Concorso Rai, interrogazione parlamentare sui 5mila candidati convocati in fretta e furia a Bastia Umbra

Marianna Lepore

Marianna Lepore

Scritto il 13 Giu 2015 in Approfondimenti

Dopo tredici mesi di silenzio, 5mila candidati ricevono un’email che annuncia la convocazione il 1° luglio 2015 alle ore 10.30 per la prima fase della selezione per giornalisti in Rai. Una buona notizia che, per tempistica e luogo prescelto – Bastia Umbra – fa indignare i candidati che ricevono l’appoggio dall’ordine dei giornalisti e dal deputato del movimento 5 stelle Dalila Nesci, che presenta un’interrogazione in vigilanza Rai.

La notizia è sicuramente, prima di tutto, quella di un concorso in Rai per giornalisti, come ci tiene a precisare alla Repubblica degli Stagisti il segretario Usigrai, Vittorio di Trapani. «Il tema vero è che in Rai si fa una selezione pubblica di portata mai vista, come il sindacato chiedeva da anni. Mentre in tutto il mondo del lavoro si parla di anomalie contrattuali, casse integrazioni, licenziamenti, il servizio pubblico programma assunzioni. Credo che tutti dovrebbero essere felici e soddisfatti di questo» precisa il segretario.

«Si potevano fare meglio le cose? Si può sempre fare meglio. Ma il bando di gara è quello e purtroppo ha portato a quel risultato, che io rispetto. La vera notizia è che la selezione pubblica parte».

Eppure gli altri giornalisti, quelli che avevano presentato domanda, non la vedono tutti in questo modo. Perché la scelta di Bastia Umbra, comune di 22mila anime della provincia di Perugia, non sembra essere un luogo dove far soggiornare facilmente 5mila giornalisti precari. Perché raggiungerlo risulta difficile con i mezzi, tanto che nei vari gruppi facebook nati per l’iniziativa nascono improvvisi servizi di car sharing tra i partecipanti.

Le segnalazioni sulla quantomeno anomala decisione del luogo sono arrivate fino in parlamento dove Dalila Nesci, deputata del Movimento 5 stelle ha presentato un’interrogazione in commissione di vigilanza Rai. «Ci sono arrivate tantissime segnalazioni e visto che nessuno comprende effettivamente perché con così poco preavviso si sia annunciata quella prova in quella sede ho deciso, insieme ad altri colleghi della vigilanza Rai, di fornire la possibilità all’azienda di fugare ogni dubbio e segnalare con trasparenza con quali criteri ha scelto la sede dove ci sarà il concorso ed anche le spese che sosterrà» spiega l’esponente grillina.

Interrogazione a cui dovrebbe arrivare una risposta «in genere dopo una settimana. Ma visto che c’è abbastanza attenzione da parte dei giornalisti forse decideranno di rispondere prima». «Sappiamo che i criteri di legge anche per quanto riguarda il preavviso sono rispettati,» dice Nesci «certo dal punto di vista umano e professionale si poteva avere qualche giorno di preavviso in più».

Sul luogo scelto per la prova attraverso un bando di gara, Bastia Umbra, cerca di ridimensionare le critiche di Trapani che dà anche una spiegazione a chi non si capacita del perché per la stessa selezione ci siano due sedi diverse. «Il primo test coinvolge contemporaneamente 5mila persone e necessita di un luogo in grado di ospitarle. Per le altre si passa da 5mila a 400 e visto che a Saxa Rubra o nelle sedi Rai di Roma quel tipo di prove si possono fare, è giusto farle nelle sedi Rai». E a chi dice che Bastia Umbra è un centro piccolo dove ci potrebbero essere difficoltà per tutti di soggiornare, risponde «Non mi risulta. La fiera è consapevole che nel circondario ci sono disponibilità di posti per diverse migliaia di persone».

Anche l’Ordine dei giornalisti interviene sul tema e definisce «un’occasione mancata per recuperare quella credibilità che dovrebbe avere la prima azienda di informazione in Italia» il concorso e la scelta di Bastia Umbra una decisione che comporterà «una decimazione dei partecipanti», chiedendo a commissione di vigilanza e governo di prendere una netta posizione.

La grillina Nesci non esclude totalmente che la scelta fatta possa essere corretta «Magari è un luogo adeguato», dice alla Repubblica degli Stagisti, ma «è giusto vigilare anche sui costi» dell’intera vicenda. Soltanto avendo qualche elemento in più «per capire le spese che ci saranno per allestire questo posto» si potrà giudicare la decisione dell’azienda.

Nel frattempo la Rai ha deciso di rispondere con una nota al documento approvato dall’Ordine dei giornalisti esprimendo la «più profonda sorpresa» e «indignazione» e definendo il documento «un attacco gratuito, incomprensibile». E sottolinea che «Bastia Umbra è indubitabilmente posta nel centro del Paese e le strutture ricettive offrono 20mila posti letto».

Lo scontro a colpi di comunicati è continuato con l’Ordine che in una nuova nota ha contestato la «superficialità nel non prevedere in un bando di selezione condizioni capaci di garantire un’accessibilità non problematica alla sede dell’esame».  A cui ha risposto direttamente il direttore generale della Rai, Luigi Gubitosi, che durante la presentazione del premio Biagio Agnes ha definito il concorso una «bellissima operazione», attaccando l’ordine «gestito in modo ignorante e demagogico».

Al di là delle polemiche tra massimi esponenti, resta il fatto che qualcosa nella gestione del concorso non è andata nel verso giusto se, come anche raccontano su varie pagine facebook, hanno ricevuto la convocazione anche giornalisti pubblicisti – espressamente esclusi dal bando - e almeno un caso di una giornalista in pensione raccontato già da varie testate. Proprio su questo caso di Trapani dice che poiché «alcune sentenze ci vietano di mettere limiti di età, questi sono poi gli episodi che capitano».

Una semi certezza comunque c’è: per quelli che decideranno di fare il primo test, i tempi di attesa per la seconda fase potrebbero essere molto brevi: «Il multiple choice prevede un risultato praticamente immediato e di lì a pochi giorni cominceranno le prove pratiche. Il cronoprogramma è molto serrato e spero che entro il mese di ottobre avremo la graduatoria dei cento», spiega il segretario Usigrai.

Graduatoria da cui potranno essere chiamati per sostituzioni varie nell’arco di tre anni. «Il precariato oggi in Rai dura tre anni e mezzo di lavoro, in linea con le previsioni normative. Il sindacato spingerà affinché si dia un’opportunità nel più breve tempo possibile al maggior numero possibile di persone. Se un’azienda spende e investe un certo numero di euro per fare una selezione di questa portata è pienamente nell’interesse dell’azienda assorbire il risultato della selezione».

Non ci sono, però, certezze: «La mia richiesta come Usigrai sarà di assorbire per intero i cento della graduatoria nel più breve tempo possibile. Ma queste decisioni non appartengono all’Usigrai».

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