Garanzia Giovani in Italia esiste ancora?

Marianna Lepore

Marianna Lepore

Scritto il 12 Giu 2023 in Approfondimenti

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Garanzia Giovani esiste ancora? Sì e no. Il programma, avviato giusto giusto un decennio fa con fondi europei con l’obiettivo di “garantire a tutti i giovani al di sotto dei 25 anni un’offerta qualitativamente valida di lavoro, apprendistato o tirocinio entro quattro mesi dall’inizio della disoccupazione o dall’uscita dal sistema di istruzione formale”, è stato rifinanziato nel 2016. Poi nell’ottobre del 2020, post crisi dovuta alla pandemia Covid, c’è stata una Raccomandazione del Parlamento europeo per sollecitare i Paesi coinvolti nell’attuazione del programma, tra cui l’Italia, ad attuare una Garanzia Giovani rafforzata a partire dal 2021.

L’obiettivo è sempre quello di fornire un’opportunità qualitativamente valida di occupazione, formazione permanente, apprendistato o tirocinio entro quattro mesi dalla fine degli studi o dall’inizio della disoccupazione a tutti i giovani questa volta di età inferiore ai 30 anni. L’età è stata innalzata perché nel frattempo la pandemia ha fatto rialzare le percentuali di neet in Europa.

La Garanzia Giovani poteva attuarsi attraverso varie modalità eppure, secondo quanto confermato dalle informazioni che la Repubblica degli Stagisti ha ottenuto dalle singole regioni, quasi ovunque nel corso degli ultimi due anni – e anche nei precedenti otto – ha avuto un unico significato, tirocinio. Tranne in Puglia dove la percentuale di formazione erogata è stata molto alta, in quasi tutte le altre regioni più della metà delle misure è consistita in stage. Eppure la Garanzia prevedeva molte misure: l’orientamento, la formazione, l’accompagnamento al lavoro, ma anche l’apprendistato, declinato nelle sue tre modalità, i tirocini, il servizio civile, e il sostegno all’autoimpiego e all’autoimprenditorialità.

Ora il programma, quantomeno in Italia, è giunto quasi al capolinea: verrà, infatti, inglobato e in pratica sostituito da Gol. Anzi, per esempio in Lombardia questo avvicendamento è già avvenuto. Qui, infatti, i percorsi previsti dal piano di attuazione pon iog si concludono entro il 31 luglio, ma visto l’avvio del nuovo programma nazionale “Giovani, Donne e Lavoro” per il periodo 2021-2027, «Regione Lombardia ha garantito continuità nelle politiche rivolte ai giovani» ammettendo destinatari tra i 16 e i 30 anni nel programma Gol a partire dal 21 aprile, quando i «giovani interessati a un percorso di politica attiva possono aderire al nuovo programma a valere sul Pnrr tramite il portale regionale», come spiega
alla Repubblica degli Stagisti Paola Antonicelli, dirigente dell’unità operativa Mercato del Lavoro della Regione Lombardia.

In Puglia, invece, regione che pure faceva parte dell’asse della Garanzia dedicato alle regioni meno sviluppate o, come il caso pugliese, in transizione, era possibile per alcune misure innalzare l’età dei destinatari delle misure dai 30 ai 35 anni. Per questo motivo l’assessore al lavoro Sebastiano Leo  ha innalzato
ad aprile l’età dei destinatari della Garanzia pugliese fino ai 35 anni e ampliato le modalità applicative della formazione fino al 50 per cento a distanza. Questo per consentire anche il raddoppio della capienza per numero di frequentanti. E ha prorogato la scadenza delle attività al 30 settembre.

Sempre in vista del programma Gol, la Campania ha, invece, sospeso da qualche settimana la misura 3 della Garanzia Giovani, in attesa del decreto regionale che ufficializza tutti i servizi previsti all’interno del Programma Gol, arrivato pochi giorni fa.

Le motivazioni che hanno consentito l’innalzamento dell’età ai 30 anni per la Garanzia Giovani sono le stesse che per le regioni del Sud Italia hanno consentito un ulteriore allargamento del bacino fino ai 34 anni. È il caso dei residenti in Abruzzo,  Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia che, grazie all’iniziativa Asse 1 bis, rivolta alle persone che risiedono nelle regioni meno sviluppate e in transizione  del Paese, possono accedere al programma anche senza aderire formalmente e se si sta frequentando un corso di formazione o istruzione.

Ogni regione poteva organizzare, coordinare e gestire le iniziative sul suo territorio attraverso i centri per l’impiego e gli enti privati accreditati. Come si vede dagli altri due approfondimenti della Repubblica degli Stagisti con i dati ottenuti dalle Regioni sui partecipanti alla Garanzia, il numero totale di percorsi attivati, principalmente tirocini, non corrisponde mai alle adesioni registrate. E soprattutto nel corso del 2023 le attivazioni sono state bassissime, con una fase due che raramente ha visto il volo.

Ogni regione, poi, potendo liberamente pianificare le attività, ha avuto modo di attivare alcuni percorsi e chiuderli in tempi diversi. Per alcune, infatti, sono state chiuse le adesioni alle attività già da inizio maggio, mentre altre hanno i percorsi in pieno svolgimento e qualcuna ha prorogato i termini – è il caso non solo della Puglia ma anche dell’Abruzzo, che ha posticipato i termini della presa in carico al 31 dicembre, e della Calabria, che per alcuni avvisi permette la conclusione entro fine ottobre.

Secondo i dati pubblicati a fine maggio dall’Agenzia nazionale politiche attive per il lavoro (Anpal) – che pur interpellata più volte dalla Repubblica degli Stagisti non ha mai risposto alle richieste dei numeri – relativi all’attuazione della Garanzia nel periodo 2014-2022, il numero maggiore di registrazioni proviene dal Sud, che praticamente raddoppia nord ovest, nord est e centro. E tranne che nella fascia dai 25 ai 29 anni, le adesioni sono sempre più numerose dei maschi.

Sempre Anpal, che gestisce il programma Garanzia Giovani, ha recentemente comunicato l’aumento dell’importo delle indennità di tirocinio extracurriculare per gli stage extracurriculari e per quelli in mobilità nazionale e trasnazionale. A partire dalla mensilità successiva al 25 maggio, l’importo delle indennità per i tirocini in svolgimento è aumentata da 300 a 500 euro. Il documento, a firma del dirigente Pietro Orazio Ferlito, precisa che la rimodulazione vale per tutti i soggetti anche disabili e/o svantaggiati. Questo significa, quindi, che «la soglia massima dell’indennità mensile a carico del Pon Iog è pari a 500 euro».

Insomma gli ultimi anni non sono stati felici per la Garanzia che, compiuti i dieci anni, ormai volge al termine. Dopo il calo di registrazioni e avviati a una misura avuto nel 2020 causa pandemia, non c’è mai stata una  vera e propria ripresa visto che già nel 2021 le cifre non hanno mai raggiunto quelle di due anni prima.

Ultima questione che potrà essere valutata solo a chiusura completa, sarà la capacità italiana di spendere, e di conseguenza investire sui giovani, tutte le risorse avute dall’Unione europea. Perché i dati precedenti non sono entusiasmanti. Da un’inchiesta del Sole24Ore, infatti, risultava che a inizio anno l’Italia non avesse speso circa 8 miliardi di fondi europei della precedente programmazione europea 2014-20: e se non verranno usati entro quest’anno andranno persi. Di questi 8 miliardi, 2,8 erano dell’Iniziativa occupazione giovani, in cui rientra la Garanzia, e l’Italia al 31 dicembre ne aveva spesi solo 1,8 miliardi. I risultati finali si avranno tra sei mesi, quando si scoprirà se le politiche dell’ultimo anno saranno riuscite a invertire la rotta.

Marianna Lepore

Foto di apertura di
Werner Heiber da Pixabay

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