Simoncini: «Positive le linee guida sugli stage: ora vigilate affinché ciascuna Regione le renda al più presto operative»

Gianfranco Simoncini è assessore al Lavoro della Regione Toscana. Nel 2011, in collaborazione con il gruppo di giovani dirigenti del Partito democratico fiorentino e anche grazie agli spunti e al lavoro di denuncia della Repubblica degli Stagisti, ha portato avanti i lavori per una legge regionale in materia di stage assolutamente innovativa nel panorama italiano, approvata nel gennaio del 2012, che garantisce il diritto dei tirocinanti di ricevere un compenso minimo di 500 euro al mese. Simoncini è anche responsabile del settore Lavoro della Conferenza Stato-Regioni, e in questa veste ha seguito la trattativa con il governo, al momento della definizione della riforma Fornero, per la parte riguardante la revisione dei tirocini formativi (solo quelli extracurriculari). La Repubblica degli Stagisti ha fatto il punto con lui su cosa succederà tra qualche settimana, quando la Conferenza approverà le linee guida.

stage lavoroAssessore, è soddisfatto della bozza che voi Regioni state concordando con il governo?
Mi sembra che si tratti di un testo positivo, che facendo salva la competenza delle Regioni ha definito un accordo di massima tra noi e il governo che permetterà di evitare ciò che è avvenuto in questi anni, un uso distorto dei tirocini, come sfruttamento, e di riportarli alla loro funzione che è primariamente quella formativa. Per questo noi, pur essendo sempre molto attenti alle nostre competenze costituzionali, abbiamo ritenuto che fosse giusto e opportuno definire dei limiti. Come del resto avevamo già fatto con il governo Berlusconi e il ministro Sacconi, quando firmammo l'accordo sull'apprendistato.
Però le linee guida non saranno immediatamente operative e prescrittive. Ci sarà bisogno che ciascuna regione emetta suoi provvedimenti regionali ad hoc. Viene almeno definita una "deadline", una data limite entro cui tutte le Regioni dovranno aver provveduto a dar seguito ai principi contenuti nelle linee guida?
No, perché esse non possono definire questi termini.
E cosa succederà nelle regioni che ad oggi non hanno una legge regionale in materia, e che nei prossimi mesi non si muoveranno in questo senso? Quali norme varranno in questi casi?
Quelle preesistenti.
Facciamo un esempio: se il Lazio non facesse nel corso del 2013 nessuna legge regionale, i 400 euro di indennità minima obbligatoria a favore degli stagisti previsti dalle linee guida restarebbero lettera morta per tutti i 20mila* stagisti extracurriculari del Lazio?
Questo vale per tutte le norme per le quali è previsto un atto regionale o statale. Ci sono norme europee che devono essere attuate, ma fino a che il governo nazionale non le attua purtroppo non possono divenire operative.
Quindi le linee guida nemmeno dopo un tot di tempo assumeranno una forma di decreto legislativo, decreto legge? Rimarranno in questa forma per così dire "informale"?
Esatto. Un intervento legislativo su questo tema sarebbe incostituzionale: si riproporrebbe cioè la situazione che pochi giorni fa la Corte costituzionale ha confermato che non si può porre, proprio per la questione delle competenze regionali. Però io credo che sia un fatto importante che tutte le Regioni a gennaio, in attuazione della legge Fornero, firmeranno col governo un'intesa.
Certo, è importante: però poi bisogna vedere ciascuna delle 20 Regioni con che tempi porterà avanti l'attuazione dei principi sottoscritti.
Però a questo punto diventa anche un fatto politicamente spendibile da parte dei sindacati, delle associazioni giovanili, da parte vostra. Potrete richiamare chi non dà seguito alle linee guida, e sottolineare il fatto che non solo non interviene per sanare una palese ingiustizia, ma anche che per certi versi viene meno a un impegno che ha assunto ufficialmente e formalmente nella sede del rapporto tra Stato e Regioni. Diventa insomma anche un'arma politica da giocare, laddove ci fossero Regioni in ritardo.

Intervista di Eleonora Voltolina

*[secondo Unioncamere Excelsior ogni anno in Lazio vengono attivati 28mila stage nelle imprese private, cui si devono aggiungere - secondo le stime della Repubblica degli Stagisti - tra i 12 e i 16mila negli enti pubblici e almeno 4mila nelle associazioni e organizzazioni non profit. Circa la metà di questi 42mila stage sono probabilmente inquadrabili come "extracurriculari"].

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