Al via Controesodo, lo scudo fiscale per il rientro dei talenti in Italia. La legge spiegata da uno degli ideatori

Incentivare il rientro dei lavoratori più qualificati che in questi anni hanno lasciato l’Italia. È l’ambizioso obiettivo di Controesodo: una legge bipartisan già approvata dal Parlamento lo scorso dicembre, di cui si attendeva soltanto il decreto attuativo, presentato oggi alla sala stampa della Camera.  
La Repubblica degli Stagisti ha intervistato Guglielmo Vaccaro, deputato PD, uno degli ideatori della legge che nei prossimi due anni e mezzo promette di riportare a casa almeno una piccola parte di quel “capitale umano” disperso oltreconfine. Come? Attraverso la leva fiscale, ovvero abbassando notevolmente la percentuale di reddito imponibile: tanto per i lavoratori dipendenti che per gli autonomi, ma anche per quanti decideranno di avviere in Italia una nuova impresa. Purché cittadini europei, nati dopo il 1 gennaio ’69, laureati e che abbiano maturato all’estero un’esperienza di studio o di lavoro di almeno due anni.

Considerati i requisiti, alla fine la platea dei beneficiari dovrebbe inizialmente imitarsi a circa un migliaio di under quaranta disposti al rientro. Lavoratori qualificati per i quali il primo problema resterà pur sempre quello di trovare un posto di lavoro all’altezza delle proprie aspettative. Il progetto Controesodo è interessante anche per quanti, cittadini italiani e non, decideranno anche in futuro di allargare i propri orizzonti con un’esperienza all’estero. L’incentivo fiscale rappresenta infatti solo  la prima di cinque proposte avanzate dal Partito democratico per promuovere la mobilità dei talenti:  non più soltanto "da”, ma anche verso l’Italia.

Ilaria Costantini

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