Dalla Bce a Prometeia: «Tornare in Italia una scelta difficile, ma non sono pentita»

Rossella Nocca

Rossella Nocca

Scritto il 29 Nov 2020 in Storie

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La scienza è sempre più donna. E c’è un’ampia serie di ragioni per le quali oggi, per una ragazza, può essere conveniente scegliere un percorso di studi in ambito Stem (Science, Technology, Engineering and Mathematics). La Repubblica degli Stagisti ha deciso di raccontarle una ad una attraverso una rubrica, Girl Power, che ha la voce di tante donne innamorate della scienza e fortemente convinte che in campo scientifico, di fronte al merito, non ci sia pregiudizio che tenga. La testimonianza di oggi è quella di Annalisa Molino, Economist in Prometeia.

Sono figlia di una laureata in biologia e insegnante di matematica, dunque forse il fatto che abbia finito per laurearmi proprio in matematica potrebbe sembrare “ovvio”... Ma non è così. La mia famiglia mi ha lasciato sempre libera di scegliere: e io alle superiori ho voluto fare il liceo classico. Ma proprio lì, in mezzo a greco e latino, mi sono appassionata alle materie scientifiche, e in particolare alla matematica. Quando è stato il momento di scegliere l'università mi sono iscritta a Ingegneria, ma mi sono accorta quasi subito che non faceva per me. Quindi ho virato sulla facoltà di Matematica a Tor Vergata restando quindi sempre nella mia città, Roma.

L'inizio è stato difficile: avendo un background umanistico, ho dovuto recuperare molto per mettermi al passo con gli altri – e una grossa mano, lo ammetto, me l'ha data mia madre! Quell'esperienza mi ha aiutato nell’imparare ad affrontare gli ostacoli. Inoltre la matematica, prima che darti contenuti, ti forma la mente, anche per questo ti offre un sacco di sbocchi. 

Durante gli studi ho capito che non ero interessata al lato teorico e all'insegnamento, ma alla matematica applicata: analisi numerica, statistica e probabilità. Finita l'università, ho quindi intrapreso un dottorato in Econometria, nella facoltà di Economia. Anche qui un'altra sfida, non possedendo un background economico. 

Nel terzo anno di dottorato, il mio supervisor mi ha prospettato la possibilità di fare un'esperienza in Germania presso un centro di ricerca a Francoforte, come assistente di ricerca part time in un team che si occupava di cryptocurrency e bitcoin in particolare. Una bellissima esperienza: era il 2014 e si trattava di uno dei primi studi su un tema che sarebbe poi esploso. Nell'altra metà del tempo portavo avanti la mia tesi di dottorato sulle misure di rischio di mercato. 

Dopo un anno e mezzo, terminato il progetto, ho avuto la possibilità di svolgere un tirocinio presso il Dipartimento di statistica della Banca centrale europea (Bce), in un team che si occupa di ricezione, processing e analisi statistica di dati su strumenti derivati raccolti sotto l'European Market Infrastructure Regulation (Emir). Il tirocinio si è poi trasformato in un contratto di lavoro a tempo determinato, durato fino a gennaio 2019. 

Nel frattempo avevo anche finito la mia tesi di dottorato e avevo avuto modo di tornare in Italia, a Verona, per partecipare a un incontro dei dottorandi con delle aziende: lì avevo fatto un colloquio con la società di consulenza Prometeia, sulla quale dei colleghi a Francoforte mi avevano dato ottimi feedback. L'azienda aveva manifestato interesse verso il mio profilo così, terminata l'esperienza alla Bce, mi sono rimessa in contatto con loro e mi hanno proposto subito un contratto a tempo indeterminato. 

Da Francoforte mi sono trasferita direttamente a Bologna, dove mi trovo molto bene, anche perché è più vivibile di Roma. Certo sono stata tentata di rimanere in Germania: tornare in Italia non è stata una scelta facile, ma oggi sono felice e soddisfatta di averla fatta.  

In Prometeia lavoro nel Dipartimento di analisi dei mercati e degli intermediari finanziari, e in particolare nel team dedicato al mercato del risparmio, che si occupa di statistica ed econometria, ma anche di sviluppo regolamentare. Inoltre faccio parte di un gruppo che si occupa dello sviluppo di web app. Non avevo mai lavorato prima sul tema del risparmio, e ho dovuto sviluppare la mente ad esso, ma mi sono subito appassionata. 

Lavorare qui mi piace perché c'è un ambiente dinamico e ognuno ha la possibilità di esprimersi e di cambiare il corso delle cose, portando innovazione. È un lavoro mai ripetitivo, dove c'è sempre spazio per nuove idee. Inoltre qui non c'è mai stata discriminazione di genere e c'è grande equilibrio: il mio manager è donna e il mio capo dipartimento anche! 

Attualmente siamo in smart working al 100 per cento. Fortunatamente nel mio dipartimento non ci sono particolari difficoltà, in quanto abbiamo poco contatto diretto con il cliente. Quindi da marzo a oggi siamo sempre riusciti a mantenere i nostri impegni. Certo manca il contatto umano con i colleghi e, in genere, si lavora di più, pur avendo maggiore flessibilità organizzativa.  

Alle ragazze e ai ragazzi che amano le materie Stem dico di non lasciarsi spaventare: quello della matematica e delle materie scientifiche è un percorso a ostacoli, ma può dare grandi soddisfazioni. Bisogna essere ostinati nel seguire le proprie aspirazioni, avere la mente aperta ed essere elastici nel cogliere le opportunità che si presentano. Io ad esempio non mi sono preclusa nulla e mi sono fatta trovare pronta a partire da un momento all'altro.

E poi bisogna fare di tutto per far coincidere i propri interessi con il proprio lavoro: nella mia esperienza questo ha fatto la differenza!

Testimonianza raccolta da Rossella Nocca

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