Cento posti alla Scuola di politiche, aperto il nuovo bando

Giada Scotto

Giada Scotto

Scritto il 03 Lug 2017 in Notizie

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Mancano ancora due settimane alla chiusura delle iscrizioni ad una delle opportunità più interessanti per tutti quei giovani che sognano di mettersi in gioco e diventare parte attiva della realtà pubblica e istituzionale. Scade infatti il 16 luglio il bando per le candidature alla Scuola di Politiche dell’Arel, il progetto nato dall’idea di Enrico Letta e diretto dal deputato Marco Meloni che ha l’obiettivo di «offrire un’opportunità di formazione a giovani di talento» per creare «una nuova classe dirigente autorevole, aperta ed europea».

La scuola, attiva dal 2015, offre ogni anno a 100 ragazzi di età compresa tra i 18 e i 26 anni – nati tra il 1° gennaio 1991 e il 31 dicembre 1998 – la straordinaria possibilità di partecipare ad un corso annuale di formazione politica in modo totalmente gratuito: il costo di iscrizione di 2mila euro a studente per l’intero corso è, infatti, interamente coperto da erogazioni liberali e donazioni. Ai ragazzi sarà inoltre offerta la possibilità di usufruire di un contributo alle spese di viaggio, data la presenza, all’interno del corso, non soltanto di lezioni frontali ma anche di visite ad organi e istituzioni nazionali ed europee.

Il corso è affidato ad oltre 70 docenti di profilo internazionale e si articola in più parti, così da permettere a ciascun ragazzo di acquisire un bagaglio di conoscenze e competenze variegate, frutto di studio ma anche di esercitazioni in aula ed importanti momenti di confronto. Il tassello principale è quello costituito dai moduli formativi, ossia lezioni su macrotemi quali Unione Europea, Costituzione e pubblica amministrazione, economia italiana e internazionale, innovazione, società e comunicazione.

«Considerata la diversa provenienza accademica degli studenti» si legge «lo scopo dei moduli formativi è fornire una base comune di conoscenza su un ampio spettro di discipline». Ad integrare i macromoduli ci sono poi le lezioni monografiche, dedicate ad approfondire un argomento o un particolare aspetto dell’attualità, le simulazioni e le esercitazioni in aula, che coinvolgono in maniera interattiva gli studenti, e le conferenze di importanti personaggi del panorama politico come Giorgio Napolitano, Emma Bonino, Marc Lazar e tanti altri. Estremamente stimolanti, infine, gli appuntamenti al di fuori della scuola, che porteranno i ragazzi a conferenze e visite presso le principale istituzioni italiane (come la Camera dei deputati o il Senato della Repubblica) e ad una “tre giorni” a Bruxelles nel mese di giugno, a conclusione del corso, dove gli studenti avranno la possibilità di partecipare ad incontri e dibattiti con i vertici istituzionali e amministrativi dell’Ue.

Il corso va da ottobre a maggio ed è articolato in lezioni da otto ore al giorno (10-18) che si tengono, un venerdì al mese, a Roma, presso la sede dell’Arel. Un impegno pensato, dunque, come perfettamente compatibile con qualsiasi altra attività lavorativa o di studio.

Per chi fosse interessato a candidarsi, l’unico requisito è quello dell’età. Se la fascia è quella giusta, basta andare sul sito e compilare il form che richiede, oltre ai classici dati sul percorso formativo, l’invio di un video di un minuto in cui il candidato si presenti e spieghi le ragioni per cui vorrebbe avere l’opportunità di frequentare la scuola. Ad esaminare le candidature sarà un comitato guidato da Emma Bonino e Pascal Lamy, che selezionerà i 100 studenti secondo «criteri di diversità e inclusione (di genere, territoriale, di cultura politica), di performance negli studi e di passione per la cosa pubblica».

Un progetto ambizioso quanto innovativo: gli obiettivi che la scuola si propone per gli anni a venire sono quello di costruire un network «integrato e proattivo» grazie alla collaborazione tra studenti – ed ex studenti – e professori, potenziare le partnership con le università e, soprattutto, creare una scuola europea che permetta ogni anno a giovani provenienti da tutta Europa di frequentare corsi nella stessa lingua e partecipare ad esperienze di studio nei paesi coinvolti e a Bruxelles: «Un progetto per la costruzione di una classe dirigente effettivamente europea».


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