Francesca Gerli: «Che fortuna: subito dopo la laurea ho trovato in Dompé uno stage da 700 euro al mese, e poi sono stata assunta»

Per raccontare «dal di dentro» l'iniziativa Bollino OK Stage, attraverso cui la Repubblica degli Stagisti incentiva le imprese a garantire ai giovani percorsi "protetti" e di qualità secondo i principi della Carta dei diritti dello stagista, la redazione raccoglie le testimonianze degli ex stagisti delle aziende che hanno aderito al Bollino. Di seguito quella di Francesca Gerli, oggi dipendente di Dompé Farmaceutici.

Mi chiamo Francesca Gerli, ho 25 anni e sono di Como. Mi sono diplomata al liceo scientifico con indirizzo minisperimentale bilingue, inglese e tedesco; fin dai primi anni del liceo sono rimasta colpita dalla passione che mio padre ha sempre messo nella gestione dell’azienda presso cui lavorava e questo mi ha portata ad interessarmi agli studi economici. Così nel 2003 mi sono iscritta alla facoltà di economia dell’università Cattolica di Milano, con indirizzo gestionale; durante il mio percorso universitario non ho fatto Erasmus poichè avevo già avuto la possibilità di rafforzare il mio inglese negli anni delle superiori grazie ad un soggiorno in Irlanda. Un'esperienza di carattere non scolastico bensì sportivo: ero andata infatti per tre estati di fila nei pressi di Dublino, da un cavaliere irlandese, vivendo con sua moglie e i suoi figli e seguendolo tutto il giorno tra gare e lezioni a cavallo – e riuscendo così a conciliare la mia passione per l’equitazione con l'opportunità di imparare l'inglese! Poi nei due anni che hanno preceduto la laurea magistrale ho avuto la possibilità di collaborare alla redazione del business plan mensile in un’impresa tessile nel comasco. Andavo lì saltuariamente, non come stagista ma come «ospite», perché mia madre era una loro dipendente: grazie a questa esperienza ho iniziato a comprendere le dinamiche economico-finanziarie che caratterizzano una realtà aziendale. Sempre più sicura della mia passione per l’economia ho deciso sviluppare la mia tesi analizzando la forte espansione che ha avuto negli ultimi anni un’azienda di valigeria comasca, la Bric’s Spa: in questa occasione ho trovato la massima disponibilità da parte della proprietà, cioè la famiglia Briccola, che mi ha concesso la possibilità di trascorrere qualche giorno in azienda a seconda delle informazioni che avevo necessità di reperire.
Una volta laureata, nel luglio del 2009, mi sono subito iscritta alla newsletter della Repubblica degli Stagisti e al gruppo su Facebook. Credo sia un ottimo mezzo di comunicazione e di supporto per approcciare il mondo del lavoro ed evitare le fregature. Così magari certe aziende la smetteranno di sfruttare  i neolaureati invece che formarli! Contemporaneamente ho iniziato ad inviare il mio cv tramite il sito della Cattolica, indirizzandomi principalmente verso gli ambiti della consulenza e del controllo di gestione. Ed è così che dopo tre mesi sono arrivata in Dompè, proprio una delle aziende che partecipano all’iniziativa Bollino OK Stage. Ho fatto i tre step della selezione – colloquio di gruppo, colloquio individuale ed infine il colloquio con il mio futuro responsabile. L’esperienza di stage è iniziata a dicembre: sei mesi nella direzione Controllo di gestione, con un rimborso spese mensile di 700 euro netti più la mensa gratuita.
Dopo alcuni giorni di «infarinatura generale» su programmi informatici, struttura aziendale e mansioni da svolgere, sono stata subito coinvolta dalla mia responsabile nelle attività quotidiane della direzione: chiusura mensile, forecasting, budgeting e reportistica… Poco alla volta mi è stata lasciata autonomia nello svolgimento di alcune cose, naturalmente sotto stretta supervisione. È stata un’esperienza formativa dal punto di vista lavorativo e anche personale: mi hanno fatto sempre sentire parte della squadra. Al termine dello stage ho ricevuto la proposta di un contratto a tempo determinato di un anno, con una retribuzione a mio giudizio adeguata: 1.950 euro lordi al mese.
Dopo nove mesi trascorsi in Dompè posso dire di essere davvero soddisfatta: se mi confronto con i miei coetanei credo di aver avuto una grande fortuna sia per il contratto che ho avuto sia per l’effettiva possibilità di formazione che questa esperienza mi sta offrendo. Il mio desiderio è quello di continuare a crescere; non nascondo che mi piacerebbe fare un’esperienza all’estero, ma al fine di poter portare in Italia ciò che in altri Paesi sanno fare meglio di noi – insomma il mio futuro professionale lo vedo qui.
È davvero un peccato che lo stage venga spesso e volentieri utilizzato dalle aziende per coprire posti temporaneamente vacanti spendendo poco o niente, invece di essere considerato un’investimento per l’azienda stessa e per il futuro del nostro Paese. Non è certo il modo giusto per aiutare i giovani ad affacciarsi con fiducia e passione al mondo del lavoro.

Testimonianza raccolta da Eleonora Voltolina


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