Orientamento sui social, ogni settimana EY racconta ai giovani chi è e cosa fa “il consulente”

Marianna Lepore

Marianna Lepore

Scritto il 16 Mar 2024 in Notizie

consulenza EY EY4NextGeneration Gruppo EY instagram mondo della consulenza nuove generazioni orientamento orientamento professionale Volontariato

Anche quest’anno torna EY4NextGeneration, il programma di orientamento professionale e volontariato di competenza offerto gratuitamente ai giovani che stanno entrando nel mondo del lavoro, per far scoprire chi è e che cosa fa un consulente. Appuntamenti a cadenza settimanale in diretta su Instagram, fino a fine luglio, con interviste a professionisti EY e ospiti speciali che raccontano quel che c’è dietro la parola “consulenza”. Ogni live è anche occasione per fare domande in diretta e ricevere subito una risposta. Prossime live: mercoledì 20 marzo “Come funziona lo stage in EY” e mercoledì 27 marzo "Intelligenza artificiale al lavoro", in entrambi i casi alle 18.

«Siamo partiti quattro anni fa con una serie di live in cui i professionisti EY discutevano i temi più disparati dell’orientamento e del mondo della consulenza, e rispondevano alle domande che chi seguiva le live poteva porre», racconta Eleonora Torre, Employer Branding and Employee Experience in EY: «In abbinamento alle dirette c’erano anche dei programmi di mentoring, un link diretto con il team recruiting di EY: l’obiettivo primario era ed è tutt’ora instaurare un dialogo con i follower dell’account, quindi ragazzi, studenti che seguono e si approcciano per la prima volta al mondo della consulenza e hanno così l’opportunità di avere risposte a curiosità che in fase di colloquio probabilmente non chiederebbero mai».

Il programma ha una finalità di orientamento per le nuove generazioni, come ad esempio l’approccio a uno stage o i chiarimenti su cosa faccia un consulente. «Su questo abbiamo sviluppato il concept dell’iniziativa. Negli anni, però, ci siamo resi conto che se il primo obiettivo era quello di trasferire conoscenza sul mondo del lavoro in generale, quello della consulenza rimaneva sui generis, di difficile approccio per chi non è al suo interno. Così abbiamo cercato di settorializzarci e rispondere alla domanda che tutti fanno: “Che cosa fa un consulente?”», racconta Torre. La risposta sta nelle storie personali e le esperienze dei professionisti di EY, veri protagonisti del programma. «I social oggi sono pieni di orientamento sul mondo del lavoro: noi abbiamo capito che farne uno settoriale era quel passetto in più che poteva aiutare. Di solito si immagina il consulente in giacca e cravatta, impettito, distante: EY4NextGeneration vuole rompere lo stereotipo, avvicinare, instaurare un dialogo».

I feedback ricevuti da parte di giovani e professionisti nelle passate tre edizioni sono stati incoraggianti. «Per due motivi: il primo perché siamo la prima Big Four (ndr. le quattro società di consulenza e revisione che si dividono il mercato mondiale, ovvero EY, PwC, Deloitte, KPMG) che si approccia a questo nuovo modo di raccontarsi alle nuove generazioni di talenti. È piaciuto il modo in cui si cerca di instaurare un dialogo, a prescindere dall’occasione del colloquio o del rapporto di lavoro già esistente. E poi c’è l’utilità per gli studenti, lo stupore quasi nel poter sentire l’apertura dei professionisti rispetto alle loro storie», racconta Eleonora Torre. Quest’anno si è voluto poi dare più attenzione alle storie personali e ispirazionali: «Sento una storia, mi interesso e ho un modello di riferimento. Poi noi creiamo una serie di follow up, quindi se ci sono domande una diretta a volte consente di sbloccare il coraggio per scrivere un messaggio su Linkedin».

Una differenza rispetto alle edizioni passate è proprio l’intervista live. In passato erano tutti collegati da casa, «quest’anno abbiamo cercato un modo per comunicare un’apertura e portare il programma dentro l’azienda. Perciò le live avvengono dalla sede di Milano e di Roma». Gli appuntamenti si dividono in incontri con finalità di orientamento e live con protagonisti i professionisti interni. «In una live di dicembre ci siamo occupati di Storytelling e colloquio, parlando con una nostra recruiter: un tema di interesse generale grazie al quale abbiamo instaurato delle interazioni con chi seguiva la diretta e ha voluto fare delle domande. Per esempio, mi ha colpito che qualcuno abbia chiesto se era corretto stringere la mano a un colloquio in presenza: non dimentichiamoci che il programma ha vissuto anche l’evoluzione del lavoro durante il periodo Covid. Oppure spieghiamo cosa fa un auditor oggi: perché siamo società di consulenza ma anche di revisione, e in questo modo cerchiamo di fornire quella comprensione e consapevolezza che spesso non si ha quando da neolaureati ci si candida per una Big Four senza sapere moltissimo delle attività. O ancora, spieghiamo come affrontare un business case durante un colloquio. Insomma sono incontri che vogliono fornire delle tip concrete».

Anche se è difficile quantificare il numero esatto delle persone raggiunte in queste quattro edizioni, «negli anni passati sono stati migliaia» dice Eleonora Torre «gli studenti che ci hanno chiesto informazioni sul mondo della consulenza, quando ci sono state occasioni di mentoring o di contatto con il recruiter, e che hanno risposto in maniera attiva rispetto alle occasioni che il programma creava» ricorda Eleonora Torre. Ma l’obiettivo principale non è quello di selezionare nuove risorse: «Non è un programma di recruiting, ma un ripple, quindi nostre persone che mettono a disposizione dei giovani all'esterno le loro storie e il loro tempo per affrontare temi importanti nel mondo del lavoro e rispondere a domande e curiosità. Aprirsi e raccontarsi».

Un “Ripple” è, nel gergo aziendale di EY, un programma global di volontariato di competenze: la società consente ai dipendenti di fare volontariato in orario lavorativo su quattro tematiche, di cui una è appunto avere un impatto sulle nuove generazioni. In questa categoria rientra EY4NextGeneration e tutte le ore che i dipendenti dedicano al programma sono identificate appunto come volontariato.

Certo però è vero che, dal punto di vista dei giovani fruitori, «il programma crea un’occasione di recruiting in maniera indiretta» aggiunge Torre, «perché ci sono state persone che solo seguendolo si sono incuriosite ad EY e dopo sono entrate a far parte dell’azienda».

Il settore della consulenza resta complesso, ma in questi  anni grazie al programma è aumentata l’interazione con le persone interessate a questo mondo anche perché «abbiamo cercato di renderlo più comprensibile possibile, di semplificare la complessità del concetto di “consulente”. La nostra non è un’azienda di prodotto, ma di servizio, e investire così tanto in iniziative come EY4NextGeneration pone l’accento su quello che effettivamente è il prodotto della società di consulenza: le sue persone» conclude Eleonora Torre. La consulenza oggi è oggetto di meme sui social ed è riuscita quindi ad avvicinare e incuriosire più giovani. Che nel 2024 avranno molte occasioni per togliersi tutti i dubbi a riguardo, seguendo gli appuntamenti settimanali di EY4NextGeneration: il prossimo il 20 marzo.

Marianna Lepore

Community