Ocse, ultimi giorni per candidarsi al programma di stage - solo da remoto - con indennità di 740 euro al mese

Marianna Lepore

Marianna Lepore

Scritto il 23 Feb 2022 in Notizie

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Ci sono molte organizzazioni che offrono tirocini con un buon rimborso spese affiancati a un’esperienza internazionale che può poi brillare nel proprio curriculum. Tra queste occupa una posizione importante l’Ocse, con sede a Parigi, il cui “vero” nome in realtà è Oecd – dipende da se le lettere iniziali che compongono l'acronimo rappresentano il nome in inglese, “Organization for Economic Co-operation and Development”, oppure in italiano, “Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico”.

Al momento è possibile candidarsi per svolgere un tirocinio nel corso del 2022: è necessario essere uno studente iscritto negli ultimi anni di un corso di laurea, un master o un dottorato. «Il 98 per cento dei tirocini si svolge a Parigi, dove c’è la sede principale Ocse», spiega alla Repubblica degli Stagisti Nadav Shental, che lavora nell'ufficio Talent management e Analytics dal 2017: «Ma dall’inizio della pandemia abbiamo autorizzato lo stage a distanza, per venire incontro agli studenti. In particolare perché all’Ocse aderiscono 38 paesi e alcuni di questi hanno delle regole molto rigide specie sugli spostamenti, così per non discriminare nessuno abbiamo adottato lo smart internshipping. Quindi anche gli stagisti italiani possono lavorare dalle proprie case o dalle università mantenendo comunque un’interazione continua con il proprio team di lavoro».

Svolgere uno stage a distanza non significa, fortunatamente, essere abbandonati a sé stessi. «Ogni Direzione o team ha la propria agenda e ogni stagista aderisce alle esigenze del team. Questo significa che ci sono riunioni per aiutare proprio il lavoro da remoto e, ovviamente, sono rispettate le esigenze degli stagisti che vivono in fusi orari diversi. Quindi non chiederemo mai a uno stagista di partecipare a una riunione alle 3 del mattino e cerchiamo di fare del nostro meglio per accogliere le esigenze di quanti collaborano dall’Australia, Giappone, Stati Uniti o altri paesi fuori dall’Europa». Anche l’orario è abbastanza flessibile: «L’Ocse ha una giornata lavorativa di otto ore e mezza ma non ci sono degli orari fissi in cui gli stagisti o i dipendenti cominciano e finiscono di lavorare. Quindi possono cominciare alle 8 o alle 9 del mattino: dipende dal lavoro del team a cui si appartiene e dagli accordi presi con i propri supervisors».

Per mandare la propria candidatura è necessario creare il proprio profilo sul sito Oecd: è comunque possibile accedere attraverso il proprio profilo Linkedin. Una volta fatto questo passo basterà compilare la sezione online ricordandosi di non allegare nessun documento perché tutte le informazioni necessarie devono essere inserite nel format elettronico per essere considerate nella fase di selezione. Tra pochissimi giorni, alla mezzanotte del 28 febbraio, si chiuderà la fase di candidatura per il programma di tirocinio invernale, ma in realtà ci si può candidare in qualsiasi momento: «in base alle esigenze del team dell’Ocse i candidati sono invitati ad un colloquio, qualche volta a fare alcuni test scritti», spiega Shental. I prescelti in pratica «iniziano con un accordo con il loro team: non c’è una data di inizio specifica per tutti i tirocinanti, è flessibile e a nostro avviso è molto utile questa flessibilità sia per gli studenti sia per per i team di lavoro».

Gli interessati possono quindi fare l’application online sul sito inserendo nel modulo di domanda l’esperienza, gli studi, la lettera di motivazione e indicando anche le aree di interesse. «I tirocinanti che soddisfano i requisiti e che si distinguono per conoscenza della lingua, capacità di redazione e altri requisiti minimi sono inseriti in un gruppo a disposizione di tutti i responsabili delle assunzioni e del personale delle risorse umane. Un esempio pratico: se sono un manager che lavora nel settore fiscale sarò alla ricerca di stagisti con esperienza in materia fiscale e potrei stabilire che lo stage cominci a giugno di quest’anno fino alla fine di dicembre. A questo punto i candidati che soddisfano questi criteri sono invitati per un colloquio e talvolta per una prova scritta».

Se selezionati si comincerà uno stage che può variare da uno a sei mesi. «L’Ocse eroga un’indennità di 740 euro al mese, ma in molti casi gli studenti ricevono un sostegno aggiuntivo dalle università in cui sono iscritti o attraverso degli specifici programmi di stage nel loro Paese. Per esempio la Germania, grazie ad alcuni programmi di supporto, in alcuni casi quasi raddoppia questa cifra e come Ocse incoraggiamo gli atenei che seguono questa strada» dice Shental.

Per quanto riguarda i numeri degli stagisti selezionati in passato, la Repubblica degli Stagisti è riuscita ad ottenere i dati del 2021: «Lo scorso anno sono stati selezionati 670 stagisti: il numero più alto che abbiamo mai selezionato. Nel 2020 c’è stato un decremento a causa della pandemia ma ora si sta tornando ai numeri pre Covid. Sempre nel 2021 abbiamo avuto 53 italiani selezionati per cominciare uno stage e confrontato con gli altri Paesi, l’Italia rappresenta il quarto per maggior numero di domande, dopo Francia, Germania e Stati Uniti. Questi numeri», continua a spiegare Nadav Shental, «suggeriscono che gli studenti italiani hanno molta familiarità con l’Ocse e sono molto competitivi: hanno, infatti, abbastanza successo nel processo di selezione». L’anno scorso è stato sicuramente un anno eccezionale come partecipazione, se si considera che secondo i dati del Report annuale 2021 su diversity e inclusione, nel 2020 gli stagisti selezionati sono stati 373 povenienti da 27 paesi.

Che cos’è che fa veramente la differenza per essere selezionati? «Essere particolarmente orientati verso la nostra area specifica e avere un collegamento tra i propri studi e l’esperienza professionale oltre a competenze tecniche che rendono il profilo interessante. Per esempio se si vuol lavorare nel nostro dipartimento comunicazione è necessario avere esperienza con la redazione, con diversi social media. Certo tutto dipende dal tipo di lavoro che si vuol fare ma avere queste esperienze e abilità tecniche è molto importante». Qualche suggerimento in più lo aggiunge Rossella Caputo, Hr manager all’Ocse, che spiega: «È molto importante che le persone mettano in risalto cosa hanno imparato all’università o a scuola. Poi certo, un curriculum in ambito economico può fare la differenza, la maggior parte dei nostri stagisti hanno studi in macro o micro economia e studi di politica internazionale. Certo ci sono anche specialisti in ambito sanitario, in materia fiscale finanziaria, e tutte queste specializzazioni hanno un collegamento con un esame specifico fatto all’università: tutto questo dovrebbe essere segnalato nel curriculum e nella lettera di motivazione che si inserisce. È molto importante» continua a spiegare Caputo, «che il percorso educativo e le esperienze professionali siano dichiarati in modo semplice da capire per un potenziale datore di lavoro, perché quando leggiamo i curricula è su questo tipo di criteri che possiamo orientare la risorsa verso il settore appropriato». Inutile aggiungere che le due lingue ufficiali all’Ocse sono inglese e francese e una buona conoscenza di entrambe può far la differenza. Ovviamente, quindi, curriculum vitae e lettera di motivazione devono essere inviati in una di queste due lingue.
 

Fare uno stage non significa, però, avere un successivo posto di lavoro: «Non garantiamo alcun impiego seguente anche se abbiamo tirocinanti che qualche anno dopo fanno domanda per posizioni di lavoro temporanee». Questo probabilmente anche perché l’Ocse «non è un posto dove cominciare la propria carriera» aggiunge Rossella Caputo. «L’età media è molto più alta», con la maggioranza dello staff tra i 30 e i 50 anni. «Dopo il tirocinio invitiamo i giovani a terminare gli studi con una laurea magistrale, un master o addirittura un dottorato e poi fare un’altra esperienza lavorativa prima di tornare. Uno stage è un buon modo per cominciare ad avere un’idea di cosa significhi lavorare qui, ma iniziare subito dopo la scuola non è una buona idea e siamo molto chiari su questo punto. Certo ci sono stati stagisti che sono stati più a lungo, come staff temporaneo con un breve contratto, ma questo non dura più di due anni e in seguito è necessario fare l’application per una posizione ufficiale e passare attraverso una selezione competitiva. Non credo però che sia il modo migliore per far carriera all’Ocse. Molto meglio fare un’esperienza all’estero e tornare dopo qualche anno con più esperienze professionali».

Se, quindi, si è interessati a tentare questa opportunità conviene registrarsi, fare attenzione nella compilazione della propria lettera motivazionale, e prima ancora dare un’occhiata ai vari dipartimenti per capire quali potrebbero essere i compiti  e a tutte le faq presenti sul sito. Qui si possono trovare informazioni sugli orari di lavoro, oltre a una serie di dettagli su come costruire la propria lettera di presentazione, e in che cosa consistono l’intervista o i test scritti. Per qualche giovane questa può essere addirittura una “life-changing experience”, come testimoniano alcuni dei commenti riportati sulla Brochure dell'internship program. Non resta quindi che affrettarsi e tentare anche questa opportunità. Come spesso capita in questi casi solo i candidati selezionati saranno contattati dai vari dipartimenti per continuare nel processo selettivo, se quindi dopo circa tre mesi non si è ricevuta nessuna comunicazione vuol dire che la propria candidatura non è stata presa in considerazione: ma almeno tentare una seconda volta, a patto di essere ancora studenti universitari.
 

 Marianna Lepore

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