Giornata internazionale degli stagisti: “Estendere i diritti anche ai curricolari e monitorare in maniera trasparente”

Scritto il 10 Nov 2021 in Notizie

abuso dello stage diritti degli stagisti diritto al rimborso spese European Youth Forum Giornata internazionale degli stagisti Internsgopro sfruttamento stage gratis

Oggi – 10 novembre – è la Giornata internazionale degli stagisti, che viene festeggiata a partire dal 2015 per accendere i riflettori sulle condizioni dei tirocinanti in tutta Europa e sulle battaglie per i loro diritti. Ideata dallo European Youth Forum e dall’associazione InternsGoPro e supportata dalla Commissione europea, la Giornata è il simbolo della lotta contro lo sfruttamento degli stagisti e per una riforma dei modelli di ingresso nei mercati del lavoro dei Paesi europei, che troppo spesso individuano nei tirocini una valvola di sfogo per poter avere accesso a manodopera o cervellodopera a bassissimo costo (o addirittura gratuita!) senza nemmeno il disturbo di dover rischiare impiegando lavoratori in nero. Perché gli stage sono legali: le condizioni a cui agli stagisti viene chiesto di “lavorare”, però, spesso lo sono molto meno.

Molta strada è stata fatta, in Italia e in molti altri Paesi, per affrontare il tema dell’abuso dello strumento dello stage per risparmiare sul costo del personale, e debellare la piaga dei tirocini gratuiti: lo slogan principale della Fair Internship Initiative infatti non a caso è “unpaid is unfair”, “non pagato è iniquo”.

Gli stage completamente gratuiti sono via via che passa il tempo più rari, anche grazie a nuove normative che li hanno fortemente limitati o messi fuorilegge: in Italia per esempio tutti quelli extracurricolari da qualche anno devono prevedere una indennità minima (fissata da ciascuna Regione). Ma resta purtroppo ancora possibile proporre stage gratuiti, in caso si configurino come “curricolari”, cioè svolti durante un percorso di formazione (il caso più frequente è quello dei tirocini durante i corsi di formazione o l’università).

Dunque la battaglia in Italia è stata vinta solo a metà, finora: bisogna sostenere una riforma dei tirocini curricolari e per fortuna c’è già una proposta di legge depositata in Parlamento, a prima firma Massimo Ungaro: l’auspicio è che cominci al più presto la discussione (le due commissioni competenti sono quella Lavoro e quella Istruzione). Inoltre, giusto ieri una delegazione di giovani impegnati nei GD di Milano ha consegnato al ministro del Lavoro Orlando le oltre 50mila firme raccolte a sostegno della proposta di riforma di stage e apprendistati.

stage lavoro«Ho ascoltato con attenzione le loro richieste e le loro osservazioni e ho confermato il mio impegno per politiche di accesso al lavoro che riescano a rispondere alle richieste delle nuove generazioni, in linea con quanto ci chiedono il Parlamento e la Commissione Ue» ha scritto il ministro su Facebook: «Anche per questo motivo ho voluto che al Ministero si istituisse un gruppo di lavoro sulle politiche giovanili. Sono fiducioso che il positivo dialogo con le Regioni e con le parti sociali possa portare a breve a un quadro normativo che tuteli veramente i giovani e incentivi le aziende che li assumono». Un gruppo di lavoro di cui fa parte anche la fondatrice e direttrice della Repubblica degli Stagisti.

L’altra battaglia ancora tutta da vincere è quella per un monitoraggio sistematico e per una maggiore trasparenza dei dati relativi agli stage: quanti se ne fanno, dove come e a che condizioni, quanto vengono pagati gli stagisti, quanto spesso vengono assunti, con che contratti, in che settori. Tutte queste informazioni o esistono in potenza ma non vengono divulgate (per esempio nel caso dei tirocini extracurricolari), oppure non vengono proprio raccolte (nel caso dei curricolari)! E invece, nell’ottica che si debba sempre “conoscere per deliberare”, poter conoscere anno dopo anno questi dati, poterli confrontare con il passato e con altri Paesi, è fondamentale per poter predisporre al meglio le policy che riguardano i tirocini, e capire finalmente quanto essi siano efficaci come politiche attive del lavoro.

La Giornata internazionale degli stagisti è dunque un modo per ricordare le condizioni spesso difficili di milioni di giovani (e meno giovani) che fanno stage in Italia e nel mondo, e delle organizzazioni - come la Repubblica degli Stagisti qui! - che si battono per i loro diritti.

Buona Giornata a tuttə!

Community