Alliance for Youth: al patto per l'occupazione giovanile promosso da Nestlé aderiscono 12 aziende

Ilaria Mariotti

Ilaria Mariotti

Scritto il 22 Set 2014 in Notizie

Un grande progetto, quello lanciato nei giorni scorsi da Nestlé: l'accordo 'Alliance for YOUth', un'alleanza europea che la multinazionale stringerà con i fornitori europei e con altre case italiane per creare occupazione a favore dei giovani. Scopo del patto transnazionale è attivare fino a 100mila posti di lavoro, di cui 5mila solo in Italia, nel prossimo triennio. Traguardo ambizioso, ma le aziende aderenti sono già dodici (AccentureArti Grafiche ReggianeDHLDimension DataDS Smith, FM Italia, Gi Group,  InalcaNielsenPraesidiumPublicisSit Group). 
La convenzione internazionale è stata ufficializzata a Roma la settimana scorsa con un evento avvenuto in simultanea ad altri incontri europei, e si inserisce nell'ambito di un più vasto programma anti-disoccupazione e anti-Neet, dal titolo Nestlé needs YOUth, lanciato già nel novembre dello scorso anno e attraverso il quale l'azienda - 5500 dipendenti e circa 2,2 miliardi di fatturato solo in Italia - si è impegnata a creare, nei prossimi tre anni, oltre 20mila opportunità di occupazione giovanile in Europa, stage inclusi.
L'iniziativa si compone di quattro pilastri. Il primo prevede l'assunzione, entro il 2016, di 10mila under 30 da impiegare nei settori più disparati, dalla produzione, alla finanza, alla ricerca e sviluppo. Il secondo step ha le stesse tempistiche e destinatari, ma obiettivi diversi: qui il traguardo è aprire 10mila posizioni di stage.
Il terzo filone del progetto riguarda invece l'avvio di un programma di preparazione al lavoro ('Readiness for work') «che includerà orientamento professionale, workshop dedicati alla stesura del cv e preparazione al colloquio di lavoro». Il quarto è stato, appunto, il lancio di Alliance for Youth a Roma.
Per quanto riguarda l'Italia, le nuove opportunità per under 29 che Nestlé si è impegnata ad aprire in prima persona saranno mille nel triennio 2014-2016, coinvolgendo quasi tutti i
16 stabilimenti di Nestlé nel nostro Paese. Il progetto è infatti in fase di avvio da otto mesi e, fanno sapere dall'ufficio stampa, già si possono toccare con mano i primi risultati: «Sono 188 i ragazzi che hanno trovato un’opportunità di lavoro, e 205 hanno ottenuto invece una posizione di stage o di tirocinio curriculare». Una premessa importante è che Nestlé fa parte del circuito etico, garantito dalla Repubblica degli Stagisti, delle aziende che assicurano stage di qualità e nel rispetto dei parametri di legalità (dotate del cosiddetto 'Bollino Ok Stage'). Come verificato da questa testata, in Nestlé il rimborso spese mensile è di 710 euro netti, la durata dello stage è semestrale, e la media di assunti post stage è del 30% (dati 2013). Niente sfruttamento o stage abusivi dunque, ma - come testimoniato dai numeri - opportunità formative e di inserimento occupazionale a tutti gli effetti.
Adesso Nestlé amplia il raggio d'azione e innalza ancora l'ambizione, mirando a "farsi emulare": a coinvolgere cioè le aziende con cui è in contatto per il suo business a imitarla, aprendo posizioni di stage e di lavoro per gli under 29 e offrendo così una opportunità a tanti giovani che non ne trovano. Questo è stato il fulcro della presentazione di
Alliance for Youth: presente all'incontro anche il ministro del Lavoro Giuliano Poletti, quasi in funzione di 'garante' alla firma del patto tra le firme italiane partecipanti. Un'occasione, per il titolare del Lavoro, anche per tornare sull'attualità della legge delega appena firmata in Commissione al Senato («Abbiamo cercato di mettere sul tavolo tutta una serie di aspetti, ammortizzatori, tutele, concilizazione, per fare un quadro complessivo di dove andremo a finire»), e per incoraggiare l'iniziativa, come in questo caso, di un privato: «Non ci si limita a un'analisi ma si decide di agire. Si parte dall'idea che ci sia un ritorno economico ma anche dei rischi condivisi» ha ricordato il ministro.
Per le istituzioni il messaggio è inequivocabile: «Bisogna raccogliere questi stimoli» ammette, «veniamo da un periodo in cui la convinzione è che la politica sia incapace di prendere decisioni intellegibili per la pubblica opinione, o comunque lontane dalle sue aspettative». Dunque «lo sforzo da parte nostra di dimostrare che le cose si possono fare, che accadono, che è poi il senso di questo progetto». Un'azienda deve dare lavoro, è questa la sua missione, mentre invece si tende a concepirla «come luogo terribile, di sfruttamento, di negazione».
E di nuovo, da parte di Poletti, il riferimento al governo di cui è parte, il cui compito, ha aggiunto, «è creare gli strumenti perché l'impresa sia giudicata sulla base di ciò che fa, degli obiettivi che persegue e del valore che crea». La visione verso cui andare è quella di una «società solidale, dove si passi dalle rendite alle opportunità». Il plauso per Nestlé needs YOUth è arrivato anche da Michele Tiraboschi, direttore di Adapt, tra i relatori della presentazione: «I nostri studenti hanno bisogno di chi crede in loro, il significato della loro vita si basa sull'accompagnamento ed è proprio questo che è mancato a livello europeo», ha ribadito, specificando che per l'Italia ciò significa in particolare guardare anche alla platea dei 25-26enni, i più colpiti, «quelli con alle spalle difficili percorsi di inserimento aziendale». Se a loro viene data un'opportunità, «se sentono che qualcuno li accende, loro rispondono, sanno canalizzare le energie». L'iniziativa messa in campo da Nestlé dovrebbe essere, e speriamo lo diventi, «la normalità».


Ilaria Mariotti 

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