Tirocini Schuman, un lettore vince e ringrazia la Repubblica degli Stagisti: «Ho saputo del bando grazie alla vostra Newsletter»

redazione

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Scritto il 09 Ott 2010 in Lettere

Arriva alla redazione la lettera aperta di Mario Pagliara, giovane giornalista che ha appena vinto un tirocinio Schuman (opzione giornalismo, ovviamente) al Parlamento europeo: per i prossimi cinque mesi percepirà 1170 euro al mese. Eccola.

Non conosco Eleonora Voltolina. Nel senso: non l'ho mai incontrata, non abbiamo mai bevuto un caffè, mai fumato una sigaretta insieme (sì, ho capito: il fumo fa male, e non so nemmeno se Eleonora sia iscritta al club dei tabagisti). Ci uniscono due cose: il giornalismo e la scuola Ifg Carlo De Martino di Milano. Internet, questo straordinario strumento di democrazia partecipata, mi ha pero' consentito di confrontarmi tante volte con Eleonora, di diventare un cittadino della sua Repubblica degli Stagisti, e di sentirmi un puntino in questa vasta Rete di esperienze ed incroci: le storie di ragazzi in viaggio della Generazione-2010, che tante volte avranno avuto la sensazione che la bussola impostata verso lavoro e diritti fosse fuori uso. In poco tempo, è stato come se io e Eleonora ci conoscessimo da sempre: a unirci c'è quella passione autentica per le battaglie civili, che in questi anni ho rintracciato in tanti colleghi, diventati poi amici.
Cosa voglio raccontare?
Una notte sulla coda d'inverno entra nella mia mail un messaggio: la Newsletter della Repubblica degli Stagisti. Il titolo è più o meno questo, “Affrettatevi, ultimi giorni utili per le borse-tirocinio Robert Schuman al Parlamento Europeo”. La curiosità mi divora. In una notte uguale alle altre, e indigesta per chi deve reggere
sulla propria coscienza il peso di un sottoprecariato, o di un lavoro a singhiozzo, è una novità. Leggo la mail, approfondisco, ed invio subito la domanda per la borsa Schuman, con opzione giornalismo. La borsa dà l'opportunità di lavorare cinque mesi nel centro stampa degli uffici di Milano del Parlamento europeo. Esorcizzo il ragionamento fatto con me stesso: ho una laurea, due anni di Scuola di giornalismo all'Ifg di Milano, 14 mesi di stage tra Milano e Roma (Rcs Quotidiani e Rai), 13 anni di professione, ho vinto 2 premi giornalistici internazionali. Almeno i titoli per concorrere alla pari con gli altri ci sono.
Tutto qui ?
Sei mesi dopo: è il pomeriggio del 18 settembre, sono a Milano dopo un'estate terribile, ancora nella mia stanza, c'è ancora un Pc acceso e un foglio con gli appunti dove annotare proposte ed idee, il pane quotidiano dei collaboratori e dei giornalisti freelance. Squilla il telefono, è l'ufficio di Milano del Parlamento Ue: la mia domanda è stata accettata. Il primo ottobre è stato il primo giorno in Europa.
Le prime impressioni ? Ero già stato due volte a Strasburgo, in visita al Parlamento. Ma una volta dentro, è come sbarcare nel nuovo mondo di Colombo: da esplorare e scoprire con curiosità, un vigile spirito critico ed entusiasmo. Per un ragazzo del Sud come me, è una nuova sfida da affrontare con il coraggio delle idee e l'immancabile schiena dritta. Nei prossimi mesi non sarò un giornalista stagista o un giornalista collaboratore, ma un giornalista-borsista. Forse la notte dormirò di più; forse conoscerò tante persone interessanti e crescerò. Ma di sicuro senza non avessi ricevuto quella Newsletter della Repubblica degli Stagisti passerei ancora le notti con la testa, pesante, sui miei appunti, tra una sigaretta, un thè caldo e un senso di rabbia misto ad ingiustizia per come funziona il nostro Paese. La Repubblica degli Stagisti. Appunto. Grazie.

Mario Pagliara

PS: Con la scusa della borsa ho finalmente un buon motivo per invitare Eleonora Voltolina a bere un caffè. Per gli altri cittadini della Repubblica degli Stagisti: mi farebbe piacere conoscervi. Sono su Facebook.

Per saperne di più su questo argomento, leggi anche:
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