Subito una legge statale sui tirocini curriculari: appello al ministro Carrozza

Oggi la Cgil lancia una campagna nazionale per i diritti degli stagisti: «In una ventina di città sono in corso presidi e volantinaggi» spiega la responsabile politiche giovanili della Cgil Ilaria Lani «per sollecitare le Regioni e per lanciare la nostra campagna volta a coinvolgere i giovani in merito ai tavoli che si stanno aprendo con le Regioni». La campagna si sviluppa su tre direttrici: «Stage? Questa volta me la paghi», focalizzata sulle indennità mensili minime di almeno 300 euro che dovranno essere introdotte entro luglio dalle singole Regioni, in ottemperanza alle linee guida concordate a gennaio in sede di Conferenza Stato-Regioni; poi «Stage? Esigo una spiegazione», che sottolinea il carattere prettamente formativo dell'esperienza di tirocinio, e infine «Stage? Datevi una regolata», che dà il nome all'intera campagna e che fa riferimento appunto alle leggi regionali in fieri.
stage lavoroLa Repubblica degli Stagisti sceglie questo giorno per rilanciare il suo allarme. Le leggi regionali prossime venture di cui parla la Cgil, basate (alcune più, altre meno fedelmente) sulle linee guida Stato-Regioni, riguarderanno solamente i tirocini qualificati come "extra curriculari". Lasceranno fuori  tutti i "curriculari", cioè quelli fatti da studenti. Nel dettaglio, secondo una circolare del ministero del Lavoro sono definibili come curriculari tutti gli stage che soddisfino contemporaneamente questi criteri: l’ente promotore è un’università o un ente di formazione abilitato al rilascio di titoli di studio; il soggetto beneficiario è uno studente di scuola superiore, università, master e dottorati universitari, o un allievo di istituti professionali e corsi di formazione; lo stage è svolto durante il percorso di studio, anche se non direttamente correlato all’acquisizione di crediti.
Il problema è che le leggi in fieri prevedranno ovviamente un limite massimo di stagisti in proporzione ai dipendenti. Questo limite è "storicamente" pari al 10%: cioè se un'azienda ha 100 dipendenti può accogliere 10 stagisti al massimo. Ma attenzione: in questo numero massimo adesso vengono conteggiati soltanto i tirocini extracurriculari. Quelli curriculari no. Dunque questi limiti massimi di rapporto stagisti-dipendenti non sono più applicati computando tutti i tirocini, bensì solo per il numero di stage extracurriculari. Ciò vuol dire che oltre ai limiti indicati dalle singole legge regionale, ogni azienda potrà prendere in più altri tirocinanti curriculari. Quanti, non è dato sapere: con il rischio che raddoppi, o addirittura triplichi, il numero massimo di stage svolti contemporaneamente presso le aziende. Si apre cioè la porta a un enorme incremento degli stagisti.
stage lavoroCon la precedente normativa di riferimento, il decreto ministeriale 142/1998 che ha regolamentato per quindici anni la materia stage, i tirocinanti venivano conteggiati tutti insieme e sul numero totale veniva fatta la proporzione (con un massimo appunto del 10%) con il numero di dipendenti del soggetto ospitante. Ora tutto è nel caos. Le Regioni, supportate dalla Corte Costituzionale, si sono battute per affermare il proprio diritto a esercitare una competenza esclusiva in materia di tirocini: ma solo quelli extracurriculari. Si sono date o si stanno dando nuove leggi per regolamentarli. Ma in tutto questo, i tirocini curriculari da chi saranno regolamentati?
Da questa premessa scaturisce l'appello al neoministro dell'Istruzione  Maria Chiara Carrozza: urge un intervento statale immediato. Non basta monitorare che le Regioni elaborino entro la fine di luglio delle provvedimenti regionali sui tirocini extracurriculari. Bisogna che il governo elabori al più presto una legge sui tirocini curriculari, per scongiurare il pericolo della vacatio legis ed evitare che centinaia di migliaia di giovani possano subire le conseguenze di una stolta e gravissima mancanza di regole. Ponendo rimedio a una delle tante storture generate dall'aver preteso di suddividere gli stage curriculari da quelli extracurriculari, assegnando addirittura a ciascuno dei due insiemi un differente referente competente per legislazione. Aver stabilito a tavolino che gli stage extracurriculari siano di competenza regionale e che quelli curriculari siano invece di competenza statale è una follia: la Repubblica degli Stagisti porterà avanti l'istanza di riunificare la competenza in materia di tirocini, cancellando la scriteriata differenziazione e sopratutto la biforcazione della competenza normativa, perché ritiene che non abbia nessuna connessione con la realtà. Se differenziazione di trattamento vi deve essere, che essa sia basata sulla durata dello stage (come in Francia, dove per esempio tutti gli stage di durata superiore ai 2 mesi sono sottoposti al vincolo di almeno 430 euro mensili di compenso, mentre quelli di durata inferiore ne sono esentati). Ma certamente gli stage devono avere una normativa onnicomprensiva e omogenea: altrimenti i controlli diventano impossibili, i monitoraggi ingestibili, gli abusi troppo facilmente camuffabili. Il caso del numero massimo di stagisti è l'esempio più lampante della situazione di caos che si sta consolidando e che va debellata prima che si cronicizzi.

Eleonora Voltolina

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