Carriere scientifiche al femminile, Fondo Stem e bilancio di genere: il neoministro dell'università in prima linea

Rossella Nocca

Rossella Nocca

Scritto il 03 Gen 2020 in Notizie

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È dello scorso autunno la proposta, depositata dalla vice presidente della Camera dei Deputati Mara Carfagna, di istituire presso il ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca un “Fondo Stem” destinato a finanziare l’esonero totale dalle tasse e dai contributi dovuti dalle studentesse per iscriversi ai corsi di laurea triennale, magistrale e magistrale a ciclo unico nelle discipline scientifiche (Stem è infatti un acronimo che sta per Science, Technology, Engineering e Mathematics).

Per lo stanziamento è stata calcolata una cifra intorno ai 100 milioni annui. Non una spesa ma un investimento per il futuro del Paese. Si pensi ad esempio che secondo la Commissione Europea Women Active in the ICT Sector una maggiore partecipazione femminile in professioni collegate all’economia digitale porterebbe a un aumento del Pil comunitario di circa 9 miliardi di euro all’anno. 

La recente nomina al ministero dell'Università di Gaetano Manfredi,
 già presidente della Crui, la Conferenza dei rettori delle università italiane, e rettore dell’università Federico II di Napoli, fa ben sperare sull'esito positivo della proposta e più in generale sull'impegno a favore delle carriere al femminile. 

«Penso che oggi investire per supportare l’accesso ai corsi Stem da parte dei giovani e in particolare delle donne, che rappresentano la percentuale più bassa, soprattutto nel digitale» aveva detto infatti Manfredi in un'intervista alla Repubblica degli Stagisti qualche giorno prima della nomina a ministro: «sia un ottimo investimento. Ma credo che il tema importante è che ci sia non solo un investimento economico ma anche un aumento della consapevolezza e della conoscenza».


Prima che si raggiunga la parità, secondo il ministro, c’è ancora un ostacolo difficile da superare: «Spesso esiste un pregiudizio da parte delle ragazze e delle famiglie nell’avvicinamento a questa tipologia di saperi e lavori. Per questo occorre avviare una grande attività di informazione nelle scuole e di avvicinamento». Ad esempio la Federico II sostiene il Piano Lauree Scientifiche, che porta nelle scuole i ricercatori dell'università, che fanno attività congiunta con i docenti. Queste attività saranno potenziate nei prossimi anni e affiancate ad attività specifiche su coding e digitale. 

Per monitorare e quindi contribuire a implementare la presenza femminile anche negli organi di gestione degli atenei, un gruppo di lavoro della Crui ha redatto le "Linee guida per il Bilancio di Genere negli Atenei italiani". Un altro segnale importante, se si considera che le donne rappresentano il venti per cento dei professori ordinari e solo il sette per cento dei rettori italiani.  

La sfida per aumentare la presenza femminile nel mondo Stem è stata recentemente raccolta anche in ambito locale. Ad esempio la Regione Campania ha pubblicato l’avviso pubblico “Io ho un sogno. Il futuro è donna”, che prevede l’assegnazione di voucher formativi a donne campane di età compresa tra i 18 e i 50 anni. In particolare, la Regione mette a disposizione fino a 3mila euro per prendere parte a corsi di formazione autorizzati e a corsi di specializzazione o master, con particolare attenzione alle materie Stem. Per la prima edizione, si dovrebbero riuscire a coinvolgere tra le 500 e le 600 donne, a seconda del costo del percorso formativo scelto. 

«Il progetto nasce da una delibera di due anni fa» spiega alla Repubblica degli Stagisti Chiara Marciani, assessore alla formazione e alle pari opportunità per la Regione Campania «recante un piano strategico per le pari opportunità con in dotazione 26 milioni di euro per interventi volti a favorire l’occupazione femminile».

“Io ho un sogno” rappresenta il primo intervento: «Vuole venire incontro alle donne senza limiti di età, dalle giovanissime che vogliono ampliare le proprie conoscenze alle mamme che nella prima fase della vita si sono dedicate alla famiglia o sono state espulse dal mondo del lavoro e vogliono riqualificarsi con percorsi professionalizzanti e master in tutta Europa», aggiunge l’assessore. La seconda fase del piano strategico, come anticipato da Marciani, vedrà l’investimento di 15 milioni di euro sull’imprenditoria femminile, altro tassello importante per favorire la parità di genere. 

Attendiamo ora di scoprire se il neoministro deciderà di prendere in carico l'impegno per l'istituzione del Fondo Stem e se studiare le materie scientifiche, per le ragazze, diventerà così una scelta più “facile”, quantomeno dal punto di vista economico. 

Rossella Nocca

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