Un incontro all'università mi ha aperto la strada in Tetra Pak e oggi ho un lavoro che mi piace tantissimo

Marianna Lepore

Marianna Lepore

Scritto il 09 Lug 2017 in Storie

contratto a tempo indeterminatostorie di stageTetra Pak

Per raccontare «dal di dentro» l'iniziativa Bollino OK Stage, attraverso cui la Repubblica degli Stagisti incentiva le imprese a garantire ai giovani percorsi "protetti" e di qualità secondo i principi della Carta dei diritti dello stagista, la redazione raccoglie le testimonianze degli ex stagisti delle aziende che hanno aderito all'RdS network. Di seguito quella di Eleonora Paolini, 28 anni, oggi assunta con un contratto a tempo indeterminato in Tetra Pak.

Ho 28 anni e sono nata a Montecchio Emilia; oggi vivo a Scandiano, in provincia di Reggio Emilia, e ormai da un anno e mezzo per conto mio. Durante gli studi superiori al liceo linguistico con indirizzo
bilingue inglese e tedesco dell’istituto Piero Gobetti di Scandiano, ho dato lezioni private a studenti dalle elementari alle superiori – in particolare in matematica. Questo lavoretto occasionale mi ha consentito di sostenermi nello sport che ho praticato per ben vent'anni: pattinaggio artistico a rotelle. Con il passare degli anni ho realizzato di avere una predisposizione verso le materie scientifiche. Così al termine dell’ultimo anno avevo ben chiaro che mi sarei iscritta a ingegneria – sia per soddisfare la mia passione sia per inserirmi nel mondo del lavoro con maggiore facilità. Ed ero consapevole che il nostro territorio era ben integrato con la facoltà di Modena e Reggio Emilia!

 


Questa scelta è stata pienamente supportata dai miei genitori che mi hanno aiutato a scegliere il tipo di ingegneria: meccanica, scelta principalmente perché la mia regione rappresenta la culla della metalmeccanica e perché a livello italiano è ritenuta tra le migliori. Una scelta che è stata motivo di orgoglio per loro.

Ho conseguito la laurea triennale e specialistica in corso, in entrambi i casi con un punteggio di 108: la prima nel novembre 2011 la seconda nel dicembre 2013. Il fatto di studiare a Modena mi ha consentito di non trasferirmi e poter continuare a praticare il pattinaggio a rotelle a livello agonistico, allenandomi anche quattro-cinque volte a settimana a Reggio Emilia. Non ho fatto l’Erasmus perché il mio obiettivo era finire l’università in corso, e temevo che un’esperienza di quel tipo mi avrebbe “distratto” in un momento di studio molto intenso.
Ho avuto, però, la fortuna di viaggiare molto anche all'estero grazie alla mia famiglia e questo mi ha proiettata verso un’eventuale esperienza fuori casa da fare durante il mio periodo lavorativo.

Le uniche collaborazioni che ho avuto prima del lavoro in Tetra Pak sono state con l’Istituto Piero Gobetti, nel quale ho studiato, dove sia nel 2012 sia nel 2013 ho tenuto i corsi di recupero, nel primo caso estivi di sistemi di automazione industriale in due terze superiori per circa sei ore per classe, nel secondo caso per corsi di recupero infraquadrimestrali di sistemi di fisica e meccanica in una terza e quarta superiore, sempre per circa sei ore per classe. Il tutto retribuito circa 35 euro lordi all’ora. Un’esperienza che ha confermato il mio interesse verso l’insegnamento, opzione che non escludo in futuro. Non solo perché vedo in questo lavoro una missione sociale importante, ma anche perché penso che per una donna con un’eventuale famiglia da gestire sarebbe un ottimo compromesso tra impegni personali e lavoro.

L’unico tirocinio precedente all’esperienza in Tetra Pak è stato dal giugno al novembre 2013 presso l’azienda Atos Spa di Modena, attiva nella produzione di componenti e sistemi idraulici. Era un tirocinio finalizzato alla preparazione della tesi di laurea specialistica e l’azienda mi era stata consigliata dal team di professori che mi seguiva. Ho avuto la possibilità di lavorare sia in ufficio che in officina ed è stata un’esperienza molto formativa sia da un punto di vista lavorativo che personale. È stato il mio primo ingresso nel mondo del lavoro e ho avuto modo di conoscere le dinamiche di un’azienda di media dimensione. Non percepivo però un rimborso spese e, proprio durante lo svolgimento di quel tirocinio, ho iniziato i colloqui in Tetra Pak.

Durante lo stage in Atos ero, infatti, andata in università per correggere la tesi e proprio in quei corridoi ho incontrato un professore della laurea triennale che mi disse di mandargli il curriculum perché c’era una posizione aperta in un’azienda che poteva interessarmi. Così il mio curriculum è arrivato all’ufficio HR di Tetra Pak che aveva contattato l’università per dei nominativi. Ho iniziato i colloqui il 2 ottobre 2013 e alla fine del terzo colloquio mi hanno comunicato che mi avevano scelta. Mi sono quindi laureata il 12 dicembre di quell’anno presentando il mio lavoro anche davanti agli occhi soddisfatti del mio tutor in Atos, che a causa della crisi non poteva prolungare il contratto, e il 7 gennaio 2014 ho cominciato in Tetra Pak.

La posizione era quella di Technical Administrator e il gruppo in cui sono entrata e sono tutt’ora è l’“Equipment Legislation”. Tetra Pak non produce solo packaging material, ma anche macchine per l’impacchettamento e il nostro team si occupa di assicurare che da un punto di vista progettuale e di scelta dei materiali le macchine siano conformi alle legislazioni europee e locali. Una delle mie principali mansioni è redigere il fascicolo tecnico degli equipments, documentazione necessaria per poter apportare il marchio CE. Sono stata seguita e aiutata fin da subito e mi sono stati lasciati adeguati gradi di libertà nel portare a termine alcune analisi e attività commissionatemi dalla mia tutor, nonchè mia manager attuale. Ho instaurato un ottimo rapporto di collaborazione coi colleghi e il carico di lavoro che mi veniva assegnato era sempre ben bilanciato. Il rimborso spese era di circa 800 euro mensili e ho potuto anche sfruttare alcuni benefit offerti dall’azienda come la flessibilità di orario e l’utilizzo della palestra e della sauna all’interno del plant.

La prospettiva era l’assunzione con contratto a tempo determinato di due anni tramite un’azienda interinale, Randstad, che collabora con Tetra Pak. Opportunità che si è concretizzata nel luglio 2014, al termine del tirocinio. Ho continuato a lavorare nel mio team svolgendo in modo più completo quanto appreso durante lo stage. In questo caso avevo una retribuzione di 2mila 300 euro lordi mensili.

In questi due anni ho partecipato ad alcune trasferte in Svezia presso la casa madre e l’esperienza più bella è stata da maggio a luglio 2015 quando ho collaborato a un progetto con colleghi in Brasile e mi è stata proposta una job rotation di tre mesi a Campinas, città a un’ora da San Paolo. Lì ho incrementato le mie competenze in materia di legislazione brasiliana legata alla sicurezza e supportato i colleghi locali in alcune attività già portate avanti con la mia manager. Un’esperienza che mi ha dato la conferma di quanto apprezzi lavorare in un’azienda multinazionale. Tornata in Italia si è iniziato a parlare di contratto a tempo indeterminato che è cominciato il primo di aprile, con il timore che fosse solo uno scherzo! E invece quel giorno ho cominciato la mia avventura in Tetra Pak come dipendente: il mio stipendio attuale è di circa 3mila 200euro lordi mensili. Sono molto contenta e soddisfatta del percorso di questi pochi anni in Tetra Pak e ringrazio ancora il professore che mi diede questa grande occasione.

Oggi ricopro il ruolo di Expert advisor: rispetto al passato non sono cambiate molto le mie mansioni, ma il mio coinvolgimento all’interno dei progetti che è sempre crescente. Appartengo a un gruppo molto trasversale: non seguo un unico progetto di sviluppo ma sono coinvolta in tutti quelli portati avanti all’interno dell’organizzazione. E questo mi consente di collaborare con persone sempre diverse in differenti posizioni. Uno dei task che compio maggiormente è redarre il risk assessment delle macchine: lavoro spesso fatto direttamente nella test hall. Così posso toccare con mano quello che vedo nello schermo del mio pc. Dal punto di vista professionale sto acquisendo sempre maggior competenza in materia legislativa legata alla sicurezza e questo mi consente anche di vedere la meccanica che ho studiato sui libri.

Mi trovo molto bene nel mio team e mi piace moltissimo il mio lavoro. Sento di avere ancora molto da imparare e il mio futuro lo vedo ancora con la mia attuale manager: nel corso del tempo la sicurezza, intesa sia come human che come food safety, sarà sempre più importante perciò vedo ancora un ottimo margine di crescita in questo settore. Non escludo però di cambiare in futuro la mia posizione e di applicare in gruppi diversi dal mio: mi incuriosiscono in particolare quelli di gestione progetti e di allocazione delle risorse.

Condivido in pieno i principi della Carta dei diritti dello stagista elaborata da voi della Repubblica degli Stagisti! Leggendo alcune delle interviste riportate sulla testata penso che l’utilità del lavoro che fate sia nel dare maggior consapevolezza di diritti e doveri dello stagista, ma anche nel dare fiducia a chi è in corso di valutazione di un’esperienza di questo tipo. E poi è comodo, perché è possibile consultare e cercare possibilità di stage in modo rapido ed efficace. Certo in Italia sono ancora generalmente mal retribuiti, almeno sentendo opinioni di alcuni amici. Con Tetra Pak sono stata fortunata e ai giovani che come me si apprestano a entrare nel mio settore professionale do questi consigli: curiosità, determinazione, precisione e capacità di lavorare in team anche con chi ha una cultura diversa dalla propria.


 Testimonianza raccolta da Marianna Lepore

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