Effetto Garanzia Giovani, lievita il numero dei tirocini extracurriculari

Scritto il 18 Lug 2016 in Notizie

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Il numero dei tirocini extracurriculari è aumentato del 53,5% dal 2014 al 2015: questa esplosione, che in numeri assoluti vuol dire 348mila stage extracurriculari attivati tra il 1° gennaio e il 31 dicembre 2015, deriva fortemente dall’entrata a regime dell’attuazione del programma Garanzia Giovani. In particolare, gli stage extracurriculari possono essere «di formazione e orientamento» se svolti entro i 12 mesi dal conseguimento dell'ultimo titolo di studio, oppure «di inserimento / reinserimento lavorativo» se svolti oltre quel termine.

Il 47,5% del totale dei tirocini extracurriculari attivati in Italia nel 2015 sono stati svolti nelle regioni del Nord; al Centro le attivazioni sono diminuite leggermente rispetto all'anno scorso, raggiungendo una quota pari al 18,9%; al contrario al Sud si è compiuto un exploit incredibile, dato che la quota è aumentata fino al 33,7% (nel 2013 e 2014 era rimasta stabile sotto al 20%).

In particolare in Sicilia l'incremento del numero dei tirocinanti è stato abnorme: +714,7%. Seguono Basilicata (+164,7%), Campania (+110,6%), Calabria (+92,1%), Umbria (+87,4%), Lazio (+79,3%), Molise (+75,8%), Abruzzo (+75,0%) e Valle d’Aosta (+64,1%). Ma si verificano anche fenomeni di riduzione dei tirocini, in particolare nelle Marche (-10,3%) e nelle Province Autonome di Trento e Bolzano (-7,9% e - 4,2%).

Gli stagisti vanno prevalentemente in aziende che rientrano nel macrosettore di attività economiche denominato “Servizi” che, con più di 193mila attivazioni, rappresenta il 55,5% del totale. All'interno di questo gruppo vi sono sono due settori che fagocitano decine di migliaia di stagisti: in particolare, oltre 77mila hanno svolto nel 2015 tirocini extracurriculari nel “Commercio e riparazioni”, e 78mila in quello che unisce “Trasporti, comunicazioni, attività finanziarie e altri servizi alle imprese”.

Al di là dei numeri assoluti, poi, è interessante osservare le tendenze: per esempio il settore dell'Agricoltura ha accolto solamente 6mila stagisti nel 2015, ma con un aumento molto rilevante (+59,9%) rispetto all'anno precedente. Idem per il settore delle Costruzioni (+89,6%) e quello degli Alberghi e ristoranti (+69,6%).
Inoltre gli stage sono ricominciati ad aumentare anche nella pubblica amministrazione, dopo due anni di riduzione: l'aumento tra il 2014 e il 2015 è del 28,5%. Il che pone ineludibili questioni sull'utilità di svolgere periodi di formazione non curriculari in strutture che non sono in grado poi di assumere neanche una piccola parte di tirocinanti, e anzi dove spesso la presenza di questi ultimi serve a coprire buchi di organico…

Tornando ai dati statistici: per gli stage extracurriculari non c'è una connotazione di genere, stagisti maschi e femmine sono sostanzialmente in equilibrio 50-50, con una lievissima prevalenza di donne che del resto si conferma di anno in anno.

Seppur il tirocinio sia uno strumento di formazione e avvicinamento al mondo del lavoro pensato essenzialmente per persone prive di esperienza lavorativa, gli stagisti extracurriculari over 35 nel 2015 sono stati ben 37.500: di questi, per giunta, oltre 4.500 avevano più di 55 anni. I restanti risultano così suddivisi: 161mila under 25 (85mila maschi e 76mila femmine) e 132mila tra i 25 e i 34 anni (58mila maschi e 74mila femmine).

La maggior parte degli stage extracurriculari (73,4%) ha avuto una durata tra i 3 e i 12 mesi. Vi è un 7,2% che è durato meno di un mese e un 1,7% con una durata superiore all’anno (presumibilmente stage attivati a favore di persone disabili).

Per quanto riguarda l'esito, in un 12,7% dei casi gli stagisti richiedono di interrompere anzitempo il tirocinio; è raro invece (0,7%) che sia il datore di lavoro a farlo. La percentuale di assunzione post stage è 26,4%, identitica all'anno precedente: nel 2015, per la precisione, sono stati attivati 92mila rapporti di lavoro a seguito di una precedente esperienza di tirocinio.

Abbiamo queste informazioni perché – purtroppo solo da un paio d'anni – il ministero del Lavoro offre uno spaccato di informazioni sull'utilizzo degli stage in Italia. Anzi, per essere precisi di una parte degli stage: quelli extracurriculari, svolti cioè al di fuori dei percorsi di studi. Lo fa attraverso un capitolo ad hoc del suo Rapporto annuale sulle comunicazioni obbligatorie, che traccia una panoramica del mercato del lavoro italiano basata su quei documenti che obbligatoriamente devono essere compilati ogni volta che si attiva o si interrompe un rapporto di lavoro o un tirocinio extracurriculare.

Nel Rapporto 2014 si trattava solo di un boxino di un paio di pagine dedicato al tema, contenente esclusivamente un dato numerico sui tirocini dell'anno precedente e dell'anno ancora prima – senza informazioni relative poi alla trasformazione in contratti di lavoro: «Nel 2013 sono stati registrati complessivamente 204mila tirocini extracurricolari, a fronte dei 185mila del 2012». Stop.

Un po' più dettagliato il Rapporto 2015: «Nel 2014 gli individui interessati da almeno un’attivazione di tirocinio sono stati circa 210mila (+10,6% rispetto al 2013). Nel 2014, infatti, il numero dei rapporti di lavoro attivati a seguito di una precedente esperienza di tirocinio è stato pari a 60mila». Dunque: 227mila tirocini attivati per 222mila stagisti (il piccolo scarto è relativo a qualche persona ne ha anche fatti più di uno nello stesso anno).

Il 2016 vede la diffusione dello stage continuare la sua crescita - 348mila tirocini attivati, come si diceva, per 329mila stagisti - anche se i dati sono evidentemente “dopati” dalla promozione di questo strumento avvenuta attraverso il programma Garanzia Giovani. Sarebbe interessante poter fare un confronto con l'uso degli stage curriculari; ma questi non vengono indagati, e l'ufficio statistico del ministero dell'Istruzione non possiede dati in proposito. Si tratta di una grave lacuna che andrebbe al più presto colmata: per poter analizzare il fenomeno dello stage in Italia a tutto tondo, e non solamente in maniera parziale.

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