Paese che vai usanze che trovi, suggerimenti per colloqui all'estero

Marianna Lepore

Marianna Lepore

Scritto il 15 Feb 2018 in Notizie

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La ricerca di un lavoro all’estero non è più una novità tra i giovani italiani. A certificarlo, se mai ce ne fosse bisogno, anche l’ultimo Rapporto Italiani nel mondo della Fondazione Migrantes, presentato a fine 2017. Lì nero su bianco si scrive che in dieci anni la mobilità italiana è aumentata del 60% e che gli italiani residenti all’estero e iscritti all’AIRE sono quasi 5milioni. A questi vanno poi aggiunti quelli che temporaneamente – per periodi che vanno dai 3 ai 12 mesi – risiedono all’estero per motivi di studio o lavoro e non sono registrati in alcun elenco.

Proprio a questi italiani che ogni anno cercano in altri paesi la soddisfazione professionale che in Italia spesso non arriva, è dedicata la guida CV around the world pubblicata da Viking blog, un sito di cui è proprietario la Viking office Products srl, società che è stata acquisita nel 1998 da Office Depot, primo rivenditore in Europa, e più importante al mondo, di prodotti e servizi per l’ambiente lavorativo. Office Depot ha registrato nel 2016, ultimi dati disponibili, un fatturato annuo di circa 11miliardi di dollari, impiegando circa 38mila dipendenti.

Viking, però, non si occupa solo di vendere prodotti per ufficio, ma cerca anche di creare dei messaggi più ampi, motivo per cui ha creato il blog per cui è stata realizzata la guida. Che è stata concepita su iniziativa del team inglese, in cui lavorano una ventina di persone che si occupano principalmente di comunicazione e digital marketing, e poi tradotta e messa a disposizione anche nel mercato italiano. L’obiettivo del blog è quello di «aumentare il traffico del sito, allargare i lettori e il target, ma soprattutto essere protagonista in una community di persone dove i valori sono quelli legati al mondo del lavoro. E quindi a tematiche su correttezza e onestà, su bilanciamento tra lavoro e vita personale e sull’integrazione tra colleghi e culture», spiega alla Repubblica degli Stagisti Francesco Grottola, international digital marketing executive di Viking blog.

La guida CV around the world rientra quindi in questa strategia e il suo obiettivo è stato quello di indagare come funzioni il processo di candidatura nei paesi esteri per dare alcuni suggerimenti e curiosità a quanti decidono di intraprendere questa strada. Perché un lavoro o uno stage all’estero comincia per prima cosa da un’autocandidatura e poi da un processo di selezione e allora conoscere quelle che sono le differenze rispetto ai procedimenti italiani può dare una mano.

«Durante i miei viaggi di lavoro mi sono imbattuto in usi e costumi piuttosto singolari, molto diversi tra loro, in vigore nei mercati del lavoro», ha dichiarato Chris Evans, Seo e Social media marketing manager di Viking per l’Europa presentando la guida. Un assaggio delle abitudini che a noi italiani potrebbero risultare stravaganti la dà proprio la guida: ad esempio raccontando che in Cina arrivando a un colloquio, dove è buona norma presentarsi almeno con 15 minuti di anticipo, non si deve stringere la mano al proprio intervistatore, al massimo si può fare un leggero inchino se la persona di fronte a sé fa lo stesso.

La guida prende in esame le abitudini di 12 paesi del mondo, Italia inclusa. La scelta è andata su Germania, Austria, Francia, Paesi Bassi, Spagna, Regno Unito, Cina, Russia, Stati Uniti, Arabia Saudita e Corea del Sud. «Perché proprio questi? Perché nel nostro team tra dipendenti e collaboratori riuscivamo a coprire questi Paesi, quindi non solo avevamo la testimonianza diretta di chi essendoci passato aveva già le informazioni sull’argomento, ma poi per questi dipendenti era più facile la ricerca in lingua», spiega alla Repubblica degli Stagisti Francesco Grottola.

Così combinando l’esperienza personale
con fonti locali, e queste informazioni con nuove ricerche sui singoli paesi e con i dati ricevuti dai siti di recruiting, lavoro e risorse umane, si è arrivati a costituire questo documento.

Una guida che ha un doppio target di riferimento. Da una parte i giovani tra i 25 e i 30 anni che stanno finendo di studiare o stanno già cercando attivamente lavoro. E che «possono usare le informazioni presenti per candidarsi, perché non avendo ancora molta esperienza su curriculum e colloqui o magari non essendosi mai spostati per lavoro, conosceranno poco le usanze e prassi in altri paesi. Quindi parliamo a una platea di giovani professionisti e stagisti», spiega Grottola.

Dall’altra parte i professionisti nella fascia 40 – 45 anni, «un pubblico con una maggiore esperienza nel mondo del lavoro che però potrebbe essere interessato a consultare l’infografica per avere degli spunti e scoprire qualcosa che ancora non sapeva».

Per entrambi i target di riferimento, la buona conoscenza della lingua inglese è data per scontata per trovare un lavoro e per alcuni dei paesi esaminati, come Russia, Cina e Corea un grande vantaggio è dato dalla conoscenza della lingua di destinazione.

Essendo una infografica e dovendo privilegiare alcune info su altre, si è deciso di adottare un criterio abbastanza schematico, rispondendo per tutti i Paesi a due domande base: cosa devi inserire nel cv e come funziona il processo di selezione. Poi per ognuno è stato inserito uno schema con le cose da fare e quelle da non fare. Per esempio in Francia e nei Paesi Bassi è preferibile avere un curriculum di una sola pagina, per la Corea del Sud è consigliabile una lettera di presentazione in cui includere informazioni sul proprio passato, anche sulla propria infanzia, mentre nel Regno Unito è meglio non dare troppo risalto al titolo della laurea, tranne per i neo laureati, ed è preferibile focalizzarsi sull’esperienza lavorativa.

La guida ha preferito focalizzarsi più sui consigli legati alla fase del colloquio e del primo impatto con il datore di lavoro che alla fase della scrittura del curriculum. Motivo per cui, pur essendoci indicazioni generiche su cosa scrivere o no, non c’è alcun riferimento per esempio alle normative in vigore nei 12 paesi presi in esame in materia di recruiting. Anche perché, spiega Grottola, «una disamina degli aspetti legali sul recruiting in generale non rientrava negli obiettivi dell’iniziativa», che invece mira a dare qualche consiglio in più per scrivere un cv efficace e conoscere qualche trucco in fase dei colloqui. Tanto che è lo stesso Grottola a dire che «io stesso non pubblicherei mai questa infografica su una rivista scientifica o di settore».

E per quanto l’obiettivo non sia quello di riferirsi alle normative in vigore, ma solo di dare un consiglio in più, bisogna certo apprezzare il suggerimento dato per gli Stati Uniti, – dove soprattutto per alcune figure professionali è preferibile usare il resumé invece del cv - di includere brevi dichiarazioni personali o frasi descrittive evidenziando le azioni portate a termine nei ruoli precedenti. Però in questo caso una lacuna nella guida è il non aver fatto alcuna menzione al divieto di inserire foto o informazioni come età, sesso e razza: informazioni che in base alle leggi contro le discriminazioni presenti nei vari stati non è possibile richiedere in fase di recruiting. Anche se proprio negli Stati Uniti alcuni osservatori hanno fatto notare come divieti di questo tipo siano oggi anacronistici, visto che qualsiasi candidato inserisce i suoi contatti Linkedin, dove ognuno ha anche la foto.

Tra le informazioni inserite nella guida, molto utile lo spazio alle curiosità, dove si svelano particolari a cui un italiano non penserebbe mai per un colloquio. Per esempio che in Corea del Sud bisogna essere preparati ad affrontare anche un check fisico, che in Russia è meglio non sorridere troppo durante il colloquio, mentre in Cina, ma questo in linea di massima vale per tutti, conviene non mentire in nessuna parte del curriculum perché le aziende fanno verifiche dettagliate sui candidati.

Insomma un’utile infografica, a cui non si esclude di far seguire un secondo appuntamento focalizzato sugli altri Paesi al momento esclusi nella prima tornata, che può aiutare tanti giovani curiosi che hanno in progetto di cercare fortuna e lavoro all’estero.


 Marianna Lepore

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