«Stage in Nestlé, trampolino per il futuro: molte più aziende dovrebbero aderire all'Rds network!»

Marianna Lepore

Marianna Lepore

Scritto il 06 Mag 2018 in Storie

Gruppo Nestlé Italia Nestlé Health Science storie di stage

Per raccontare «dal di dentro» l'iniziativa Bollino OK Stage, attraverso cui la Repubblica degli Stagisti incentiva le imprese a garantire ai giovani percorsi "protetti" e di qualità secondo i principi della Carta dei diritti dello stagista, la redazione raccoglie le testimonianze degli ex stagisti delle aziende che hanno aderito all'RdS network. Di seguito quella di Eleonora Ciampi, 28 anni, oggi assunta a tempo indeterminato in Nestlé.

Il mio sogno nel cassetto è sempre stato fare la dentista, ma si è infranto con il test d’ingresso di
Odontoiatria, che è gestito a livello nazionale. Pur avendo studiato, non l’ho superato, complice anche i pochissimi posti a disposizione. Non è stato semplice metabolizzare la sconfitta. Avevo appena terminato il liceo scientifico nella mia città, Livorno, e ho deciso che potevo prendermi un anno sabbatico per studiare nuovamente per il test e riflettere. L’anno seguente ho ritentato il test, ma anche questa volta senza successo. Nello stesso periodo avevo, però, tentato anche quello per la facoltà di Farmacia dell’università di Pisa, superandolo. All’inizio non ero entusiasta, oggi, però, penso che sia stata la scelta migliore che potessi fare!

Una volta laureata, nell’aprile 2016, ho chiesto ai miei genitori di regalarmi un mese in Inghilterra in un college per migliorare il mio inglese. Credevo, infatti, che l'inglese sarebbe stato utile per un percorso di carriera in azienda, avevo già deciso, infatti, che tra il lavoro in farmacia e la carriera aziendale avrei preferito la seconda. Durante l’università ho fatto un tirocinio obbligatorio di 900 ore in farmacia, necessario per imparare la professione. Lì ho capito che questo lavoro non era per me.

Durante il mio soggiorno negli UK ho scoperto su Facebook che la mia università aveva condiviso nella bacheca l’evento Sanpellegrino Innovation Campus: ho cercato su internet qualche informazione in più e scoperto che Sanpellegrino avrebbe selezionato 18 ragazzi under 30 per “innovare” i propri brand, nel corso di una settimana presso l’H-Farm. Per partecipare alle selezioni era richiesto il curriculum e la risposta, in forma di foto, articolo o video, alla domanda cosa fosse per noi l’innovazione. Sembrerebbe semplice, ma trasmettere questo concetto non lo è! L’evento, però, mi ispirava e ho iniziato a farmi questa domanda per giorni. E alla fine ho messo su carta la mia risposta, partendo da una foto scattata poche settimane prima proprio a Bristol.

Ho inviato tutto e pochi giorni dopo sono stata chiamata dall’HR perché il mio brano era piaciuto. Dovevo quindi andare in sede Nestlè agli inizi di giugno 2016 per il colloquio: il più strano che abbia mai fatto, tipo “speed date”! C’erano tantissimi candidati quel giorno, penso un centinaio, divisi in tre gruppi. Ho fatto il colloquio con quattro persone, con ognuno potevo parlare massimo cinque minuti, poi suonava una campanella e dovevamo passare all’intervistatore seguente.

Una volta finito, la prima cosa che ho pensato è stata: «voglio lavorare in questa azienda». Avevo avuto la sensazione di sentirmi a casa. Il giorno seguente mi hanno chiamata per dirmi che ero stata selezionata e che dall’11 al 15 Luglio sarei dovuta partire per questa esperienza con Sanpellegrino.


Lo stesso giorno della telefonata, però, erano uscite anche le date per l’esame di stato da farmacista che consiste in
una prova scritta, tre prove pratiche di laboratorio e un orale. E l’ultima prova sarebbe stata proprio il 13 luglio. È stata una scelta difficile: partecipare al San Pellegrino Campus o fare l’esame da farmacista per cui avevo studiato. L’Hr dell’azienda, che avevo informato della situazione, mi ha lasciata libera di prendere la mia decisione in un weekend.

Ma andando controcorrente a quello che la maggior parte delle persone mi consigliava, ho deciso di partire per l’Innovation Campus: mi sembrava un treno che passava una sola volta nella vita. Mentre l’esame per l’abilitazione da farmacista potevo tranquillamente farlo al secondo appello a Novembre, come poi ho fatto superandolo.

È stato un periodo molto intenso: l’esame di stato, il Sanpellegrino innovation campus e nel frattempo anche un colloquio con Gensan. Poco prima di partire per l’Innovation Campus, infatti, mi era stato comunicato che ero stata scelta per cominciare il mio stage il 18 luglio in questa azienda di integratori per sportivi.

Così dall’11 al 15 sono partita per il Sanpellegrino Innovation Campus dove ho lavorato con altri due ragazzi sul brand Belté. Non avevo mai fatto marketing e per me è stata una settimana stimolante. Sono tornata a casa stanca ma estremamente carica. E pur non avendo mai parlato di retribuzione, anche perché abbiamo lavorato per soli cinque giorni con vitto, alloggio e trasporti tutto pagato, alla fine ci hanno anche dato un contributo a testa di 500 euro.

Finito il Campus ho cominciato lo stage a Pisa. Avevo mandato il curriculum a inizio maggio e dopo un mese mi avevano chiamata per il colloquio. A metà luglio ho cominciato lo stage di sei mesi come Customer Service con un rimborso spese di 700 euro più la mensa aziendale. Durante il tirocinio assistevo il mio tutor nel gestire gli ordini che arrivavano via e-commerce e tramite gli agenti di vendita, e davo supporto ai clienti che chiamavano per avere più informazioni sui prodotti. Non ho concluso lo stage perché a metà settembre sono stata chiamata da Nestlé. Non è stato facile dire al mio tutor in Gensan che cambiavo azienda, ma lui è stato molto felice per me!

L’Hr di Nestlé mi aveva vista durante il Sanpellegrino Innovation Campus e mi ha chiamata agli inizi di settembre 2016 perché c’era una posizione aperta come stagista per Nestlé Health Science. Ho fatto il colloquio e sono stata scelta per uno stage in Trade Marketing nel canale Farmacia di Nestlé Health Science, con un rimborso spese di 700 euro al mese più la mensa aziendale. Mi sono occupata dello sviluppo del Progetto TEN, in cui ho partecipato attivamente alla selezione di dieci stagisti neolaureati in facoltà scientifiche che sarebbero poi andati dai circa 900 medici di famiglia di Milano per promuovere informazione e sensibilizzarli sui temi della malnutrizione e della disfagia. Il Progetto TEN è il primo progetto al mondo di Nestlé Health Science, e i medici dovevano poi proporre ai pazienti di effettuare due test di screening – MNA per la malnutrizione e EAT-10 per la disfagia - validati per gli over 65, in modo da avere un’indicazione della percentuale di persone malnutrite o con problemi di deglutizione in una città grande ed eterogena come Milano.

Ero la coordinatrice da sede di questi dieci stagisti: ci incontravamo una volta al mese per fare delle riunioni e dare nuovi obiettivi. Il progetto è andato molto bene, due di questi dieci stagisti oggi lavorano con un contratto a tempo determinato come Medical Delegate per il marchio Meritene e visitano i medici di famiglia di Milano. Mentre a Roma siamo partiti con un secondo “Progetto TEN”. Per lavorare in Nestlé mi sono trasferita a Milano: inizialmente è stato difficile integrarsi, ma poi mi sono trovata bene e oggi che non vivo più lì ammetto che un po’ mi manca.

Mi sono sentita subito a mio agio nel team a cui sono stata assegnata e dopo appena tre mesi dall’inizio dello stage, mi è stato proposto un contratto di un anno, fino al dicembre 2017, come Commercial Project, e una retribuzione lorda di circa 28mila euro annui. Non mi aspettavo l’interruzione anticipata dello stage, è stata una grande gioia! Ho ampliato le attività che svolgevo con il nuovo contratto e sono stata sempre più entusiasta di ciò che facevo.

Nel mio caso lo stage è stato un trampolino per il futuro. Spesso, invece, è un investimento a vuoto per lo stagista e la sua famiglia: rimborsi spesa contenuti e affitti alti nelle grandi città sono solo alcuni dei problemi degli stagisti che dopo tanti sacrifici spesso non sono assunti e devono ricominciare tutto da capo.

A gennaio ho poi cambiato mansione passando dal canale Farmacia a quello Ospedale di Nestlé Health Science e ora sono Medical Delegate Pediatria per Toscana, Umbria e Marche. NHS è divisa in due canali: quello in Farmacia segue il brand Meritene, quello in Ospedale prodotti specifici per la nutrizione enterale ed orale per esigenze e patologie specifiche. Un passaggio che mi ha portato un contratto a tempo indeterminato e uno stipendio lordo di 33mila euro. È stata una sorpresa firmare l’indeterminato e questo ha significato cambiare nuovamente vita, lasciando Milano e tornando a vivere a Livorno.

Oggi seguo i principali ospedali di queste tre regioni nei vari reparti di pediatria e i centri specializzati in malattie metaboliche ereditarie. La monotonia non fa parte del mio lavoro, mi interfaccio giornalmente con medici, farmacisti ospedalieri e dietisti parlando di nutrizione enterale e fornendo soluzioni presenti nel mio listino. Lavoro quindi sul campo, organizzandomi autonomamente. E grazie al lavoro in sede e a quello oggi da esterna sto cercando di avere una visione a 360 gradi della mia azienda.

Non conoscevo la Repubblica degli Stagisti e, guardando il sito, confesso che se lo avessi conosciuta prima sarebbe stato un bene! Penso che lo stage sia uno strumento valido e importante per lo stagista e per le aziende e che molte di più dovrebbero aderire all’RdS network, perché è una garanzia per lo stagista: fare uno stage in una di queste significa che l’azienda si impegna a puntare su di te e sui giovani. E a quelli che vorrebbero entrare nel mio settore professionale dico di non mollare: questo campo offre ancora possibilità di impiego, basta informarsi per bene ed essere flessibili. E ricordarsi che non sempre quello per cui studiamo è quello che faremo nella vita, ma è la base per creare il nostro futuro.


 Testimonianza raccolta da Marianna Lepore

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