Alternanza scuola-lavoro, quest'anno mezzo milione di studenti coinvolti: il prossimo si raddoppia

Ilaria Mariotti

Ilaria Mariotti

Scritto il 28 Giu 2016 in Notizie

alternanza scuola-lavoroGruppo Boschistruzioneministero del lavoroscuole superioriSic Servizi Integrati & Consulenze

Per la Repubblica degli Stagisti è l'evento più importante dell'anno: si tratta di Best stage, giunto alla terza edizione e pensato per «fare il punto sulla situazione sul tema dell'occupazione giovanile in Italia, fulcro dell'attività giornalistica della testata» ha spiegato la direttrice Eleonora Voltolina. Per il 2016, dopo Garanzia giovani e Jobs Act, protagonisti della precedente rassegna, il tema al centro del dibattito è stata la formazione, in particolare l'alternanza scuola lavoro. Che non è una novità: esiste da anni ma con la Buona Scuola entrata in vigore quest'anno si è istituzionalizzata diventando obbligatoria (per ora in fase sperimentale), sia per i licei – con 200 ore all'anno – che per gli istituti professionali – che dovranno 400 ore. Si tratta per entrambi di un tetto minimo da spalmare negli ultimi anni scolastici.

«I ragazzi ne sono entusiasti, tornano motivati perché si rendono conto delle potenzialità» ha raccontato la preside dell'Istituto milanese Galileo Galilei Annamaria Borando.
In atto c'è un «cambiamento radicale, non si concepisce più come un qualcosa per dopo le lezioni, ma come un contatto necessario per riempire il percorso scolastico». E «per i professori è stato lo stesso, si sono resi conto della presenza di contenuti talvolta obsoleti».

Bilancio positivo anche per Fiammetta Magugliani di Sic [nella foto a destra], piccola azienda membro ormai storico dell'RdS network. Agli studenti si dà la possibiltà di «conoscere situazioni che a scuola vengono raccontate ma che non sono vissute». In più c'è una parte educativa: si prende confidenza con temi come il «rispetto delle regole e dell'orario, la collaborazione tra colleghi», che arricchiscono la preparazione.

Una delle criticità principali è modificare la forma mentis, specie per i licei orientati per definizione più alla teoria che alla pratica. Il rischio da sventare è quello di pensare di «progettare l'alternanza scuola lavoro solo per le aziende dal grande fatturato e non per le piccole e medie imprese, che sono la spina dorsale del sistema italiano» ha sottolineato Voltolina: «La grande impresa non potrà mai assorbire tutta la mole di studenti». Effettivamente, ha spiegato la preside Borando, ci sono «difficoltà a costruire una progettazione di questo tipo, che deve essere personalizzata, e a individuare aziende disponibili».


Su questo sono arrivate le rassicurazioni di Luigi Bobba, sottosegretario al Lavoro [nella foto a sinistra], che ha garantito che è in corso la messa a punto dell'istituzione di un registro delle imprese per l'alternanza e l'apprendistato, unico e senza costi, così come stanno chiedendo le scuole. Il sottosegretario ha ribadito anche l'impegno dell'ultimo anno nel settore, con «politiche per lo sviluppo del sistema duale anche sulla base del ridisegno dell'apprendistato di primo e terzo livello a opera dei decreti 81 e 150 attuativi del Jobs Act, e per la selezione di enti che facciano da battistrada per l'avvio dei progetti di formazione».

Uno scoglio non da poco perché «orientare giovani e far capire come muoversi alle aziende non è come bere un bicchiere d'acqua». Concorda anche Oscar Pasquali, responsabile della segreteria tecnica del Miur: «Bisogna dare a quelle scuole non ancora attrezzate per l'alternanza scuola-lavoro le competenze di project management necessarie, fornire esempi come quelli di Sic e Bosch a cui possano ispirarsi». Anche perché il progetto è ambizioso: «Se i ragazzi interessati dall'alternanza sono stati in passato circa 170mila, con la riforma della Buona Scuola si è passati allo stato attuale che vede circa mezzo milione di studenti coinvolti» ha ricordato Pasquali. A regime, «nel 2017-2018 la previsione è di un milione e mezzo di giovani avviati al percorso ogni anno».   


Altro organismo in perenne mobilitazione per l'acquisizione di competenze non formali («tutto quello che non si impara a scuola») da parte dei giovani dai 13 ai 30 anni è Agenzia giovani, presieduta da Giacomo D'Arrigo: «Con Erasmus+ gestiamo 130 milioni, la quota assegnata all'Italia su 14,5 miliardi di stanziamenti globali» ha spiegato D'Arrigo. All'interno confluiscono progetti provenienti da tutta Italia: «Per il 2015 sono stati 2100 e ne abbiamo finanziati circa 800: ma tutti quelli che tornano indietro ricevono un feedback per sapere dove hanno sbagliato e come ripresentarsi».


Particolarmente orientate alla formazione anche le politiche adottate di recente dal comune di Milano, rappresentato all'incontro dall'assessore al Lavoro Cristina Tajani [nella foto sotto]. «In un territorio come Milano con grandi potenzialità abbiamo attuato politiche difensive di salvaguardia dalle conseguenze della crisi». Ma questo non ha impedito di portare avanti parallelamente anche politiche innovative: «il sostegno a startup e incubatori di impresa di nuova generazione, anche con vocazione verso la social innovation e non solo la tecnologia, il finanziamento di progetti di coworking, il programma 'Open badge' per la certificazione delle competenze», basato sull'idea di rilancio del capoluogo come 'City of learning'. 


Qualche azienda sta mostrando attenzione a questi temi. Roberto Zecchino, vicepresidente e direttore risorse umane di Bosch, che fa parte del network RdS e della lista Bollino OK Stage, ha illustrato il progetto 'Allenarsi per il futuro', indirizzato alla formazione di giovani in ambito alternanza scuola lavoro. Finora ha interessato 40mila studenti e 200 scuole. «Con le regioni stiamo stipulando convenzioni finalizzate a coinvolgere altre aziende, con l'aiuto di Confindustria». La metafora scelta è lo sport: «Vogliamo portare esperienze di modelli olimpici perché tutti devono avere un sogno, fa male vedere che i ragazzi che incontriamo raramente dicano 'io vorrei fare questo'», ammette Zecchino. Non a caso Daniela Masseroni, campionessa olimpica di ginnastica ritimica, è stata special guest dell'evento. Nel suo intervento ha fatto luce «sull'importanza della grinta che viene fuori quando si desidera ardentemente qualcosa». Indispensabile per gli atleti che «dietro un sorriso nascondono allenamenti sfiancanti di otto ore al giorno, per sei giorni a settimana, per poi andarsi a giocare tutto in due minuti di competizione».


Per tutti i dettagli sullo stato attuale dell'alternanza scuola lavoro sarà pubblicata domani la guida Best stage 2016, un vademecum che i lettori RdS hanno dimostrato di apprezzare con più di 85mila download complessivi delle passate edizioni.


Ilaria Mariotti 

Community