Legge sugli stage, in Lombardia la Cisl propone di usare il Quadro regionale degli standard professionali

Eleonora Voltolina

Eleonora Voltolina

Scritto il 04 Dic 2017 in Interviste

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Nei giorni immediatamente prima di Natale la Commissione attività produttive della Regione Lombardia discuterà la bozza di nuova legge regionale sui tirocini (qui le anticipazioni sui contenuti). La Repubblica degli Stagisti ha raccolto la valutazione del sindacalista Mirko Dolzadelli, dal febbraio di quest'anno nella segreteria della Cisl Lombardia. Dolzadelli, 43 anni, nell'ambito del suo incarico di segretario regionale ha anche la delega al mercato del lavoro; ha esperienza sindacale nel settore agroalimentare, edile e metalmeccanico. Dal 2016 è anche consigliere di nomina governativa come rappresentante dei lavoratori frontalieri nel Consiglio generale degli italiani all'estero (Cgie).

stage lavoro cislComplessivamente come Cisl siete soddisfatti della nuova normativa sui tirocini?

Anche se non ha ancora concluso il suo iter legislativo, e a oggi non abbiamo a disposizione un testo definitivo, Come Cisl ci riteniamo abbastanza soddisfatti del testo che è stato condiviso da Regione Lombardia con le parti sociali. Siamo soddisfatti soprattutto del recepimento della nostra proposta che vincola la durata del tirocinio alla complessità delle competenze da acquisire durante il periodo di stage, attraverso il Quadro regionale degli standard professionali di Regione Lombardia. Questo strumento permette una valutazione oggettiva delle competenze. Non siamo invece  riusciti ad ottenere un rimborso spese maggiore di 500 euro e una sua modulazione legata alla durata del periodo di tirocinio così come avremmo voluto.

Come sono stati i lavori al tavolo convocato dalla Regione con le parti sociali? Avete trovato orecchie attente e voglia di collaborazione tra i vostri interlocutori – le altre sigle sindacali, le associazioni datoriali, la Regione?
La discussione è iniziata la scorsa estate ed è stata interrotta dalla pausa estiva. Avremmo voluto maggiori occasioni di discussione, ma sappiamo bene che spesso i tempi della politica non coincidono con i tempi necessari nella realtà. Partendo da una condivisione unitaria con Cgil e Uil, abbiamo comunque avuto modo di confrontarci con le controparti datoriali che hanno mostrato una grande attenzione allo strumento. In particolare Confindustria Lombardia ha mostrato una sensibilità maggiore, orientata ad aumentare la qualità dei tirocini offerti ai giovani. Regione Lombardia invece stupisce perché nonostante dichiari da anni, in ogni occasione pubblica, tramite il suo assessore all’Istruzione e lavoro di essere radicalmente contraria ai tirocini di lunga durata che “cannibalizzano” l’apprendistato, durante tutta la discussione non ha mai preso una posizione in tal senso. Anzi, spesso abbiamo avuto l’impressione che avallasse la proposta di alcune parti datoriali di allungare lo strumento a 12 mesi senza alcuna discriminante.

Una novità rilevante è che la nuova normativa prevede che non potranno più essere attivati tirocini extracurriculari per tipologie di attività lavorative elementari, con un riferimento allo "European Qualification Framework – EQF – livello 1". In concreto ci
fa qualche esempio concreto di attività lavorative che non potranno più essere inquadrate come tirocinio?
Nell’attuale repertorio lombardo non ci sono singole competenze di livello EQF 1 perché, come indicato nei criteri metodologici del Quadro regionale degli standard professionali di Regione Lombardia, tale livello si riferisce a conoscenze generali di base, corrispondenti a profili di “bassa qualificazione” che non sono necessariamente legate né a un ambito di lavoro né di studio.  Questa scelta la trovo coerente. A mio avviso, non è possibile effettuare un tirocinio quando non ci sono competenze professionali da apprendere. Un esempio emblematico è il manovale: le competenze del manovale generico sono essenzialmente elementari e ripetitive, quindi riconducibili alla referenziazione EQF 1.  Un manovale non ha bisogno di alcuna formazione: esegue, senza competenze di carattere tecnico.

Voi come Cisl avete portato al tavolo una proposta innovativa: usare i valori EQF del Quadro regionale degli standard professionali per suddividere gli stage in due sottocategorie, differenziando la durata massima. Per mansioni semplici la durata massima sarà 6 mesi, mentre per mansioni più complesse sarà di 12 mesi. E la Regione ha accolto la vostra proposta. Ci fa qualche esempio? Quali saranno d'ora in poi gli stage che non potranno durare più di 6 mesi? Gli stage come cassiera in un supermercato? Come magazziniere?
L’European Qualification Framework, “EQF” appunto, ci permette di avere una valutazione oggettiva del livello di complessità, del grado di autonomia e responsabilità delle competenze che vanno a configurare il piano formativo del tirocinante. Come Cisl abbiamo pensato fosse coerente e qualificante legare il Quadro regionale degli standard professionali di Regione Lombardia alla qualificazione e alla modulazione del tirocinio. In particolare abbiamo proposto appunto un metodo oggettivo per legare la durata del tirocinio alla reale necessità formativa. Concretamente questo significa che non potranno essere proposti tirocini di durata superiore ai sei mesi per le competenze riferite all’EQF 2 e 3, quelle competenze in sostanza semplici.

Qualche esempio di competenze EQF 2, per i quali dunque gli stage saranno possibili ma con durata massima di 6 mesi?
Effettuare la cottura in forno (panificatore); il confezionamento dei prodotti alimentari; la pulizia delle attrezzature da cucina (addetto di cucina); il riordino dei camere e spazi alberghieri; la gelatura (gelatiere); condurre i macchinai delle linee di imbottigliamento (manovale di linea – imbottigliamento e confezionamento).

Esempi di competenze EQF 3?
Effettuare la manutenzione del verde (giardiniere); l’impasto degli ingredienti da forno (pasticcere); attrezzaggio di macchine utensili (attrezzista meccanico); l’impaginazione dei testi e la fotocomposizione di immagini (operatore grafico prestampa); le operazioni di stoccaggio, imballaggio e movimentazione merci (operatore di magazzino della logistica e della spedizione); la gestione di cassa di esercizi commerciali (cassiere – commercio); la vendita al cliente in esercizi commerciali; il servizio bar (barista – barman); procedure su check-in e check-out alberghiero (portiere d’albergo); il servizio pasti ai banconi self-service (operatore servizi mensa); eseguire le registrazioni contabili (operatore di contabilità); redigere testi lettere commerciali (operatore d’ufficio); realizzare lo smistamento delle telefonate (centralinista); fornire informazioni tramite servizio di call center.

Le imprese che vorranno trovare scappatoie per allungare il periodo di tirocinio a 12 mesi solo per convenienza potranno però comunque farlo...
È vero, inserendo una qualunque altra competenza di livello superiore a 3. Sarà però altrettanto facile capire quali sono le reali intenzioni dell’azienda e del soggetto promotore. Quindi sarà agevolato il giovane che vorrà fare una valutazione prima di accettare lo stage e ugualmente saranno facilitati i compiti di chi è incaricato della verifica e del controllo. 

Voi proponevate che gli EQF servissero non solo a determinare più segmenti di "durata massima", ma anche a determinare indennità minime differenziate, che arrivassero fino a 800 euro, come in Lazio. Su questo la Regione non vi ha seguiti. Il rimborso spese minimo è stato alzato, ma poco. Eppure… avevate il sostegno di Assolombarda! Cos'è successo?
La nostra proposta, nostra nel senso di Cgil Cisl e Uil, prevedeva un rimborso spese massimo che si fermava un po' sotto quella approvata in Lazio, a 700 euro lordi mensili per i mesi successivi a 6 e fino a 12 per i tirocini di durata massima di 12 mesi, e 600 euro lordi mensili invece per i primi 6 mesi. Su questo punto però non ci ha seguiti nessuno. La convergenza con Confidustria si è realizzata esclusivamente sulla modulazione della durata legata agli EQF.

La Regione ha deciso peraltro di lasciare l'indennità minima per gli stage negli enti pubblici a 300 euro. Non è discriminante per gli stagisti che andranno a fare tirocini negli enti pubblici, e avranno una garanzia economica quasi dimezzata rispetto ai colleghi nelle imprese private?

Su questo punto siamo molto critici e in disaccordo con quanto ha deciso Regione Lombardia. Pensiamo, e con noi lo hanno dichiarato tutte le parti sociali presenti al tavolo, sia sindacali che datoriali, che sia una discriminazione inaccettabile.

Nella nuova normativa, coerentemente con quanto previsto dalle linee guida, vi è un riferimento a controlli e sanzioni. A voi è chiaro chi dovrà effettuare questi controlli, e come? Gli ispettorati del lavoro hanno le forze per svolgere un monitoraggio accurato delle condizioni dei tirocinanti?
Questa è una materia nuova che dovrà essere verificata nella sua attuazione. Sarà senz'altro nostro impegno esigere un monitoraggio e verificare la strumentazione operativa di controllo.  Il nostro impegno inoltre sarà quello di promuovere una corretta informazione rivolta ai giovani e ai delegati sindacali nelle aziende che a loro volta avranno la possibilità di vigilare.

Quali sono i "punti caldi" su cui non volete abbassare la guardia nei prossimi mesi?
Cercheremo di presidiare la valutazione dei risultati del monitoraggio qualitativo che Regione Lombardia ha proposto tramite il suo portale. Dagli esiti di queste attività dipenderà la nostra azione. Tra le cose da verificare fin da subito riteniamo importante quella relativa all'esclusione dal tirocinio di persone che hanno l’abilitazione alla professione o la qualifica all’esercizio di una professione.
 
Un esempio?
Gli estetisti. Quando si parla di giovani estetisti, di parrucchieri, e di giovani che hanno raggiunto una “qualifica” non dobbiamo dimenticare che questa è il risultato formale di un processo di valutazione e convalida, acquisito quando l’autorità competente stabilisce che i risultati dell’apprendimento di una persona corrispondono a standard definiti. Anche qui è ovvio che non occorre alcuna formazione aggiuntiva. Questi giovani devono entrare in azienda con il contratto di apprendistato – non con il tirocinio.

Ragionevolmente vi sono margini per migliorare la normativa a breve?
Sì, i margini di miglioramento ci sono. Le nuove linee guida non hanno concluso l’iter legislativo: aspettiamo e auspichiamo che la IV commissione consigliare Attività produttive e occupazione di Regione Lombardia si riunisca per esprimere un parere sul testo e che eventuali migliorie vengano poi recepite dalla Giunta. A normativa fatta, sarà preziosa la collaborazione della Repubblica degli Stagisti per informare il maggior numero possibile di giovani. 

Intervista di Eleonora Voltolina

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