Repubblica degli Stagisti ha incontrato i protagonisti della mobilitazione, raccolto le loro testimonianze e quelle di chi, come Stefano Rodotà, ha compreso e condiviso le ragioni della battaglia culturale intrapresa dai lavoratori del Valle. Ilaria Costantini Per saperne di più su questo argomento guarda anche:- «Meglio fottere (che farsi comandare da questi)» Dal romazo alla realtà politica italiana. Intervista a Giulia Innocenzi- Eleonora Voltolina lancia l'iniziativa «Il nostro tempo è adesso»- «Precari. Storie di un’Italia che lavora» Il libro di Marianna Madia accende il dibattito tra Tremonti e Camusso sul welfare per gli atipici

"Meglio fottere (che farsi comandare da questi)": dal romanzo alla realtà politica italiana. Intervista a Giulia Innocenzi

Normal 0 14 false false false IT X-NONE X-NONE Quattro ragazzi in cerca di appartenenza politica; quattro partiti disposti ad accoglierli, ma solo in cambio di grandi e gravi compressi. È una storia immaginaria, ma anche di strettissima attualità, quella che Giulia Innocenzi, noto volto di Annozero, ha recentemente pubblicato per Editori Riuniti.Se si dovesse inserirlo in un qualche genere letterario, Meglio fottere (che farsi comandare da questi) potrebbe appartenere al "romanzo di formazione": perché attraverso l’esperienza politica, i giovani protagonisti arrivano effettivamente a maturare la consapevolezza dell’inganno che si nasconde dietro ai partiti politici che hanno scelto di scalare. I nomi sono ovviamente di fantasia, ma il Partito dei forti, dei buoni, dei puri e quello di tutti rimandano direttamente alle principali forze politiche italiane. E attraverso le disavventure di  Matteo, Giulia, Lisa e Andrea, l’autrice propone una serissima disamina dei vizi che attanagliano quelli che la Costituzione descrive come libere associazioni di cittadini che concorrono «con metodo democratico a determinare la politica nazionale» (art. 49). Per raccontare il fallimento di questo modello, Giulia Innocenzi sceglie l’arma dell’ironia, forse la più efficace per descrivere il corto circuito che si crea tra le aspettative, gli ideali e le ambizioni di chi si avvicina per la prima volta alla politica italiana e le logiche della cooptazione, del signorsì, del tutto deciso prima ancora di decidere che caratterizzano invece la vita di partito. A tratti la narrazione degli eventi diventa così precisa da lasciare quasi intravedere le esperienze fatte in prima persona dall’autrice: come la corsa per diventare segretario dei giovani del Partito Democratico nel 2008.  Anche di queste personali vicende, e senza troppi peli sulla lingua, Giulia Innocenzi parla in questa intervista alla Repubblica degli Stagisti.Guarda il video dell'intervista a Giulia Innocenzi:             Normal 0 14 false false false IT X-NONE X-NONE Il titolo del romanzo merita una nota a parte: il detto mafioso «meglio comandare che fottere» viene infatti qui rovesciato per adattarsi all’attuale scenario politico, per il quale l’autrice non intravede peraltro nessuna possibilità di riforma interna. Ma attenzione: la spinta al cambiamento esiste (anche in Italia) e in parte si sta già concretizzando, al di fuori dei modelli politici tradizionali. C’è chi la chiama antipolitica e chi nuove forme di rappresentanza dei cittadini.  Ilaria Costantini Su questo argomento guarda anche: Al via Controesodo, lo scudo fiscale per il rientro dei talenti in Italia. la legge spiegata da uno degli ideatori«Precari. Storie di un’Italia che lavora» Il libro di Marianna Madia accende il dibattito tra Tremonti e Camusso sul welfare per gli atipiciStage, un'altra regolamentazione è possibile: il Pd scende in campo con il disegno di legge Damiano

Al via Controesodo, lo scudo fiscale per il rientro dei talenti in Italia. La legge spiegata da uno degli ideatori

Normal 0 14 false false false IT X-NONE X-NONE Incentivare il rientro dei lavoratori più qualificati che in questi anni hanno lasciato l’Italia. È l’ambizioso obiettivo di Controesodo: una legge bipartisan già approvata dal Parlamento lo scorso dicembre, di cui si attendeva soltanto il decreto attuativo, presentato oggi alla sala stampa della Camera.   La Repubblica degli Stagisti ha intervistato Guglielmo Vaccaro, deputato PD, uno degli ideatori della legge che nei prossimi due anni e mezzo promette di riportare a casa almeno una piccola parte di quel “capitale umano” disperso oltreconfine. Come? Attraverso la leva fiscale, ovvero abbassando notevolmente la percentuale di reddito imponibile: tanto per i lavoratori dipendenti che per gli autonomi, ma anche per quanti decideranno di avviere in Italia una nuova impresa. Purché cittadini europei, nati dopo il 1 gennaio ’69, laureati e che abbiano maturato all’estero un’esperienza di studio o di lavoro di almeno due anni. Normal 0 14 false false false IT X-NONE X-NONE Considerati i requisiti, alla fine la platea dei beneficiari dovrebbe inizialmente imitarsi a circa un migliaio di under quaranta disposti al rientro. Lavoratori qualificati per i quali il primo problema resterà pur sempre quello di trovare un posto di lavoro all’altezza delle proprie aspettative. Il progetto Controesodo è interessante anche per quanti, cittadini italiani e non, decideranno anche in futuro di allargare i propri orizzonti con un’esperienza all’estero. L’incentivo fiscale rappresenta infatti solo  la prima di cinque proposte avanzate dal Partito democratico per promuovere la mobilità dei talenti:  non più soltanto "da”, ma anche verso l’Italia. Ilaria CostantiniPer saperne di più su questo argomento guarda anche: «Precari. Storie di un’Italia che lavora» Il libro di Marianna Madia accende il dibattito tra Tremonti e Camusso sul welfare per gli atipici Stage, un'altra regolamentazione è possibile: il Pd scende in campo con il disegno di legge Damiano

«Precari. Storie di un’Italia che lavora» Il libro di Marianna Madia accende il dibattito tra Tremonti e Camusso sul welfare per gli atipici

Normal 0 14 false false false IT X-NONE X-NONE MicrosoftInternetExplorer4 Gli ammortizzatori sociali dei precari? Le famiglie, ovvio. Ma fa un certo effetto se ad ammetterlo è lo stesso ministro Giulio Tremonti: «La combinazione storica del nostro Paese è che dà molti soldi alla famiglia, non necessariamente ai giovani, ma alla famiglia congegnata come se fosse una micro Inps». Così il responsabile del governo per l’economia liquida il problema dell’assenza di forme di sostegno al reddito per i lavoratori atipici. Uno dei grandi temi sollevati dal libro di Marianna Madia “Precari. Storie di un’Italia che lavora” presentato giovedì scorso a Roma, a Palazzo San Macuto. Immediata la replica del segretario della Cgil Susanna Camusso, che intervistata dalla Repubblica degli Stagisti ammette: «Così esplicitamente non l’avevo ancora sentito. Normalmente eravamo noi che accusavamo di fare delle famiglie il luogo degli ammortizzatori sociali».Nel video l'intervento di Tremonti e le interviste a Susanna Camusso e Marianna Madia     Per saperne di più su questo argomento guarda anche: - Intervista al ministro Giorgia Meloni- Disoccupazione giovanile, la vera emergenza nazionale. L'SOS di Italia Futura e le interviste a Irene Tinagli e Marco Simoni