Regioni, muovetevi: le vostre leggi sui tirocini devono essere pronte entro luglio

Il tempo corre. Sono già passati oltre due mesi dalla firma, in sede di Conferenza Stato - Regioni, dell'accordo sulle linee guida per i tirocini extracurriculari. stage lavoroIl famoso documento che dovrebbe (va sottolineato: dovrebbe) assicurare entro qualche mese il diritto per tutti coloro che svolgono stage al di fuori di percorsi di studio - scuole, università, master etc - a ricevere un rimborso spese di almeno 300 euro al mese (anzi 400, come promettono le Regioni in un documento separato annesso alle linee guida). Più varie altre migliorie orientate a garantire che lo stage sia davvero un percorso di formazione e inserimento nel mercato del lavoro, a tutto vantaggio degli stagisti, e non un mezzuccio per imprese private e pubbliche amministrazioni per risparmiare sul costo del personale.
Sono passati due mesi e in mezzo ci sono state le elezioni, lo stallo politico, siamo ancora senza un nuovo governo e la paralisi sembra propagarsi anche alle Regioni. Non solo quelle che hanno cambiato amministrazione da un solo mese - Lazio, Lombardia e Molise - ma anche le altre non sembrano essere particolarmente attive su questo fronte. Con il risultato che permane un caos normativo - la legge 142/1998, l'articolo 11 del decreto legge 138/2011 poi annullato dalla sentenza della Corte costituzionale di dicembre 2012, poi l'articolo sui tirocini della riforma Fornero, e infine appunto le linee guida Stato-Regioni - che rende giorno dopo giorno più difficile la vita sia ai giovani che cercano occasioni di formazione e di ingresso nelle aziende, sia agli addetti alle Risorse umane che talvolta, nell'incertezza, preferiscono non rischiare e sempre più spesso chiudono le porte.
Eppure l'accordo Stato-Regioni prevede una deadline ben precisa. Dà tempo sei mesi - dunque fino al 24 luglio - a ciascuna Regione per recepire in una propria legge regionale i principi espressi nelle linee guida, in maniera fedele e coerente. Purtroppo già un terzo di quel tempo è passato, e non risulta che siano stati fatti passi avanti.
stage lavoroNei giorni scorsi, peraltro, è apparsa su qualche sito web la notizia di una presa di posizione del ministero della Funzione pubblica attraverso una circolare (di cui era stata riportata addirittura la data: 26 marzo), volta a informare le amministrazioni competenti rispetto all'esistenza delle linee guida e sollecitarle ad agire. In realtà, come la Repubblica degli Stagisti ha verificato contattando direttamente l'ufficio stampa del ministero, non esiste alcuna circolare del ministro Patroni Griffi su questo argomento. Lo staff del ministero si è limitato semplicemente a pubblicare il 26 marzo sul sito web ufficiale, nelle sezioni "notizie" e anche in quella "circolari e direttive" (da cui forse è scaturito l'errore), il testo delle linee guida in formato pdf. Dunque nessun coinvolgimento in prima persona del ministro della Funzione pubblica. Sarebbe in effetti stato interessante se un ministro si fosse preso la briga di sollecitare le Regioni a fare il proprio dovere relativamente a un impegno preso in sede di Conferenza Stato-Regioni, ma anche - a dir la verità - poco ortodosso. In ogni caso le linee guida sono lì, e dentro il testo è scritto a chiare lettere il termine ultimo. Dunque le Regioni si devono muovere.
Ma come? La Repubblica degli Stagisti già da qualche settimana ha approntato una iniziativa dedicata a questo tema: un "Patto per lo stage" che prevede l'adesione a una piattaforma programmatica sulla gestione degli stage nella propria Regione, a cominciare dall'impegno a realizzare la legge nei prossimi quattro mesi.
stage lavoroIl Patto è stato sottoscritto, nel periodo della campagna elettorale, da molti candidati ai consigli regionali, alcuni dei quali sono poi stati eletti. Vi sono dunque singoli consiglieri (in Lombardia il candidato presidente del centrosinistra Umberto Ambrosoli e poi Lucia Castellano e Maurizio Martina), che si sono impegnati a portare in cima all'agenda la questione urgente della normativa sui tirocini e del recepimento delle prescrizioni concordate in Conferenza Stato-Regioni. Con questi eletti la Repubblica degli Stagisti farà nelle prossime settimane il punto della situazione, per verificare cosa hanno già fatto e cosa si ripromettono di fare.
Oltre a loro, a questo punto è necessario che anche gli altri consiglieri regionali e in particolare agli assessorati al Lavoro si muovano.  Il tempo stringe. La Repubblica degli Stagisti propone la sua piattaforma e già dichiara la sua disponibilità a collaborare, con qualsiasi consiglio regionale o assessorato lo desideri, per la stesura della miglior legge regionale possibile sui tirocini extracurriculari, in ossequio alle linee guida e prevedendo magari addirittura qualche innovazione e qualche miglioria. L'importante è che non si perda tempo, e che tutte le Regioni arrivino puntuali alla scadenza del 24 luglio con la loro legge già approvata e completa di tutte le delibere attuative, in modo da far uscire dal caos stagisti e imprese e assicurare finalmente quanto promesso dalla Conferenza Stato - Regioni.

Eleonora Voltolina

Per saperne di più su questo argomento, leggi anche:
- Tirocini extracurriculari, linee guida approvate: le Regioni legiferino entro luglio

- Simoncini: «Positive le linee guida sugli stage: ora vigilate affinché ciascuna Regione le renda al più presto operative»
- La Corte costituzionale annulla l'ultima legge sugli stage: «Solo le Regioni competenti in materia»
- Il costituzionalista sulla sentenza della Corte: «Situazione Arlecchino per i diritti degli stagisti»

E anche:
- Il capo degli ispettori del lavoro: «Se lo stage serve ad aggirare l'assunzione, noi la ordineremo

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