Erasmus Plus, primo anno con promozione a pieni voti

Sarà la difficile situazione occupazionale del nostro Paese, sarà la voglia di fare un’esperienza lontano da casa. Fatto sta che andare all’estero piace e nei prossimi anni potrebbe essere un’opportunità sempre più accessibile. Il programma Erasmus Plus, che raccoglie sotto un unico cappello tutti i progetti di mobilità internazionale relativi a istruzione, formazione, gioventù e sport, prima separati, ha da poco spento la prima candelina. E il bilancio di questo primo anno porta il segno positivo.

In occasione della Settimana euroea della gioventù, la Repubblica degli Stagisti ha analizzato i dati relativi ai singoli ambiti legati a Erasmus Plus. Sono complessivamente cinque i settori che rientrano nel programma: scuola, università, formazione degli adulti, istruzione e formazione professionale e giovani.

Per quanto riguarda la scuola, sono stati 1600 i docenti partiti all’inizio dell’anno scolastico o in partenza in questi mesi per corsi di formazione o periodi di codocenza in scuole europee, una cifra in aumento del 60% rispetto al 2013. Le opportunità legate al settore scuola comprendono fondamentalmente progetti di mobilità per l’apprendimento, finalizzati alla crescita professionale, e partenariati strategici tra istituzioni europee per lo sviluppo di pratiche innovative e la condivisione di attività educative.

Lato università, il programma di riferimento è l’Erasmus. Nell’ambito del famoso progetto di mobilità internazionale, gli studenti italiani sono stati una presenza importante: il Belpaese è ai primi quattro posti per numero di studenti in partenza per mete europee. Nell’anno accademico 2012-2013 gli italiani sono stati infatti oltre 25mila su un totale relativo all’Europa di oltre 268mila. Mentre sono 19mila gli studenti stranieri ospitati presso atenei italiani nel corso dello stesso anno, collocando l’Italia al quinto posto per ospitalità dopo Spagna, Germania, Francia e Regno Unito.

Le cifre sono sostanzialmente invariate rispetto all'anno scorso, ma nel prossimo futuro le possibilità per gli studenti italiani che desiderano partire per l’Erasmus sembrano essere destinate ad aumentare. Di recente infatti il ministero dell’Istruzione ha annunciato l’incremento dei fondi destinati al progetto: si passerà dagli 11 milioni di euro stanziati per il triennio 2011-2013 a un finanziamento di 51 milioni di euro per i tre anni successivi. Ciò consentirà alle università di aumentare le borse di studio disponibili per il famoso programma di mobilità internazionale per gli studenti, con una previsione di un +10% di studenti in partenza all’anno. La distribuzione delle borse nei vari atenei sarà legata a criteri quali l’incentivazione alla mobilità, la capacità di gestione dei progetti legati ai singoli studenti, anche dopo la conclusione dell’esperienza formativa.

L’annuncio dell’incremento dei fondi è stato accolto con favore anche da Indire, uno degli istituti nazionali di riferimento per i programmi europei, che la considera «una scelta in grado avvicinare l'Italia agli standard degli altri Paesi partecipanti
» commenta Elena Maddalena dell’ufficio stampa «e di dare ai giovani che desiderano partire in Erasmus per un periodo di studio o tirocinio un sostegno concreto per superare gli ostacoli di tipo economico che troppo spesso non consentono le mobilità».

Rientrano invece nell’educazione degli adulti tutte quelle attività legate alla formazione permanente degli adulti anche al di fuori dei circuiti professionali, per finalità essenzialmente di inclusione sociale. Anche questo ambito si chiude con un bilancio positivo per il 2014: sono 330 le persone impegnate in mobilità nell’educazione degli adulti, il doppio rispetto all’anno precedente. Rispetto all’istruzione e formazione professionale (VET – Vocational Educational and Training), ad esempio, i tirocini formativi per i giovani apprendisti, studenti di scuole professionali o neodiplomati (mobilità VET Learners), e in generale tutte le opportunità legate all’istruzione e formazione anche a livelli di carriera più avanzati. Il budget stanziato nel 2014 per questi progetti è stato di oltre 33 milioni di euro - con un incremento rispetto al 2013 in cui questo valore si era attestato sui 31 milioni - e ha permesso di coinvolgere 8mila soggetti e 200 organismi. «Guardando lo storico dal 2007 a oggi, si osserva un maggiore stanziamento di risorse finanziarie rispetto ai primi anni di programmazione» spiega alla Repubblica degli Stagisti Francesca Trani dell’Isfol, agenzia responsabile di questi progetti. Rispetto al 2007, infatti, il contributo fissato per questi progetti è salito di oltre 10 milioni di euro (nel 2007 era di poco meno di 22 milioni di euro).

Il settore gioventù infine guarda a tutti i giovani di età compresa tra i 18 e i 30 anni, a prescindere dal livello di scolarizzazione. Un esempio è il cosiddetto SVE (Servizio Volontario Europeo).In questo caso sono stati circa 500 i progetti approvati nel 2014, per un budget di 12 milioni di euro, sostanzialmente invariato rispetto all’anno precedente. Quanto infine allo sport, non è possibile avere un metro di paragone con il 2013 in quanto si tratta di una novità assoluta, non presente in precedenza in nessun altro programma europeo.

A sostegno del successo dei programmi di mobilità all’estero anche recenti ricerche che dimostrano maggiori chance di trovare occupazione per chi ha studiato o fatto un tirocinio fuori dal nostro Paese. Uno studio della Commissione Europea ha infatti mostrato come il tasso di disoccupazione di chi ha svolto un’esperienza all’estero sia più basso rispetto a chi non si è mai spostato dal proprio Paese. E i nuovi fondi stanziati sembrano voler essere un ulteriore segnale del rafforzamento della tendenza a fare le valigie alla scoperta dei contesti formativi e lavorativi europei.

Ma quella dell’incremento delle risorse finanziarie non è l’unica novità per i prossimi anni. Da Indire annunciano «l'apertura del programma nel settore università verso paesi terzi e il sistema della garanzia dei prestiti per studenti che intendono realizzare un intero ciclo di studi di secondo livello all'estero». In quest’ultimo caso si parla di cifre che vanno dai 12mila euro per master di un anno a 18mila per programmi di due anni in uno dei 33 paesi aderenti al programma Erasmus Plus. Insomma, i giovani europei potranno contare su aiuti sempre più incisivi per potersi spostare da un Paese all'altro per arricchire la propria formazione e il bagaglio culturale.

Chiara Del Priore

Community