Stage al Comitato europeo economico e sociale: 1000 euro di rimborso, candidature fino a fine settembre

Archiviate le vacanze estive, si riapre – per chi è in cerca di opportunità internazionali – la caccia agli stage europei. Una delle offerte migliori di questo periodo arriva dal Comitato economico e sociale europeo, organo brussellese che ha lo scopo di «rafforzare la legittimazione democratica della Ue abilitando le organizzazioni della società civile degli stati membri a esprimere il proprio parere a livello europeo», come è scritto sul sito. Un organo di mediazione che collabora con le istituzioni governative europee dunque, e che organizza due tornate di tirocinio all'anno. Le domande che arrivano ogni anno sono tantissime: «5mila per sessione, 10mila dunque ogni anno» riferiscono dall'ufficio stampa alla Repubblica degli stagisti. Gli italiani che si sono fatti avanti l'anno scorso sono una percentuale abnorme di questi 10mila: da soli rappresentano oltre un quinto dei candidati. «Sono stati 2047», infatti, per la precisione un numero sempre crescente di sessione in sessione. Probabilmente a causa della crisi: «Non abbiamo dati scientifici in questo senso, ma la sensazione - anche in base a quello che dicono i ragazzi - è proprio questa» spiegano ancora. 
Per chi fa domanda ora (ed entro il 30 settembre), lo stage partirà – in caso di esito positivo – a febbraio, con una durata di cinque mesi (quindi fino a luglio) non prorogabili. Per la sessione autunnale, ci si candida invece da gennaio a marzo. Il rimborso spese è quello canonico per gli organi di Bruxelles: «l'emolumento sarà pari al 25% del salario base di un funzionario di livello AD/5», si legge nel regolamento, quindi circa 1070 euro mensili. Che siano netti o meno dipende dalla normativa fiscale del proprio Paese, che può tassare o meno questo genere di emolumenti. A ciò si aggiunge, come di norma in questi casi, anche il rimborso spese del viaggio di andata e ritorno per raggiungere la sede di destinazione (e «sempre che si siano completati almeno tre mesi di tirocinio» è specificato). Il massimo è però di 400 euro a tragitto, e il contributo cresce quanto maggiore è la distanza. È prevista infine la sottoscrizione obbligatoria di una assicurazione contro gli incidenti, a carico dello stagista, mentre quella sanitaria è facoltativa. 
Quanto alle condizioni di accesso alla selezioni, non sono delle più stringenti. Servono una laurea almeno triennale, il dominio fluente di una lingua europea, e una conoscenza «sufficiente» di una seconda lingua a scelta tra inglese o francese (i due idiomi di lavoro del Comitato). Essere cittadino Ue è un requisito, ma non escludente: sono ammessi anche giovani da Paesi extra Ue. È peraltro possibile tentare l'application form anche per chi fosse alle dipendenze di un'altra organizzazione, sia pubblica che privata. In questo caso però, chiarisce il regolamento, «il Comitato non si farà carico del rimborso», e il tirocinante continuerà a essere remunerato dal datore di lavoro originario. Non sono invece ammessi alla selezioni quelli che abbiano alle spalle esperienze – retribuite – di più di sei settimane nelle organizzazioni dell'Unione (è escluso anche chi per esempio sia stato membro dello staff di parlamentari europei). Altre richieste a latere per la domanda sono il casellario giudiziario e un certificato di sana e robusta costituzione.
Per partecipare occorre spedire l'application form cliccando sul link apposito del sito. In caso di avvenuta preselezione si è informati tramite mail. A questo punto, lo step successivo è inviare copia cartacea (anche non autenticata) delle documentazione necessaria (attestato di laurea, contratti delle precedenti esperienze professionali, documento di identità). Sono invece obbligatori gli originali del casellario giudiziario (il police record) e del certificato medico. È possibile anche allegare altro materiale come il curriculum vitae o altro tipo di referenze, ma solo a supporto della propria candidatura.
Sul numeri di stagisti ammessi a ogni tornata non esistono tetti definitivi (nelle scorse tornate sono stati presi in media «circa 50 stagisti all'anno», informano dagli uffici di Bruxelles). «Dipende» chiarisce il regolamento, «dalla doppia condizione della disponibilità di budget e dalle esigenze dei singoli dipartimenti che potrebbero essere interessati ad avere stagisti». La selezione del tirocinante è collegata infatti alle esigenze dichiarate dalle singole unità del Comitato e non c'è modo di interferire con questo processo. Anzi, spiegano i responsabili sul sito «che è sconsigliabile mandare mail per sponsorizzare la propria candidatura»: un sistema opposto rispetto, per esempio, a quello per gli stage alla Commissione europea, dove invece scrivere ai dirigenti e autopromuoversi può risultare la mossa decisiva per essere scelti [v. testimonianza di alcuni ex stagisti].
Dal regolamento non emergono altri dettagli sui passaggi della selezione. Un intero capitolo è però dedicato ai diritti e ai doveri dei ragazzi che la superano: niente iniziative personali «se non su autorizzazione del tutor», evitare conflitti di interesse o qualunque comportamento «in detrimento dell'immagine del Comitato», rispetto degli orari e limite massimo di assenze consentito di due giorni al mese. Per le informazioni di cui si entra in possesso è chiesto il massimo riserbo: «Non si dovrà rivelare a persone non autorizzate il contenuto di documenti o informazioni che non siano di pubblico dominio» è sancito nelle provisions regarding traineeships. Di buono c'è poi che un paragrafo è dedicato «alla partecipazione del tirocinante», segno che si tratta di un elemento tenuto in grande considerazione. Lì si chiede di «prendere parte alle attività del dipartimento secondo il livello garantito dai propri studi», ed è spiegato che ciò comporterà la visione della documentazione necessaria allo svolgimento delle proprie mansioni o l'ingresso nei meeting di interesse. Talvolta potranno capitare anche viaggi o visite di studio per gli stagisti, sempre stando alla disponibilità di budget.

Ilaria Mariotti  

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