Servizio civile, 53mila opportunità nel bando 2018: candidature fino al 28 settembre

Giulio Monga

Giulio Monga

Scritto il 19 Set 2018 in Approfondimenti

buone opportunità servizio civile Volontariato

Fino a venerdì 28 settembre sono aperte le selezioni per il Servizio civile. Il bando di quest’anno mette in palio ben 53.363 posti da volontari: più di 6mila opportunità in più rispetto all'anno scorso –  un dato che si avvicina al record storico di 57mila registrato nel 2006.

Un numero sempre più consistente di giovani, infatti, decide ogni anno di investire dodici mesi della propria vita in un’esperienza di servizio civile. In Italia o all’estero. Ad esempio, stando ai dati che si leggono sul sito, nel 2016 – ultimo anno per cui sono disponibili le statistiche – le candidature sono state quasi 104mila. Il successo del servizio civile non è dovuto solo a ragioni di vocazione sociale o volontaristica ma anche al rimborso spese relativamente generoso – soprattutto quello per il servizio all’estero – che viene garantito ai volontari selezionati.
«Una grande possibilità per fare un’esperienza, sia per sé stessi che per gli altri» nelle parole di Vincenzo Spadafora, 44enne sottosegretario alla presidenza del consiglio con delega al servizio civile: «Per sé stessi in quanto si aderisce ad un progetto di formazione che potrà servire anche nel mondo lavoro, per gli altri in quanto si investe il proprio tempo in attività importanti per il bene del paese e, in generale, delle altre persone».

Andiamo con ordine. Come ogni anno, l’iniziativa si rivolge a ragazzi e ragazze tra i 18 e i 28 anni, che siano cittadini italiani, di altri paesi dell’Unione Europea o extracomunitari con regolare permesso di soggiorno. Il servizio civile dura dodici mesi, può essere svolto una sola volta nella vita e unicamente presso enti pubblici o privati no-profit accreditati. Quest’anno, dei 53mila posti totali, 29mila sono messi in palio attraverso un bando che riguarda gli enti iscritti nell’Albo nazionale. Gli altri 24mila, invece, sono assegnati attraverso ventuno bandi relativi ai progetti degli enti iscritti negli Albi regionali (nel Trentino-Alto Adige c’è un bando sia per la provincia di Trento sia per quella di Bolzano). In tutto si tratta di oltre 5mila progetti per cui potranno essere selezionati i volontari per le attività più disparate nei settori ambiente, assistenza, educazione, promozione del patrimonio artistico e culturale, protezione civile o cooperazione internazionale.

Come detto, caratteristica «vincente» del servizio civile è il rimborso spese. A tutti i volontari, infatti, viene riconosciuto un contributo di 433,80 euro al mese, cui va sommato il rimborso per le spese del viaggio iniziale che spetta ai volontari selezionati per un progetto che ha sede in un comune diverso da quello di residenza. Non è una cifra elevata, ma è comunque un importo significativo considerando che il servizio civile generalmente non è un'attività a tempo pieno, in quanto la maggior parte dei progetti prevede un impegno di un certo numero di ore per qualche giorno a settimana (comunque mai meno di 30); inoltre lo svolgimento del servizio civile non porta alla sospensione dell’iscrizione alle liste di mobilità o alle liste di collocamento e, generalmente, non è incompatibile con altre attività.

Per il servizio civile all’estero il trattamento economico è ancora più vantaggioso, in quanto al contributo di 433,80 euro va aggiunta un’indennità fissa giornaliera
, che varia a seconda del “costo paese” in cui i volontari sono impiegati. Queste indennità oscillano dai 13 euro per i progetti che si svolgono in Africa, Sud-est asiatico, Centro o Sud America, ai 15 per Europa, Nord America e Giappone. Sono inoltre coperte le spese di viaggio – che devono essere anticipate dall’ente – e i volontari hanno diritto a vitto e alloggio (a questo proposito, è previsto un contributo anche per gli enti organizzatori). I percorsi di servizio civile all'estero però sono una esigua minoranza, l'1,5% di tutti i posti disponibili:
l'anno scorso, sui 47mila del bando 2017, solo 700 erano all'estero; il dato di quest’anno è 868.

Per partecipare alle selezioni occorre andare sul sito e scaricare la domanda di partecipazione da inviare direttamente – via e-mail, a mezzo posta o via pec – all’ente presso cui si desidera svolgere il servizio civile, allegando la documentazione richiesta. Sempre sullo stesso sito si possono consultare gli elenchi dei progetti per cui sono aperte le selezioni e quelli degli enti organizzatori. Gli elenchi si trovano alle sezioni «Scegli il tuo progetto in Italia» o «Scegli il tuo progetto all’estero» – dalle quali si può accedere alle homepage dei siti degli enti organizzatori – oppure partendo dalle pagine web rispettivamente dedicate al bando nazionale e ai bandi regionali.

Occorre prestare attenzione alle modalità con cui va presentata la domanda, dettagliatamente spiegate nel bando e chiarite anche dalle Faq. Soprattutto, bisogna tenere presente il fatto che «è possibile presentare una sola domanda di partecipazione per un unico progetto di servizio civile» e che, come si legge nel bando, «la presentazione di più domande comporta l’esclusione dalla partecipazione a tutti i progetti».
Per quanto riguarda gli enti, è Arci Servizio Civile quello a offrire più progetti (335 a livello nazionale, con  2.403 volontari coinvolti) in Italia. Tra gli altri “a tre cifre”, si segnalano Confederazione Nazionale Misericordie d’Italia, con 152 progetti e 2.624 posti, Amesci (109 progetti e 1.165 posti), Lega Nazionale Delle Cooperative e Mutue (127 progetti e 752 posti) e Caritas Italiana (191 progetti, 1.373 posti). Per i progetti all’estero, invece, spicca Volontari nel Mondo – Focsiv, con 32 progetti e 370 posti.

Anche per quest’anno la regione che offre più opportunità è la Sicilia
, il cui bando mette in palio 3.589 percorsi di servizio civile per un totale di 339 progetti. Bene anche la Campania, alla ricerca di 3.524 giovani. Il terzo gradino del podio spetta Lombardia con 296 progetti che coinvolgeranno 3.156 volontari. Tra le altre regioni popolose si segnala il Lazio con 2.615 volontari, di cui 281 all’interno di Roma Capitale. 1.331 sono i giovani che verranno reclutati dal bando della Puglia, 1.168 quelli dal Piemonte. Da segnalare il dato interessante della Sardegna che, nonostante la popolazione non elevatissima, ha pubblicato un bando per ricercare 932 volontari. Il dato è significativo soprattutto se rapportato alla popolazione tra i 18 e 28 residente nell’isola, che si ferma a 173.351: in Toscana il numero di opportunità è praticamente uguale (980) ma i ragazzi della stessa fascia di età sono oltre il doppio (370.497)!

Leggendo questi dati si conferma la tendenza degli ultimi anni che vede la richiesta maggiore di volontari – nonché di candidature – provenire dal Sud e dalle isole. Ad esempio, nel 2016 – secondo gli ultimi disponibili sul sito – il 45% delle candidature si è concentrato proprio nel Sud e nelle isole, mentre il Nord e il Centro avevano registrato entrambi un dato attorno al 27,50%.

Novità di quest’anno, introdotta con una riforma del 2017, sono i 151 progetti sperimentali, che si rivolgono a 1.236 volontari.
La loro caratteristica è poter includere programmi che per certi aspetti si differenziano dal servizio civile tradizionale. Il primo di questi aspetti è la flessibilità della durata del progetto, che può essere anche tra gli 8 ed i 12 mesi. Vi può anche essere la diversa modulazione dell’orario di servizio, che può essere anche di 25 ore a settimana – ossia 5 ore inferiori al minimo per il servizio civile ordinario o la transnazionalità, nel senso che il percorso, anziché essere svolto tutto nello stesso posto, può avere luogo per la maggior parte del tempo in Italia e per un periodo di durata variabile tra uno e tre mesi in un altro paese dell’Unione Europea (a questo periodo si applica lo stesso regime economico del servizio civile all’estero). Alcuni di questi progetti sperimentali prevedono poi un periodo di tutoraggio da uno a tre mesi mesi – svolto da tutor selezionati a monte sulla base dei curriculum – finalizzato a facilitare l’accesso al mercato del lavoro dei volontari o, più genericamente, «misure che favoriscono la partecipazione dei giovani con minori opportunità» (ossia i Neet). Il che conferma il ruolo del Servizio Civile come strumento di ingresso dei giovani nel mercato del lavoro.

Tra gli enti che propongono progetti sperimentali in Italia si segnalano Associazione ExpoItaly, che si rivolge a 95 volontari, Confcooperative e l’università di Bari
alla ricerca, rispettivamente, di 75 e 68 volontari. Il primato spetta però all’Associazione Croce Rossa Italiana, pronta ad accogliere 96 ragazzi. Il solo soggetto a realizzare dei progetti – quattro – sperimentali per l’estero è CESC Project - Coordinamento Enti di Servizio Civile, il cui bando si rivolge a 32 volontari. In questo caso i bandi si rivolgono a lavoratori svantaggiati – ossia disoccupati da almeno sei mesi, di età tra i 15 e i 24 anni,  senza diploma o , soggetti appartententi a una minoranza etnica di uno Stato Ue – persone non inserite in percorsi di istruzione o formazione, iscritte al Programma Operativo Nazionale «Iniziativa Occupazione Giovani», soggeti provenienti da case famiglia e simili, affido familiare e da strutture per minori stranieri non accompagnati, residenti in Calabria, Campania, Puglia, Sicilia (le Regioni “Obiettivo Convergenza”), soggetti a basso reddito.

Per qualunque altra informazione sul servizio civile e sugli altri progetti del relativo dipartimento della presidenza del consiglio è possibile visitare il sito o rivolgersi all’Urp al numero 06 67792600.

Giulio Monga

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