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Diritti degli stagisti, le lezioni dell'Europa

Ci sono Paesi in Europa dove a elaborare l’equivalente della “Carta dei diritti degli stagisti” ci pensa lo Stato, mettendo nero su bianco le condizioni per fare uno stage allo scopo di evitare gli abusi.Così, per esempio, la guida dell'Isfol sugli stage in Europa (scaricabile gratuitamente a questo link) descrive il caso del Portogallo: lo stagista ha un’età massima di 30 anni, deve essere alla ricerca del primo impiego e non aver svolto alcun tipo di attività professionale per un ...

Ultimo Post: 7 anni, 11 mesi fa

Di: Fabrizio Patti

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Una vita di stage

Ciao Eleonora, vedo che sei informatissima. E' vero infatti che il Comune organizzava stage pagati. Peccato però che poco prima di laurearmi avevo mandato il mio c.v. e mi è stato risposto di ricontattatarli una volta laureata, che gli stage ora sono bloccati per carenza di finanziamenti, che eventualmente li avrebbero attivati i singoli responsabili che li avrebbero richiesti. Così ho rimandato il mio c.v. una volta laureata ma per ora nessuna novità. Mi rendo conto che il 2009 è un anno nero per laurearsi (così come il 2008), con tutta la gente che perde il lavoro non posso certo "pretendere" un primo impiego/stage pagato. Ma la realtà è che anche in tempi normali nessuno interessa investire su qualcuno che deve imparare e che ha voglia, oltre che bisogno di imparare. Cioè, si investe ma solo a titolo gratuito. Ovvero non si investe :) Non si investe neanche tempo e pazienza, per ricollegarmi al discorso del desk+pc..la maggior parte degli uffici dove sono stata era super disorganizzata, il mio arrivo anche se previsto non è stato facilitato liberando scrivanie o mettendosi d'accordo con i colleghi. Questo costa tempo ed organizzazione! Perchè farlo per una semplice stagista universitaria. Spesso infatti questi uffici facevano parte di enti o aziende convenzionate all'università; nel caso degli enti pubblici, sono praticamente obbligati a fare questo tipo di attività, per questo non hanno nessuna voglia di occuparsene. Sì, ho cercato di far notare queste mancanze e a volte sono riuscita a far migliorare la situazione verso la fine dello stage, dopo che erano passati già uno o due mesi, dimostrando che senza postazione non potevo lavorare (diciamo che a meno che non si tratti di lavori manuali, nessuno può). Comunque sfogliando altre esperienze presenti in questo forum, o sentite da altri coetanei, nonchè sfogliando la vostra lista dei buoni, mi rendo sempre più conto che con delle competenze tecnico/economiche - soprattutto quest'ultime - trovare stage pagati è di certo molto più facile. La mia è una laurea umanistica in che nella mentalità italiana non mi permetterebbe neanche di aprire bocca per lamentarmi :) E' anche vero che è una laurea in turismo e per questo mi illudevo di poter trovare qualche possibilità in più. Per ora in Friuli niente di niente, così non mi resta che allargare la prospettiva, ed è quello che sto facendo. Peccato però abbandonare una regione che, sulla carta, dovrebbe essere "virtuosa"..

Ultimo Post: 7 anni, 11 mesi fa

Di: eleonorad

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Pronti, via! Parte il grande sondaggio online di Isfol e Repubblica degli Stagisti per scoprire chi sono gli stagisti italiani

Lo stage riesce davvero ad aprire le porte del mercato del lavoro, serve per completare la formazione? Chi sono gli stagisti italiani? Quanti anni hanno, che studi hanno fatto? Cosa si aspettano - e cosa ottengono - dallo stage?La Repubblica degli Stagisti ha stretto un'alleanza con l'Isfol, l'Istituto per lo sviluppo della formazione professionale dei lavoratori, per andare a chiederlo direttamente ai diretti interessati: gli stagisti.Che in Italia sono tanti, tantissimi: almeno 300mila ogni anno, e il numero cresce costantemente.Il ...

Ultimo Post: 7 anni, 11 mesi fa

Di: Eleonora Voltolina

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Generazione 1000 euro, il regista: «Ragazzi, ricominciate a indignarvi e a lottare per i vostri diritti»

Non ho visto ancora il film, ma già il titolo mi aveva incuriosito, e questa intervista ancora di più. Questo articolo cade proprio a pennello, oggi che ho dovuto fare una scelta di vita simile a quella di cui si parla nel post. Ho agito contro il mio talento, e detto di no a un lavoro che mi sarebbe piaciuto molto fare ma purtroppo precario e senza alcuna garanzia di assunzione futura. Sono scelte forzate in tempi come questi? Stavolta mi sono sentita di rispondere SI, però non sono affatto contenta. Ha ragione il regista quando dice che "se siamo in un’epoca in cui si dice -non puoi permetterti di essere te stesso-, la situazione è molto grave".

Ultimo Post: 7 anni, 11 mesi fa

Di: Alice

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Social network delle mie brame, come trovo il lavoro migliore del reame? Su Internet

Marco Scaloni, classe 1975, è un ingegnere elettronico col pallino di Internet. Nell’ambito del progetto «Senigallia 2.0» ha portato una testimonianza di come la Rete si possa utilizzare non solo per l’informazione o lo svago, ma anche per mettere in circolazione il proprio cv e tessere quelle preziose relazioni professionali che servono a trovare lavoro – o magari a trovarne uno migliore.Insomma, Internet è diventato un’enorme bacheca di annunci di lavoro?Si, ma è molto di più. È uno strumento utilissimo, ...

Ultimo Post: 7 anni, 11 mesi fa

Di: Eleonora Voltolina

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Francia, stagisti retribuiti almeno 400 euro al mese: da oggi anche negli enti pubblici

Cara Eleonora, non credo che con degli obblighi di legge (e la retribuzione minima rientra in questa categoria) la situazione per gli stagisti possa migliorare. Anzi, sono in realtà convinto del contrario, e ti spiego perché. Oggi gli stage possono dividersi grossomodo in due categorie: quelli fatti da aziende che hanno posizioni aperte, che sono alla ricerca di un candidato da inserire e - sfruttando le maglie offerte dallo Stato - iniziano con uno stage, e quelli fatti da aziende che non hanno posizioni aperte, e che quindi vedono nello stage una opportunità di avere un persona che svolga una attività sostanzialmente in forma gratuita. Nel primo caso, proprio perché lo scopo dell'azienda è quello di cercare una persona da tenere, le condizioni proposte sono in genere "umane", ed includono anche un contributo spesso anche superiore ai 400€ individuati in Francia. Nel secondo caso, invece, siamo di fronte ad aziende che non hanno nessuna intenzione (a priori almeno) di tenere la persona, e quindi pensano ad una sola cosa: pagarla il meno possibile (eventualmente 0) e farle fare dei lavori semplici, per i quali non sia necessaria alcuna formazione specifica (così da renderla autonoma in pochissimo tempo). Un contributo minimo fissato per legge, a mio avviso, avrebbe questo effetto: per le aziende del primo tipo, livellerebbe verso il basso i contributi erogati (se lo Stato dice che bastano 400€... perché offrirne 500?), per quelle del secondo tipo semplicemente farebbe optare per non prendere lo stagista: meglio un po' di straordinario non pagato dei dipendenti già in organico (è un costume abbastanza diffuso, non ti pare?). Risultato? Gli stagisti della categoria A (che comunque sono e restano dei "privilegiati") percepiranno probabilmente di meno, mentre quelli della categoria B semplicemente smetteranno di fare stage. Vorrei soffermarmi su questo secondo punto: qualcuno potrebbe pensare che - visto che lo stage non era finalizzato ad una assunzione - allora meglio non averlo fatto! Non sono d'accordo, per due motivi: il primo è che una esperienza di stage, ancorché in un ruolo poco qualificato e con la certezza di essere mandato a casa alla fine, è pur sempre una esperienza professionale e umana importante e che può comunque essere poi rivenduta in seguito ad altre azienda. La seconda è che esistono casi, e sono probabilmente più di quelli che uno penserebbe, nei quali anche aziende che non prevedevano di assumere lo stagista hanno finito per offrirgli qualcosa alla fine del tirocinio, vuoi perché una persona è andata via, vuoi perché lo stagista si è dimostrato così in gamba da fare cambiare idea all'azienda, sono tante le persone che grazie ad uno stage "senza prospettive" hanno poi ottenuto un lavoro... Est modus in rebus. Per quanto riguarda gli stage, aggiungere regole restrittive non credo che vada nella giusta direzione. Una nota per Giancarlo: non credere che lavorare (e vivere) all'estero sia facile, perché ha un costo sociale elevatissimo, da pagare sotto forma di nostalgia e qualità della vita in generale più bassa (a parte i problemi della lingua, che non sempre si risolvono in tempi brevi, resta il fatto che usanze e costumi diversi pesano eccome: chi li nega probabilmente non ha mai vissuto all'estero...). Io ho lavorato un anno in Belgio nel 2000 e lo ricordo come una esperienza umana non positiva...

Ultimo Post: 7 anni, 11 mesi fa

Di: stecrimi

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Stagista, perfavore, mi affetta due etti di crudo?

Incredibile, ci sono anche stage per baristi: http://roma.bakeca.it/bar-turismo/stage-addetto-banco-bar-pycr9483766. E la durata è anche qui di sei mesi!

Ultimo Post: 7 anni, 11 mesi fa

Di: picchio

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Quanti stagisti può prendere un'azienda? Tanti, anzi: troppi

Sì ma la cosa più scandalosa è che se un'azienda non rispetta questi limiti non le succede niente. Almeno dovrebbe essere messa una multa da pagare o un divieto di prendere stagisti per un po' di tempo, invece niente. Conosco uffici dove lavorano 2 dipendenti e 2 stagisti, rapporto 1:1 e nessuno può farci niente.

Ultimo Post: 7 anni, 12 mesi fa

Di: picchio

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Master dei Talenti, le voci degli «ex»: Paola Laiolo, da Torino a Bruxelles inseguendo l'Europa

«Ho 28 anni e sono originaria di Canelli, in provincia di Asti. Ho fatto Scienze internazionali e diplomatiche all’università di Torino: sognavo un lavoro che mi permettesse di viaggiare e di entrare a contatto con nuove culture. Mentre studiavo ho fatto i lavoretti più disparati: cameriera, hostess alle fiere, ripetizioni private, tutoraggio e assistenza in università. Ho fatto anche due esperienze all’estero: un paio di mesi a Londra presso una famiglia inglese come ‘au pair’ e un Erasmus di 8 ...

Ultimo Post: 7 anni, 12 mesi fa

Di: Eleonora Voltolina

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Master dei Talenti CRT - Le voci degli stagisti più fortunati d'Italia

Molti ragazzi che stanno partecipando o hanno partecipato al progetto Master dei Talenti della Fondazione CRT hanno scritto in questi giorni alla Repubblica degli Stagisti per raccontare la loro esperienza. Minimo comune denominatore: l'entusiasmo. A riprova del fatto che, se organizzato con scrupolo e ben remunerato, lo stage può essere la migliore delle esperienze possibili per un neolaureato. C'è Daniela, ventiseienne laureata "magna cum laude" nel 2006 in Scienze politiche all'università del Piemonte orientale, che ha vinto la stage nel ...

Ultimo Post: 7 anni, 12 mesi fa

Di: Eleonora Voltolina

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