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Pianeta praticanti, videointervista a Duchesne: il libro «Studio illegale» vola sulle ali del blog, e presto diventerà un film

Federico Baccomo, alias Duchesne, con il suo «Studio illegale» è diventato una punto di riferimento per i praticanti e i giovani avvocati in Italia. Prima un blog commentato ogni giorno da centinaia di persone, poi un libro (Studio illegale, pubblicato dalla casa editrice Marsilio) che ha già raggiunto le 15mila copie vendute e da cui presto potrebbe essere tratto un film. Intanto il trentenne Baccomo lavora alla sua opera seconda, che uscirà - ma il quando è ancora un segreto ...

Ultimo Post: 7 anni, 11 mesi fa

Di: Fabrizio Patti

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Rimborso anche se in malattia

Cara Skyeyes come promesso, basandomi anche sui quesiti sollevati da te, ho dedicato al tema del rimborso spese in caso di malattia un articolo: «Stage: che succede al rimborso spese in caso di assenza per malattia o interruzione anticipata?» (http://www.repubblicadeglistagisti.it/article/stage-che-succede-al-rimborso-spese-in-caso-di-assenza-per-malattia-o-interruzione-anticipata) Spero che possa esserti utile! Un saluto e a presto, Eleonora

Ultimo Post: 7 anni, 11 mesi fa

Di: Eleonora Voltolina

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a che età si comincia a "vivere da grandi"?

Cara Ladybb, le tue riflessioni sono molto importanti. E' ormai urgente che la società dia una risposta alla domanda che hai scelto come titolo del tuo post: a che età una persona smette di essere "giovane" e diventa "adulta"? Oggi c'è uno scollamento tra l'età adulta "effettiva" (che inizia, o quantomeno dovrebbe iniziare, dopo la fine del percorso formativo, cioè indicativamente intorno ai 25 anni) e l'età adulta "completa", cioè quella in cui la persona raggiunge una sicurezza professionale e un'indipendenza anche economica, riuscendo quindi a costruirsi il suo futuro senza poggiare sul nucleo familiare di provenienza. Recentemente ho intervistato Gigi Furini, l'autore di "Volevo solo vendere la pizza" (se ti va di dare un'occhiata all'articolo, il link è questo: http://www.repubblicadeglistagisti.it/article/giovani-lavoro-e-stipendi-troppo-bassi-quando-al-mutuo-ci-pensa-papa-indebitandosi-parola-di-luigi-furini). E anche lui ha messo il dito nella piaga: «I ragazzi purtroppo molto spesso hanno redditi troppo bassi per mantenersi da soli. E allora capita che siano i genitori ad accollarsi il mutuo per la casa, o il finanziamento per la macchina. Dopo i venti, venticinque anni dovrebbero diventare adulti a tutti gli effetti, poter disporre di un reddito proprio e vivere una vita autonoma. Ma non ce la fanno, perché raramente hanno una busta paga decente: e allora per loro garantiscono i genitori». Più o meno gli stessi concetti espressi da Massimo Livi Bacci (http://www.repubblicadeglistagisti.it/article/massimo-livi-bacci-stage-alleta-giusta-e-20mila-euro-a-ogni-18enne-perche-diventi-autonomo), professore di Demografia e oggi anche senatore, nel suo libro "Avanti giovani alla riscossa"... Insomma, il problema è sul tavolo anche se classe dirigenziale sembra ignorarlo. Sta a noi spingere affinchè sia messo nell'"agenda". Perchè una cosa è certa: così non si può andare avanti ancora per molto...

Ultimo Post: 7 anni, 11 mesi fa

Di: Eleonora Voltolina

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Massimo Livi Bacci: stage all'età giusta e 20mila euro a ogni 18enne perché diventi autonomo

Massimo Livi Bacci, autore del libro Avanti giovani alla riscossa (Il Mulino), è professore di Demografia, promotore del sito Neodemos.it e oggi anche senatore. Con la Repubblica degli Stagisti ha fatto il punto sulla situazione dei giovani italiani.Professore, c'è chi dice che i laureati che escono oggi dall'università non sappiano niente e non siano in grado di produrre se non dopo una formazione "aggiuntiva" - spesso, appunto, lo stage. Questa critica è fondata? Davvero l'università non riesce più a rendere ...

Ultimo Post: 7 anni, 11 mesi fa

Di: Eleonora Voltolina

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Crisi e mercato del lavoro, Tito Boeri: è il momento che i giovani si facciano sentire e lancino delle proposte

Sulla crisi economica c’è un assordante silenzio: quello dei giovani. Lo denuncia Tito Boeri [nella foto] nel suo ultimo editoriale, pubblicato l’altroieri sul quotidiano La Repubblica. Nell’articolo l’economista, docente alla Bocconi, autore insieme a Pietro Garibaldi del saggio Un nuovo contratto per tutti (Chiarelettere) e fondatore del sito lavoce.info, analizza criticamente il «pullulare di associazioni» dei «giovani di»: da quelli di Confindustria fino agli ultimi nati in seno all’Italia dei Valori, i Giovani di valore. «Riserve indiane», le definisce Boeri, ...

Ultimo Post: 7 anni, 11 mesi fa

Di: Giuseppe Vespo

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Attenti ai "virtuosi"

Cara ElisaGro, ti va di raccontarmi un po' meglio la tua storia? Specialmente mi interesserebbe sapere a quale azienda ti riferisci, per fare le opportune verifiche. Puoi anche scrivermi direttamente una mail, l'indirizzo è direzione [chiocciola] repubblicadeglistagisti.it.

Ultimo Post: 7 anni, 11 mesi fa

Di: Eleonora Voltolina

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Videointervista a Michel Martone: welfare dei privati, cos'è e a cosa serve

Welfare dei privati: cos'è? Come funziona? A cosa serve? Niente paura, è meno complicato di quello che sembra: si tratta di quelle iniziative promosse dai privati per migliorare le condizioni di vita o di lavoro di una fascia di persone, senza richiedere l'intervento dello Stato, ma organizzandosi in proprio. Un esempio di questo tipo di welfare sono gli asili nido aziendali; un altro esempio è il progetto del Bollino OK Stage promosso proprio dalla Repubblica degli Stagisti.Ecco come Michel Martone, ...

Ultimo Post: 7 anni, 11 mesi fa

Di: Eleonora Voltolina

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Io schiava di chi e per cosa????

Ciao a tutti sono una ragazza di 23 anni, laureanda in editoria e giornalismo. Quasi un anno fa ho fatto la mia prima esperienza da stagista presso un Ufficio Stampa. Il mio stage è durato solo tre mesi,per due motivi:1)questo era il tempo stabilito per prendere i 10 cfu necessari per il mio percorso di studi(le mie ore lavorative superavano le 350); 2)non vi era possibilità di inserimento in quell'azienda. A distanza di un anno vengo ricontattata dallo stesso ufficio per un nuovo stage alle medesime condizioni.Ho rifiuto. Perchè? Cercherò di essere chiara e breve nel descrivervi le mie modalità di lavoratrice sfruttata. Il mio orario lavorativo si svolegeva dalle )9.00/9.30 alle 19.00/20.00 (mi sposto con i mezzi pubblici), non sono mancati momenti di lavoro duro (10 giorni in particolare)in cui lavoravo anche fino alle 24.00, qualche volta anche il sabato e la domenica. Non sono stata retribuita nè tantomeno ho avuto un rimborso spese. Anzi ho speso io!!(pranzi, cene e taxi). Insomma la mia esperienza da stgista è stata traumatica e deludente. Mi domando a cosa serva studiare così tanto, fare corsi su corsi, se poi nessuno ti prende in considerazione o ti offre la possibilità di crescere e migliorare. A saperlo prima avrei fatto fare meno sacrifici ai miei genitori: come sappiamo studiare costa e se poi hai anche l'aggravante di essere studentessa fuori sede e essere costretta a pagare affitto e spese varie annesse, allora la sconfitta, l'amarezza di lavorare per la gloria e non vedere un futuro, una gratificazione personale pesa ancora di più!!!! Mi auguro che le cose cambino e che ci sia un po'più di meritocrazia,giustizia e correttezza...chiedo troppo secondo voi???? Lele

Ultimo Post: 7 anni, 11 mesi fa

Di: alessiasita

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Un anno e mezzo... forse due.

Una storia divertente... L'anno scorso, dopo qualche mese a fare il freelance (si prendono delle belle fregature!) come tecnico luci (diploma FSE fatto perchè con l'altro che ho non si sbarca il lunario) Me ne vado alla mia vecchia scuola e gli chiedo, viste le condizioni del mercato se non hanno qualche proposta di lavoro che mi potrebbe garantire un minimo di stabilità... gli porto il mio curriculum e vengo indirizzato ad un'importante studio pubblicitario della mia città in cerca, a quanto affermano nella richiesta, di un ex allievo da avviare alla professione di aiuto regia pubblicitario. Mi presento all'incontro organizzato in un ufficio davvero carino con l'aiuto regia "ufficiale" che comincia il suo discorso con: "Vedo che hai de buoni contatti in teatro e hai fatto per un lungo periodo il DJ... interessante..." e va avanti inserendo frasi come "Questo è un lavoro che, se fatto bene, può arrivare a fruttare anche 500 € al giorno durante il set..." eccetera eccetera... "Sto cercando una persona che mi faccia affiancamento e nel frattempo impari il mestiere..." eccetera eccetera... "Devi capire che in questo lavoro non esistono orari... si va sul set alle 7 del mattino e si va avanti fino a quando si finisce... anche dopo mezzanotte... non ci sono sabati nè domeniche" eccetera eccetera... "Comunque veniamo al sodo", mi dice, "Quello che ti offriamo è la possibilità di venire con me sul set, occuparti di quelle parti del lavoro magari un po' più faticose, ma importanti... farti un po' di smazzi e intanto imparare il mestiere e iniziare a trovarti i tuoi clienti"... "In che senso i miei clienti?" Gli chiedo io. "Appunto per questo dicevo che è interessante che tu abbia i tuoi contatti nel teatro e abbia fatto il dj... Non prevediamo rimborsi e il lavoro sarebbe a tempo pieno quindi per mantenerti puoi sempre lavorare la sera... Noi ti inseriamo sul set e questo costituisce un risparmio anche per il cliente..." "E... quanto tempo prevedete che ci voglia per trovarsi i propri clienti?" "Mah... un anno e mezzo... forse due" Ora... a parte che i clienti di un aiuto regia sono i registi e che quindi lavorare in affiancamento a un aiuto regia che lavora in una produzione con un regista fisso è totalmente inutile da questo punto di vista... gli chiedo "Scusa, ma tu non sei uno di quelli che fanno circa 500 al giorno?" "Intorno a quella cifra" "E ti fa tanto schifo passarmene 500 al mese?" "Guarda... purtroppo non è previsto..." "Allora facciamo che ci penso su e ti chiamo entro un paio di giorni..." Avevo pensato di mandargli la mia risposta attraverso una finestra su un post-it attaccato a un foratino di cemento... ma poi ho lasciato perdere.

Ultimo Post: 7 anni, 11 mesi fa

Di: Moloch

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Apprendistato questo sconosciuto – Tiraboschi: «No allo stage come "contratto di inserimento": per quello ci sono oggi altri strumenti»

Lo stage deve svolgere esclusivamente una funzione di formazione e orientamento per i giovani: utilizzarlo in altro modo, come equivalente di un rapporto di lavoro a basso costo, è sbagliato. Ne è convinto Michele Tiraboschi [foto], giuslavorista e direttore scientifico di ADAPT - Centro Studi Marco Biagi: «Nel 1997, quando venne per la prima volta introdotto, lo stage rappresentava uno dei pochi canali di inserimento dei giovani nel mercato del lavoro. Oggi, dopo le leggi Treu e Biagi, esistono moltissimi ...

Ultimo Post: 7 anni, 11 mesi fa

Di: Eleonora Voltolina

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