Estate, gli stagisti sono di stagione

Scrive Claudia alla Repubblica degli Stagisti: «Quattro anni fa ho avuto un'esperienza tremenda di stage estivo presso un'agenzia interinale. Lo stage durava tre mesi. Ad agosto, malgrado fossi solo una stagista, sono rimasta da sola a tenere aperta una delle tante filiali del territorio».
Il motivo è semplice: con l'arrivo dell'estate arrivano anche le ferie del personale. E sempre più spesso, dato che la legge è molto elastica in tema di stage, le imprese non fanno più contratti di sostituzione estiva: preferiscono risolvere il problema piazzando uno o due stagisti al posto degli assenti. In questo modo, però, gli stagisti vengono caricati di responsabilità troppo grosse, che non gli spetterebbero assolutamente: come, in questo caso, tenere aperta da sola una filiale per un mese.
Continua Claudia: «Mi sono ritrovata sola - con l'unico supporto della persona che si occupava dell'amministrazione - a gestire tutto il front-office: rapporti commerciali con le aziende, visione dei candidati, selezione del personale da inviare in missione, reportistica verso la sede centrale». Claudia specifica anche che nel resto dell'anno in quella filiale erano impiegate ben tre persone per svolgere quelle mansioni. «Per una settimana sono addirittura rimasta completamente sola, perchè anche la signora dell'amministrazione se n'era andata in vacanza: e quindi mi sono dovuta occupare anche di mansioni non previste nel progetto formativo e di alta responsabilità, per esempio cessazioni e assunzioni di personale, presenze, assenze, buste paga, infortuni, comunicazioni amministrative e burocratiche al centro per l’impiego. Tutto questo per un rimborso spese di 100 euro al mese più i buoni pasto».
«Questa pratica» conclude Claudia «è ultracomune: fateci caso, a giugno spuntano annunci di ricerca e selezione per stagisti su tutte le bacheche delle agenzie. E perchè? Per sostituire il personale che se ne va in vacanza». Ma a chi spetta controllare che queste cose non accadano? Come mai non capita mai che un ispettore faccia una capatina, ad agosto, negli uffici e nelle agenzie, e chieda alla persona che lavora in solitudine "Ma lei, che contratto ha?".


Eleonora Voltolina

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