Servizio civile, dalla legge di stabilità nessun aiuto

Marianna Lepore

Marianna Lepore

Scritto il 04 Gen 2013 in Notizie

Solo 16milioni di euro: a tanto ammonta la cifra individuata dalla legge di stabilità approvata alla Camera a fine dicembre con voto di fiducia, dopo le modifiche apportate al Senato, e destinata a sette interventi, dal fondo nazionale per il servizio civile a quelli per l’accoglienza dei minori stranieri non accompagnati e per il finanziamento delle missioni di pace, dal fondo affitti a quello per lo sviluppo e diffusione della pratica sportiva e alle norme per favorire l’attività lavorativa dei detenuti. Il fondo da 315milioni inizialmente previsto alla Camera è stato praticamente azzerato e quella cifra è stata in parte distribuita tra le università, i policlinici universitari e altri enti a discapito del servizio civile, come spiega alla Repubblica degli Stagisti Sergio Marelli (nella foto a sinistra), membro del coordinamento nazionale del forum permanente Terzo Settore e direttore generale Volontari nel mondo (Focsiv). «I 16milioni restano da quello che era il cosiddetto fondo Catricalà» continua Marelli «ma la distribuzione dei fondi al servizio civile non è ancora stata deliberata e si conoscerà solo con l'insediamento del nuovo governo».
Quei 16milioni di euro sono, quindi, una cifra ancora troppo generica per farci affidamento perché per sapere quale percentuale arriverà a destinazione bisogna aspettare il decreto per il presidente del Consiglio e vista la fine anticipata della legislatura, il dipartimento della gioventù e del servizio civile nazionale non fa alcuna previsione sulla data in cui si conoscerà la cifra precisa dello stanziamento. Così a fine 2012 i calcoli di spesa sono fatti contando solo i 71milioni di euro già previsti nell’ultima legge finanziaria e i 50milioni di euro recuperati da Andrea Riccardi, ministro per la cooperazione e l’integrazione. Cifra su cui si può fare affidamento solo in parte, visto che il ministro (che guida un dicastero senza portafoglio) aveva annunciato a giugno l’esistenza di quel finanziamento ma ad oggi non è stato ancora materialmente assegnato al fondo nazionale servizio civile. Tanto che le associazioni di categoria avevano fatto appello a Riccardi per un incontro urgente, che non c’è ancora stato, per capire che fine avessero fatto quei fondi. In un comunicato diffuso a metà dicembre, Enrico Maria Borrelli, presidente del forum nazionale per il servizio civile, e Primo di Blasio, presidente della Conferenza nazionale enti servizio civile (Cnesc) avevano ricordato che «il servizio civile nazionale rischia il default già a partire dal 2013». E non sono i soli a dichiararlo: Giuseppe Guerini, portavoce Alleanza delle cooperative sociali e presidente di Federsolidarietà - Confcooperative ha definito la legge di stabilità «un provvedimento tagliagambe per esperienze di welfare che avrebbero bisogno di una dotazione tripla rispetto a quella prevista». La questione della mancanza di fondi per il servizio civile è arrivata anche a Montecitorio dove i deputati del partito democratico Alessia Mosca e Guglielmo Vaccaro, letta la notizia sul sito della Repubblica degli Stagisti del bando 2012 soppresso, hanno preparato a metà dicembre un'interrogazione al ministro della cooperazione internazionale e l'integrazione in cui chiedevano di riferire al Parlamento quali azioni il ministro volesse promuovere «per garantire al Servizio Civile nazionale una copertura delle spese per le sue attività di assistenza, utilità sociale e di promozione culturale».
Mario Morcone, capo di gabinetto del ministero di Riccardi, ha dato una parziale risposta durante l’intervento a metà dicembre a Firenze al convegno Avrei (ancora) un’obiezione dove ha dichiarato che quei 50milioni ci sono e che «l’attesa è solo per questioni burocratiche e non è vero che la scadenza per approvare il tutto è il 31 dicembre 2012».
Con questo budget a disposizione, quindi contando anche i 50milioni di cui non si prevede la data di assegnazione, si riuscirà a garantire l’avvio di circa 18mila volontari in tutto il 2013 contro una richiesta che nel 2012 è stata di 60mila persone. Il bando, però,
sarà pubblicato in estate inoltrata, come dal dipartimento della gioventù e del servizio civile nazionale è stato confermato alla Repubblica degli Stagisti.
Le prospettive non sono quindi per niente positive per i giovani che grazie al servizio civile in questi anni sono riusciti ad avere ugualmente un reddito nella fase di passaggio tra un ciclo di formazione concluso, sia esso scuola o università, e l’entrata effettiva nel mondo del lavoro. Non solo perché i posti disponibili saranno sempre meno (passando dai 45-50mila dei bandi 2005 e 2006 a meno della metà), ma anche perché rischiano di passare almeno sei mesi prima dell’eventuale pubblicazione del prossimo bando. La spending review ha, quindi, colpito anche il volontariato che negli ultimi anni, grazie a un compenso mensile pari a 430euro e spesso superiore alle possibilità di rimborso offerte dagli stage, era stato scelto da moltissimi giovani come primo passo per la propria emancipazione. E non solo: attraverso il servizio civile le associazioni e realtà no profit erano riuscite negli ultimi anni a realizzare progetti che altrimenti, per mancanza di personale e di fondi con cui pagare, non sarebbero mai stati possibili.
Licio Palazzini, vice presidente della Conferenza nazionale enti per il servizio civile (Cnesc), a Firenze a metà dicembre durante il convegno Avrei (ancora) un’obiezione! ha dichiarato che il vero punto di debolezza del servizio civile italiano è la debole consapevolezza e investimento delle istituzioni. E, infatti, ancora una volta le istituzioni hanno tagliato lì dove avrebbero dovuto cercare di investire, lasciando al prossimo governo l’onere di cercare nuovi fondi e affrontare una modifica del servizio civile richiesta a gran voce da più parti.



Marianna Lepore

 

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