Gender Gap, il paradosso delle donne nel mondo del lavoro: webinar con Alessia Mosca, Michela Carlana ed Eleonora Voltolina

Scritto il 12 Set 2022 in Notizie

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«Son stati fatti negli ultimi cinquant’anni notevoli passi avanti, che non dobbiamo negare: attualmente nelle università di tutti i Paesi OECD la maggior parte delle persone iscritte sono donne, e anche la partecipazione al mondo del lavoro è aumentata moltissimo» afferma Michela Carlana, docente di Public Policy alla Harvard Kennedy School: «Tuttavia gli stereotipi di genere sono all’interno della nostra società sin dalla prima infanzia – si pensi semplicemente ai diversi giochi che vengono proposti a bambini e bambine, o alla divisione del lavoro all’interno della famiglia, che sembra essere l’ultimo miglio per permettere alle donne di avere veramente una eguale partecipazione, al di là di tutti i progressi fatti a livello normativo. Gli stereotipi di genere si perpetuano nella scuola – “La matematica non è un ambito da ragazze!” – per arrivare al mondo del lavoro e al glass ceiling che non permette alle donne, o con molta fatica, di raggiungere le posizioni apicali. Quindi c’è moltissima strada ancora da fare».

Posizione condivisa da Alessia Mosca, già parlamentare ed europarlamentare e oggi docente universitaria a Parigi, che porta «due dati molto recenti abbastanza eclatanti: l’Italia si trova al 77esimo posto su 79 paesi Ocse quanto a divario di competenze matematico scientifiche tra ragazzi e ragazze, ed è all’ultimo posto quanto a divario di competenze sull’educazione finanziaria. Questi due dati sono significativi rispetto alle competenze che oggi sono richieste e al tipo di ritardo che ancora scontiamo. Certo è importante riconoscere i passi che sono stati fatti, ma non bisogna abbassare mai la guardia: su alcuni amb
iti è indispensabile fare uno sforzo enorme».

Sono due delle riflessioni emerse durante il webinar “Gender Gap: il paradosso nel mondo del lavoro” promosso dalla Fondazione Roberto Franceschi: una tappa del percorso di eventi e iniziative online e offline che porterà al 23 gennaio 2023, cinquantesimo anniversario della morte di Roberto Franceschi, con lo scopo di creare momenti di riflessione e confronto sulle tante tematiche che la Fondazione ha affrontato in tutti questi anni, anche attraverso l’apporto delle ricercatrici e dei ricercatori che negli anni sono stati sostenuti attraverso i fondi di ricerca.

La discussione sul Gender Gap fa parte del ciclo "Eva: il futuro della terra alle donne" che la Fondazione Franceschi ha chiesto di coordinare alla direttrice della Repubblica degli Stagisti, Eleonora Voltolina, che da diversi anni fa parte del cda della Fondazione.



La puntata – che Voltolina apre con una citazione del libro “Dodici Parole” di Gabriela Jacomella, sottotitolo “Storie e pensieri di donne eccezionali per diventare ciò che vuoi essere”, pubblicato da Feltrinelli nel 2019 – ha come protagoniste Michela Carlana e Alessia Mosca, che approfondiscono le difficoltà che incontrano le donne non solo all’ingresso, ma anche in itinere, specie quando (come ancora troppo spesso succede) la maternità o potenziale maternità è considerata come una “iattura”; e poi il grande tema degli stereotipi di genere che ancora oggi tengono lontane le giovani donne da alcuni tipi di formazione e da alcuni mestieri.

Michela Carlana, laureata nel 2012 a Padova e addottorata in Economia alla Bocconi di Milano, oggi insegna ad Harvard dove è affiliata al programma Women in Public Policy e al Center for International Development che si occupa di studi di genere. Lavora sui temi legati alle ineguaglianze e all’istruzione, con un focus sul genere e sull’immigrazione. Tra le sue più recenti pubblicazioni "Implicit Stereotypes: Evidence from Teachers’ Gender Bias”, "Parents and Peers: Gender Stereotypes in the Choice of the Field”, e “Hacking Gender Stereotypes: Girls’ Participation in Coding Clubs”.

Alessia Mosca è stata deputata e poi fino al 2019 eurodeputata nelle fila del Partito Democratico.
Nella sua attività politica politici c'è la legge 120/2011 chiamata “Golfo-Mosca”, sull'inserimento di quote di genere nei consigli di amministrazione di società quotate e a partecipazione pubblica. Attualmente è docente di politica commerciale europea a Sciences Po, a Parigi, e vicepresidente dell'associazione Il Cielo Itinerante. È anche impegnata all’interno dell’associazione Fuori Quota, un organismo no profit che riunisce donne board members di società quotate e donne in posizione apicali di impresa e di istituzioni, che si impegnano ad azioni proattive per l’empowerment del talento femminile e il superamento dell’iniquità della disparità di genere.

stage lavoroA inizio 2021 Mosca ha fondato l’Associazione “Il cielo Itinerante” insieme, tra gli altri, a Ersilia Vaudo, Chief Diversity Officer dell'Agenzia spaziale europea, con l’obiettivo di avvicinare allo studio delle materie Stem i bambini e le bambine in situazioni di povertà educativa o di disagio sociale, sperimentando metodi formativi innovativi. «Abbiamo messo quattro telescopi su un camioncino e siamo andati nei posti dove c’è maggiore fragilità, maggior abbandono scolastico, maggiori diseguaglianze, per fare vedere le stelle ai bambini attraverso il telescopio» dice Mosca di questa nuova attività: «Perché le stelle? Perché da sempre l’osservazione dell’universo ha portato a un avanzamento dell’umanità da tutti i punti di vista – non solo matematico scientifico ma anche filosofico, religioso, artistico. L’osservazione del cielo ha sempre ispirato e fatto nascere il desiderio di migliorarsi. Quello che abbiamo cercato di fare in questi due anni è instillare in questi ragazzi delle medie il desiderio di poter e voler andare oltre la propria quotidianità, superare gli stereotipi, superare l’idea che il loro destino sia determinato, e dar loro l’idea che invece possono prendere in mano il loro destino e decidere quello che vogliono approfondire e studiare. E in questo modo cerchiamo di gettare qualche seme, che può portare alla riduzione di questi stereotipi».

In chiusura dell’episodio Eleonora Voltolina ricorda anche gli importanti risultati della ricerca “Perché i giovani non studiano informatica?”, realizzata a fine 2019 dalla Repubblica degli Stagisti insieme alla società di consulenza informatica Spindox, con la collaborazione scientifica dell’Istituto Toniolo. E soprattutto il clamoroso risultato di un terzo del campione che dichiara che, se avesse saputo - prima di iniziare le superiori o l'università - quanto erano e sono richieste le competenze informatiche nel mercato del lavoro, avrebbe considerato con più attenzione questa possibilità. Nello specifico, il 36% delle ragazze e il 29% del campione, composto da duemila ragazzi tra i 20 e i 34 anni: e a tornare indietro sarebbero soprattutto le donne tra i 26 e i 34 anni. Quelle che oggi hanno spesso più difficoltà a trovare lavoro di qualità.

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