«Ho fatto tanti stage in giro per l'Europa, ma quello alla Corte di giustizia Ue è stato il clou»

La Corte di Giustizia dell'Unione europea offre ogni anno una cinquantina di posti per tirocinanti europei laureati in giurisprudenza o scienze politiche, con un buon rimborso spese: più di 1000 euro mensili. Ci si può proporre durante tutto l'anno. L'avvio degli stage per chi farà domanda entro il 30 settembre, e verrà selezionato, è previsto per marzo 2015. Luca Bolzonello ha partecipato al progetto l'anno scorso e ha raccontato alla Repubblica degli Stagisti la sua esperienza a Lussemburgo.

 

Sono nato a Bolzano nel 1989. Dopo le superiori nella mia città e, in parte, in Inghilterra, mi sono trasferito a Bologna, dove mi sono laureato in legge nel 2011Invece della specialistica in Italia ho poi preferito iscrivermi a un master biennale all’università di Maastricht in Olanda. Il motivo della scelta - a parte l’interesse per l’Europa centro-settentrionale - è stata la qualità dell’offerta formativa di quell'ateneo. Lì infatti mi sono specializzato in diritto europeo e diritto internazionale e ho potuto cogliere l’opportunità di fare nel frattempo l’Erasmus alla Humboldt-Universität a Berlino. Per svolgere le mie ricerche di tesi di laurea in diritto della concorrenza e diritti d’autore ho anche passato un semestre presso l’università di Hong Kong. Appena conseguita la laurea, con lode, nel 2013 ho iniziato un tirocinio alla Corte di Giustizia. In retrospettiva, guardando il percorso formativo alle spalle, mi sono reso conto che la scelta di studiare all’estero non è stata tanto conseguenza delle ormai fin troppo note criticità del contesto nazionale italiano, quanto una strada presa in piena libertà e dettata da fattori culturali soggettivi.
Finora non ho mai avuto un lavoro vero e proprio, nel senso di contratti a tempo indeterminato o collaborazioni retribuite. In compenso però ho attraversato diverse fasi di stage all’estero, tutti con rimborsi spese che oscillavano tra i 500 e i mille euro. In ordine cronologico: all’ufficio di rappresentanza della Provincia Autonoma di Bolzano a Bruxelles, presso una rivista accademica (Maastricht Journal of European and Comparative Law, Olanda), presso il World Legal Forum a L’Aia (in Olanda), presso la Direzione del protocollo e dell’informazione alla Corte di Giustizia dell’Ue e, l'ultimo, al gabinetto del professore Antonio Tizzano, giudice alla Corte.
In particolare, per quanto riguarda il tirocinio lussemburghese, è andata in questo modo. I bandi per tirocinanti remunerati, cioè nei servizi - per così dire - amministrativi della Corte di Giustizia, sono pubblicati sul sito internet a regolari scadenze. Compilati gli appositi moduli e terminato il processo di selezione, mi è stato offerto un posto per cinque mesi. Va da sé che ho subito accettato. Nel corso di questo periodo, trascorso alla Direzione del protocollo e dell’informazione, il mio compito consisteva nel preparare i visitatori esterni allo svolgimento e al contenuto delle udienze. Ho anche collaborato con il servizio stampa alla redazione di alcuni comunicati. Il rimborso spese - 1.100 euro al mese - è stato appena sufficiente per vivere dignitosamente. Per una stanza in una casa in condivisione con altri stagiaire pagavo circa 650 euro mensili. Inoltre il Lussemburgo è uno dei Paesi con il costo della vita più alto in Europa e per il cibo non erano previsti buoni pasto: si mangiava alla mensa dei funzionari. Tuttavia, il sacrificio economico è stato ampiamente ripagato dal valore dell’esperienza, arricchita ulteriormente dalle capacità professionale e dalla cortesia del tutor e dei colleghi.
Poi, come dicevo, alla fine dello stage ho avuto il piacere di farne un altro nel gabinetto di Tizzano, giudice alla Corte, per due mesi e nella stessa sede del tirocinio precedente. Ma senza rimborso. Non ci sono bandi in questo caso, ma sta alla discrezionalità dei togati accettare richieste o autocandidature da parte di aspiranti tirocinanti. Questa è stata un’esperienza davvero straordinaria, che mi ha portato al cuore del ordinamento giuridico europeo in un contesto di altissima capacità, preparazione ed esperienza. Un momento chiave nella mia vita lavorativa, che mi ha convinto a proseguire gli studi e a costruire una carriera nel campo. 
Il comune denominatore di tutte le esperienze è stato, sotto il profilo della candidatura, il fatto di avere fatto richiesta in modo spontaneo sia direttamente sia su consiglio di docenti o a mezzo degli appositi bandi. Sotto il profilo del tipo di mansioni si è trattato in sostanza di lavoro amministrativo e lavoro di ricerca giuridica nel campo del diritto europeo. Nel corso delle varie esperienze mi sono occupato per esempio dei rapporti fra Regioni e Unione europea, di progetti di ricerca in materia della responsabilità sociale d’impresa e di cooperazione giuridica con paesi terzi. Sono sempre state esperienze entusiasmanti e di forte valore formativo dal punto di vista sia pratico che accademico. Sono tuttora in contatto con colleghi e superiori, con i quali ho avuto la fortuna di coltivare un buon rapporto umano.
Nonostante il contesto positivo, non era mia nelle mie intenzioni continuare a collaborare per queste istituzioni - sicché le esperienze di cui ho detto si sono concluse alla loro naturale scadenza. A breve termine il piano è fare un dottorato. Contemporaneamente ho intenzione di iniziare la vita lavorativa, e per questo sto studiando per un concorso. Mi piacerebbe restare nell’ambito del diritto europeo. Si tratta di una prospettiva forse un po’ ottimistica, considerando il livello di competizione. Ma rimango convinto che dedizione e applicazione, unite forse a un po' di fortuna, mi permetteranno di riuscirci.

Testo raccolto da Ilaria Mariotti


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