Riforma del lavoro, il testo apre a nuove linee guida nazionali sugli stage

Finalmente c'è un testo. La riforma del mercato del lavoro di Elsa Fornero da venerdì sera è nero su bianco: 26 pagine che intendono ridisegnare il diritto del lavoro e gli ammortizzatori sociali. Ora la palla passa al Parlamento.
stageMa cosa dice la riforma rispetto agli stage? Il paragrafo che li riguarda si trova a pagina 8, al punto 2.10, e dice: «Nel rispetto dei profili di competenza regionale, si individuano, unitamente alle regioni stesse, misure rivolte a delineare un quadro più razionale ed efficiente dei tirocini formativi e di  orientamento, al fine di valorizzarne le potenzialità in termini di occupabilità dei giovani e prevenire gli abusi, nonché l’utilizzo distorto dell’istituto, in concorrenza con il contratto di apprendistato. Ciò tramite la previsione di linee guida per la definizione di standard minimi di uniformità della disciplina sul territorio nazionale. Potranno in ogni caso essere previste misure, riconducibili alla esclusiva competenza dello Stato, volte a disciplinare i periodi di attività lavorativa che non costituiscono momenti del percorso di tirocinio formativo, ad evitare un uso strumentale e distorto delle attività esclusivamente lavorative svolte nel tirocinio».
Il governo insomma ufficializza ciò che la Repubblica degli Stagisti denuncia da oltre tre anni, e cioè che con l'attuale regolamentazione gli stage sono talmente più convenienti di qualsiasi altro contratto da affossare automaticamente l'utilizzo dell'apprendistato. È certamente positivo che si impegni a contrastare gli abusi e le distorsioni, e che si riprometta di definire gli standard minimi nazionali: sembra il preludio alla nostra richiesta di una legge quadro in grado di garantire a tutti i giovani italiani condizioni uguali in tutte le regioni italiani, evitando che la regolamentazione vada a macchia di leopardo e ch
e vi siano macroscopiche differenze di diritti, doveri e regolamentazione di accesso da un territorio all'altro.
proposta fornero riforma mercato lavoroMeno comprensibile è invece il passaggio sui «periodi di attività lavorativa» all'interno del tirocinio: come andrebbero individuati questi periodi? Lo stage è per sua natura un momento di formazione «on the job», che prevede che il giovane impari facendo. Che significa dunque il riferimento alle «attività esclusivamente lavorative svolte nel tirocinio»? La frase risulta criptica: lo stesso stage potrà essere in parte normato a livello regionale, per le ore in cui lo stagista ascolta e guarda il tutor e apprende, e in parte normato a livello statale, per le ore in cui mette in pratica ciò che ha appena imparato? Il rischio forte qui è di creare bizantinismi e livelli sovrapposti di regolamentazione e competenza, il che va nel senso opposto rispetto a quello di semplificare e garantire agli stagisti regole certe.
Da rilevare, infine, che nel testo non appaiono le due grandi novità annunciate la settimana scorsa dal ministro Fornero, prima nella trasmissione «Che tempo che fa» e poi nella conferenza stampa di presentazione della riforma. E cioè l'intenzione di abolire gli stage post-formazione, permettendo gli stage solo se svolti durante un percorso formativo, e quella di contrastare gli stage gratuiti. Il fatto che le due disposizioni non appaiano nero su bianco non significa che il ministero guidato da Fornero e Martone non abbia intenzione di portare avanti queste proposte: bisognerà vedere però a questo punto cosa prevederanno le linee guida. Cioè attendere ancora.

Eleonora Voltolina


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