Tirocini in Lombardia, ancora niente monitoraggio (malgrado sia previsto dalla legge)

Nella nuova regolamentazione della Regione Lombardia sui tirocini, entrata in vigore nel dicembre del 2013, c'era una promessa: quella di monitorare la situazione pubblicando ogni anno un report con i dati principali sul numero, la destinazione, l'esito di questi stage. Un modo per approfondire l'utilizzo di questo strumento formativo - entrato ormai da anni nella quotidianità delle aziende private, degli enti pubblici e perfino delle associazioni non profit - sopratutto per verificarne l'efficacia e contrastare gli eventuali abusi.

stage lavoro jacopo scandellaLa promessa finora non è stata mantenuta. A tenere alta l'attenzione del consiglio regionale su questo tema è Jacopo Scandella, uno dei consiglieri più giovani del PD, partito che in Regione Lombardia è all'opposizione. Scandella aveva già tirato fuori l'argomento del monitoraggio lo scorso ottobre, presentando una interrogazione con risposta immediata all'assessore al Lavoro Valentina Aprea in cui chiedeva «se il monitoraggio previsto» dalla normativa fosse stato eseguito «e, nel caso, se e dove è stato pubblicato sul sito web della Direzione generale Istruzione, Formazione e Lavoro». La Aprea dopo alcuni giorni si era presentata in consiglio e aveva risposto citando un rapporto di Eupolis: «L'analisi dei tirocini è effettuata per i tirocini extracurriculari per i quali è prevista la Comunicazione Obbligatoria» si leggeva nella sua risposta: «Regione Lombardia effettua e pubblica annualmente tali verifiche periodiche con l'obiettivo di acquisire indicazioni sull'andamento dell'istituto del mercato del lavoro. In particolare la previsione del citato art. 5, nel 2014 è stata attuata nell'ambito del rapporto di ricerca 2014 dell'Osservatorio del mercato del lavoro e della formazione nel quale sono stati presentati dati e informazioni sui tirocini extracurriculari». La Aprea aveva rimandato al sito di Eupolis, specificando che «il capitolo 4.5 è dedicato ai tirocini extracurriculari in Lombardia (pag. 108) e la tabella 4.4 illustra i Tirocini extracurriculari di giovani 15-29 anni attivati e cessati in Lombardia, per genere (pag.109)»

«Ma terminata la risposta, andai a verificare» ricorda Scandella «e la cosa non tornava. Non erano che due paginette! La Aprea avrebbe dovuto semplicemente ammettere che il rapporto annuale non era stato fatto. Intendiamoci, non sarebbe stata la fine del mondo: poteva impegnarsi a recuperare. Invece in quell'occasione cercò di nascondersi dietro ad un lavoro di Eupolis che non poteva essere paragonato a quello che la Giunta stessa si era impegnata a fare con la delibera. A quel punto mi ero ripromesso di risollevare la questione in commissione o consiglio, per chiedere che la Regione si impegni a fare il rapporto annuale, dimostrando così maggiore attenzione sul tema dei tirocini, in crescita e che interessano molti ragazzi e ragazze».

Il momento giusto si è presentato questa settimana: «Abbiamo discusso in aula una mozione che chiede alla giunta di realizzare finalmente il monitoraggio sistematico sulla qualità dei tirocini, come previsto dalla delibera che ha regolato tempi, costi e modalità dei tirocini in Lombardia sulla base dell'accordo in conferenza stato-regioni ormai datato 2013» racconta Scandella: «Chiediamo anche di promuovere degli osservatori nelle diverse province, composti da soggetti promotori, rappresentanti delle categorie, associazioni e sindacati, per valutare in maniera approfondita quali settori, territorio per territorio, si dimostrano più adatti alle esperienze di tirocinio». Oltre a Scandella, la mozione vede come firmatari altri tre consiglieri PD: l'ex sindacalista Onorio Rosati, già segretario generale della Camera del Lavoro di Milano; Mario Barboni, precedentemente impiegato in un'azienda tessile e per oltre dieci anni sindaco di un paesino in provincia di Bergamo; ed Enrico Brambilla, già revisore legale e anche lui con una lunga esperienza da sindaco (a Vimercate).

Al momento della discussione l'assessore Aprea non era presente in aula; in sua vece è intervenuto il collega Massimo Garavaglia, titolare dell'assessorato regionale all'Economia, crescita e semplificazione, «dicendo che non si era fatto in tempo ad inserire il monitoraggio l'anno scorso» racconta Scandella «ma che a marzo dovrebbe essere inserito nel rapporto annuale sul lavoro. La mozione per questo motivo è stata rinviata in commissione». Anche se è improbabile che riesca a passare, perché la Lega e la Lista Maroni hanno già espresso parere negativo: «Secondo loro il monitoraggio è solo più burocrazia».

Niente di più sbagliato in questo caso: solo conoscendo i dati reali di utilizzo degli strumenti di accompagnamento dalla formazione al lavoro, di cui il tirocinio è il più importante e senz'altro il più utilizzato - sono all'incirca 90mila gli stage che vengono attivati ogni anno nella sola Lombardia, che in assoluto ospita il numero più alto di stagisti, sia lombardi sia provenienti da altre Regioni - si potranno approntare le politiche giuste per affrontare e ridurre la disoccupazione giovanile.

E comunque, volenti o nolenti, alle leggi ci si dovrebbe sempre adeguare: se nel testo della delibera sui tirocini c'è scritto che la Regione si impegna a realizzare il monitoraggio - testuale: «La Regione promuove un monitoraggio sistematico dei tirocini e degli eventuali inserimenti lavorativi post tirocinio, anche attraverso l’analisi delle comunicazioni obbligatorie. Sulla base di questo monitoraggio sarà redatto un rapporto annuale, pubblicato sul sito web della Direzione generale competente» - non è accettabile che la legge venga disattesa.

«Peraltro Garavaglia ha smentito quanto detto da Aprea a ottobre» rileva Scandella, dato che «lei aveva affermato che il monitoraggio era quella paginetta nel rapporto Eupolis». Ora il Partito democratico chiede «che il monitoraggio non si esaurisca in una sintesi all’interno del Rapporto annuale del mercato del lavoro e della formazione, ma in una approfondita e puntuale relazione» suggerendo che sia  «arricchita anche da una analisi del livello di trasformazione dei tirocini in rapporti di lavoro».

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