A Palermo oltre cento expat riuniti dal Cgie, obiettivo: creare una rete di giovani italiani nel mondo

Scritto il 16 Apr 2019 in Notizie

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Parte oggi a Palermo un grande evento dedicato ai giovani italiani nel mondo. Quattro giorni di seminari, dibattiti, discussioni e workshop per fare il punto su cosa vuol dire essere italiani e vivere in un altro Paese. Centoquindici giovani tra i 18 e i 35 anni sono appena sbarcati nel capoluogo siciliano dai quattro angoli del globo - dall’Argentina al Guatemala, dal Canada a Israele, dalla Svizzera all’Australia… - su invito del Cgie, il Consiglio Generale degli Italiani all’Estero, un organismo di consulenza del Governo e del Parlamento sui grandi temi che interessano le comunità all’estero creato negli anni Novanta per promuovere la partecipazione attiva alla vita politica del paese da parte delle collettività italiane nel mondo.

Dieci anni dopo la Conferenza Mondiale dei Giovani, che il Cgie organizzò nel dicembre del 2008 portando a Roma quattrocento delegati da tutto il mondo, sembra finalmente arrivato di nuovo il momento di dare voce e spazio agli expat italiani. Ideatrice e anima dell’evento è Maria Chiara Prodi, classe 1978, bolognese d’origine e parigina d’adozione. Laureata in , co-fondatrice di ExBo - il network dei bolognesi all’estero - Maria Chiara Prodi vive in Francia da quindici anni; è coordinatrice artistica de l’Opéra Comique e presidente della commissione “Nuove migrazioni e generazioni nuove” del Cgie.

La finalità del Seminario è ambiziosa: creare una rete di giovani italiani nel mondo che non esaurisca la sua energia nei quattro giorni di Palermo, ma che anzi prenda il via e prosegua nei prossimi mesi elaborando riflessioni e proposte e sopratutto coniugando le due anime, spesso percepite come contrapposte, degli italiani all’estero. E cioè da una parte le seconde o terze generazioni, vale a dire i figli e i nipoti di italiani emigrati all’estero molti decenni fa, e dunque “identità ibride”; e dall’altra parte la nuova emigrazione, i sempre più numerosi giovani nati e cresciuti in Italia che a un certo punto han deciso di fare le valige e costruire la propria vita altrove - in cerca di migliori opportunità. In particolare, i centoquindici partecipanti sono equamente divisi tra un 60% di seconde e terze generazioni e un 40% di rappresentanti della nuova emigrazione.

Molte sono le reti già esistenti: spesso gli expat si federano a seconda della Regione italiana di provenienza (Bellunesi nel mondo, Trentini nel mondo…), oppure creano momenti di incontro e supporto reciproco nelle città dove si sono trasferiti e dove non conta più dove si viveva prima di partire dall’Italia, conta solo il fatto di essere italiani all’estero. Ora si tratta di sistematizzare questo attivismo spontaneo e rendere questi giovani «protagonisti del futuro del nostro paese» spiegano dalla Commissione Nuove Generazioni del Cgie «e  farli diventare attivatori, nei loro territori di provenienza, di coinvolgimento giovanile e informazione a tutta la comunità».

stage lavoro expatL’evento di Palermo è strutturato in due giorni focalizzati sulle “tecniche partecipative”, un giorno dedicato alla formazione (con particolare attenzione alle reti di ricercatori italiani nel mondo, ai temi del lavoro e della mobilità, alle nuove esperienze e opportunità legate alle famiglie expat, e ai meccanismi di rappresentanza degli italiani all’estero) e l’ultimo giorno, venerdì 19, per parlare alle istituzioni. Gli oltre cento partecipanti sono stati selezionati dai Comitati degli Italiani all’Estero e dalle nove Consulte regionali per l’emigrazione aderenti all’iniziativa - quelle di Abruzzo, Basilicata, Emilia Romagna, Friuli Venezia-Giulia, Liguria, Marche, Molise, Trentino Alto Adige e Umbria - “con l’intento di mobilitare tutte le comunità d’italiani all’estero e rafforzare le reti istituzionali di rappresentanza di base”.

Si parte dunque oggi al Teatro Massimo, con la presenza del segretario generale del Cgie Michele Schiavone e del sottosegretario agli Esteri Ricardo Merlo; subito dopo pranzo la prima sessione di lavori, intitolata eloquentemente “Essere italiani all’estero. Una mappa giocosa dell’essere italiani fuori dall’Italia”, per far emergere e analizzare le caratteristiche che l’emigrazione italiana ha assunto nei differenti Paesi d’adozione. E poiché non di solo pane vive l’uomo i ragazzi in serata avranno anche l’opportunità di assistere alla prova generale dell’opera “Idomeneo, re di Creta” di Mozart e incontrare il giovane direttore d’orchestra Daniel Cohen.

Per mercoledì 17 il programma prevede presso il Real Teatro Santa Cecilia una giornata di lavoro con la metodologia Open Space, in cui i partecipanti discuteranno sul senso di fare rete e di come dare valore a questa esperienza; in serata, sulla base dei risultati dei lavori, verrà definita una lista di iniziative da portare avanti.

stage lavoro expatGiovedì 18, mattina dedicata ad atelier tematici: tra questi anche il workshop “Trovare lavoro in Italia, partire per l’estero: kit di sopravvivenza”, presso la Sala della Biblioteca comunale di Palermo, cui parteciperà la giornalista Eleonora Voltolina, presidente dell’associazione Italents e fondatrice della testata online Repubblicadeglistagisti.it, insieme a Silvana D’Intino, fondatrice di ITAUFamily. Tra gli altri seminari vale la pena segnalare che, in anteprima, verrà presentato il rapporto “Famiglie transnazionali dell’Italia che emigra. Costi e opportunità è la prima indagine sull’impatto economico della mobilità giovanile sulle famiglie italiane”, a cura di AltreItalie e Makran-mammedicervellinfuga.com e in particolare degli autori Maddalena Tirabassi, Brunella Rallo, Alvise Del Pra’ e Valeria Bonatti.

Nel pomeriggio ci si sposta a Palazzo dei Normanni, sede dell’Assemblea Regionale Siciliana, per un incontro nella Sala Piersanti Matterella con il presidente dell’Ars Gianfranco Miccichè e con l’assessore regionale all’Istruzione Roberto Lagalla. Altri due momenti dedicati all’approfondimento saranno il panel “I giovani al cuore dell’emigrazione italiana: ricerche e dati” tenuto da Delfina Licata, coordinatrice del Rapporto Italiani nel Mondo della Fondazione Migrantes, e Paolo Balduzzi, docente di economia dell’università Cattolica e segretario generale di ITalents; e il panel “Il soft power italiano: cos’è e cosa c’entrano i giovani italiani nel mondo” con il direttore dell’Agenzia Nazionale Giovani Domenico De Maio e Letizia Airos Soria, direttrice responsabile del Network Editoriale i-italy.org negli USA.

La sessione conclusiva, venerdì 19, avrà luogo all’università di Palermo. I giovani saranno accolti dal rettore Fabrizio Micari, dal sindaco Leoloca Orlando, dal presidente della regione Nello Musumeci e da Vito Petrocelli, presidente della Commissione Esteri del Senato. Per Maria Chiara Prodi sarà il momento di fare una sintesi dei lavori e aprire il confronto con le istituzioni a partire dai documenti finali del Seminario, presentati dai delegati, prima delle conclusioni del segretario generale del Cgie, Michele Schiavone. Con l’auspicio che Palermo non sia che l’inizio di un lungo percorso per rivitalizzare la preziosa rete delle centinaia di migliaia di giovani italiani all’estero.

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