Decreto Rilancio, l'emendamento sugli stagisti è stato “accantonato”: ma non è ancora detta l'ultima parola

Scritto il 01 Lug 2020 in Notizie

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È in corso in questi giorni il lavoro parlamentare, alla Camera dei deputati, per la conversione in legge del Decreto Rilancio. Tra le centinaia e centinaia di emendamenti proposti dalle varie forze politiche ve n'è uno che riguarda gli stagisti.

L’emendamento ha come primi firmatari Chiara Gribaudo del PD e Massimo Ungaro di Italia Viva;
stage lavoro massimo ungaroesso «stabilisce anche per gli stagisti un indennizzo» ricorda Ungaro, «pertanto chi stava facendo un tirocinio al momento dello scoppio dell’emergenza Coronavirus, ed ha subito un danno dovuto all'interruzione o sospensione del suo percorso di formazione, ne avrebbe diritto» – ovviamente se l'emendamento venisse approvato.

Gli stagisti sono comprensibilmente ansiosi che l'emendamento venga votato, ma i lavori procedono a rilento: «Il “ritardo” è dovuto ai lavori della Commissione Bilancio non sempre organici e continui sul Dl Rilancio. Come è noto, l'emergenza Coronavirus ha imposto provvedimenti molto corposi dal punto di vista delle nuove norme introdotte e molto onerosi dal punto di vista finanziario. Da qui nasce la complessità del lavoro delle Commissioni parlamentari» spiega Ungaro. Certamente il fatto che l'emendamento abbia un costo cospicuo – cento milioni di euro – non aiuta, ma «spesso anche per emendamenti non onerosi le discussioni sono lunghe e intense» precisa: «È questo anche il ruolo del Parlamento. Il provvedimento andrà in aula presumibilmente venerdì 3 luglio».

L'emendamento è stato sottoscritto da altri tredici deputati democratici, compagni di partito di Gribaudo: Debora Serracchiani, Antonio Viscomi, Stefano Lepri, Carla Cantone, Romina Mura, Elena Carnevali, Paolo Siani, Enza Bruno Bossio, Matteo Orfini, Nicola Pellicani, Lia Quartapelle Procopio, Giuditta Pini, Stefania Pezzopane.

Ma anche altri quattro parlamentari di altri schieramenti hanno deciso nei giorni scorsi di sostenere l'emendamento sottoscrivendolo: si tratta di Riccardo Magi di PiùEuropa, Carmela Grippa e Elisabetta Barbuto del Movimento Cinque Stelle, e Alessandro Fusacchia, eletto con PiùEuropa e ora passato al Gruppo Misto.

La notizia di ieri è che l'emendamento è stato “accantonato”. L’accantonamento, come si può intuire dalla parola, non è un buon segno. Tecnicamente non è una bocciatura: significa però che l’emendamento viene messo da parte, magari per fare ulteriori “approfondimenti”, oppure aspettando che venga ritirato, oppure riformulato.

«L'accantonamento dell'emendamento per una riflessione sul tema è un elemento importante» commenta Ungaro: «È davvero difficile fare previsioni data l'eccezionalità del momento e l'entità del decreto».

stage lavoro«Non è stata ancora presa una decisione e si sta cercando di capire se c’è spazio: in questo caso, se c’è capienza nei fondi disponibili, dato che costa molto» gli fa eco Fusacchia: «Credo dobbiamo continuare a batterci, ce lo siamo ripetuto da ultimo ieri con la prima firmataria dell’emendamento. Ma voglio anche essere onesto intellettualmente: vedo poche possibilità che passi. Posso sbagliarmi, ma direi sin d’ora – da sottoscrittore convinto dell’emendamento – che sia una battaglia da continuare assolutamente anche dopo questo decreto, se non dovesse andare in porto adesso. Il centro-sinistra deve tornare alla radice dei problemi, ristabilire le giuste priorità, portare le battaglie fino in fondo».
Con uno sguardo che il 42enne deputato reatino [nella foto a destra, ritratto in primo piano insieme proprio a Magi, altro sottoscrittore dell'emendamento] allarga alle prossime scelte strategiche della compagine di centrosinistra: «In generale deve ripartire dai giovani. Mi pare al momento siamo più impegnati a dare il bonus babysitter ai nonni: uno scivolone inaccettabile, non solo per la salute dei nonni ma soprattutto perché un Paese che invece di sostenere il lavoro e il reddito delle nuove generazioni aiuta i pensionati ad arrotondare la pensione è un Paese senza futuro».

Come aveva detto già giorni fa Chiara Gribaudo, a questo punto sono importanti non solo le sottoscrizioni dell'emendamento da parte di deputati di diversi schieramenti, ma anche il beneplacito del governo Conte: saranno dunque ministri e sottosegretari a dire la loro e spingere per dare una direzione rispetto a dove convogliare le risorse, e se destinare quei cento milioni agli stagisti o a qualche altra misura. Ma ci sono stati in queste settimane contatti con membri del governo rispetto al tema degli stagisti? «Sì, ho avuto frequenti contatti con il Ministero dell'Economia, del Lavoro e dell'Innovazione» risponde Ungaro: «Ora però è necessario finalizzare e "portare a casa" il risultato. Una questione che ho a cuore sin dal mio primo giorno di lavoro alla Camera dei deputati».

Ma secondo Ungaro – che nella sua vita precedente, prima di essere eletto in Parlamento, lavorava in una banca d'affari a Londra – oggettivamente questi cento milioni da distribuire alle Regioni per un sostegno economico agli stagisti nell’attuale frangente economico si possono trovare oppure no? «In primis, è necessario sottolineare che per il Decreto Rilancio il Governo, nell'iter di conversione del provvedimento e come margine di modifica delle Camere, ha “concesso” al Parlamento risorse per 800 milioni di cui 300 all'opposizione» è la risposta: «Il nostro emendamento “costerebbe” quindi il 20% di tutte le risorse di tutte le forze di maggioranza». Un peso non irrilevante.

Tra le righe Ungaro dice anche che se le Regioni si mettessero d'impegno i soldi potrebbero già trovarli da sole, come per esempio hanno già fatto Toscana, Lazio, Emilia Romagna, Valle D'Aosta e in parte Calabria: «Ci sono fondi sono già nelle disponibilità delle regioni e che  a onor del vero questi enti fanno fatica a spenderli. Come ha confermato all'inizio della pandemia la Presidente della Commissione Europea Ursula Von der Leyen, l'Italia negli ultimi cinque anni non ha purtroppo utilizzato 11 miliardi di euro – già scaduti ma riconfermati come ulteriori risorse nazionali – di fondi strutturali che nel nostro Paese hanno le regioni come centro di spesa: un errore gravissimo».

Che si scelga di essere ottimisti oppure pessimisti, resta il fatto che in questa emergenza Covid non ci si è ancora occupati prima di sostenere gli stagisti – e forse si continuerà a non farlo. Per la politica è come se fossero invisibili. «Lo sono» concorda Fusacchia: «C’è una grande zona grigia in Italia quando si parla di lavoro e gli stagisti ci sono dentro fino al collo. Detto questo, penso che parte del problema sia proprio l’esistenza di una categoria “stagisti”, fatta di persone che passano di stage in stage senza riuscire a trovare un vero lavoro, emanciparsi. Questo Paese deve tornare a occuparsi seriamente di diritto alle opportunità, soprattutto per i più giovani, che pagheranno domani le scelte economiche che facciamo oggi. È un tema di giustizia intergenerazionale di cui si parla ancora troppo poco».

E anche se mal comune non fa mezzo gaudio, gli stagisti non sono gli unici che dai decreti dell'emergenza Covid non sono stati tutelati con sostegni economici: «Sono tanti quelli che sono stati scordati per strada» ricorda Fusacchia: «Ci siamo ricordati nel 2020 che esistono le partite Iva e il lavoro autonomo, ma non basta. Ho fatto un emendamento al Decreto Rilancio per dire che le lavoratrici e i lavoratori della filiera di produzione del libro – i traduttori, gli illustratori, tutte figure che non pagano Iva perché soggette ad una legge sul diritto d’autore – sono rimasti fuori da ogni schema di sostegno e meritano sostegno. Faccio solo questo esempio, ma ci sono decine di tipologie di dimenticati. Bisogna rimediate in fretta, non solo per consentire a tutti di superare l’emergenza».

«Il mio impegno non verrà mai meno in questa battaglia sia sulle garanzie che sulle indennità agli stagisti», gli fa eco Ungaro, «come ai tanti lavoratori atipici e senza tutele in questo Paese».

Ma è davvero impossibile invertire la rotta? Possibile che gli stagisti debbano essere sempre all’ultimissimo posto nelle priorità della politica? Forse è venuto il momento di fare un appello a Vincenzo Spadafora, ministro per le Politiche giovanili e lo sport? Una cosa è certa: tutti coloro che hanno a cuore il tema stage, stagisti in primis, devono tirar fuori la voce e le unghie e chiedere ai loro rappresentanti politici di battersi perché questi cento milioni per gli stagisti saltino fuori. E devono farlo adesso: già domani potrebbe essere troppo tardi.

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