Estate, gli stagisti sono di stagione / parte seconda

Qualche giorno fa si era parlato di quelle imprese che d'estate utilizzano gli stagisti per evitare di prendere lavoratori in sostituzione del personale in ferie. Sulla stessa linea d'onda scrive alla Repubblica degli Stagisti una studentessa 23enne, iscritta alla facoltà di Scienze della Moda: «Il mio piano di studi richiede uno stage. Essendo vincolata a rimanere a Roma, perchè certo durante uno stage non puoi permetterti di sopravvivere fuorisede!, ho mandato il mio curriculum a una prestigiosa casa di moda. Dopo nemmeno un mese mi hanno richiamata e ho fatto i salti di gioia... ma c'era il trucco!».
Durante i colloqui, l'azienda non specifica in quale ambito inserirà la studentessa-stagista. Dato il piano di studi, sarebbe logico pensare al settore creativo, o a quello promozionale... Invece, sorpresa: la mettono a fare la commessa, e la inseriscono addirittura nel piano presenze-ferie insieme a tutti gli altri dipendenti!
«Da un mese e mezzo lavoro nel negozio: che certo è il più bello ed importante del mondo, ma… faccio la commessa lì come la farei da qualsiasi altra parte! Nel giro di 10 giorni ho imparato quello che c'era da sapere e ora sono tutti più sollevati, possono andare in ferie tranquilli: tanto c'è chi, al prezzo di uno stage, sostituisce in tutto e per tutto una persona che costerebbe molto di più».
Dunque per sei mesi questa ragazza lavorerà full time dall'apertura alla chiusura del negozio, cinque giorni alla settimana, per 300 euro di rimborso spese (più i buoni pasto). Svolgendo mansioni assolutamente inutili per la sua formazione. Quando le ho suggerito di segnalare la situazione allo sportello stage della sua università, però, lei non è parsa convinta: teme che la liquiderebbero senza aiutarla. «L'errore di fondo è che gli stage dovrebbero essere formulati insieme da università e aziende in modo da creare dei progetti di lavoro formativi per noi e fruttuosi per loro. Doversi cercare lo stage da soli ci porta a incappare in esperienze inutili o a ritrovarci con gli esami finiti, la tesi quasi pronta e gli stage ancora da acquisire».

Eleonora Voltolina

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